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Nautica Numero 561 gennaio 2009

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di gennaio, come sempre a cura di Lucio Petrone, trae ancora ispirazione dalla crisi economica che colpisce il settore nautico e delle leggi che non favoriscono lo sviluppo della nautica italiana.
  • Accessori al Mets. Il successo della speranza. La rassegna olandese degli accessori ha registrato, alla sua ventunesima edizione, una modesta riduzione dei visitatori, ma si presenta sempre di più come l’unica, vera vetrina internazionale aperta a tutta la produzione mondiale del settore.
  • La barca sicura… prima di tutto! T-Boat 10. Per giudicare un’imbarcazione, generalmente ci basiamo su estetica, comodità e finiture, ma difficilmente prendiamo in esame qualità marine, robustezza e possibilità di navigare in ogni condizione. Ernesto Tross, navigatore oceanico e autocostruttore, ha realizzato un battello che certamente non è bello, ma può vantarsi di essere veramente sicuro.
  • Il natante a vela con deriva mobile. Top Ten: la ricerca del fattibile. Il mercato ne propone poche se non addirittura pochissime. Eppure le barche a vela sotto i 10 metri di lunghezza, dotate di zavorra retrattile, hanno una loro ragione d’essere e, soprattutto, si rivolgono a una fascia d’utenza potenzialmente vasta – ad esempio gli appassionati dello yacht camping – ma evidentemente ancora poco stimolata dai cantieri. E allora lo facciamo noi, presentando questo interessante progetto “Top Ten”.
  • Le eliche per la vela. Mi piego ma non mi spezzo. Se la scelta dell’elica giusta è spesso un’equazione da risolvere, quella per la barca a vela lo è sempre. Idrodinamicità ed efficienza, specialmente in retromarcia, appaiono come fattore inversamente proporzionali che la tecnologia cerca di far convivere da tempo.
  • La Volvo si infiamma con uno spettacolare testa a testa nell’Indiano. Match-VOR. La seconda tappa è ancor più emozionante della prima e una delle più belle di sempre, complice anche una copertura on-line assicurata dalla Volvo Ocean Race TV. Onde alte 6 metri e tante rotture, poi le calme equatoriali e soprattutto il testa a testa fra i due “Ericsson” che sembrano correre una regata a bastone.
  • “Crociera nella Georgia del Sud, alle Orcadi del Sud, alle Shetland del Sud, alle Falkland e alla Penisola Antartica”. Prua a Sud. Un mare duro, lembi di terra brulli e inospitali, freddo anche in piena estate. Navigare fra queste isole, a latitudini estreme, è indubbiamente un’esperienza non facile. Chi la compie, però, viene ampiamente ripagato da una natura ancora pienamente protagonista, dai suoi suggestivi paesaggi ghiacciati e da una fauna ricca, tutta da fotografare.
  • Alla scoperta del Borneo Malese. Non solo Sipadan. L’isola di Sipadan, in Malaysia, è senza dubbio una delle mete più conosciute e amate dai subacquei di tutto il mondo. Il Borneo, però, di isole belle e con fondali da non perdere ne propone diverse, che cercheremo di scoprire attraverso questo articolo.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, si parla della bagarre legale della 33esima edizione della Coppa America, con lo scontro ancora in atto tra il detentore della coppa e BMW Oracle, mentre la lista dei probabili partecipanti vede il ritorno di Luna Rossa e l’ingresso di Italia Challenge.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardo la Vendée Globe, i Campionati Invernali e il Powerboat P1.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Cayman Yachts 75 HT – Mochi Craft Long Range 23 Ibrido ZEM – Abati Yachts 46′ Newport – Fairline Boats Targa 44 Gran Turismo – Astondoa 44 Fly – Intrepid Boats 370 CC – Bénéteau Montecarlo 32 HT – Seacode Ventisei Blast.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

Affinché la crisi non sia lunga è necessaria

LA VOGLIA DI REAGIRE

L’Assemblea Nazionale della Nautica, appena conclusasi a Roma, momento d’incontro di grande importanza per il settore e che giustamente si rinnova ogni anno, ha visto un’alta partecipazione di soci Ucina e testimonial politici – due ministri, un sottosegretario, il presidente di una Commissione parlamentare del Senato, il Vicesindaco di Roma, un ministro ombra dell’opposizione, numerosi parlamentari – e ad essi Anton Albertoni, presidente dell’Associazione confindustriale di settore, ha sintetizzato i più gravi problemi del momento per la nautica.
Purtroppo mancava il ministro del Tesoro, l’unico che potrebbe, motu proprio, come si diceva una volta dei re, risolvere rapidamente i gravi problemi fiscali che assillano il settore, derivanti da circolari dell’Agenzia delle Entrate. E’ evidente che ci riferiamo al leasing italiano e al redditometro per i natanti, mentre per i deleteri effetti della legge Finanziaria del 2007, occorrerebbe un intervento normativo di cancellazione o modifica.

