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Nautica Numero 580 agosto 2010

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di agosto, come sempre a cura di Lucio Petrone, commenta l’operato del IV Governo Berlusconi e della sua politica dei contro l’evasione fiscale. Una politica di controlli giusta nella sua filosofia ma applicata in maniera, talvolta, dannosa. Soprattutto se si continua ad accreditare l’armatore come evasore certo.
  • Come comportarsi per rendere piacevole la vacanza. Anche agli altri. Un mare di bon ton. Qualcuno ha avuto modo di lamentarsi di te? Ecco una guida con tutto quello che devi sapere (e mettere in pratica) su avvicinamento alla costa, manovre, accosti in porto, ancoraggio in rada, uso della radio, linguaggio delle bandiere, buon vicinato. Qualche tuo vicino non ne sa abbastanza? Regalagli una copia di “Nautica”. Pensi di non averne bisogno? Verificalo con il nostro quiz.
  • Analisi in trasformata di Fourier (FTIR): come funziona e quali risultati fornisce. Impronte ha come argomento principale l’atteggiamento discriminatorio da parte dell’Agenzia delle Entrate nei confronti degli armatori, considerati con pregiudizio degli evasori fiscali e spettri. Una tecnologia innovativa, basata sull’assorbimento dei materiali della radiazione infrarossa, che rappresenta una nuova frontiera nell’analisi non distruttiva dei compositi.
  • Slow Boat – 1. Abitarci prima di tutto. Molti diportisti stanno scoprendo, o riscoprendo, il trawler, l’unico tipo di imbarcazione in grado di offrire un’abitabilità senza pari, unitamente al piacere della tranquilla navigazione dislocante, la possibilità di uscire dal porto con qualsiasi tempo, in ogni periodo dell’anno, e con costi di esercizio contenutissimi.
  • Come un match di pugilato – 3. Medi, leggeri, piuma. In questa terza, ed ultima, puntata della nostra rassegna, ci occuperemo delle tre categorie più leggere: dei fuoribordo medi, di quelli leggeri e di quelli piuma.
  • Materiali alternativi al teak. Belli e possibili. Sia che si tratti di materiali plastici, sia di legni teneri sottoposti a processi di essiccazione e trattati superficialmente per aumentarne la durezza e la resistenza al difficile ambiente marino, questi nuovi prodotti hanno raggiunto livelli estetici eccellenti, tanto che solo veri esperti possono individuarli come surrogati del teak. Grazie alle loro qualità estetiche di lavorabilità, nei prossimi anni li vedremo sempre più utilizzati anche a bordo di imbarcazioni importanti.
  • Tecniche di pilotaggio. Sicurezza in pesca. Il governo di una barca da pesca – che si tratti di un piccolo gozzo o di un fisherman – comporta alcune metodologie specifiche e impone particolari attenzioni. Come sempre gli ingredienti fondamentali sono la preparazione tecnica, la conoscenza delle norme e, soprattutto, il buonsenso.
  • Festa per una vecchia signora. Tra pirati e battelli a vapore. Sul Lemano, conosciuto anche come Lago di Ginevra o di Losanna, dove ha sede la più importante flotta di battelli a vapore al mondo, per festeggiare, con la Confraternita dei Pirati di Ouchy, l’anniversario del varo della Vaudoise, ultima superstite ancora navigante di questo tipo di imbarcazioni da trasporto, una volta diffusissime su queste acque.
  • Yacht allo specchio. I segreti del fly. Una piacevole terrazza sul mare, sempre più grande e funzionale, dove trascorrere intere giornate.
  • Giraglia Rolex Cup. Neville’s Shock. La 58a mitica regata d’altura va all'”Europa” di Simcic, ma in tempo compensato prevale l’armatore neozelandese che dopo aver vinto tutto con il suo “Alfa Romeo” ha scelto di costruire un “minimaxi” per restare più al centro della flotta. E dominarla. Grande performance per “Ala Bianca”, il vecchio Polaris 33 di Camillo Capozzi, che tiene il passo dei big. Il Comet 50 di Biscardi primo fra gli IRC A.
  • Nel verde cuore d’Irlanda. Lungo il fiume Shannon. L’Irlanda è ricca di fiumi, laghi e canali che attraversano l’intero Paese e navigare è abbastanza agevole, dato che i percorsi sono ben segnalati. Una vacanza lungo queste vie d’acqua, oltre ad essere oltremodo rilassante è un ottimo sistema per visitare città, paesi e borghi che vi si affacciano e conoscere il vero volto di questa nazione.
  • Viaggio in Tunisia. Le isole di Djerba e Kerkennah. Un viaggio indietro nel tempo, un tuffo nelle tradizioni di una cultura neanche troppo lontana dalla nostra, comune ai popoli che vivono sulle sponde di tutto il Mediterraneo. Natura e antichi mestieri accompagnano il visitatore in tutto il suo percorso tra le isole nel sud della Tunisia.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, l’argomento è il Protocollo per la XXXIV Coppa America, redatta in una prima versione di 56 pagine in cui il defender – Golden Gate Yacht Club e BMW Oracle Racing – e il challenger of record – Club Nautico di Roma e Mascalzone Latino Audi Team – fissano i primi principi della prossima edizione della Coppa America.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti la Audi Med Cup, la XXXVI 500 Thiénot Cup, la Round Britain and Ireland, il Campionato Centro Europeo ORC B, il Grand Soleil Trophy e il Portofino Rolex Trophy.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Lady Hawk Cataramani 33 Cabin – Mochi Craft Dolphin 74′ Cruiser – Aquanaut Yachting Holland Global Voyager 1700 – Primatist by Bruno Abbate G46 CE Pininfarina – Luhrs Corporation Canyon Series 37 IPS.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

