Sommario

  • L’editoriale di aprile, come sempre scritto da Lucio Petrone, ci propone un’analisi del nuovo Codice della Navigazione, mettendo in evidenza che la nautica non rappresenta unicamente un’attività da diporto, ma anche una forma di turismo con tutto quello che nelle esigenze economiche del paese ciò rappresenta. Pertanto, bisognerebbe far rientrare l’attività nautica a scopo ricreativo nella Legge Quadro del Turismo piuttosto che nel Codice della Navigazione, questa in sintesi la proposta evidenziata nell’editoriale di aprile, nel quale troviamo anche un accenno alle candidature per la presidenza Ucina.
  • Miami Boat Show 2006. Storie di barche e presidenti. ormai lontana la stagione degli uragani, che a novembre aveva pesantemente condizionato lo svolgimento del boat show di Fort Lauderdale, Miami ha accolto la comunity che ruota attorno al mondo della nautica con il “solito” spettacolo: barche, sole e tanto pubblico, appositamente giunto in Florida da ogni parte degli States e del globo, a conferma che qui, nel “Sunshine State” c’è il mercato più grande e importante del mondo.
  • V° Salone Nautico Internazionale di Venezia. Tra buoni propositi e progetti ormai consolidati. quinta tornata del salone di Venezia: un’occasione per ribadire l’importanza di un deciso sviluppo diportistico che faccia capo alla straordinaria e unica cornice della città lagunare.
  • La nautica e il lusso vanno di pari passo. Luxury and Yachts. A Veronafiere, dal 25 febbraio al 5 marzo, si è svolta l’ottava edizione dell’affascinante rassegna della nautica abbinata alla quarta edizione della mostra dedicata a tutto ciò che rappresenta l’eccellenza in Italia.
  • Nauticsud 2006. In medio stat virtus. Per tanti anni il Nauticsud ha avuto sempre una sua connotazione ben precisa: fra gli alti e bassi di stagioni più o meno fortunate, è sempre stato un salone fatto soprattutto di barche medie e piccole. Il Nauticsud visto quest’anno invece, ha sostanzialmente confermato la tendenza già impressa dagli organizzatori nella precedente edizione, ovvero quella di una decisa apertura al mondo e quindi al mercato delle barche più grandi.
  • Anche per le aree marine protette tempi di bilanci. Una crescita esponenziale, cui continua a mancare un chiaro quadro normativo di riferimento: considerazioni sullo stato dei parchi marini, dopo cinque anni di governo e con gli occhi rivolti al possibile ritorno dei Verdi al Ministero dell’Ambiente.
  • La protezione della barca durante i temporali. Un vero colpo di fulmine. Tre sono i fenomeni: lampi, fulmini e tuoni. I tuoni, pur essendo simultanei vengono percepiti più tardi. Il lampo fa vedere il fuoco, il fulmine lo scaglia; quello è, per così dire, una minaccia e un tentativo privo di effetto, questo è un lancio che va ad effetto. (Seneca, Questioni naturali – libro II, I tuoni e i fulmini.)
  • Passione per il “fai da te”. Professione hobbista. Il sottile gusto della realizzazione personale indirizzata a tutto ciò che ci circonda, non solo della barca (anche se esclusivamente di questa si parla nelle pagine della nostra rivista), ma pure la casa, la roulotte, il camper e un’altra infinità di cose, è la molla che spinge l’hobbista ad affrontare interventi di vario livello di difficoltà. Facciamo insieme una carrellata su quanto il mercato propone a chi ama fare da sé, soffermandoci soprattutto su alcuni dei prodotti maggiormente utilizzati.
  • Intruder: quando e quanto conviene. Migliorare l’assetto. Adatto a ogni tipo di carena planante e semiplanante, anche di dimensioni contenute, l’Intruder non può essere considerato la panacea di ogni problema derivante da uno studio di carena approssimativo o da un’errata distribuzione dei pesi a bordo, tuttavia può brillantemente risolvere, in maniera rapida ed economica, questo tipo di inconveniente, migliorando le prestazioni e riducendo i consumi.
