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Nautica Numero 579 luglio 2010

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di luglio, come sempre a cura di Lucio Petrone, ha come argomento principale l’atteggiamento discriminatorio da parte dell’Agenzia delle Entrate nei confronti degli armatori, considerati con pregiudizio degli evasori fiscali.
  • Smartphone per la nautica. Il mondo in palmo mano. Gli smartphone di ultima generazione non sono più normali telefonini, ma piccoli computer da portare sempre con sé. Anche in barca. Ci forniscono GPS, cartografie e la possibilità di navigare in internet, oltre agli infiniti strumenti di svago e per comunicare. Vediamo come utilizzarli al meglio a bordo e cosa ci promette il futuro. A cominciare dal nuovo iPad.
  • La nuova vita di un racer degli anni ’80 – 2. Tecnologie da sperimentare. Quando portare a termine la ristrutturazione di una barca si trasforma in occasione per sperimentare nuove soluzioni. Dallo scafo all’attrezzatura, le numerose innovazioni realizzate attraverso un uso accurato dei materiali descritte dall’armatore e autore di questo articolo.
  • Psicologia a bordo. Al comando con classe. Diventare armatori è facile: basta pagare. Essere buoni comandanti è tutta un’altra faccenda: competenza, esperienza, sensibilità, tatto, equilibrio, intelligenza non sono assolutamente in vendita.
  • Come un match di pugilato – 2. Massimi e mediomassimi. Abbiamo visto nella prima puntata la suddivisione di tipo pugilistico adottata per i fuoribordo e quali siano i parametri in gioco per il giudizio. Abbiamo anche esaminato il mercato in generale e lo abbiamo suddiviso secondo cinque categorie, individuate, come per i pugili, da limiti di peso. Passiamo ora ad analizzare le due categorie più importanti, quella dei massimi e dei mediomassimi.
  • Occhio alle regole – 2. Parchi, ancora novità. Proseguiamo la panoramica sui parchi e le riserve marine iniziata nello scorso numero. Fra le novità spiccano l’accesso anche per natanti e imbarcazioni a motore all’Asinara e l’istituenda area protetta della Costa del Piceno.
  • Si rinnova la Settimana del Trofeo Marina Yachting. Ricomincio da Tre (Golfi). Nuova location, nuovo format, nuovo sponsor; poi un’atmosfera rilassata, un colpo di scena nella regata lunga: la formula rivista della Tre Golfi promette di crescere. In mare prevalgono i siciliani, con il Titolo del Tirreno assegnato ad “Alvarosky” e la lunga vinta da “Wolverine”; “Edimetra” pasticcia e lascia la vittoria in reale a Cian.
  • Yacht allo specchio. I segreti del quadrato. Sempre più luminoso e con bella vista sul mare, il “salone” deve essere accogliente, comodo e funzionale.
  • La costa dalle Marche all’Emilia Romagna. Romagna Mitteleuropea. Dopo aver visto gli approdi presenti nella riviera marchigiana, concludiamo il vostro reportage prendendo in esame quelli della riviera romagnola. Un tratto di costa che per organizzazione, divertimenti offerti, prezzi contenuti, cucina gustosa e simpatia innata dei suoi abitanti, è meta di giovani famiglie, oltre ad essere prediletta da moltissimi turisti provenienti dal centro Europa, tedeschi e austriaci in testa.
  • Avventura nelle acque di Villasimius. Tra pesci e relitti. La penisola che si chiude con l’Isola dei Cavoli e separa il Golfo di Cagliari dal mare Tirreno, è disseminata di relitti della Seconda Guerra Mondiale. Spesso visitabili in immersione.
  • Mare, natura e mondanità. “Mamma mia”… le Sporadi. Solo vivendo e soprattutto navigando fra le Sporadi se ne possono apprezzare i vari aspetti: dalla mondanità un pò chiassosa di Skiathos alle solitudini di Skyros, passando per una quantità di isolotti, uno diverso dall’altro, circondati dal profumo dei pini che scendono a sfiorare un mare di rara limpidezza.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, l’argomento è la crisi economica che, con apparente ritardo, si sta facendo largo anche nel mondo delle competizioni veliche, che quest’anno ha registrato un calo di iscrizioni di circa il 25-30%.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti la Capri Sailing Week,il Louis Vuitton Trophy, il mondiale Farr 40, la Lombardini Italian Cup, la Brindisi-Corfù, La Duecento Lombardini Cup e il Primatist Trophy.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Azimut Yachts 72S – Itama Fifty – Manò Marine M 42.50 – Austin Parker AP 42 – Sea Ray Sundancer 390 – Minicatamaran Minicat 420 Istinct.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

