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Nautica Numero 581 settembre 2010

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di settembre, come sempre a cura di Lucio Petrone, riassume l’andamento del mercato negli ultimi due anni di crisi e riflette sul futuro, dove novità e innovazioni potranno essere la chiave di svolta.
  • Tecnica di pilotaggio. In manovra a motore con la barca a vela. Spesso, gli scafi studiati per navigare con il vento non risultano particolarmente manovrieri a motore. Eppure basta ricorrere ad alcune astuzie per destreggiarsi agilmente anche nel più affollato dei porti.
  • Inchiesta sui rimessaggi. Nebulosa rimessaggio. Finita l’estate si pone urgente il problema di dove lasciare la barca svernare. Nell’era della tecnologia digitale, ci è sembrato logico innanzitutto testare la risposta alla richiesta di un preventivo on-line e valutare la presenza dei listini sui siti web. Ecco le conclusioni, inclusa una rilevazione della variazione dei costi medi, Regione per Regione, effettuata dall’Osservatorio Nautico Nazionale di Genova.
  • Slow boat – 2. Ecologia, economia e sicurezza. Concludiamo la nostra ricerca sulla barca sicura, economica e a basso impatto ambientale presentando il progetto “Econauta”. Si tratta di un’imbarcazione con flying bridge realizzata sulla classica carena del gozzo, dove è stata inserita una tuga importante, per garantire la massima abitabilità, pannelli solari, per il funzionamento degli apparati elettrici di bordo senza ricorrere al motore, e un’attrezzatura velica ausiliaria, per ridurre ulteriormente i consumi di carburante.
  • Per modificare rapidamente il passo di un’elica a pale fisse. Interceptor Propeller™. L’Interceptor Propeller™, ovvero un dispositivo grazie al quale è possibile modificare in modo rapido, semplice ed economico il passo di un’elica a pale fisse, operazione necessaria sia quando si mette a punto un’imbarcazione nuova, ma anche quando un’imbarcazione esistente, ad esempio, viene rimotorizzata o cambia il proprio dislocamento.
  • Yacht allo specchio. I segreti della cabina armatore. Una cabina di corrette dimensioni e un letto comodo come quello di casa possono fare la differenza.
  • Il POD 4000 della ZF. Facile e versatile. Il confronto tra due Azimut 62S con eguale motorizzazione, uno con trasmissione in linea d’asse, l’altro con il POD 4000, ha evidenziato come quest’ultimo, oltre a una maggior maneggevolezza in virata e in manovra, grazie al joy-stick, offre notevoli vantaggi anche in termini di velocità e consumi.
  • Il Beautiful della vela va in TV. L’ORC fa fiction. “Man” bissa e si aggiudica il titolo nel gruppo A, “Alvarosky” vince nel gruppo B. Ma ad attrarre l’attenzione è il team di “Verve-Dahlia TV”, impegnato a girare la prima fiction sul mondo della vela.
  • Il Museo Navale del Pireo. Un geloso custode. “Noi abbiamo una terra e un Paese fin tanto che abbiamo navi sul mare” Temistocle (come riportato da Erodoto).
  • Penisola Sorrentina. Le sirene del Tirreno. Un’escursione di qualche giorno nelle acque antistanti la Penisola Sorrentina si giustifica da sola: è un tripudio dei sensi. È una sensazione forte percepire il sapore salino e le sottili brezze a fior di pelle, che portano alle nostre narici il profumo del mare e della macchia mediterranea. È un ritrovarsi fra amici, in qualche caletta fuori mano, lontani dal traffico e dal caos dei natanti che invadono le marine di Capri nel periodo ferragostano. La Penisola ha un paesaggio da fiaba, di una bellezza intensa e ammaliante. Come le sirene che incantarono gli antichi naviganti e al cui fascino si sottrasse con uno stratagemma solamente Ulisse. Noi ne siamo invece rimasti rapiti.
  • Arcipelago maltese. Il mare di Calypso. Tre isole e tre isolotti che emergono come un miraggio di pietra dorata dalle profonde acque blu del Mediterraneo centrale, offrendo quanto di meglio si possa desiderare da una vacanza in barca: moderni marina e pittoreschi borghi di pescatori, solitarie calette e spettacolari immersioni subacquee, gastronomia prelibata e movida notturna, nel contesto di un Paese che è un vero museo “open air” tutto da scoprire.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, il tema principale coinvolge i preparativi per la prossima Coppa America, competizione che attira sempre più telespettatori. E i preparativi per la prossima manifestazione, infatti, riguardano soprattutto la telegenicità delle regate e degli scafi al fine di “eccitare” gli spettatori con immagini mozzafiato.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti il record di Alessandro di Benedetto al giro del mondo a vela in solitario senza scalo e senza assistenza, il Giro d’Italia a Vela, la 100 Vele, la Fuxia Race e l’Audi MedCup.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Tartan Yachts 3700 CCR – Montecarlo Yachts MCY 76F – Atlantis 50×4 – Chaparral Boats Cruiser Line 310 – Frauscher Bootswerft 717 GT – Italmar WA Winner 20.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