  • I porti-canale dell’Alta Maremma. Vietati alla vela. Negli ultimi anni in Alta Maremma, sono stati realizzati vari porti canali, che hanno consentito di realizzare migliaia di posti barca lungo una delle coste più belle d’Italia. Tuttavia, a causa della presenza di ponti, l’accesso a questi porti è difficoltoso per le barche a vela, le quali sono costrette ad abbattere e rialzare l’albero. Vediamo come i nuovi materiali possono agevolare tale operazione.
  • I 75 anni dell’Amerigo Vespucci. Buon compleanno splendido veliero. Tributo all’importante traguardo raggiunto dalla nave più bella del mondo. Ripercorriamo la sua storia, dal varo ai nostri giorni, con un’esclusiva quadreria dei più bei dipinti che l’hanno ritratta e un accenno alla “Vespuccimania”, il collezionismo degli oggetti che la rappresentano.
  • Da Nettuno alle Sporadi Settentrionali. Mediterraneo da manuale. Sfogliando il diario di bordo sulla cui copertina camepeggia il sintetico titolo “vacanze 2005”, ci rendiamo conto che quello da Nettuno alle Sporadi settentrionali e ritorno è stato uno dei viaggi più appaganti tra i tanti compiuti in quasi trent’anni di navigazione. Cosa l’ha reso tale? Tutto, dalla barca al tempo, alla natura, alla gente… Ma forse siamo stati semplicemente noi che abbiamo sputo accogliere senza fretta e con rinnovata “ingenuità” anche le bellezze intermedie del percorso: lungo, talvolta faticoso (2.800 miglia), ma sempre generoso di sole, caldo e mare pulito.
  • Dal Baltico al mare del nord attraverso la Germania. Il canale di Kiel. Inaugurato nel 1895, il canale evita la circumnavigazione della Danimarca, con grande risparmio di tempo e senza dover affrontare un tratto di mare particolarmente insidioso. Percorso annualmente da oltre 40.000 navi mercantili e 25.000 da diporto, si classifica tra le più importanti opere di ingegneria navale mai realizzate.
  • Vela libera. Nella rubrica vela libera di questo mese, Paolo Venanzangeli ci parla del premio “Velista dell’Hanno”, ricevuto da Vasco Vascotto, skipper di “Mascalzone Latino-Capitalia”. Ma Venanzangeli ritiene che forse anche un altro campione nostrano avrebbe meritato attenzioni, si tratta di Franco Manzoli detto “Ciccio” fino a quando, lo scorso anno, è riuscito a vincere la Ostar guadagnando sul campo il soprannome di “Ciccester”. Tale impresa ha valore non solo per il risultato in sé, ma anche per il fatto che nella storia della regata atlantica per eccellenza “Ciccester” è il primo italiano a primeggiare.
  • Acura Miami Race Week. SORC. L’Acura Miami Race Week 2006, con la partecipazione di 142 imbarcazioni di cui 19 Farr 40, che hanno disputato dieci regate in quattro giorni, si è corsa con venti da medi a forti, di intensità compresa fra i 10 e i 25 nodi e spesso con mare formato.
  • Volvo Ocean Race. La rimonta dei pirati. Terminata la quarta tappa, la flotta impegnata nel giro del mondo si appresa a fare rotta per Baltimora, quinta tappa lunga 5.000 miglia.
  • Campionati Invernali. Maxi invernali. Dopo un freddo inverno, che ha spesso impedito di disputare regolarmente le prove, sono terminati i Campionati Invernali.
  • Nella rubrica dedicata allo sport come sempre tante notizie dai campi di regata internazionali e dai circuiti di motonautica.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Comar Yachts – Comet 45S; Dalla Pietà Yachts – DP59; Pershing – Pershing 56; Rose Island – Pathfinder 58; Carver Yacht Group – Carter 38 Super Sport; Sealine – Sealine SC 29; Larson – Cabrio 220;
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

