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Nautica Numero 606 ottobre 2012

Sommario

  • Nell’editoriale di Nautica del numero di ottobre, a cura di Lucio Petrone, si argomenta nuovamente sulle manovre che hanno contribuito alla crisi della nautica in Italia, con cifre e riflessioni al seguito.
    3
  • 5° Festival de La Plaisance. Un salone con tante novità ma senza entusiasmi. Cannes, boat show che com’è ormai tradizione apre la stagione della nautica e delle rassegne a essa riferite, è probabilmente divenuta quest’anno, assieme a quella di Montecarlo, la kermesse clou per tutti gli addetti ai lavori che operano nel settore del Vecchio Continente. Molte delle novità qui presentate saranno esposte anche a Genova, quindi non verranno menzionate nell’anteprima del Nautico che segue questo resoconto.
  • 52° Salone Nautico Internazionale. La nautica italiana ha ancora tanto da dire. Il Nautico genovese è stato fin dalla sua nascita il momento clou della nautica italiana, ma quest’anno oltre a difendere il suo logo prestigioso, frutto di cinquant’anni e più di duro lavoro, nonostante le difficoltà economiche di tante, troppe aziende espositrici impegnate in una una disperata lotta di sopravvivenza, deve rilanciare l’immagine di un’industria bandiera dell’italian style, che ha ancora le sue carte da giocare a livello globale.
  • Salone di Genova, voglia di barca. La nautica a misura di tasca. Dopo due stagioni passate a perseguitare la nautica – caccia alle streghe che ha prodotto molti più danni per l’erario che per il comparto – hanno provato a far passare l’idea che la barca ormai è solo una cosa per ricchi. Gli appassionati sanno bene che non è vero, ma certamente il tema della sua scelta in funzione della propria capacità di spesa è diventato di attualità. Lo approfondiamo, sapendo che uno Stato spesso incapace non può averci fatto passare la voglia di libertà, ma anche che certi eccessi sono del passato.
  • Preparazione invernale. La barca in letargo. L’estate è ormai alle spalle e la barca non è più la protagonista dei nostri progetti di vacanza. Mettiamola dunque nelle migliori condizioni di affrontare le stagioni di riposo, per potersi poi ripresentare tra qualche mese in perfetta forma.
  • La proposta del team Project&Design di Nautica. 2. Progetto per una “piccola barca del futuro”. Nel precedente numero di “Nautica” abbiamo illustrato da dove viene l’idea di un progetto per una piccola barca del futuro, motivato i presupposti alla base del progetto e le caratteristiche che tale imbarcazione dovrà avere. In questo numero è il momento di dare corpo alla nostra proposta, spiegare nel dettaglio le soluzioni ipotizzate e, soprattutto, svelare “Nautica Libera”.
  • Motonautica: obiettivo sicurezza. Buzzi ha fatto l’uovo! Il Campionato Mondiale di Classe 1 Offshore continua a fare delle vittime; c’è qualcosa di sbagliato che va corretto subito. Abbiamo chiesto un parere sull’argomento al noto campione di motonautica e progettista Fabio Buzzi e questo è l’insperato contributo che abbiamo ottenuto.
  • Londra 2012. Big Ben. La grande campana di Westminster suona a festa innanzitutto per Ben Ainslie, che diventa il più medagliato di sempre nella vela, e per il team Australia, la nazione di maggior successo. Diverso il timbro per la squadra azzurra, che non porta a casa nulla nonostante l’impegno profuso dai nostri ragazzi.
  • La Tonnerres de Brest. Tall ship in festa. La sesta edizione della festa della marineria di Brest, svoltasi dal 13 al 18 luglio, è stata battezzata “Tonnerres de Brest” per ricordare il tuono dei cannoni che si facevano sentire quando una nave inglese cercava di entrare in rada e che davano l’allarme alla popolazione quando qualche forzato riusciva a evadere dalla galera dell’arsenale. Celebrata ogni quattro anni nell’angolo più estremo della Bretagna, la festa mantiene una straordinaria capacità di attrazione per le imbarcazioni, i marinai e gli appassionati provenienti da tutto il mondo.
  • Le Cinque Terre. Strappate ai monti. Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: cinque paesini ricchi di storia, tradizioni e natura, disseminati lungo cinque miglia d’incantevole costa stretta tra mare e monti.
  • Papua Nuova Guinea, Kimbe Bay – Nei fondali colorati. In crociera a Kimbe Bay per ammirare la bellezza e la salubrità degli ambienti sia marini sia terrestri che incoraggiano l’arrivo di visitatori consci delle potenzialità di un turismo responsabile, contribuendo così a uno sviluppo sostenibile delle popolazioni locali.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, si commentano le AC World Series che si sono tenute negli States, nella baia di San Francisco, dove un folto numero di appassionati ha assistito alla battaglia tra i due equipaggi di Oracle Team USA Spithill e Oracle Team USA Coutts.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti le Vele d’Epoca 2012, l’italiano altura, la Maxi Yacht Rolex Cup e la 62a Centomiglia.
    Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni:
    X-Yachts XP 38
    Monte Carlo Yachts MCY 70
    Itama 45
    Atlantis Yachts 38 HT
    Bavaria 31 Sport
    Bénéteau Antares 7.80
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

