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Nautica Numero 582 ottobre 2010

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di ottobre, come sempre a cura di Lucio Petrone, prendendo come spunto i cinquanta anni del Nautico di Genova analizza a grandi linee lo sviluppo economico della nautica fino ai giorni nostri.
  • Genova e Cannes 2010. I costruttori reagiscono alla crisi con le novità: vincerà la voglia di barca? Il Festival de la Plaisance di Cannes, pur riconfermato negli spazi, con in acqua ben 500 imbarcazioni, si è però ridotto in quelle che sono le attese degli appassionati, con molte meno novità rispetto alle passate edizioni. Ora, dopo il Monaco Yacht Show, l’attenzione di tutto il mondo nautico, anche internazionale si sposta sulla cinquantesima edizione del Nautico genovese.
  • Salone e nautica, 50 anni alla conquista del mondo. Nozze d’oro. Siamo abituati all’idea che la nautica abbia un appuntamento unico e irripetibile. Tutti lo chiamano semplicemente “Salone”, perché il Nautico Internazionale di Genova volendo può anche essere omesso. Quest’anno l’appuntamento ligure festeggia le 50 candeline, una storia che ha visto e accompagnato la crescita della nautica italiana nel mondo. Proviamo a ripercorrerla.
  • 33° Festival de la Plaisance. Un buon auspicio per la stagione. Com’è prassi, il primo evento di rilievo della nuova stagione nautica, almeno per il mercato e soprattutto per ciò che riguarda i motoryacht, è il Festival de la Plaisance, la più importante rassegna di barche francese, che si svolge in un contesto diremmo quantomeno affine qual è quello della Costa Azzurra e in particolare di Cannes, capitale del cinema europeo, dove lusso, jet set, mondanità (e russi) sono di casa.
  • Una scelta oculata. Consigli utili per l’acquisto. Se già individuare taglia e tipologia della barca che fa per voi non è stata cosa proprio semplice, ecco che la scelta di un determinato modello è cosa assai più delicata. Sono infatti ormai sempre più numerosi i cantieri che offrono prodotti apparentemente simili, tanto che solo un occhio ben attento ai dettagli può individuare quelli che fanno la differenza ed evitare così spiacevoli sorprese, magari giunti al punto in cui è troppo tardi per tornare indietro.
  • Propulsori a confronto. Chi vince in manovra? Quando le barche procedono lungo la loro rotta, a velocità di crociera e in condizioni meteomarine normali, il loro comportamento non differisce di molto. Ma in manovra, in acque ristrette e su bassi fondali, i vari tipi di motorizzazione determinano profonde diversità.
  • Manutenzione dei grandi fuoribordo. Il letargo dei giganti. Se vogliamo trascorrere una vacanza nautica senza problemi, dobbiamo occuparci seriamente, a fine stagione, del nostro fuoribordo di grossa cilindrata. Anche al momento del risveglio dal letargo e durante l’utilizzo, si devono effettuare alcune manutenzioni e determinate procedure, raccomandate dagli esperti e dalle case costruttrici.
  • Grande accoglienza per la tappa italiana del circuito. Il Panerai accende Imperia. Edizione con meno barche rispetto al record degli anni passati, ma ulteriormente impreziosita di eventi e una vera regina: “Eilean”, classe 1936, premiata al termine di un’eccellente opera di restauro.
  • Crociera a Grenada. L’isola delle spezie. Meta ideale per una crociera in barca a vela, Grenada si distingue tra le isole caraibiche per l’ordine e la pulizia dell’ambiente, la cordialità della popolazione e la grande sicurezza pubblica che si percepisce sin dall’arrivo.
  • Difendiamoci dai “manolesta”. Antifurto a bordo. Furti su imbarcazioni senza equipaggio a bordo non sono inusuali e in alcuni casi vengono addirittura rubate le barche stesse. Su molte barche si installa un qualche tipo di allarme per scoraggiare i ladri. I sistemi variano enormemente e molti vanno ben oltre semplici sistemi antintrusione; gran parte di essi hanno componenti e caratteristiche in comune.
  • 150° Anniversario della spedizione di Garibaldi. L’impresa dei Mille. La notte del 5 maggio 1860 rappresenta la data di inizio dell’epopea che portò all’Unità d’Italia, ufficialmente sancita dal Re Vittorio Emanuele II il 17 marzo dell’anno successivo, quando proclamò al Parlamento che il Regno di Sardegna era divenuto Regno d’Italia. Quella notte segnò anche la nascita della Marina Dittatoriale di Garibaldi, che a partire dai piroscafi Piemonte e Lombardo, all’atto del suo scioglimento, il 17 novembre 1860, contava 15 navi a vapore e una a vela, tutte unità che furono prese in forza da quella che sarebbe divenuta la Marina del Regno d’Italia.
  • Le Cicladi maggiori: Naxos, Paros e Antiparos. Il portale del Mar Egeo. Probabilmente in nessun altro posto al mondo è possibile trovare raccolte insieme archeologia, storia, gastronomia, natura incontaminata e mondanità come tra le isole di questo splendido arcipelago. Ciascuno può trovare quanto più gli aggrada, spaziando da un’attività all’altra, e trascorrere una vera vacanza poliedrica.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, l’argomento è la XXXIV Coppa America che, secondo quanto annunciato da BMW Oracle, nel 2013 si svolgerà a bordo dei catamarani AC72. Anche se la sede è ancora da definire, nel frattempo si è già stilato un complesso programma di eventi che precederanno la Coppa e che si svolgeranno a bordo degli AC45, una classe temporanea di catamarani ad ala rigida.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti il Campionato Italiano Assoluto di Vela d’Altura, la Steiner X-Yachts Gold Cup, la partecipazione di Bressani ai mondiali Melges, la Rolex Swan Cup, la Centomiglia 2010, il Trofeo Ignazio Florio, la Maxi Rolex World Championship, la Carthago Dilecta Est e il Primatist Trophy.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Nauticat Yachts 441 – Abati Yachts Freeport 64 Fly – Fairline Squadron 42 – Bénéteau Swift Trawler 34 – Grady-White Boats 336 Canyon – Chris Craft Corsair 28 – Intrepid Powerboats 245 Center Console.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

