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Nautica Numero 556 agosto 2008

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di agosto, è una lettera aperta di Lucio Petrone ad Altero Matteoli, per i prossimi cinque anni Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
  • Procedure di base. Partenze e arrivi. Poiché durante il lungo letargo invernale è facile dimenticare la corretta sequenza delle cose da fare, al momento di mettere in moto le macchine per uscire o al momento di entrare nel primo porto della rotta prevista, ecco una check-list ragionata da tenere in plancia.
  • Velocità, è sempre vera gloria? Febbre da record. La vela vive ormai di record, celebrati dagli organi di stampa e dalle testate di settore. Ormai una sorta di specialità sportiva a sé, con il primato dei primati che fu stabilito nel 1854 e resistette ben 130 anni. Tutto quello che c’è da sapere sulla storia dei record.
  • Nautica carrellabile e amministrazioni locali. Un conflitto insanabile? I grandi yacht non hanno problemi di ormeggio. Per loro sono stati costruiti o riadattati marina lungo tutte le nostre coste. Ma è la nautica “minore”, quella dagli 8 ai 12 metri per intenderci, che paga pegno, avendo difficoltà nel reperimento dei posti barca, a causa di costi proibitivi e vedendosi preferite le imbarcazioni maggiori. L’unica soluzione è la nautica carrellabile, realizzando scivoli e parcheggi, come da anni avviene in Francia.
  • Fotocamere digitali. Scatta la vacanza. Alcuni consigli per scegliere la macchina fotografica digitale con cui immortalare i momenti più belli delle proprie ferie, siano esse in barca o in gommone.
  • Gara di big game tra Hatteras e Bertram alle Bahamas. Sfida atlantica. Si chiama “Shootout”, edizione 2008, e per gli americani è “la competizione” di pesca d’altura. I due leggendari marchi della nautica mondiale danno vita, da ben 29 anni, alla più spettacolare gara di “big game” degli USA. La splendida Marina di Abaco Beach alle Isole Bahamas ospita, per la quindicesima volta, i prestigiosi fisherman di questi due cantieri, per insidiare le varie specie di rostrati presenti in queste acque dell’Atlantico.
  • Isola di Ustica. La perla nera. Isola di origine vulcanica a circa 36 miglia a Nord di Palermo, il cui nome deriva dal greco Osteodes, Isola delle Ossa, quelle, secondo la mitologia, dei naviganti che rimanevano ammaliati dal canto delle Sirene e finivano per sfracellarsi contro le sue aspre scogliere. È conosciuta anche come “Perla nera”, per il colore scuro delle colate laviche che l’hanno formata. Per salvaguardare i suoi splendidi fondali, ricchi di fauna marina, oltre che di reperti archeologici, nel 1986 vi è stata istituita la prima Riserva Marina italiana, intelligentemente voluta con una zona A (riserva totale) molto ridotta, per consentirne la massima fruizione.
  • Al via Pechino 2008. I magnifici 5. Il primo risultato dei primi giochi olimpici cinesi della storia è essere nell’élite mondale della vela, solo 7 Paesi che hanno atleti in tutte le 11 classi. Sono cinque le specialità in cui possiamo aspirare al podio, salvo gradite sorprese, ma gli atleti dovranno fare i conti con le novità regolamentari della Medal Race.
  • Arte e cultura marinara nell’isola dei nuraghes. L’altra Sardegna. In estate la Sardegna è luogo di vacanze, di mare e di bagni. Ma c’è un’altra Sardegna, poco conosciuta, che si può frequentare tutto l’anno: quella dell’arte e della cultura marinara. In quest’articolo proponiamo dei percorsi alla scoperta di musei e santuari marinari, di relitti, fari e torri costiere, con un accenno alla pesca e ai sapori di mare. Tante notizie per coloro che si reputano appartenere alla “vera razza marinara”.
  • La costa da Tunisi a Tabarka e l’isola di La Galite. Lungo la costa del corallo. La Tunisia, un paese molto vicino a noi, eppure distante per cultura e modo di vivere. Nonostante la sua veloce occidentalizzazione, visitare le sue città, i paesi e i borghi porta a scoprire un mondo coloratissimo e allegro, ormai lontano dal nostro vivere quotidiano, il tutto immerso in una natura incontaminata, un mare stupendo e siti archeologici ben conservati.
  • “Strambate”. In questo numero, Roberto Neglia parla e fa considerazioni del calendario delle vele d’epoca che, grazie alla seconda giovinezza che stanno vivendo queste Signore del Mare, sta diventando troppo fitto e costoso per gli equipaggi amatoriali.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardo la TP52 Audi MedCup, il Campionato del Mondo ORC International, il Campionato Italiano X35, la Moby Roma-Giraglia, l’Italian Golden Trophy, il Baltic Yachts RendezVous, la 500X2 e la 100 Vele.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Uniesse Marine 65 Sport – Riviera Yachts 4700 Yacht – Regal Boats Regal 5260 – Intermare 50 – Astilleros Doqueve Majestic 43 – Linssen Yachts Grand Sturdy 40.9 AC – Fiart Mare 34 Genius – Everglades Boats 350 CC.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti, oltre all’allegato Marevivo, periodico del mare e per il mare. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