IL NUOVO GOVERNO DEVE GUARDARE
ALLA NAUTICA DA DIPORTO COME…

FENOMENO DI TURISMO,
ANCHE SE IN BARCA

L’elezione di Lorenzo Pollicardo nel Board dell’ABYC, l’American Boat & Yacht Council, – di cui parliamo nella rubrica Nautimondo – testimonia quanto sia sentito dai costruttori e dagli importatori di tutto il mercato nautico globale il problema di non poter costruire con un unico standard, ma di doversi conformare a quello di ogni paese in cui le unità saranno poi vendute. È stato proprio questo il tema di un nostro convegno con l’associazione dei Parlamentari Amici del Mare e della Nautica, in una sala del Senato, lo scorso luglio.
In Europa abbiamo il marchio CE, con suo standard, mentre negli Usa, finora, c’è stata la massima libertà, ma ci sono i paesi dell’Est europeo, del Sud Est e dell’Estremo Oriente asiatico, dell’India, della Cina e di numerosi paesi emergenti anche in Africa e Sud America. Alcuni, per i quali il fenomeno nautico è nuovo e non hanno normative specifiche, finiscono per diventare una specie di secchio estremo della spazzatura della produzione.

Tutti, perciò, mirano a una normativa internazionale comune per le small craft, fino a 24 metri, anche se con qualche distinguo sull’obbligatorietà. Ma si vorrebbero standard comuni anche sopra i 24 metri, perché la richiesta sempre crescente, in questi anni, di navi da diporto da utilizzare nel charter ha stimolato l’attenzione delle società di navigazione marittima, che vorrebbero inserirsi nello stesso calderone, Confitarma per prima. A questo punto, però, gli stessi costruttori non sanno più che pesce è la nautica da diporto: è un’attività marittima commerciale o turistica e dilettantistica? E da noi, abituati al compromesso per superare gli ostacoli, ne è nato un ibrido: l’uso commerciale delle unità da diporto, che se sono da diporto assolutamente non potrebbero essere commerciali e viceversa.

Ma tant’è, abbiamo assistito alla ribellione degli studiosi di diritto marittimo o marittimisti, che smentendo una legge del Parlamento – quindi di quella volontà politica unica a poter innovare, smantellando gli interessi precostituiti – sono riusciti a far modificare l’articolo iniziale del Codice della Nautica, riportandolo nelle competenze del superiore Codice della Navigazione, che nella legge n. 172 del 2003 era stato escluso.

E dal loro punto di vista non è neanche sbagliato, considerato come il Codice della Nautica era stato malamente impostato a livello ministeriale. Evidentemente, neanche il Ministero, nelle segrete stanze del Dipartimento della Navigazione, voleva il cambiamento. E il Governo, impegnato a superare un momento di confusione politica, di fibrillazione nell’avvicinarsi della scadenza elettorale, non solo non ha obiettato, ma si è fatto sostenitore di chi ostacolava l’innovazione. È stata sciupata un’occasione unica e la fretta ha partorito un aborto, mentre forze oscure amministrative ne hanno approfittato per creare una serie di oboli da far pagare agli utenti, in nome della necessità di una maggiore sicurezza.

Attenzione, non è con questo che il Codice della Nautica sia stato inutile, tutt’altro, perché è venuto incontro a quasi tutte le richieste degli operatori, mentre ha risolto solo qualche problema dei diportisti legiferando al di sopra delle loro teste, senza minimamente consultarli, aumentando inoltre, potenzialmente nel futuro, il loro impegno di spesa. Va evidenziato, tra l’altro, che la maggior severità tecnica introdotta non è assolutamente giustificata dalle statistiche assicurative sui sinistri, la maggior parte dei quali avviene per errate manovre o per ormeggio inadeguato in porto.

Ancora una volta, la sicurezza costituisce, quindi, solo il chiavistello per restare allo statu quo: la nautica una vacca da mungere. Ed è questa la ragione per cui siamo rimasti indietro rispetto ai nostri concorrenti mediterranei. Nella mentalità di molti burocrati, questo non è un settore che crea ricchezza per la nazione, ma chi naviga per diporto è l’essenza stessa della ricchezza e come tale deve essere colpito. Ha voglia D’Alema di andare in barca a vela. Nessuno pensa alla onesta passione che c’è dietro e che fa preferire questa ad altre spese.