LA NAUTICA NON TOGLIE RICCHEZZA, LA PORTA

Una cecità che rasenta la follia

In base alle dichiarazioni politiche bipartisan pre-elettorali, che recepivano con calore i risultati eclatanti del settore nelle esportazioni (con un valore di 2 miliardi e quasi ottocento milioni di euro nel 2008) e il sostanzioso contribuito al PIL nazionale (tra diretto e indotto, circa 5 miliardi di euro nel 2007 e quasi 6 miliardi nel 2008), tutti si aspettavano che l’atteggiamento del IV Governo Berlusconi verso la nautica da diporto sarebbe tornato al felice feeling del III. Invece, così non è stato. Oltre a non sanare i danni causati al settore, senza nuovi introiti per lo Stato, dall’assurda legge Finanziaria 2007 del Governo Prodi, si è instaurata una politica “dei due forni” – in un recente passato elettorale tanto antipatica al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi – per la quale, grazie alla pervicacia del presidente Ucina, Anton Albertoni, si sono ottenuti miglioramenti sulle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate per il leasing delle barche, l’inserimento della nautica negli incentivi alle industrie in crisi e recentemente anche una giornata della nautica italiana all’Expo di Shangai.
Sull’altro “forno” invece, Berlusconi non ha inaugurato più il Nautico di Genova, mentre la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli sulle barche, già stimolati dal Ministro Visco col precedente Governo Prodi, iniziativa che assommata al momento di depressione economica generale ha contribuito al fermo praticamente totale del mercato. Ciò è avvenuto non perché chi ha la barca sia un evasore fiscale, come certa stampa e televisione cercano continuamente di accreditare nell’immaginario collettivo, ma in quanto gli italiani hanno un’istintiva avversione verso qualsiasi tipo di controllo. Sanno, per atavica esperienza, che chi controlla cerca sempre di dimostrare l’importanza della sua funzione e che, anche se poi tutto si riduce a nulla, sono comunque fastidi che è meglio evitare, aspettando un altro momento. È vero che con l’attuale Centrodestra detti controlli sono stati estesi al catasto e alle proprietà immobiliari, alle residenze, alle auto di lusso, ad aerei, cavalli e a ogni altro significativo indicatore di reddito, addirittura al turismo crocieristico… come dicevano una volta nella Roma papale, quel che non fecero i barbari fecero i Barberini. E comunque ci sta assai bene, perché tutti devono pagare le tasse secondo le proprie redditività.

Quello che non ci sta bene, invece, è che l’attività nautica e l’indotto produttivo e imprenditoriale che ne derivano, non siano considerati importanti come si dovrebbe, mentre altri paesi mediterranei a noi vicini l’individuano come una ricchezza per la nazione. Generato in gran parte da aziende piccole e medio-piccole, il comparto nautico non presenta oltretutto le problematiche occupazionali connesse alle ricorrenti crisi delle produzioni industriali. Preziosa è poi la sua vitalità, volano per le economie costiere in genere sottosviluppate. Da noi, in particolare, è un’attività che tra diretto e indotto dà già da vivere a oltre centotrentamila persone e relative famiglie. Questo è il dato basilare da cui si dovrebbe partire ogni volta che si parla di nautica. Studi dei più importanti istituti pubblici di ricerca testimoniano, inoltre, come il comparto sia il più attivo del cluster marittimo nazionale, quello dove gli investimenti danno più redditività. Infatti, quando la recessione, minacciosa fin dal 2005, aveva già colpito quasi tutti i settori produttivi nazionali, quello nautico era l’unico che aveva ancora indici di sviluppo a due cifre, di tipo cinese. Poi è esplosa la crisi della speculazione finanziaria e nel 2010 quella dei debiti sovrani e la situazione è precipitata anche per il nostro settore, ultimo a capitolare ma anche quello con maggiori potenzialità di ripresa, visto che è legato a una passione, quella dell’andar per mare, addirittura ancestrale.