PER CREARE NUOVI APPASSIONATI E FIDELIZZARE I VECCHI

Novità e innovazioni

Dopo tanti catastrofismi, la gente ancora non sa se credere nei segnali di ripresa industriale che dovrebbero ridare stabilità a tanti posti di lavoro finora, o quasi, dichiarati a rischio. La gente spende lo stretto necessario e si indirizza su scelte di consumo diverse dal passato. Il commercio langue e quasi nessuno ancora compra barche, anche se le banche, checché se ne dica, sono piene di denaro. Sembra quasi impossibile, eppure sono quasi due anni che non si vende una barca, con buona pace di debiti ristrutturati e piani di rientro. È in grosse difficoltà anche Baglietto, nome tra i più storici della nautica, e tutti l’accettiamo come un fatto ineluttabile e invece sul piano culturale è come se stesse per chiudere La Scala di Milano. Il popolo di navigatori ha ceduto il passo a imbroglioni e malavitosi che tra poco stabiliranno che il cittadino onesto va condannato all’ergastolo. E non ne facciamo una questione politica, della quale dire che siamo stanchi è solo un eufemismo. La maggioranza silenziosa degli Italiani, quelle formichine che compensano con i loro risparmi il baratro del folle debito pubblico creato dallo Stato, quelle formichine rimangono ancora diffidenti e si defilano in attesa di nuove certezze… che non ci sono, anzi.
Ucina ha dichiarato un calo complessivo del mercato del 30,5% nel 2009 rispetto al 2008. Ci vogliamo credere per scaramanzia, ma a sentire in giro, tranne pochi casi non sembra. L’entusiasmo di costruttori e operatori è tangibile, nessuno vuole mandare in fumo il lavoro di decenni. A tirarsi indietro è però l’utenza, anche per le complicazioni fiscali e burocratiche che bollono in pentola. Comprare una barca significa esporsi sotto tutti i punti di vista, così i saloni nautici sono tutti vivi sotto l’aspetto visitatori, ma sono ormai diverse stagioni che gli acquisti sono, come dire, fisiologici.

Eppure le novità e le innovazioni sono tante e molto interessanti: 500 nuove unità al prossimo Nautico, di cui il 60% sotto i dieci metri, e sul resto si possono ancora spuntare buoni sconti, ma sarà superata entro i prossimi due mesi la paura della crisi?

Non parliamo solo del sistema Italia, è in crisi tutto il mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto finora e quindi le nostre esportazioni di barche. In un certo senso siamo vittime del progresso che abbiamo scatenato. L’apertura di conoscenza stimolata dal boom dell’informatica, dall’imporsi di Internet e delle verità portate al grande pubblico al di fuori dei filtri posti dal potere, dai tanti poteri parassitari che ci soffocano, ha prodotto una crisi economica che cancellando tutte le certezze è divenuta esistenziale. Il nostro impero sta crollando e com’è accaduto a suo tempo per l’antica Roma, l’impero Bizantino, Ottomano, Spagnolo, Francese, Inglese ecc. il troppo benessere ci distrugge.

E questo cambia le scelte, le priorità e il sistema, in attesa di capire, traballa. La globalizzazione, inarrestabile, con l’esplosione della comunicazione e dei collegamenti, ha fatto crollare le tradizionali difese normative e commerciali. Le nazioni emergenti ci dimostrano ogni giorno di più come fosse effimera la nostra superiorità, tenuta in piedi con la violenza. Ora per rimanere ai vertici, per superare l’handicap, basilare in un’economia di mercato, di un costo del lavoro superiore, l’Occidente deve eccellere in ingegno e innovazione.

In questo, almeno, la nautica è fortunata perché sta affrontando la globalizzazione da decenni e con tale stimolo i costruttori italiani hanno conquistato i loro primati: ingegno e novità, applicazioni informatiche, conoscenza dei materiali e ingegnerizzazione.

Per questo sono pronti a battersi, a difendere i loro mercati, a crearne se possibile di nuovi.

Proprio la nautica, industria nuova, fatta di aziende di dimensioni al massimo medie, molto aperte a tutte le innovazioni, il settore dove, è risultato, investendo mille euro se ne producono oltre 4.500, abbinato a 8.000 chilometri di coste potrebbe essere il nostro Eldorado. Altro che stabilimenti industriali tenuti a forza, che costruiscono in perdita e ipotecano il futuro economico dei nostri figli. Se quello che l’Italia ha dato all’industria dell’auto in questi decenni l’avesse investito in infrastrutture per la nautica, il turismo e l’agricoltura, saremmo tutti dei nababbi. Avremmo sfruttato il grande dono che ci è stato dato a costo zero, il sole, invece siamo andati a cercare la luna.

Ci vorrà tempo, ma, ne siamo convinti, se c’è un settore in Italia che può riprendersi bene è quello della nautica, una delle cinque A della nazione, dello stile e del genio italiano, anche perché la barca è un acquisto che si fa per passione e nel tempo supera tutte le difficoltà. Puntare ancora sull’élite sarebbe però un errore e primo impegno dei costruttori deve essere quello di ampliare la fascia dell’utenza, perché il settore abbia l’attenzione che merita.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Marina di genova aeroporto
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 188

2
Marina di Scarlino
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 190
3
Nebulosa rimessaggio
rubrica: Attualità | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 84
4
Ecologia, economia e sicurezza
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 92
5
Facile e versatile
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 104
6
I segreti della cabina armatore
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 102
7
In manovra a motore con la barca a vela
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 78
8
Interceptor Propeller
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 96
9
Apreamare potenzia i propri servizi
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 180
10
Bill Boat, il calcio balilla da barca
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 186
11
Boat Bag: protezione totale per lo scafo
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 178
12
GPS e Radar a meno di 2.500 Euro
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 581 | pagina: 184

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