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Nautica Numero 584 dicembre 2010

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di dicembre, come sempre a cura di Lucio Petrone, analizza la lenta ripresa del mercato globale, come sottolineato dal successo del recente Fort Lauderdale Boat Show, e dal bisogno di vendere dei cantieri nostrani che, visto l’effetto disastroso delle iniziative del Ministero delle Finanze, vorrebbero rivolgersi ai mercati internazionali, soprattutto in quello degli USA dove però la guerra tra dollaro e yuan ha fatto dell’euro una vittima.
  • 51th Fort Lauderdale International Boat Show. Tanta gente, di nuovo. Finalmente un salone nautico con tanto pubblico, una rassegna piena di gente che ha fatto su e giù dalle barche, guardando, confrontando quello che veniva esposto durante l’edizione numero 51 del Ft. Lauderdale International Boat Show (FLIBS).
  • Alla Fira tra realtà e speranza. Barcellona ci prova. Riduzione della superficie espositiva, ulteriore contrazione di stand ridotti all’essenziale – ma contatti migliori dello scorso anno. La terza fiera del Mediterraneo prova a preparare la crescita che si augura possa partire dal prossimo anno.
  • First 30, Elan 350, Azuree 33 e RM 1060. Passioni spigolose. Velocità, planata nelle andature portanti, stabilità sotto sbandamento, manovrabilità, ma soprattutto un’aria “cattiva” da racer oceanico con la carena a spigolo. La new age della barca da crociera performante parte da qui.
  • Magellano 50′. Innovare secondo Azimut. In genere, i periodi di crisi impongono un profondo rinnovamento del prodotto, condizione spesso necessaria alla stessa sopravvivenza dell’impresa. E la linea Magellano rappresenta proprio lo sforzo che Azimut sta compiendo nella direzione del rinnovamento e dell’evoluzione a 360° dello yacht, oltre che dal punto di vista stilistico anche da quello funzionale e tecnologico. Così, durante lo scorso Salone di Genova, nel quale è stato presentato l’ultimo nato della famiglia Magellano, il Magellano 50′, abbiamo cercato di scoprire quali fossero le reali novità presenti e capire, nel dettaglio e al di là degli slogan pubblicitari, quale fosse l’effettivo livello di innovazione.
  • Prova comparativa. Cinque cruiser sotto la lente. Il risveglio del mercato sta incominciando con le imbarcazioni che, sotto il profilo economico, possono essere considerate paragonabili a un appartamento per le vacanze. Ecco, dunque, cinque esemplari di prezzo compreso tra i 200.000 e i 300.000 euro.
  • Trionfo fra gli 85 concorrenti alla Route du Rhum-La Banque Postale. Cammas il mostro. “Groupama 3” – “Idec” – “Sodebo” è il fantastico podio della nona edizione che vede Franck Cammas trionfare su uno scafo di 32 metri nato per navigazioni in equipaggio. Rouland Jourdain vince fra gli Imoca per la seconda edizione consecutiva, mentre Andrea Mura è l’eroe della classe Rhum, forse la più autentica fra quelle in gara. Nannini, sul 40 “UniCredit”, avanza un conto con la fortuna.
  • Senj (Segna), patria dei leggendari corsari dalmati. Gli Uscocchi. Proprio nel massimo splendore di Venezia, quando le navi che issavano il vessillo del Leone di San Marco dominavano il Mediterraneo, questi bellicosi guerrieri partivano dalla loro roccaforte, sulla costa croata dell’Adriatico, per difendere la cristianità dall’avanzata ottomana o per dedicarsi alla pirateria. Ripercorriamo la storia di questo popolo e della città che l’accolse.
  • Le Isole Pontine. Viste del Cielo. A volo di gabbiamo sulle isole della cosiddetta “Pontinesia”, le piccole, straordinarie isole dell’Arcipelago Pontino, vero e proprio santuario della bellezza, incastonato nel blu del Tirreno, a due passi dalle coste laziali. Davvero non occorre andare lontano per scoprire angoli da sogno. Peccato solo che la voce si sia ormai diffusa e soprattutto si sia diffusa tra i ponzesi, che per questo si fanno pregare: isole care al cuore e al portafogli.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, si parla dell’eterna lotta tra i sistemi di stazza IRC e ORCi (ex IMS) i cui gestori, però, sembra abbiano intavolato un amichevole discorso per vedere se i tempi sono maturi per creare una unica stazza per le competizioni d’altomare. Intenzione lodevole ma non facile, soprattutto per gli aspetti economici.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti la Rolex Middle Sea Race, la Extreme Sailing Series, il VI Raduno Vele Storiche Viareggio, la Volvo Ocean Race 2011-2012 e la Lombardini Cup.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Vicem Yachts 75, Tornado Marine 50 Classic, Ningbo Kingbay Yacht Manifacturing 450 HD, Sealine F42, Sessa Marine C38, Italmar WA Summer 23, Aquador 21 WAs, Bénéteau Antares 5.80.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

TUTTI VOGLIONO ESPORTARE MA…

CHI COMPRA?

