Sommario

  • L’editoriale di Lucio Petrone sul numero di agosto affronta nuovamente il tema della Legge Regionale Sarda n.4, la così detta Legge Soru, proponendoci le reazioni della politica nazionale e invitando il Presidente della Regione Sardegna a tornare suoi passi per garantire lo sviluppo del turismo nautico nell’area.
  • Un record da battere. Proiettili sull’acqua. La ricerca di velocità sempre maggiori, sia sulla terra sia nei cieli che sull’acqua, è una sfida he appassiona da sempre tecnici e sportivi. Il recordi di 511 km/h di velocità sull’acqua, realizzato nel 1978 dallo Spirit of Australia di Ken Warby, dura ormai da troppi anni e due team, uno statunitense e l’altro europeo, si apprestano al tentativo di superarlo, ma Warby non demorde ed è già pronto a raccogliere la sfida.
  • I software di progettazione. Il computer in cantiere. come per la maggior parte dei settori produttivi, il computer è entrato prepotentemente nel mondo della nautica, riducendo drasticamente tempi di progettazione e costi di produzione. In questo articolo vengono presentati i software più utilizzati da progettisti e architetti per la realizzazione delle loro opere.
  • Musica a bordo. Piccoli lettori MP3 per musica da condividere. Ascoltare la musica a bordo, navigando lentamente o mentre si sta alla fonda, è sicuramente piacevole. Vi proponiamo un sistema semplice ed economico, ossia, usare il proprio lettore MP3 collegandolo a sistemi di amplificazione del suono, per condividere la musica con amici e ospiti.
  • La grande sfida. Altura made in italy. La traina d’altura è sicuramente la tecnica sportiva di pesca dalla barca più diffusa nel mondo. Le sue origini sono da ricercare nelle acque della Florida tra le due grandi guerre, quando ricconi e personaggi del calibro di Hemingway cercavano emozioni come in canna un grande blu marlin.
  • Con il naso al cielo. Curiosando tra le stelle. Durante l’estate, dopo esserci crogiolati al sole per l’intera giornata, godiamoci un pò il fresco che ci concede la sera e prendiamo confidenza con le meraviglie chela sfera celeste ci mostra in questa stagione.
  • La storia della bussola. Magnetica magia. “Dovrei mantenere le Pleiadi a destra e Boote a sinistra, mentre l’Orsa dovrà rimanere sempre a sinistra”. Così Omero, nel libro V dell’Odissea descrive la rotta che Ulisse dovrà tenere per navigare dall’isola di Ogigia (Gozo) a quella di Feaci (Corfù), una rotta che lo avrebbe portato da SW a NE. Così si navigava nell’antichità, seguendo le stelle e i venti, prima dell’avvento della bussola che segnò un radicale cambiamento nel modo di andar per mare.
  • Isole Egadi: Marettimo. Hiera, l’isola sacra. Oltre a essere la più lontana e per questo la meno frequentata, Marittimo è anche la più alta e montuosa delle isole Egadi, circondata da acque limpide e cristalline, si caratterizza per le stupende grotte e per i fondali, generalmente più profondi di quelli delle sue sorelle, Favignana e Levanzo, ricchi di un gran numero di specie di vita marina.
  • In barca lungo l’Yser. Paesaggi fiamminghi l’Yser, reso navigabile già nel Medio Evo, e la rete di canali che vi convergono, hanno rappresentato per secoli la struttura portante del sistema commerciale del Belgio. Navigare oggi lungo queste vie d’acqua, oltre a evitare il caos delle strade, consente di immergersi nella natura e scoprire città e cittadine che sono veri gioielli artistici.
  • Vancouver Island. Tra fiordi, orsi e balene. Una meta particolarmente apprezzata dai nord americani, ma alquanto insolita per noi europei, che per la suggestione e per la varietà dei suoi paesaggi incontaminati e selvaggi, ultimamente sta incontrando anche da noi un sempre maggiore interesse tra gli appassionati del charter nordico.
  • Vela libera. Nella rubrica Vela Libera del numero di agosto Paolo Venanzangeli affronta il tema della globalizzazione analizzndo tale fenomeno all’interno delle regate di Coppa America, che vedono non più equipaggi delle singole nazioni fronteggiarsi sui campi di regata, ma equipaggi internazionali e multietnici a bordo di imbarcazioni che nulla hanno a che fare con il loro paese d’origine.
  • 54° Giraglia Rolex Cup. Classica d’altura. Ancora Alfa Romeo 2 primo in tempo reale e grande impresa di Ala Bianca, un Polaris 33, vincitore Over All in tempo compensato della prova d’altura.
  • Nella rubrica dedicata allo sport come sempre tante notizie dai campi di regata internazionali e dai circuiti di motonautica. Il resoconto delle regate Solo Mediterranée, Volvo Ocean Race, Settimana di Kiel, Bol D’Or Rolex.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Wauquiez – Pilot Saloon 47; Sunseeker – Manhattan 66; Carter Yachts – Marquis 2130; Pacific Shipyard – Prestige 170; Apreamare – Apreamare 60; Itama – Itama Forty; Chaparral – Signature 310.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti e in allegato il fascicolo con le caratteristiche e i prezzi del nuovo. All’interno, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

