Sommario

  • L’editoriale di febbraio del nostro editorialista Lucio Petrone, analizza la situazione determinata da alcune esternazioni di rappresentanti del Governo della Regione Sardegna, in particolare di Renato Soru, secondo il quale sarebbe il caso di istituire delle imposte per chi intende sfruttare la Sardegna per le proprie vacanze. Come di consueto l’analisi di Lucio Petrone è lucida e ci offre un quadro chiaro della situazione.
  • 45° Salone Nautico di Parigi. I cugini crescono. Dopo aver conquistato con abilità imprenditoriale e ottima organizzazione di comparto la fetta più sostanziosa del mercato mondiale della vela, l’industria francese si gode la posizione di leadership e guarda con ottimismo al mondo delle piccole e medie barche a motore. Ma non dimentica la cultura nautica, che, nel salone della capitale recita il ruolo di co- protagonista.
  • Taiwan International Boat and Watersports Show. Taipei guarda con interesse all’Italia. Il primo salone internazionale di Taiwan, passo decisivo verso la creazione che sarà testimone dello sviluppo della nautica da diporto sull’isola pacifica.
  • L’evoluzione del motoryacht/2. Il trionfo dell’Italian Style. Con gli anni ’90 la cantieristica italiana abbandona definitivamente la sua veste artigianale, per entrare nel mondo della grande industria, e designer di indubbio valore contribuiscono a dare un lustro crescente a quell’inconfondibile stile italiano, sempre più invidiato e copiato in tutto il mondo.
  • La trasformazione dell’energia. Macchine a fluido. I motori, termici o elettrici che siano, sono parte integrante del nostro quotidiano, nel lavoro e nello svago. Cerchiamo di spiegare, in modo semplice e sintetico, quali leggi della fisica li regolano, come funzionano e quali sono i loro campi di applicazione.
  • Trimarani da record. Quanto sono sicuri? La ricerca del risultato ad ogni costo, comporta delle precise scelte in fase di progetto. La leggerezza esasperata di questi bolidi non garantisce certo a favore della loro robustezza, tuttavia, per ottenere prestazioni eclatanti bisogna pur sacrificare qualcosa sull’altare della sicurezza. Vediamo le differenze sostanziali tra un trimarano da regata pura e uno da crociera.
  • Tesori sul fondo. L’oro del “Polluce”. Grazie all’opera congiunta dei migliori tecnici italiani e delle istituzioni, un sogno perseguito da 165 anni diventa realtà. A sole cinque miglia da Porto Azzurro il mare comincia a restituire il carico di oro, argento e preziosi presenti sul relitto del “Polluce”. Speriamo che le informazioni raccolte dagli archeologi permettano di risolvere presto alcuni dei molti misteri che costellano l’intrigante storia di questo “pacchetto a vapore”.
  • Appuntamento con i delfini. Cuccioli del mare. “Nel bel mezzo del nulla” del Western Australia, c’è una spiaggia unica al mondo, dove i delfini si avvicinano per fare conoscenza con l’uomo. Un rito che si ripete puntuale e spontaneo ogni giorno.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: X Yachts – X50; Camuffo – Camuffo C65; Raffaelli – Raffaelli Ontera; Unica Yacht – Unica 42; Costa dell’Est Yachting – Mizar 33; Rio Yachts – Rio 32 Blu; Rhea Marine – Rhea 850 Open; Seaswirl Boats – Striper 2601 Walk Around.
  • Quaderni di tecnica. Uomo in mare. Come prepararsi con meticolosità per non dover mai dire la frase più brutta per un marinaio.
  • Storia della Guardia Costiera. Vera “gente di mare”. Dalla fiction “Gente di Mare” ai 140 anni di storia delle nostre Capitanerie di Porto. Dalla toga alla sciabola, dai remi all’aeronavale.
  • Australia: nuovo Galles del Sud. Uomini e orche a caccia di balene. Fin dall’antichità più remota, l’uomo ha addestrato cani e rapaci per la caccia, ma spesso la realtà supera ampiamente la fantasia: che si potessero catturare i più grandi mammiferi marini con l’aiuto delle orche è un fatto decisamente fuori dal comune.
  • Vela libera. Sopravvivenza. In seguito all’aumento degli scafi da regata d’altura, anche l’ISAF ha ritenuto opportuno redigere le prescrizioni speciali per la vela d’altura, le quali prevedono per esempio, che la sicurezza dell’imbarcazione e dell’equipaggio è responsabilità dell’armatore o del suo rappresentante. Inoltre, le classi di regata sono state divise in categorie in funzione delle quali possono affrontare regate specifiche, per esempio la categoria 0 è riservata ai mezzi in grado di affrontare regate oceaniche, poi la 1 regate su lunghe distanze e lontane dalla costa e così via. Sono previste anche delle regolamentazioni sull’addestramento del personale di bordo.
  • Rolex Sydney Hobart Yacht Race. Tripletta. “Wild Oats XI” si è aggiudicato la vittoria in tempo reale e compensato della Rolex Sydney Hobart Yacht Race, oltre a migliorare il record, divenendo il primo yacht a vincere l’ambita tripletta.
  • Volvo Ocean Race. Duello fraterno. Anche nella seconda tappa, i Volvo 70 impegnati nel giro del mondo hanno subito importanti avarie.
  • Corum Melges 24 World Championship. Italian. 99 equipaggi hanno partecipato al Mondiale Melges 24 che si è tenuto in Florida. Fra questi c’erano 10 barche italiane che, sin dall’inizio hanno ben figurato.
  • Free Life’s Log. L’attacco delle balene. È affondato. L’epilogo dell’avventura di “Free Life”, raccontato dallo skipper Silvio Dell’Accio.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

