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Nautica Numero 563 marzo 2009

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di marzo, come sempre a cura di Lucio Petrone, parla ampiamente sulla crisi economica globale che colpisce anche il settore nautico, dove si registrano cantieri in chiusura e cassa integrazione per molti operai. Sempre guardando il bicchiere mezzo pieno, sembra che dalla crisi possa trarre vantaggio chi è alla ricerca di buone occasioni.
  • 40° Boot di Düsseldorf. Non poteva non risentire della crisi. Arriva in un momento poco propizio per l’economia mondiale questo salone tedesco, che per la prima volta vede ridursi il numero dei visitatori e, soprattutto per quanto riguarda il comparto dei motoryacht, assiste alla defezione di alcuni importanti cantieri. Meno negativo il momento per le imbarcazioni a motore sotto i dieci metri e per quelle a vela, per le quali il pubblico ha mostrato un certo interesse.
  • L’acquisto della barca oggi. Follia o furbizia. Destreggiandosi con senso di realismo tra le pieghe dell’attuale crisi economica, si può scoprire quanto il momento attuale costituisca un’occasione pressoché irripetibile di fare un ottimo affare.
  • Il fuoribordo ha cento anni – 1. Per amore, solo per amore. Se la nautica da diporto è arrivata alla diffusione e alla popolarità che oggi le sono proprie, lo deve a un atto d’amore.
  • Ecoscandagli: una panoramica del mercato. Com’è profondo il mare… Per navigare sicuri è importante conoscere la profondità e la morfologia del fondale ed essere tempestivamente informati della presenza di ostacoli sulla nostra rotta. Lo strumento che può darci queste informazioni è l’ecoscandaglio. Se poi siamo pescatori, questo indispensabile ausilio alla navigazione può indicarci la presenza e l’entità di banchi di pesci ai quali dedicare le nostre attenzioni. Vediamone la storia, l’evoluzione e le caratteristiche degli ultimi modelli presentati.
  • TP 52 “Mutua Madrileña. Compositi in gara. In attesa di conoscere il futuro della Coppa America, gli specialisti delle imbarcazioni hi-tech hanno riversato il loro know how sugli scafi della classe TP52, un banco di prova difficile per velisti e costruttori. Un nuovo cantiere italiano si è cimentato con successo nell’impresa.
  • Gli atolli della Polinesia Francese. Tuamotu: una meraviglia della natura. Ci sono paesi che sono il simbolo dei luoghi comuni. Dove espressioni come mare cristallino, acque turchesi, sabbia candida e impalpabile come cipria, palme fruscianti, ecc. seppure abusate, hanno un senso. L’arcipelago delle Tuamotu nella Polinesia Francese è uno di questi luoghi.
  • Con quattro progettisti a parlare di lifting keel. Si fa presto a dire retrattile. Il processo evolutivo negli ultimi quindici anni ha segnato le chiglie come forse nessun’altra parte dello scafo e il profilo delle stesse barche. Un’evoluzione che continua tutt’oggi, sostenuta da nuove tecnologie e nuovi materiali, dalla dimensione crescente degli yacht, dalle ricerche sviluppate durante le ultime due edizioni di Coppa America. Inizialmente furono alcuni one-off e i Wally, più tardi anche costruttori più tradizionali come Baltic e Nautor’s Swan, ora è lifting keel mania?
  • Gli Emirati Arabi. Tra deserto e mare. Terre che fino a ottanta anni fa erano note principalmente per i pescatori di perle, oggi sono gli Emirati, luoghi famosi sia per essere il centro del business mondiale sia per le moderne marine, i saloni e gli sport nautici, i musei marittimi. La storiografia navale occidentale ha poco sottolineato l’importanza della cultura marittima araba, dei suoi valenti marinai e delle scoperte nautiche nel succedersi dei secoli.
  • Le Pacific Series riportano in acqua i team di America’s Cup. Voglia di coppa, ma… Dean Barker e ray Davies riportano i kiwi in vetta al circus, Alinghi prende a schiaffi BMW Oracle vincendo tutti e tre i match diretti, bene l’esordiente Damiani Italia Challenge della coppia Bruni-Vascotto, c’è invece da lavorare su Audi Luna Rossa. Ma le Louis Vuitton Series raccontano anche di un’Italia che non sa fare sistema e del vizietto di privilegiare il padrone di casa.
  • “Strambate”. In questo numero Roberto Neglia intervista Carlo Croce, il neo eletto Presidente della FIV.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardo la Volvo Ocean Race, la Vendée Globe e l’Acura Key West Race Week 2009.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Pershing 64′ – Hatteras 60′ – Nautica Salpa 50.5 – Grand Banks GB 45 Eastbay SX – Cantieri Estensi-Zeta Group 420 Goldstar C – Bayliner 300 SB Cruiser – Century Boats 3200 Center Console – Cantiere Mingolla Brava 22 WA.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