Sempre sul problema legge Soru in Sardegna

UN PETALO DI MARGHERITA

Il 6 luglio scorso, il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, e l’assessore al Bilancio, Pigliaru, sono stati convocati a Palazzo Chigi, a Roma, per parlare dell’incostituzionalità della Legge Regionale Sarda n. 4, del 4 maggio scorso, che introduce la tassa su case, barche e aerei dei non residenti in Sardegna.
Risultato? L’incostituzionalità è flagrante e il Governo impugnerà il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale, a meno che… non siano apportate alla stessa alcune modifiche, in particolare alle disposizioni riguardanti le esenzioni per i residenti, addirittura estese ai discendenti, che anche Soru, sembra, abbia riconosciuto esagerate.

Nella situazione di sconcerto nazionale – con molti altri Consigli regionali pronti a seguire l’esempio sardo e non solo per la nautica – sarebbe stato più logico bocciare questa legge regionale senza tentennamenti. Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, invece, ha ritenuto opportuno mediare. Egli non vuole perdere il contributo al centrosinistra di Soru, un petalo di Margherita importante, perché se non ha il seguito dei Sardi benpensanti, ha però il sicuro consenso, come sembra, di quella parte dell’isola indignata dal no al referendum sulle basi militari in Sardegna (che pure era chiesto da 10.000 isolani, ma è stato dichiarato inammissibile) e dal taglio ai fondi regionali apportato dal Governo Berlusconi. Sono in molti, così, a parlare di diritti violati, dei Quattro Mori della bandiera sarda che ormai si sono tolta la benda ecc. in un background con risvolti, in qualcuno, anche indipendentisti.

L’iniziativa di Soru è approvata però anche da molti giovani, che senza lavoro a casa, sono stati costretti a trasferirsi nelle città della Penisola. E questo è grave, perché proprio i giovani dovrebbero fermare Soru. La sua politica nei confronti del turismo e dell’investitore che arriva dal Continente è suicida, specialmente nel momento in cui le migliaia di miliardi di lire e milioni di euro investiti finora nella promozione turistica possono dare i loro frutti migliori. L’Unione Europea guarda con molto interesse allo sviluppo turistico del Mediterraneo, in molti investono in seconde case o/e in unità da diporto e questo crea un indotto con molte nuove possibilità di lavoro un pò per tutti.

I Sardi, purtroppo, hanno incominciato ad amare il mare appena da qualche decennio, e pochi di loro hanno compreso le potenzialità economiche della nautica, dove, secondo una recentissima indagine Censis – il III Rapporto sull’Economia del Mare 2006 – un addetto corrisponde a sei unità di lavoro nell’indotto, dove ogni 1.000 euro investiti inducono una produzione di 4.546 euro nel turismo nautico. Nessun settore dell’economia nazionale, in questo momento, è vitale come la nautica, un fenomeno in continuo, grande sviluppo.

Se Soru cercherà di attirarla, invece di scacciarla, per l’Isola può iniziare un periodo di grande benessere. “La nautica – ha ricordato recentemente il presidente Ucina, Anton Albertoni – è il comparto con la più alta capacità di attivazione a valle tra tutti i settori dell’industria marittima e conseguentemente con la maggior capacità di generare ricchezza”.

E la Sardegna è un arcipelago di isole con un mare fatto apposta per la nautica, una grande darsena europea in grado di vivere, secondo le stagioni, almeno 8-10 mesi all’anno e dare lavoro specie a tanti giovani. Certo i costi nautici dell’Isola dovrebbero essere inferiori, concorrenziali rispetto a quelli della Liguria, della Toscana, del Lazio e di altre regioni italiane, e dovrebbero consigliare ai diportisti Inglesi, Tedeschi e agli altri Mittel europei di vivere la barca nelle acque sarde, lasciandola d’inverno in un porto dell’Isola, invece che a Malta o alle vicine Baleari, come ora avviene.

Ma quelle isole si sanno proporre, le loro municipalità sono molto organizzate, sostengono l’industria turistica e nautica in particolare. Invece la Sardegna giace là, almeno a livello politico, con poca convinzione o, forse meglio, con poco desiderio di essere invasa da turisti tutto l’anno. E ciò spiega la colonizzazione imprenditoriale cui è soggetta e il favore di queste leggi contro chi non è Sardo.

Il mondo, invece, va in senso contrario, la globalizzazione è iniziata già con la fine della Seconda guerra mondiale o anche prima. Bisogna essere partecipi del progresso e non vittime. Perché, Soru, non fai marcia indietro? Perché non incentivi invece di tassare?

A quanto sembra – sotto la pioggia di critiche piovutegli addosso da nemici e amici, da imprenditori turistici e nautici delle coste sarde, dai proprietari delle seconde case, dagli armatori finora ospiti dei porti sardi che guardano alla Corsica piuttosto che pagare la tassa, dopo la presa di posizione del Governo – Soru sarebbe ormai intenzionato a rivedere il testo della legge, ammorbidendone un pò tutti i punti, mentre qualcuno dice che voglia solo aggiustare gli articoli controversi sotto il profilo costituzionale. Ma incostituzionale è proprio l’introduzione della tassa e se Prodi gli darà una mano ad aggiustare i conti economici regionali, da uomo pratico qual egli è, farebbe meglio a ritirarla.