Nautico: il 60% delle unità esposte sono natanti, ben 500 quelle presentate in acqua

UN APPUNTAMENTO VITALE

Cinquanta anni di Nautico genovese, tutti vissuti dal settore con grande intensità, gioiosamente tranne gli ultimi due. In precedenza, niente era riuscito a fermare lo sviluppo della nautica italiana e del Nautico, ogni anno puntualmente invaso da una folla ininterrotta di visitatori. Sembrava anzi che il Salone uscisse ogni volta quasi miracolosamente indenne dalle diverse crisi petrolifere mondiali e da quelle economiche nazionali conseguenti allo scarso valore della nostra liretta, che però crollando rilanciava le esportazioni italiane. Questo nonostante l’atteggiamento quasi persecutorio di certi governi, che colpivano fiscalmente la nautica per esigenze demagogiche.
Poi è subentrato l’euro che sicuramente ci ha protetto da molti tracolli monetari, ma ha cloroformizzato le esportazioni a vantaggio di alcuni nostri partner europei, mentre il dollaro forte, che era la valuta di riferimento, è diventato debole e al momento, favorisce le esportazioni americane e scoraggia quelle dell’area euro verso gli Usa. A ciò si è aggiunto un debito pubblico finora in continua crescita, che assorbe quelle risorse finanziarie che sarebbero necessarie invece alla nostra ripresa economica. Tutto ciò, in concomitanza di un momento politico molto aspro e difficile, nonostante l’eccezionale maggioranza parlamentare ottenuta da Berlusconi nelle ultime elezioni politiche.

Come non bastasse, ultimamente si sono ripercossi sulla nostra economia gli effetti della crisi finanziaria dei debiti sovrani, cioè l’eccessivo indebitamento anche di altri stati sovrani e questo ha abbattuto la capacità di spesa di tutte le economie occidentali che vorremmo comprassero i nostri prodotti. Per questo da due anni e più quasi nessuno compra barche.

Ci sono spese primarie da soddisfare, c’è ovunque un’attenzione fiscale che sconsiglia di mettersi in evidenza con un bene barca che è tra i più evidenti e controllati. Risultato? Vendono solo i costruttori di barche presenti su molti mercati, quelli strutturati commercialmente a livello globale, che trovano nei paesi emergenti i clienti perduti in ambito nazionale ed europeo.

È opinione generale che una vera ripresa possa esserci nel 2012, ma ciò non ha fermato il settore, che sta tornando a progettare barche più a dimensione d’uomo, quella ricercata dal 90-95% dell’utenza conclamata, cioè costituita da gente appassionata della nautica ormai da qualche generazione, che rivolge la sua attenzione ai natanti e alle imbarcazioni medio piccole cioè rispettivamente non superiori ai 10 e ai 12/14 metri.