UN IMPERATIVO PER SALVARE IL SETTORE

Riportare gli utenti in barca

Il mese di ottobre si apre con la 52a edizione del Salone di Genova e tutti vorrebbero che dalle sue risultanze arrivasse una risposta positiva per il settore. La speranza è l’ultima a morire, dicevano già i Romani, e tale è anche il nostro auspicio. Per questa ragione e anche per scaramanzia non staremo a elencare i pro e i contro della manifestazione. L’avvicinamento, com’è noto, in certi momenti è stato caldo, proteste, ricerche di alternative, poi il buonsenso è prevalso e il Nautico rimane unico per importanza. Gli organizzatori, però, devono tenere nella massima considerazione la preferenza di alcuni costruttori per il Festival de la Plaisance già svoltosi a settembre e la ricerca di alternative di altri. Sono numerose le cause di questa situazione, ma non si può non evidenziare che gli operatori del settore ce la stanno mettendo tutta per superare un momento mai così negativo in passato. Ne risente Ucina, ne risente Fiera di Genova e sono eroici in genere gli organizzatori di saloni che persistono nel tenere in calendario questo tipo di manifestazioni. A mantenere ancora in piedi la nautica, in qualche modo, c’è la passione di tutti per le barche, operatori e utenti, ma questi ultimi sono di anno in anno in forte decrescita e se non acquistano non c’è salone che tenga. La fiammella della passione resiste, ma a spingere l’utenza lontano dalla barca è lo sconforto: perchè insistere nel praticare quest’attività di tempo libero così complicata e ricca di arrabbiature mentre intorno ci sono tante alternative allettanti? Quelli che economicamente possono permetterselo vanno a cercare serenità su altre sponde, come i circa 33.000 che hanno lasciato tra dicembre e gennaio i nostri porti per andare in quelli esteri – dove per entrare hanno dovuto sottoscrivere, obtorto collo, a prezzo maggiorato contratti di due o tre anni – senza parlare di almeno altrettanti che questa scelta l’avevano già fatta in passato per usufruire del leasing francese, mentre altri ancora, anche perfettamente in regola sotto l’aspetto fiscale, preferiscono lasciare le loro unità (anche i natanti) nei rimessaggi aspettando tempi migliori. A spaventarli a fine 2011, com’è noto, una tassa di stazionamento assurda che volendo colpire il lusso ha allontanato anche gran parte del diportismo estero e ha fatto svanire il lavoro per almeno 50.000 persone e circa 800 milioni di spese nella portualità turistica, un danno ampiamente oltre il miliardo di euro.

Trasformata in una più ragionevole tassa di possesso, ora deve essere pagata anche da chi pur avendo la residenza in Italia tiene la barca all’estero, ma ha dato un gettito di appena 23,5 milioni di euro invece dei circa 155 preventivati con la tassa sul lusso. Ancora una volta si è normato sul settore senza una base di dati statistici, perchè non esiste ancora un database delle imbarcazioni da diporto immatricolate. Va ricavato dai registri delle Capitanerie ma non ci sono i quattrini per farlo. Perciò la norma è stata emanata alla cieca, mentre il danno procurato al settore, e allo stesso erario, è stato invece di centinaia di milioni di attività produttive e commerciali svanite sulle nostre coste, marittime e delle acque interne. Come se non bastasse, oltre agli effetti devastanti della crisi economica, ci sono l’alto costo dei carburanti che scoraggia la navigazione – ne sa qualcosa la Sardegna – ma ancor più la scelta di concentrare sui proprietari/armatori di imbarcazioni, di aerei e auto di lusso, la caccia all’evasore fiscale, decisione che per quanto riguarda il nostro settore ha esasperato i controlli in acqua e in banchina. Ne abbiamo parlato già tante volte… Tutto giustissimo, elogi e rispetto ad Antonio Befera che ha già recuperato 40 miliardi di evasioni e comprendiamo anche il coup de théâtre necessario per far capire ai furbi che l’aria era cambiata. Ma nei controlli c’è stato un eccesso, sono diventati asfissianti, come dimostra anche la foto che pubblichiamo, inviataci da un lettore, non cessano e oltretutto non sono conservati in un database in modo da evitare inutili ripetizioni. A quanto sembra il risultato più importante che se ne ricava è l’accertamento delle generalità degli ospiti in quel momento a bordo: la casualità come metodo… Sicuramente nella nautica è stato pescato qualche evasore, non poteva essere diversamente, ci sono ovunque, qualsiasi comparto vai a toccare. Ma l’accanimento sulle barche ha distrutto un settore che meritava ben altro rispetto, non fosse che per i sei miliardi annui di contributo portato al PIL nazionale. Est modus in rebus, dicevano sempre i Romani, e nei riguardi della nautica è stato scelto il peggiore. Non sarebbe utile e intelligente recuperarla?

Lucio Petrone

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
La nautica a misura di tasca
rubrica: Attualità | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 148

2
Una Jaguar da armatori
rubrica: Autonautica | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 246
3
Coronet 38′ MS
rubrica: Barche d’epoca | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 290
4
Maiora 20
rubrica: Barche d’epoca | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 288
5
Un’occasione dalla Toscana
rubrica: Barche e cantieri | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 284
6
Buzzi ha fatto l’uovo!
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 168
7
La barca in letargo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 154
8
Progetto per una “piccola barca del futuro”
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 162
9
Doppia omologazione per il Mistral Delta
rubrica: Giri di bussola | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 245
10
Interessanti proposte dal Cantiere Nautico Azzurro
rubrica: Giri di bussola | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 242
11
Le eccellenze del distretto territoriale nautico della Regione Siciliana in mostra al Salone Nautico di Genova
rubrica: Giri di bussola | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 243
12
Men’s Searacer Gripx3 Performance Sailing Sneaker, l’ultima nata per velisti da Sperry Top Sider
rubrica: Giri di bussola | annata: 2012 | numero: 606 | pagina: 245

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