Frattanto, però, sorge spontanea tutta una serie di interrogativi: che ruolo hanno in ciò che sta avvenendo le grandi aree che i militari italiani e Nato hanno già lasciato o stanno per lasciare? Costituiscono per qualcuno l’affare del secolo? Chi è interessato a un calo dei valori immobiliari per acquistare e poi rivendere con profitto? C’è una connessione tra la legge Soru e l’altra, approvata poco prima, che impedisce ogni tipo di costruzione entro due chilometri dalla costa? Come mai si sono visti in giro, in Sardegna, in questi giorni, a visionare siti, grandi immobiliaristi internazionali? E le migliaia di miliardi – soldi di tutti gli Italiani, perché provenienti dalle tasse – spesi dal dopoguerra a oggi per promuovere il turismo in Sardegna… gettati al vento? Chi ne risponde?

Per ammorbidire Soru, gli è stato assicurato, a quanto si dice, che il contenzioso tra Stato e Regioni – che nelle dichiarazioni del Governatore ha giustificato la ricerca di nuove entrate – si risolverà, a breve, con l’abbattimento del 60% del taglio previsto a suo tempo. Inoltre, una commissione mista Stato-Regione, coordinata dal sottosegretario Enrico Letta, studierà a Cagliari, a partire dal 24 luglio p.v. (quindi poco prima che questa rivista esca in edicola), la via per trovare un compromesso.

Abbiamo già espresso ampiamente la nostra forte e indignata opposizione alla legge Soru. Senza ripeterci – oltre ai diversi contenuti incostituzionali di cui si può leggere nel Nautimondo, nell’interrogazione parlamentare bipartisan dell’Associazione Parlamentari Amici del Mare e della Nautica, di cui è presidente il sen. Mauro Cutrufo – ricordiamo che essa si ripromette nuove entrate fiscali per 140/150 milioni di euro, per noi aleatorie, mentre di sicuro ha già causato danni all’economia isolana e al suo patrimonio immobiliare, al suo sviluppo nautico per un importo enormemente più alto. La legge ha previsto di fatto le seguenti spese: un’agenzia regionale per le entrate, con addetti e uffici, che costerà 5 milioni di euro; la difficile, ingarbugliata e costosa organizzazione dell’esazione; una nuova organizzazione territoriale del Corpo Forestale in Sardegna per il controllo della stessa, con sviluppo di competenze, di uomini e di mezzi, anche navali. Altro che 150 milioni di euro! Senza calcolare il danno di quelli che, almeno per qualche tempo, preferiranno andare in barca altrove.

Escludendo i seguaci di Soru, tutto il resto del mondo è convinto che qualsiasi iniziativa che contrasti l’afflusso di correnti turistiche sia autolesionistica per la Sardegna. Anche pensando che in un prossimo futuro la tassa possa essere abolita, prima che la grande massa dell’utenza se ne accorga ci vorranno almeno quattro o cinque anni, forse anche dieci, perché la gente è distratta, legge poco, va di fretta ed è allettata da promozioni martellanti verso altri paesi mediterranei ed esotici. Già il solo annuncio della tassa ha fatto grande danno e lo dimostra il consiglio (da noi già riferito) dell’Adac, l’Automobile Club tedesco, ai suoi soci della sezione nautica, un milione e duecentomila armatori, di non andare in Sardegna nel 2006, proprio per l’introduzione della nuova tassa.

Per l’affetto che ci lega alla Sardegna e ad alcuni amici Sardi, speriamo che non avvenga, ma una crisi del turismo sarebbe disastrosa per un’isola che in pratica non ha altre industrie. Lo sviluppo economico dell’Isola non può venire certo da posizioni d’isolazionismo becero e violento, fortunatamente episodico, che d’estate appicca il fuoco alla macchia mediterranea per scacciare i turisti, a volte con conseguenze luttuose.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Importanti iniziative per Marina dei Cesari
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 232

2
Pronto un progetto per l’ampliamento di Port Ghalib
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 232
3
Sempre sul problema legge Soru in Sardegna: Un petalo di margherita
rubrica: Attualità | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 108
4
Charter in Corsica: L’isola di Napoleone
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 312
5
Con il naso al cielo: Curiosando tra le stelle
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 128
6
I software di progettazione: Il computer in cantiere
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 114
7
Musica a bordo: Piccoli lettori MP3 per musica da condividere
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 122
8
Un record da battere: Proiettili sull’acqua
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 110
9
100 volte Absolute
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 220
10
43° Parallelo nuovo concessionario Jeanneau motore
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 222
11
5^ edizione del Carnevali Day
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 220
12
A Düsseldorf il meeting performance 2006
rubrica: Giri di bussola | annata: 2006 | numero: 532 | pagina: 224

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