UNA SCELTA STUPIDA, INUTILE E CONTROPRODUCENTE

QUALCUNO RACCOLGA IL TESTIMONE

Abbiamo sempre pensato – nonostante le continue dichiarazioni regionali di volontà turistica – che molti Sardi guardassero al forestiero come a un intruso, con buona pace di quanti vanno nell’isola a trascorrervi vacanze, a investirvi quattrini: impressione fugata, in genere, dal calore dell’amicizia di tante persone. Ma la diffidenza verso chi viene “dal continente” non è una novità, basta pensare alla guerra continua fatta all’Aga Khan nel suo tentativo di fare della Sardegna una seconda Costa Azzurra.
Certo l’isola e i suoi arcipelaghi sono meglio delle isole caraibiche e si trovano quasi nel cuore dell’Europa, così il fiume di persone che ogni anno si riversa sulle sue coste è immane. Tanto che in alcuni momenti risulta quasi impossibile da gestire, ma ciò accade essenzialmente per l’atavica carenza e inadeguatezza delle infrastrutture.

C’è anche un altro aspetto che disturba: gran parte delle iniziative turistiche e imprenditoriali appartengono a gente e capitali venuti da fuori. È comprensibile, pertanto, che i locali si sentano in qualche modo anche derubati del proprio patrimonio territoriale e ambientale. Ma senza l’intervento esterno, ci sarebbe stato lo sviluppo verso il turismo, che ha sostituito le poche industrie isolane?

Il turismo, attualmente, è l’unica vera grande risorsa della Regione, a meno che non ci si voglia accontentare del carbone, del sughero, del pecorino e ora dei vini, che sono sempre migliori e più apprezzati. Ma tant’è.

Come si è letto su tutti i giornali quotidiani e ora si può leggere anche su “Nautica”, nella rubrica Nautimondo, una ventata di follia sembra aver travolto il Governo della Regione Sardegna, che ha messo nel mirino contributivo le seconde case e le unità da diporto che stanziano o entrano nei suoi porti. Non vorremmo che questo fosse l’indirizzo fiscale di un prossimo Governo di centrosinistra. Vorrebbe dire che la demagogia riprende quota e siamo tutti in pericolo.

Fortunatamente c’è un D’Alema – e altri con lui – che per passione velica, ma anche per convinzione, è un grosso assertore del contributo che la nautica può dare all’economia del Paese, tanto da accettare l’abolizione della tassa di stazionamento che ora la Sardegna vuole reintrodurre.

Non comprendiamo, perciò, perché Renato Soru e il Consiglio Regionale, invece di ringraziare il cielo che ci sia qualcuno che ha investito e investe sul futuro della loro Regione, lo individuano come capro espiatorio di errori politici e amministrativi dei quali è assolutamente estraneo.

Anche “Nautica” ha decantato la portualità turistica sarda, perché chi viaggia sa che terre di mare belle come la Sardegna ce ne sono poche. E chi ha investito sulla Sardegna ha speso fior di lire e poi di euro, spesso con grande sacrificio. Il ringraziamento è questo. E ciò avviene con un provvedimento incostituzionale – perché discrimina i cittadini davanti alla legge – che si tradurrà nell’assurdo di un gettito assolutamente irrisorio, rispetto alle esigenze finanziarie dell’Isola. Preferiremmo pensare, perciò, a una dichiarazione d’intenti, a un ballon d’essai politico rivolto essenzialmente ai residenti.