Sono realtà che indichiamo da tempo, ma le ripetiamo per sensibilizzare al problema le persone che ci leggono e possono dare un contributo per un rilancio che, al momento, sembra ancora lontano. Ogni attività ha una sua economia, oltre la quale invece di essere proficua diventa dannosa. I controlli vanno fatti perché sono la base delle regole sociali, ma quando il loro scopo è trovare risorse economiche bisogna valutarne l’efficacia perché fanno anche scappare gli investitori. Il perseguimento di una filosofia contributiva eccessivamente fiscale frena da sempre l’attività imprenditoriale, la sola che invece, quando almeno non ostacolata, può assicurare gettiti adeguati alle esigenze dello Stato, che, Keynes insegna, fa la sua parte con nuove infrastrutture. Altrimenti è come preferire il topolino (accertamenti, ricorsi, solvibilità ecc.) alla montagna.

Contestiamo anche l’obbligo di dichiarare il possesso dei natanti nel redditometro. Sarebbe una mazzata mortale per il settore, considerate le tante attività di tempo libero concorrenti, esenti da ogni tipo di fastidio burocratico e fiscale. Né va sacrificata, sull’altare della demagogia, l’importante funzione sociale nella formazione dei giovani, nell’ausilio agli anziani, specialmente pensionati, che diventa terapia consolidata per persone afflitte da mali incurabili e diversamente abili.

È giusto chiedere a ognuno le fonti delle sue disponibilità economiche, ma bisogna farlo a monte, con i controlli incrociati che consente oggi la tecnologia informatica, non intercettandolo in acqua. Nulla può più dell’invidia e l’armatore di un’imbarcazione – un’unità da diporto immatricolata – è perfettamente conscio di esporsi alla pubblica attenzione, e quindi a quella del Fisco, ancor prima di uscire in mare. Lo fa perciò soltanto quando si sente (ed è) inattaccabile e per la stessa ragione è il primo ad adeguarsi a ogni nuova normativa. Man mano che l’aspetto fiscale può assumere importanza, egli si avvale di consulenti che, sempre nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie vigenti, lo aiutano a trovare le formule per lui più convenienti, ma comunque consentite. Lo dimostrano le migliaia di verbali elevati ad armatori di grandi barche, con accertamenti al tempo della Lira miliardari, finiti sempre in un pugno di mosche. Non è giusto? Allora bisogna cambiare le leggi, non prendersela con chi le utilizza e neanche con chi è incaricato di farle rispettare.

Invece, è veramente ingiusto che il possessore di un natante debba subire una particolare attenzione del Fisco soltanto perché pratica la nautica. Negli studi predisposti dall’Agenzia delle Entrate non si guarda al valore ma alle dimensioni e al conseguente costo di gestione dell’unità con cui si naviga, non tenendo conto degli arrangiamenti che il possessore fa per risparmiare. Il possesso di un natante fa titolo ma non è la proprietà. E proprio per superare tale sottile difficoltà giuridica, abbiamo sentito che negli alti ranghi fiscali molti vorrebbero rendere obbligatoria, anzi hanno raccomandato l’iscrizione dei natanti sui registri marittimi. Si tassa il pane, non si possono tassare le barche? Certo che sì, ma con buonsenso e senza terrorismo. Negli studi dell’Agenzia delle Entrate, chi ha preferito un mezzo nautico a case e terreni acquisisce una potenzialità reddituale assai maggiore. Non ci sembra giusto e protestiamo.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Il porto turistico di Jesolo tra i “Marina Partners”
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 180

2
La rinascita de la Maddalena
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 178
3
Marina di Rodi Garganico
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 180
4
Abitarci prima di tutto
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 72
5
Belli e possibili
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 82
6
I segreti del fly
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 86
7
Impronte e spettri
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 70
8
Medi, leggeri, piuma
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 78
9
Sicurezza in pesca
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 88
10
Un mare di bon ton
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 64
11
Alfamarine anche per il refitting
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 166
12
Anche Yanmar ha il suo pod
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 580 | pagina: 176

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