UN MOMENTO DIFFICILISSIMO

UN MERCATO RICCO DI OCCASIONI

Cassa integrazione per numerosi addetti alla costruzione di barche e motori, purtroppo qualche chiusura, che già era nell’aria per scelte errate, ma la nautica cerca con forza di resistere alle conseguenze della crisi, nonostante gli acquisti siano praticamente inesistenti, le cancellazioni di ordini, i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti, l’accesso al credito impossibile anche per gli acquirenti, difficoltà che stanno caratterizzando il dopo Genova e i primi due mesi di questo 2009.
Chi scrive guarda sempre al mezzo bicchiere pieno, ma al momento essere ottimisti è veramente difficile, perché le cattive notizie si susseguono. A quanto si dice, Ferretti, in crisi di liquidità (vedi comunicato pubblicato in Nautimondo, a pagina 210 di questa stessa rivista), non avrebbe potuto assolvere in gennaio al pagamento di una rata d’interessi alla Royal Bank of Scotland e, come riferisce il londinese Sunday Times del 15 febbraio scorso, sembra stia ora trattando con quell’Istituto per ridurre il debito attraverso una sua compartecipazione azionaria. Si parla del 48% a fronte di una riduzione di 600 milioni.

Lo stesso giornale riferisce che i due importanti cantieri inglesi Sunseeker e Princess hanno manifestato il loro interesse a entrare nel capitale del Gruppo di Forlì, ma probabilmente si è trattato di un ballon d’essai per tastare se c’è questa possibilità. Alla Dreaming, che com’è noto in un recente passato commercializzava Pershing, la situazione è invece tanto drammatica da essere degenerata in un episodio di violenza da parte di terzisti inferociti.

Per quanto riguarda Azimut, da una parte una buona notizia – ha acquisito Intermarine Brasile, che pagherà con gli utili realizzati dallo stesso cantiere nei prossimi 5 anni – di contro invece, a Fano si protesta perché il Gruppo di Vitelli ha deciso di accentrare a Viareggio anche l’allestimento delle barche costruite in quella location (le autorità locali gli avevano concesso agevolazioni massime), lasciando nel cantiere marchigiano la produzione della vetroresina.

Infine, il ricorso alla cassa integrazione è dilagante, c’è un pò dappertutto. C’è quindi un disperato bisogno di vendere, che rappresenta, per chi ha la possibilità economica di spendere, un’ottima opportunità. I prezzi attuali saranno introvabili una volta passata la crisi. Sarebbe anche il modo migliore per aiutare la nostra cantieristica. Sotto l’accavallarsi di notizie economiche quasi incredibili per la loro gravità, la gente è spaventata, c’è lo spettro di una possibile disoccupazione, e compra solo l’essenziale, rinviando ogni altra spesa. Ma probabilmente il tam-tam è stato anche eccessivo, specie dal punto di vista politico, e forse ancora una volta i danni potevano essere minori e più sotto controllo senza il panico diffuso, spesso interessato, sia per ragioni politiche sia per bussare a soldi a Pantalone.

