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Nautica Numero 605 settembre 2012

Sommario

  • Nell’editoriale di Nautica del numero di settembre, a cura di Lucio Petrone, si riflette sulla situazione dell’economia costiera, marittima e delle acque interne, finora poco incentivata dai vari Governi italiani, paragonando i risultati ottenuti con quelli di altri Paesi come la Francia.
  • Scegliere il rimessaggio. Crisi sì, ma anche minori costi? Non è detto. Per esempio la sciagurata prima versione della tassa di stazionamento (poi corretta) ha spinto molti a lasciare la barca in secco, con la conseguente saturazione degli spazi a terra. E conseguente lievitazione dei costi. La fuga dai porti ha invece comportato offerte speciali. Abbiamo girato l’Italia per capire come scegliere il rimessaggio invernale.
    I porti a secco in Italia. Il porto a secco è il sistema più semplice ed economico per rimessare imbarcazioni carrellabili, ma anche quelle di dimensioni maggiori, che purtroppo nel nostro Paese, contrariamente a quanto avviene in molte altre nazioni, non ha incontrato i consensi degli operatori del settore.
  • Progetto per una “piccola barca del futuro” – 1. Quale sarà la barca del futuro? Su questa domanda il team composto da giornalisti e tecnici, architetti e ingegneri che mensilmente dà il proprio contributo alle pagine di “Nautica”, si è confrontato e si sta confrontando, per cercare di elaborare una risposta plausibile con il tempo che stiamo vivendo e con anni a venire.
    Il mondo dei motori – 4. Selva. L’undici giugno scorso è venuto a mancare Lorenzo Selva, titolare assieme al fratello Maurizio dell’unica azienda costruttrice di fuoribordo europea. Rappresentava la terza generazione di una famiglia che molto ha fatto per la nautica, sia a livello nazionale sia internazionale.
  • Chi va piano… va lontano. Mai, come quando si parla di consumo di carburante, il vecchio proverbio rivela una profonda verità. Consideriamo, ad uno ad uno, i sistemi atti a ridurre drasticamente questa voce di spesa. E a rendere la navigazione molto più piacevole.
  • Lo spinning alle lampughe dalla barca. Autunno… per molti appassionati della pesca in generale e dello spinning in particolare, l’approssimarsi di questa stagione porta con sè il concretizzarsi di un’aspettativa durata quasi un anno… l’arrivo di uno dei pesci più belli e divertenti da pescare nel Mediterraneo: la lampuga.
  • America’s Countdown. Parte da San Francisco l’ultimo anno di avvicinamento alla Coppa America, che proprio qui vedrà la disputa della finale nel settembre 2013. Intanto i neozelandesi varano il primo AC72 gemello di “Luna Rossa”, il cui varo è previsto per il prossimo novembre.
  • Eduardo De Martino. In occasione del centenario della morte, vogliamo ricordare questo illustre figlio di Meta di Sorrento, ufficiale di marina nonchè uno dei maggiori pittori marinisti, apprezzato in tutto il mondo ma sconosciuto ai più in patria.
  • La costa del Monte Conero. Alla scoperta della Riviera del Conero, il più bel tratto di costa dell’Adriatico centro occidentale, lungo abbacinanti falesie e incantevoli acque a tinte forti. Del suo mare non ci si stanca mai, ma anche l’affascinante entroterra merita una visita attenta.
  • Santa Teresa di Gallura. Siamo un popolo di intenditori. Acque azzurre e pulite, sabbia perfetta, forme suggestive, servizi a cinque stelle, il mito di cale segrete riservate solo agli avventurosi del freeclimbing da scoglio, arrancando su quegli stessi graniti usati per costruire il Duomo di Pisa e il Pantheon di Roma.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, si parla della vicenda che ha visto escludere i Sibello dalle Olimpiadi. Colto da angioma cerebrale, infatti, il Coni non ha consentito a Pietro Sibello di partire per Londra, dove con probabibilità sarebbe stato medaglia olimpica nella classe acrobatica 49er.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti i mondiali ISAF di Irlanda, la Copa del Rey, le Audi Sailing Series e la Roma Offshore.
    Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni:
    Bavaria – Vision 46
    Bénéteau Sense 55
    Azimut Yachts 55S
    Cantieri Nautici Mistral Delta
    Jeanneau NC9
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