Tutti si chiedono solo: “Ma dove ha preso i soldi”? Dietro ogni barca si vede un evasore o un imbroglione… E ogni volta, non solo D’Alema è costretto a ripetere la fonte di quei quattrini. Questa è la politica. Comunque, chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Aver demonizzato le barche perché il solo pensarci distraeva la mente dall’impegno di lotta continua, mentre, invece, tutte le risorse dovevano essere indirizzate dallo Stato verso i suoi programmi politici, rimane un peccato originale che sarà superato solo fra qualche generazione.

Abbiamo già detto e ripetiamo che il Codice della Nautica da diporto, entrato in vigore lo scorso settembre, non ci piace e tantomeno il suo Regolamento di esecuzione, che se tutto va bene entrerà in vigore in piena stagione nautica 2006 o addirittura nel prossimo ottobre.

È chiaro che è necessaria una revisione dei princìpi ispiratori della normativa vigente. La nostra richiesta è che si ritorni allo spirito della legge n. 172 del 2003, stravolto nella delega governativa. Nella legge Muratori era evidente l’intenzione che si dovesse guardare alla nautica come a un’attività prevalentemente turistica e non marittima e questo concetto risiedeva proprio nell’abbandono del Codice della Navigazione. Ripudiando l’innovazione, è stato ribadito il contrario, cioè che, comunque, parliamo sempre di navi.

Il 9 aprile è imminente ed è opportuno ricordare che il settore nautico contribuisce al PIL, al Prodotto Interno Lordo, con oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro e dà occupazione tra diretto e indotto a circa 100.000 addetti. Si deve guardare ad esso, perciò, senza demagogie e chiunque sia il vincitore delle elezioni, chiediamo che la politica per la nautica, che ormai nella sostanza è regionale, sia ispirata, proprio per questa preminenza turistica, alla legge quadro del turismo e quindi al distacco completo dal Codice della Navigazione, quanto meno per la sua parte costiera. È il solo modo per farla decollare, per farle esprimere tutte le sue potenzialità.

Concludiamo queste note con un aggiornamento sulla successione a Paolo Vitelli alla presidenza Ucina. I tre saggi nominati dal Consiglio direttivo dell’Associazione stanno svolgendo il loro lavoro e finora sono scaturite solo le candidature di cui già si sapeva: Anton Albertoni, della Veleria S. Giorgio, Lorenzo Selva, della Selva, cui si è aggiunta Alessandra Cranchi, del Cantiere Nautico Cranchi. Non c’è stata finora alcuna iniziativa del Gruppo Ferretti per la candidatura di uno dei presidenti dei suoi brand, dei suoi cantieri. I tempi, comunque, stringono. Nella riunione di Consiglio del prossimo aprile i saggi riferiranno i risultati della loro indagine e ogni nome che dovesse proporsi oltre quella data, dovrà testimoniare il gradimento alla sua candidatura con le firme del 25% degli associati aventi diritto al voto. Il che è praticamente impossibile.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Benvenuto al nuovo porto turistico di Varazze
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 244

2
Anche per le aree marine protette: Tempi di bilanci
rubrica: Attualità | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 120
3
Fenomeno di turismo, anche se in barca
rubrica: Attualità | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 118
4
Caraibi a vela
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 342
5
Charter a Malta: nel cuore del Mare Nostrum
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 340
6
Il lusso sui motoryacht
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 342
7
I porti-canale dell’alta maremma: Vietati alla vela
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 160
8
Intruder, quando e quanto conviene: Migliorare l’assetto
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 146
9
La protezione della barca nei temporali: Un vero colpo di fulmine
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 140
10
Passione per il “fai da te”: Professione hobbista
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 152
11
1° Festival Intermare
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 238
12
Abacus Marine amplia la rete di distribuzione
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 528 | pagina: 232

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