Tale ritorno all’antico lo vediamo chiaramente in questo 50° Nautico, dove circa il 60% delle unità esposte sono natanti. È una richiesta venuta dalle reti di vendita, che hanno indicato i precisi limiti di spesa dei loro clienti. Anche i più facoltosi stanno ripiegando – per un momento che potrebbe durare molti anni – su barche meno evidenti, che creano meno problemi anche pratici. Essi però si aspettano che i costruttori riversino nelle novità proposte le esperienze fatte nel recente passato su scafi maggiori, senza – in genere questa è la richiesta – che ciò faccia salire i prezzi, anzi…

Ma questa è un’equazione difficile da risolvere, anche perché si chiedono maggior compatibilità ambientale, consumi ridotti – se possibile con fonti energetiche alternative e motorizzazioni elettriche -, maggiore semplicità di governo nelle manovre in porto e nella gestione generale delle unità.

Quel che ferma molti utenti nautici non sono tanto le spese di acquisto, quanto quelle di gestione delle unità, esagerate e in genere esose o molto esose, che giustamente attirano l’attenzione del fisco per verificare se fossero compatibili con i redditi dichiarati. Per ridurle, senza perdere appassionati a favore di altre attività di tempo libero – il che diventerebbe un abbandono – è necessario creare una portualità alternativa come campi boe, scivoli e porti a secco, al momento quasi inesistente, diffusa sul territorio delle varie regioni, che renda tali spese più alla portata di paghe e stipendi.

Lo chiediamo da sempre ma invano, perché tutti gli enti locali sono impegnati nella costruzione di porti turistici per barche importanti, di armatori che stanno fuggendo o evitano i nostri porti. Nella politica del Governo verso la nautica ci associamo a quanto dichiarato dal sen. Grillo, presidente della Commissione Trasporti del Senato, che ha parlato di autogol. Quando cambierà?

Abbiamo ampiamente parlato nei precedenti editoriali di “Nautica” dei controlli ripetitivi a mare fatti dai corpi di polizia e dalla Guardia Costiera, ma particolarmente dalla Guardia di Finanza. Ne è stata battuta la grancassa e ciò ha spaventato i diportisti, e non solo italiani. Tutti gli utenti della nautica sanno bene, da sempre, che uscendo in mare si è immediatamente controllati, quindi lo fanno soltanto se in regola con il fisco e con la normativa della sicurezza in mare, pertanto sarebbero gli ultimi da verificare. Anche se la finalità è giusta queste ispezioni finiscono per diventare solo iniziative di terrorismo fiscale, senza reali introiti per le casse dello Stato. Quelli da controllare sono i malavitosi, che spesso sfidano impunemente i controllori.

A seguito di detti controlli, ora ci sono molti armatori, anche in regola, con barche più o meno notevoli nelle darsene e nei rimessaggi che preferirebbero liberarsi di esse.

Cercano di venderle, ma ancora chiedono prezzi incompatibili col valore del mezzo sul mercato reale e oltretutto al momento nessuno vuole sostituirsi a essi nel mirino del fisco. Le barche sono più fortunate di molti cavalli abbandonati nei prati da gentlemen impauriti.

Eppure paradossalmente, questo è un ottimo momento per comprare un natante o un’imbarcazione, perché senza diminuirne il valore di costruzione, fra un anno, due o più, acquistarli sarà sicuramente più costoso. Come si dice, “Chi sale in barca non scende più”, nel senso che non concepisce più il mare sulla spiaggia. È questa certezza che spinge i costruttori, molti anche per non perdere i sudori di una vita, a perseverare, a venire con tenacia a Genova senza chiudere attività che rappresentano oltre tutto posti di lavoro in genere molto specializzati e la sussistenza di tante famiglie. L’auspicio è che anche gli appassionati che possono diano testimonianza ritornando a comprare.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Firmata la concessione di “Porto Lido”
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 300

2
Ingemar: heavy duty per i porti turistici
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 300
3
La rete dei porti di Italia Navigando accelera in Campania
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 300
4
Marina di Peschici
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 298
5
Porto degli Argonauti
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 296
6
Progetto unitario Marinella Fiumaretta
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 300
7
Antifurto a bordo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 206
8
Chi vince in manovra?
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 194
9
Consigli utili per l’acquisto
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 190
10
Il letargo dei giganti
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 200
11
Bepi Tosolini Most serie storica by Svaroski
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 286
12
Cabes Yacht: progetti di avanguardia per cantieri che guardano al futuro
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 582 | pagina: 286

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