SI E’ PERSO IL BUONSENSO

NO BOAT NO CRIME

È No boat no crime l’identificativo dell’operazione con tanto di abbordaggio, scattata al largo di La Spezia per sequestrare il megayacht di 60 metri, Force Blu, là diretto, che per gli inquirenti appartiene a Flavio Briatore mentre lui sostiene di averlo in noleggio. La tesi degli inquirenti fa configurare nei confronti di Briatore l’accusa di evasione fiscale e contrabbando, peraltro contestata dai suoi legali con richiesta di dissequestro immediato della barca, già respinta però dal Tribunale del riesame.
Indipendentemente dal caso in questione, sul quale sarà la magistratura a decidere, ci ha veramente impressionato questo No boat no crime perché esso, quasi un lapsus freudiano, svela nell’ideatore una convinzione maturata prima del giudizio e in qualche modo volta a indurre l’inquirente ad accettare la colpevolezza dell’indagato. Inoltre, quel che è ancora più grave, praticamente coinvolge tutta la nautica italiana in un’accusa di evasione fiscale.

Dobbiamo dedurne che le barche, piccole e grandi, siano antipatiche all’Agenzia delle Entrate? Dopo gli incontri con i suoi Uffici di Genova alle tavole rotonde del Salone e specialmente dopo la disponibilità a rivedere con grande apertura la normativa sul leasing, non ci sembrava.

Avevamo condannato in passato le inutili anche se spettacolari operazioni aeronavali a caccia di diportisti evasori e lo stesso Comando Generale della Guardia di Finanza aveva deciso di rinunciare agli show per più razionali e semplici ispezioni in banchina. Sono anni che i finanzieri visitano cantieri, case motoristiche, darsene, porticcioli, agenzie di charter e di leasing, per analizzare la posizione fiscale di armatori e operatori del settore. In molte marine, attualmente addirittura chiedono notizie fiscali sui padroni ai marinai sulle barche.

Poiché li conosciamo come amici di navigazione, siamo certi che il Servizio Navale obbedisce a ordini superiori, ma siamo convinti che non condivide tale spettacolarità, che invece lo danneggia sul piano del rapporto di chiarezza e di fiducia che ormai da anni i suoi uomini del mare cercano di stabilire col diportista.

L’esperienza ci insegna che chi acquista e usa una barca, proprio perché si espone, lo fa soltanto quando è amministrativamente e fiscalmente in regola, avendo tutto rispettato e pagato, specialmente coloro che si sentono a rischio. Sul piano formale è tutto perfetto e chi lo contesta, anche con fondati motivi, apre contenziosi lunghissimi che si concludono, in genere, in un pugno di mosche.

Non è quella perciò la strada valida per stanare gli evasori, la cui individuazione è vivamente auspicata da tutti noi, stanchi di pagare anche per essi. Ben altri sono i controlli incrociati da fare, ben lo sa la Finanza, mentre questi exploit riescono solo ad allontanare il turismo nautico estero allarmato per controlli burocratici altrove in pratica inesistenti, e i diportisti per trovare impieghi del tempo libero meno stressanti.

“Ci risiamo. – ci ha scritto proprio oggi un diportista, di cui per evidenti ragioni di privacy omettiamo il nome – Sicuramente chi naviga da molti anni si ricorderà del clima di caccia alle streghe che imperversava alla fine degli anni ’80 e i primi ’90. In quegli anni noi diportisti eravamo visti come potenziali criminali, evasori, contrabbandieri ecc…

Qualche romano ricorderà una famosa domenica di fine giugno a Ponza, quando una rada gremita di barche fu circondata dai potenti mezzi aeronavali della Guardia di Finanza (sì, c’era anche un elicottero) e tutte le imbarcazioni, fattesi nel frattempo silenziose con le mogli e i bambini imbavagliati sotto coperta per non attirare l’attenzione, abbordate da baschi verde in gommone per stanare noi armatori pronti per essere deportati direttamente all’Asinara, intesa come super carcere e non come isola.