Non è che per i cantieri nautici esteri le cose vadano meglio – a Miami tuttavia i nostri cantieri qualcosa hanno venduto – però godono sicuramente di maggiore considerazione da parte dei loro governi, mentre da noi i problemi della nautica e di chi vi lavora non interessano nessuno. Che fa lo Stato italiano? Nella nautica è assente! Prospetta solo la possibilità di leggi a venire, mentre gli imprenditori necessitano del presente. I ministeri che dovrebbero esserne il braccio operativo sono inerti, a meno che non siano coinvolti in qualche progetto dello stesso Berlusconi.

Che ha fatto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti? Finora assolutamente nulla. Non è stato neanche capace di risolvere i due gravissimi problemi delle concessioni demaniali e del leasing, di cui tanto si è parlato a Genova, all’Assemblea Ucina di Roma e su queste pagine. E fortuna che la possibilità di adire alla cassa integrazione è stata estesa dal Governo anche alle piccole e medie aziende, altrimenti sarebbe stata una catastrofe. Del resto non può essere diversamente in un ministero dove anche i direttori generali non riescono a parlare col vertice politico. E non è giusto parlare di fannulloni, ma certo se manca lo stimolo dall’alto…

In compenso c’è tanta burocrazia, soffocante, che si sta esprimendo in questo momento con un caso esemplare di inefficienza e lentezza. Col Decreto attuativo del Codice della nautica da diporto, atteso da tre anni ma entrato in vigore solo lo scorso dicembre, è stata approvata la costruzione di un nuovo tipo di zattera di salvataggio che sostituisce il micidiale apparecchio galleggiante. Dopo due mesi dal lieto evento, alle aziende costruttrici di zattere di salvataggio non sono ancora state comunicate le specifiche di costruzione, che vanno deliberate con un altro decreto ministeriale. Quindi sono ferme da due mesi, mentre tra pochi giorni iniziano i Saloni di primavera che costituiscono un momento ideale di vendita. Tardi per tardi, per non creare turbative e confusioni sul mercato in piena stagione estiva e per dare effettiva validità alla norma che prevede un anno di tempo al diportista per sostituire l’apparecchio galleggiante scaduto, non sarebbe meglio aspettare ormai il prossimo salone di Genova?

Che dire a questo punto? Sempre nell’ottica del bicchiere mezzo pieno, speriamo che grazie anche al calo di prezzo dei carburanti, l’utenza nautica con il buon tempo riprenda l’attività di pesca sportiva, di subacquea, ecc. ripristinando il ciclo del mercato e quindi, quanto meno, riprendano tutte le attività di servizio, creando lavoro e liquidità. Torniamo all’economia reale. Le difficoltà oltre che da speculazioni finanziarie avventurose stimolate dall’euforia di un mercato drogato, sono nate da eccessivi debiti contratti con le banche, logici in tempi normali impossibili da rispettare in momenti di crisi, eventi già successi negli ultimi decenni. È proprio vero, raramente l’esperienza insegna qualcosa.

Questa pausa comunque, serve a schiarirsi le idee, a rendersi conto che si è chiuso un periodo. Ora ne ricomincia un altro che dovrebbe essere, questa è l’aspettativa della gente, all’insegna del rispetto dell’ambiente e del risparmio, ma anche dell’utente. Come insegnano gli americani, maestri del marketing, da parte delle aziende quest’ultimo deve essere massimo, magari ci arrivasse anche la Pubblica Amministrazione, che vede nel cittadino solo un ubbidiente esecutore delle sue decisioni.

Ciò spiega perché in Italia il ministro più popolare è Brunetta.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Marina di Porto Cesareo
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 182

2
Porto turistico di Jesolo
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 182
3
Il lusso con Floating Life
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 252
4
Nasce la Platinum Selection Ferretti Yachts/Mochi Craft: quando l’usato è certificato
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 264
5
Pasqua in barca
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 250
6
Sui canali e in Croazia con Linssen
rubrica: Broker & Charter | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 252
7
Com’è profondo il mare….
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 88
8
Compositi in gara
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 96
9
Follia o Furbizia
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 80
10
Per amore solo per amore
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 84
11
Si fa presto a dire retrattile
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 100
12
A Luganonautica un padiglione per l’usato
rubrica: Giri di bussola | annata: 2009 | numero: 563 | pagina: 178

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