COMUNICARE LA DISCONTINUITA’ CON UN PROGRAMMA DI LEGISLATURA

Lettera aperta al ministro Altero Matteoli

Signor Ministro,
dopo l’esperienza dell’Ambiente, Le è stato affidato per i prossimi cinque anni un dicastero chiave per la vita di un paese, come il nostro, bagnato dal mare per quattro quinti della sua superficie, realtà spesso dimenticata per favorire settori industriali di trasformazione sicuramente preziosi ma anche onerosi per l’economia nazionale. Manca però da decenni un progetto politico organico per il mare, le isole e le zone costiere, ma i marinai, come si dice, si sono rimboccate le maniche e si sono inventati la nautica da diporto e le navi da crociera, prodotti di qualità che hanno conquistato il mondo, anche quello politico, incapace però finora, per ragioni varie, anche demagogiche, di svolgere un suo ruolo non diciamo significativo ma almeno accettabile in tale prospettiva. A tale carenza ha cercato di supplire la stampa, così le poche leggi di settore, anche quello che poi è diventato il Codice della Nautica, sono partite, è noto, dalla sensibilizzazione svolta e dal contributo di idee di questa rivista, della sua redazione, dei suoi collaboratori. Poi altri, come spesso accade, si sono attribuiti onori e meriti e ne siamo lieti, perché è stata la dimostrazione che noi avevamo ben svolto la nostra funzione di informatori e stimolatori.

Da qualche anno, grazie agli studi periodicamente svolti dal Censis, è stato finalmente possibile anche quantificare il contributo che il settore e le sue diverse componenti danno al Prodotto Interno Lordo italiano. Così la nautica non è più politicamente scorretta, è entrata nei programmi economici di quasi tutti gli schieramenti e non è più peccato interessarsene. E allora, meditando sulla risposta da Lei datami – in occasione della conferenza stampa per la Sicurezza in mare, recentemente svoltasi negli uffici del Ministero di Viale Asia – circa la possibilità di intervenire per annullare i danni fatti al settore dalla Legge Finanziaria del 2007: “Le sembra, che in questo momento di grandi sacrifici per tutti sia possibile chiedere la riduzione dei canoni demaniali?”. Ho deciso di rivolgerle questa lettera aperta.

Viste a sé – abituati come siamo da decenni a vivere alla giornata, coinvolti nell’emotività del grande pubblico, con la politica quotidianamente impegnata a rispondere agli attacchi dell’opposizione – richieste come quella che le ho fatto sono assurde. Stipendi e salari non bastano per arrivare a fine mese, lo Stato cerca quattrini a tutti e noi chiediamo la riduzione dei canoni demaniali per la portualità turistica, e quindi a vantaggio di quelle barche miliardarie che suscitano l’invidia appunto del grande pubblico? Visto il momento, sarebbe demenziale.

Eppure le mancate scelte di oggi danneggiano il domani di uno dei pochi settori nazionali che ancora qualche mese fa procedeva a gonfie vele, fin quando la recessione economica occidentale non ha bloccato ovunque o quasi anche il settore del lusso e quindi anche le esportazioni di barche. Quando le vendite riprenderanno, sarà però necessario essere in grado di rispondere immediatamente. Allora, nell’attesa, non si deve dimenticare il settore, ma si deve dare un segno di svolta, quella famosa discontinuità col passato invocata da tutti.

Basta con provvedimenti tampone: occorre una politica di legislatura per investire sul futuro. In quel caso, nessuna richiesta del settore potrà più sembrare assurda. Il Censis ha rilevato che un euro investito nella nautica ne produce quasi 5 nel PIL, e col turismo generato si arriva a 6,5: agevoliamo allora, questi investimenti. Seguiamo l’esempio della Francia, che senza distruggere l’ambiente mare, che sta a cuore ai tutti i veri diportisti, ha aperto alla nautica le sue coste, prima costituite in gran parte da aree depresse, valorizzandole sul piano imprenditoriale, occupazionale e immobiliare.

Come si può dare il segno della discontinuità? Iniziando dal necessario dialogo con le regioni italiane, cui compete di fatto la materia, dalla produzione alla portualità, al turismo, alla formazione, cultura ecc., battendo il tasto di uno sviluppo armonico, vantaggioso per tutti, che si può ottenere seguendo linee guida di interesse nazionale concordate con Lei che rappresenta non a caso infrastrutture e trasporti. Prima di tutto si dovrebbe accettare a livello politico e conseguentemente burocratico e amministrativo l’importanza assunta e le potenzialità della nautica da diporto sia dal punto di vista industriale sia come volano imprenditoriale e occupazionale delle aree costiere e delle isole, ma anche delle acque interne. Questo significa un cambio di mentalità verso il settore, che deve partire dal rispetto verso l’utente finale, quello che paga tutto il sistema, risalendo la filiera nell’ottica della qualità, non rinunciando alle regole – per chi va per mare le regole esprimono sicurezza – ma semplificandole ed eliminando quelle inutili o, ancor peggio, quelle che si sovrappongono, come la doppia ordinanza della sicurezza che esiste da quando la competenza per la sicurezza per le aree demaniali marittime è passata alle regioni.