Poi in verità vennero anni più tranquilli, la disperata corsa a una tranquilla vacanza in Corsica cessò di essere un imperativo, e qualcuno più coraggioso riprese a sventolare il tricolore non solo allo stadio. Oggi, ma spero di sbagliarmi, mi sembra di rivivere quel buio periodo.

Alle prime uscite, dopo una piovosa e snervante primavera, ecco fioccare subito i primi abbordaggi delle Autorità, ma i solerti controllori non hanno più quell’espressione serena e a volte un pò paterna a cui ormai ci eravamo abituati. Ora no, ci scrutano con attenzione come a capire se dietro quel pazzo che osa uscire per mare di questi tempi possano riconoscere un novello Billionaire. E in una settimana sono già due controlli subiti, uno a terra e uno in mare, sempre e soltanto a registrare i soliti dati utili per un riscontro di natura fiscale.

Ora è di tutta evidenza che siano necessari controlli, redditometro e quant’altro ma per favore non ci inseguite a sirene spiegate, nell’era dell’informatica, delle fatture telematiche credo ci possano essere mezzi più moderni e sicuramente più efficaci di un abbordaggio in mezzo al mare! Ma forse quest’ultimi potrebbero risultare meno spettacolari. Grazie”.

È inutile aggiungere commenti. È più utile attirare l’attenzione di chi può intervenire sulla decisione del Ministero delle Finanze, unilaterale e senza contraddittorio, di inserire tra gli indici di redditualità del redditometro i natanti, precedentemente esclusi. A suo tempo fu una grande vittoria di “Nautica” e di Franco Bechini, perché riuscimmo a sensibilizzare in proposito l’opinione pubblica.

Ora si è tornati di colpo indietro di trent’anni e ci chiediamo su quale base giuridica possa essere applicata tale iniziativa, non essendo il natante un bene registrato dal quale risulti chiaramente la proprietà. L’art. 1153 del Codice Civile, ereditato dal codice napoleonico, stabilisce che per i beni non registrati il titolo di proprietà deriva semplicemente dal possesso, mentre per l’imbarcazione registrata c’è una proprietà identificata. Quest’ultima si individua nell’armatore, il quale sa che deve rispondere a determinati obblighi fiscali, il possessore del natante può essere invece una, dieci, cento persone non identificate – che possono cambiare continuamente nel tempo, senza lasciare tracce – per le quali non ci sono obblighi tranne quelli attinenti alla sicurezza della navigazione.

Il fisco deve certamente indagare sulla capacità fiscale del contribuente, di tutti i contribuenti, ma a nostro parere, non può costringere i diportisti a dichiarare il possesso del natante nel redditometro. È un abuso, specie se l’obbligo non era noto al momento dell’acquisto.

E chiudiamo con una nota di speranza, la notizia già da noi anticipata, ma ora ufficiale da parte dell’Ucina, della nomina di Lorenzo Selva a Presidente ICOMIA, al quale rinnoviamo le nostre congratulazioni. Essa sottolinea l’importanza raggiunta dal settore nautico italiano a livello mondiale, un progresso che la politica però si ostina a ignorare, sacrificandolo puntualmente sull’altare della demagogia.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Boccadarno Porto di Pisa
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 164

2
Jaguar on the beach
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 162
3
Seduzioni sarde Poltu Quatu
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 162
4
Parchi, ancora novità
rubrica: Attualità | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 78
5
Al comando con classe
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 70
6
I segreti del quadrato
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 84
7
Il mondo in palmo mano
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 56
8
Massimi e mediomassimi
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 74
9
Tante novità
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 82
10
Tecnologie da sperimentare
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 64
11
Ancor: carrello filtraggio e disgregante
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 157
12
Biafin combatte le scottature
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 579 | pagina: 157

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