UN CONTRIBUTO ALLA CRESCITA DELL’ECONOMIA COSTIERA, MARITTIMA E DELLE ACQUE INTERNE

Vuol darlo il mondo della nautica, ma sarà difficile

L’interesse di uno Stato che ha la fortuna di affacciare sul Mar Mediterraneo, tra i più vocati per le attivitù turistiche e di tempo libero legate al mare, di mettere a frutto l’esistente e di programmare il futuro con un piano politico di ampio respiro. Ciò significa che poichè l’Europa uno spazio senza frontiere interne, nel quale garantita la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, ci si deve avvalere al massimo delle normative comunitarie ai fini della crescita, per richiamare verso l’Italia il maggior numero di attività imprenditoriali e di tempo libero. Perciò non un provvedimento a ricasco di iniziative altrui, come da decenni sono quelle fiscali che cercano di frenare le innovazioni comunitarie a difesa di posizioni di privilegio non più accettabili, ma una politica per recepire nella maniera più vantaggiosa gli spazi che la Comunità Europea apre nelle costituzioni nazionali, come ha fatto la Francia intuendo lo sviluppo della nautica. La Francia, infatti, ha prima fatto costruire dai privati, incentivandoli fiscalmente, una rete di porti turistici che ha valorizzato le coste (spesso paludose sul Mediterraneo), poi vedendo l’industria nautica in crisi ha consentito il rinnovo delle flotte charter a prezzo abbattuto, quindi si è inventata il leasing agevolato delle barche attraverso le banche francesi con obbligo della bandiera francese, successivamente ha aperto alle barche comunitarie i suoi porti per lo stazionamento senza fastidi. L’Italia ha fatto l’opposto: non ha costruito i porti, incentivando i trasferimenti di unità da diporto in Francia, Spagna, Dalmazia, Grecia e Turchia; ha lottato perdendo contro il leasing agevolato e il registro internazionale, subendone tutti i danni, quando ha varato, obtorto collo, il “leasing italiano”, consentendo scappatoie di cui ancora paghiamo le conseguenze.

Ciò perchè ha visto da sempre nella barca solo un mezzo elitario e quindi facile, quando necessario, da perseguire demagogicamente. Due mondi completamente diversi, in cui il primo atteggiamento ha creato ricchezza, investimenti e posti di lavoro prodotti dall’imprenditoria privata solo con l’incentivazione; il secondo, invece, totalmente deficitario e puntualmente perdente, creando industrie dove andrebbero costruiti alberghi e porti commerciali per i traffici malavitosi invece di porti turistici. L’esempio della Francia è stato seguito dalla Croazia, dalla Spagna, dal Portogallo, dal Nord Africa e specialmente dalla Tunisia, dalla Slovenia, dal Montenegro, da Grecia, Turchia, Creta, Libano, Israele, Malta… un pò da tutti, insomma, mentre noi abbiamo cominciato a costruire porti turistici solo ultimamente, in coincidenza della crisi che ci attanaglia, quando la richiesta di posti barca è crollata e le barche da diporto estere hanno cominciato scientificamente a saltare le nostre sponde perchè hanno sentito ostile l’attenzione pubblica. Tale quadro va completamente rovesciato se vogliamo trarre dalle ricchezze che qualcuno lassù ci ha donato, il giusto contributo a una vita meno difficile per il cittadino. Non sono i Tedeschi che ci affamano, come qualcuno vuol farci credere, ma la nostra difesa dello statu quo, la non lotta contro gli sprechi, le ruberie, le posizioni di privilegio, la non cessione del patrimonio pubblico per sanare almeno in parte il debito nazionale, che neanche il Governo Monti e la maggioranza che lo sostiene riescono a far decollare. Su questo siamo addirittura a rischio intervento diretto della UE, che potrebbe dettarci le regole, con tutte le negatività che ciò comporterebbe. Non è una questione di governi ma di poteri. E allora ogni tanto sentiamo qualcuno che rimpiange le rivoluzioni.

Lucio Petrone

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Scegliere il rimessaggio
rubrica: Attualità | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 54

2
Altura 53
rubrica: Barche d’epoca | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 197
3
Shark 43
rubrica: Barche d’epoca | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 196
4
Cantiere 3 J Yachting – Quattro soci per progettare, costruire, riparare
rubrica: Barche e cantieri | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 192
5
Chi va piano… va lontano
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 76
6
I grandi assenti
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 62
7
Progetto per una “piccola barca del futuro”
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 66
8
Selva
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 72
9
Un arcobaleno in canna
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 82
10
All’ombra del pino solitario
rubrica: Esperienze di bordo | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 144
11
Bavaria a vela con M3 Servizi Nautici
rubrica: Giri di bussola | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 136
12
Caricabatterie Exide Technology
rubrica: Giri di bussola | annata: 2012 | numero: 605 | pagina: 134

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