Appunto, le regioni… sono il punto cruciale del problema e cercano di scrollarsi di dosso qualsiasi tipo di controllo e imposizione. Ma appunto per questo occorre stabilire un dialogo continuo con esse, perché nell’interesse generale del Paese accettino linee guida che non le trasformino agli occhi del diportista nazionale ed estero – quel turismo nautico per il quale tutte stanno investendo miliardi di euro – in altrettanti stati con leggi a sé stanti e quindi da navigare al largo.

C’è anche da combattere – tra le primissime iniziative – l’approccio errato delle Regioni alla portualità turistica. I porti, piccoli o grandi che siano, sono porte aperte sul territorio come aeroporti e stazioni ferroviarie, servono ad attrarre gente che poi spenderà per quella necessità di scambi che regola l’economia di mercato. Rendere esosi quelli comunali, con appalti che costringono i gestori a praticare alte tariffe di sosta e di servizi, riesce solo ad allontanare le barche, mentre con basse richieste farebbero invece da calmiere al mercato. Per aiutare un contenimento dei costi, sarebbe opportuno far rientrare tra le aziende turistiche tutte le nautiche che ne hanno le caratteristiche, applicando ad esse l’IVA al 10% del turismo. Per la stessa ragione, proprio in senso contrario va l’aumento dei canoni della Finanziaria 2007, che se rimarrà aggraverà ulteriormente la crisi degli ormeggi ormai cronica in Italia. È lo stesso modo di far politica che ha portato la nostra cantieristica a vendere quasi tutta la produzione attraverso le banche francesi col leasing di Oltralpe, facendo perdere al nostro erario entrate preziose, ma salvandola dalla chiusura.

Incominciamo a pensare europeo, anche fiscalmente, proponendoci come paese di agevolazioni e non di pressione. I blitz aeronavali per catturare i ladri di polli hanno fatto il loro tempo. Col costo attuale del carburante sarà meglio investire il corrispettivo altrimenti, ricordando come insegnano i paesi di cultura britannica, che l’individuo è responsabile delle sue scelte, e ancor più in mare. Tutti i controlli fiscali e di sicurezza possono essere svolti a terra e i mezzi in acqua devono solo controllare e perseguire i comportamenti irresponsabili e pericolosi, come si sta facendo, proprio su Sue direttive, in questi giorni. Aumentiamo, con gli altri paesi europei la sicurezza oggettiva dei mezzi nautici costieri. Obblighiamo i loro proprietari a dotarli di mezzi di posizionamento e collettivi di salvataggio adeguati ai tempi e compatibili ormai, per prezzo, al piacere di andar per mare. Qualità nel progresso, qualità nella vita, diciamo da tempo, e la qualità deve esserci anche nel lavoro della pubblica amministrazione, premiando il merito, perché, per nostra esperienza sappiamo che di meritevoli ce ne sono molti. Avevamo in passato richiesto un solo ufficio per la nautica nell’ambito dei Trasporti e che, proprio per motivare il personale del ministero, tutto il settore marittimo acquisisse il nome di Ministero del Mare, che doveva comprendere anche quella difesa del mare, passata invece all’Ambiente. Le cose sono andate in maniera opposta, ma quella parola Mare cercheremmo di inserirla comunque, proprio come un segno del cambiamento.

Abbiamo dimenticato molte cose? È vero, ma volutamente, se ne potrà parlare più efficacemente in seguito. Basta con l’emergenza. La politica per il settore deve essere di legislatura e Lei, signor Ministro, ha la forza e il carisma per avviarla e dare dei termini. Allora si potrà chiedere senza proteste anche la riduzione dei canoni demaniali. L’importante è crederci e Lei può dare il segno del cambiamento, può aprire la via.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Baia: concessioni demaniali
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 234

2
Cuore romagnolo e ambizioni europee
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 236
3
Marina di Rodi garganico
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 236
4
Marina genova aeroporto
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 232
5
Sfida atlantica
rubrica: Attualità | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 136
6
Aicon 56 fly in Toscana
rubrica: Broker & Charter | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 308
7
Le perle del Tirreno
rubrica: Broker & Charter | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 306
8
Un sito per il noleggio
rubrica: Broker & Charter | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 308
9
Partenze e arrivi
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 118
10
Scatta la vacanza!
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 130
11
Un conflitto insanabile?
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 126
12
a Ravenna una boa di ormeggio davvero singolare
rubrica: Giri di bussola | annata: 2008 | numero: 556 | pagina: 226

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