Sono tutte situazioni fiscali di paralisi e quindi senza gettito, mentre sono molto dannose per il settore in chiave di investimenti e sviluppo. Fortunatamente in Italia, in Europa, negli Usa non tuttti sono povei. Non li scoraggiamo negli acquisti specie di barche che per la nostra economia sono proficui.

Se il Ministro sapesse che lasciando le cose così come stanno lo Stato perde e perderà centinaia di milioni di euro, probabilmente interverrebbe immediatamente, ma parliamo di persone blindate da apparati di difesa che consentono il contatto solo a chi e sulle cose che dicono loro.

Una volta gli imprenditori si lamentavano dei comunisti perché, si diceva “c’è spazio solo per i compagni di partito”, non vorremmo che ora fosse peggio e si perdesse il senso della realtà, scavando invece che colmare quel vuoto assurdo tra politica ed elettori.

L’unica promessa ricevuta ieri dal settore è stata quella di portare i problemi della nautica sul tavolo del Consiglio dei Ministri all’attenzione di Giulio Tremonti. In questo, nella sua spontaneità toscana, è risultato più convinto e convincente il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ma siamo certi della buonafede di entrambi.

Insomma, una buona parola. E così le parole si aggiungono alle parole, le promesse alle promesse. La realtà è che ci sono priorità dettate dalla convulsa politica italiana che fanno passare in sottordine tutto il resto. Abbiamo scritto che comprarsi una barca, in questo momento, non è politicamente corretto, ma addirittura non lo è, ancora, parlare di nautica da diporto, anche se rappresenta un settore industriale e artigianale che dà da vivere a oltre centomila persone. Nell’immaginario collettivo, la barca è una cosa da ricchi, dimenticando il contributo economico e occupazionale, non solo di PIL, che essa crea.

Ma ora c’è l’assalto alla diligenza. Tutti vogliono soldi per uscire dalla crisi, anche quelli che per i loro errori imprenditoriali meriterebbero di chiudere. Solo la nautica non chiede soldi, ma è disposta a investirne. Stranamente, non interessa.

La crisi c’è, è gravissima come non mai, ma ci colpisce l’allarmismo, il catastrofismo dilagante, in molti casi interessato, nonostante i tanti interventi di sostegno decisi da tutti i governi. I finanzieri americani che hanno provocato il disastro dovrebbero pagare i danni a tutti, ma non dimentichiamo che la crisi l’ha innescata il prezzo del petrolio salito in breve alle stelle, comportando l’aumento di tutto, a partire dai generi alimentari. E l’economia di mercato è crollata. Ora il rischio più grande è che con una ripresa che prima o dopo ci dovrà essere, riparta il prezzo del petrolio.

La ricetta keynesiana di grandi investimenti in infrastrutture e del controllo monetario, in maniera che la liquidità non sia né troppa né poca, è l’unica che può salvarci. Sono soldi pubblici da spendere per rilanciare l’economia e speriamo che le grandi opere partano subito. Tra queste, giustamente, non sono quelle della portualità turistica.

Si lasci, allora, che il capitale privato possa investire nelle infrastrutture per la nautica che servono alla sopravvivenza del settore. Sono sempre capitali utili per una ripresa. Poi il Ministro Claudio Scajola ci dirà cosa intende fare con Italia Navigando e il programma per 50 porti. A stringere, la nostra opinione. Non c’è da farsi illusioni.

Come al solito la nautica deve trovare in sé la forza per reagire e rispetto ad altri settori è in vantaggio, in quanto la sua attività è globale. Deve aumentare la produttività per contenere i prezzi senza incidere sulla qualità, deve puntare sull’innovazione e l’estro stilistico che ha conquistato tutti i mercati. Peggio per lo Stato se, appena una ripresa lo consentirà, si acquisteranno le barche col leasing francese, se alla gloriosa bandiera italiana si preferirà quella francese, maltese o altra magari sempre comunitaria.

Qualcuno buonanima dichiarava: Chi si ferma è perduto. E noi non ci fermeremo, puntando sul futuro, tanto che con questo mese inizieranno le pubblicazioni di “Nautica International”, il bimestrale in sola lingua inglese messaggero della nautica italiana ed europea nel mondo. Non si ferma il progresso e noi ce ne serviamo per rilanciare.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Campi boa: sistema d’ormeggio Moflex
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 152

2
Marina di Loano: presentato il progetto di ampliamento
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 152
3
Charter in Brasile con Idi
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 188
4
Lusso ai Caraibi con West Coast
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 189
5
Non solo un sogno
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 186
6
Principessa Alice, una villa sul mare
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 189
7
Varato il nuovo Sunreef 70′
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 188
8
Mi piego ma non mi spezzo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 76
9
T-Boat 10
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 64
10
Top Ten: la ricerca del fattibile
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 72
11
Fabi Jewels
rubrica: Giri di bussola | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 148
12
HP Watermakers: il nuovo Demi 5
rubrica: Giri di bussola | annata: 2009 | numero: 561 | pagina: 148

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