Anche se non definitivamente approvato, il provvedimento fiscale è stato però deciso dal Consiglio Regionale e al momento ha già prodotto allarme e danni, causando quanto meno dei rinvii negli acquisti di case e posti barca e danneggiando pertanto sia il mercato immobiliare che la portualità turistica. Perché rischiare? Si chiede già il potenziale investitore. Questo potrebbe essere solo un inizio e forse sarebbe meglio guardare ad altri luoghi, anche più semplici da raggiungere.

Considerata l’inventiva di Soru, c’è tuttavia anche un’altra possibilità, meno peregrina di quanto non appaia: che si voglia promuovere l’Isola come un club esclusivo per super ricchi, fuori dalla folla, una scelta però a vantaggio di pochi e a danno di molti (residenti).

Il Governo nazionale si vende le spiagge, quelli regionali sparano tasse a mitraglia, la Devolution tanto cara ai leghisti, ma sfruttata principalmente dai loro avversari, già mostra le prime crepe allarmanti. Ci avviamo verso il caos fiscale e amministrativo? Meglio soprassedere con la risposta. Cari diportisti, difendervi dai soprusi diventerà, però, sempre più difficile, a meno che questo atteggiamento sia respinto corum populi dai sardi che ragionano.

Ci sembra si stia ripetendo quanto è accaduto per i parchi e le riserve marine… Appena si è capito che c’erano soldi, c’è stata la corsa all’accaparramento. Adesso, appreso che qualche amministrazione comunale ha deciso di creare tasse d’accesso, rischiamo di ripagare anche il pedaggio sul ponte, che c’era una volta, nel Medio Evo. Non si uccide la gallina che fa le uova d’oro, ma bisogna convincerla a stare da noi. Così invece la cacciamo verso altri lidi ed è come se la uccidessimo.

Avviene l’opposto di ciò che si aspettava Gigi Muratori, primo promotore della legge sulla nautica, approvata nel 2003 dal Parlamento all’unanimità, quindi assieme anche alla sinistra, un provvedimento che ha individuato nella nautica da diporto un volano per le economie locali, specie dove, oltre al mare, non c’è nulla. E si tratta di una risposta assurda, proprio perché proviene dalla Sardegna, la Regione che più di ogni altra potrebbe trarne vantaggio. L’On. Luigi Muratori, mancato improvvisamente il 19 dicembre scorso, con grande cordoglio di amici e avversari politici, ha insegnato però a tutti noi a non demordere, ad affrontare tutte le battaglie con convinzione.

Con le iniziative del Governatore Soru è però suonato quel campanello d’allarme che egli temeva, nonostante la sua sia stata in pratica l’unica legge bipartisan della legislatura ormai agli sgoccioli. Oltre che chirurgo emerito, professore di chirurgia plastica, Muratori era un uomo del nostro settore, avendo importato per molti anni con la romana Nautirama i motori marini della Mariner, divenendo anche, per numerosi mandati, membro del Consiglio direttivo dell’Ucina. Poi aveva continuato, come deputato e segretario della Commissione Trasporti della Camera, a seguire tutti i provvedimenti che potessero rafforzare il ruolo della nautica nel nostro Paese.

Soru ha ora dimostrato come sia necessario che qualcuna raccolga il suo testimone, affinché i risultati raggiunti non vadano perduti. Gigi ne sarà felice.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Cantieri del Mediterraneo
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 208

2
L’acqua industriale in banchina: L’esempio Marina Cala dé Medici
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 204
3
raccolga il testimone
rubrica: Attualità | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 88
4
Analisi sulle imprese turistiche nautiche: a che punto siamo
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 276
5
Splendidi di Forza Tre
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 278
6
Una meta per tutto l’anno
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 278
7
La trasformazione dell’energia: Macchine a fluido
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 108
8
L’evoluzione del motoryacht – 2: Il trionfo dell’italian style
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 96
9
Quaderni di tecnica: Uomo in mare
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 120
10
Trimarani da record: Quanto sono sicuri?
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 116
11
Aicon Yachts: un brand in continua crescita
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 194
12
Arimar appoggia Mascalzone Latino-Capitalia Team
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 526 | pagina: 200

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