È ancora presto per valutare l’effetto del Nautico di Genova per una ripresa del settore in Italia. C’è qualche operatore soddisfatto, altri meno. Ancora una volta il mercato sta premiando chi ha saputo fare le scelte produttive e commerciali migliori in grado di attrarre gli appassionati, ma si deve dar atto a gran parte degli imprenditori di aver reinvestito nelle aziende nella convinzione di una ripresa, presentando nuovi modelli con soluzioni che venissero incontro alle richieste manifestate dall’utenza: prezzi più accessibili, dimensioni riviste verso il basso, costi di gestione contenuti. Frattanto sono stati applicati sconti immensi per dar via il nuovo invenduto e l’usato delle permute in giacenza.
Nell’inizio del millennio, il mercato è andato dietro alle richieste sempre crescenti dei milionari e i prezzi, secondo l’opinione dei veri appassionati di barche, si sono gonfiati in maniera eccessiva. C’è stato un momento, è noto, in cui si contrattualizzavano consegne a due anni e anche più, si speculava addirittura sugli spazi di costruzione e i prezzi si adeguavano al rapporto tra domanda e offerta. Poi è venuto lo Tsunami della grande crisi economica mondiale e tutto il castello è crollato in pochi giorni.

Addirittura gli acquirenti di molte unità in costruzione o in consegna hanno preferito perdere anticipi e caparre piuttosto che rispettare gli impegni presi, con un effetto a cascata sui costruttori e loro fornitori. Chi non disponeva di una solida situazione finanziaria è già scomparso, molti cantieri, terzisti e ditte artigiane sono ancora a rischio e nomi prestigiosi come ad esempio il gruppo Baglietto e il Cantiere del Pardo sono stati a un passo dal fallimento. Entrambi, per fortuna, sono stati fortemente difesi da enti regionali e locali e dalle forze sociali. E per il Pardo sono stati proprio i riscontri positivi del recente Nautico di Genova a mobilitare il territorio, dando concrete speranze di salvataggio.

Ora però le barche bisogna venderle. Abbiamo ampiamente parlato nei precedenti editoriali, dell’effetto disastroso che le iniziative del Ministero delle Finanze, attraverso l’Agenzia delle Entrate e il braccio operativo della Guardia di Finanza, hanno avuto sul settore e non solo su di esso.

Se si voleva bloccare nel paese qualsiasi propensione all’acquisto, si è pienamente riusciti nell’intento e gran parte delle aziende che speravano di ripianare i loro debiti sono terrorizzate da ciò che potrà accadere nei prossimi mesi se si troveranno nell’impossibilità di assolvere agli impegni presi a suo tempo, specialmente col sistema bancario, nel momento dell’euforia. Risponderanno gli istituti finanziari al momento di difficoltà nazionale?

Perciò è imperativo vendere, se non in Italia, almeno all’estero, verso i paesi emergenti tra cui il più accessibile, al momento, sembra il Sudamerica, col Brasile in testa, già nei piani, peraltro dei nostri maggiori gruppi e cantieri. Tutti guardano però con speranza a una ripresa del mercato statunitense e con preoccupazione alle importazioni in Italia e in Europa delle barche americane. L’Euro è la vittima – ne parlano giornali e televisioni – della guerra monetaria tra il dollaro Usa e lo yuan cinese.

Entrambi sono sottovalutati o meglio artificialmente svalutati dalle due superpotenze economiche mondiali: la prima imponendo una sua valutazione, la seconda stampando dollari a più non posso, seguita a ruota dalla Gran Bretagna che essendo rimasta fuori dall’euro, applica lo stesso gioco una volta nostrano della svalutazione per aiutare le esportazioni. Già, ma dove? Tutti vogliono esportare ma nessuno compra, salvo, ancora una volta, i milionari, anche se con moderazione rispetto a un recente passato. Come dicono gli inglesi, il momento non è politicamente corretto per comprare, perché significa esporsi o addirittura, in tanta incertezza di impresa e di lavoro, mettere a rischio il proprio futuro.

Si è tanto parlato di mercato globale negli ultimi decenni e anche gli accordi mondiali sul libero commercio l’hanno realizzato. Ora invece di ragionare come necessario in termini di sana concorrenza, un pò tutti vorrebbero varare norme protezionistiche. Il grande mercato ha sviluppato i commerci come mai nella storia dell’umanità estendendo la fascia del benessere come mai prima. Ora si dovrebbe cercare di estenderla anche al miliardo e più di persone che ne sono fuori, ma non è il protezionismo – attenzione, la storia insegna, che porta quasi sempre alle guerre – a poterci difendere da nuove crisi. Oltre alla necessità di creare nuovi sbocchi commerciali, la priorità deve stare in politiche fiscali innovative che sblocchino gli acquisti per consentire ai mercati nazioni di riprendersi.

Per quanto riguarda la nautica, il recente boat show di Fort Lauderdale, nuovamente affollato da un pubblico molto curioso anche se ancora non molto acquirente, testimonia l’interesse sempre vivissimo verso le barche. Lo stesso vale per l’Europa, dove però la ripresa stenta maggiormente. A questo punto la risposta imprenditoriale può essere solo quella tecnologica e innovativa, in attesa che l’utenza si riprenda dallo shock economico e politico mondiale che il progresso ci fa vivere in quotidiana diretta televisiva. Si vive una sola volta.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Cinque cruiser sotto la lente
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 72

2
Innovare secondo Azimut
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 66
3
Passioni spigolose
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 60
4
Accordo tra Abati Yachts e Marina3
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 142
5
Funzione AIS anche per gli ecoscandagli Humminbird
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 144
6
Golf e vela a Casa de Campo
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 142
7
La lunga storia di Magazzù
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 144
8
Nasce la GTA Yacht
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 143
9
Outerlimits in Italia con Nautica Badino
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 143
10
Primo anniversario per il Cantiere Seaway a Monfalcone
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 148
11
Seatec e Compotec insieme a Carrara
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 142
12
Sistema di debatterizzazione Acquatravel
rubrica: Giri di bussola | annata: 2010 | numero: 584 | pagina: 146

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