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Nautica Numero 647 marzo 2016

Sommario

  • Nell’editoriale del numero di marzo, il Direttore Paolo Sonnino Sorisio, dati Assilea alla mano, commenta la ripresa del settore, invitando gli operatori a mettere da parte dubbi e tentennamenti e a ricominciare a investire sul futuro.
  • Nove giorni di grande nautica – Boot Düsseldorf. Dal 23 al 31 gennaio scorsi, Düsseldorf ha ospitato l’edizione 2016 del suo boot, una delle principali manifestazioni fieristiche europee del settore. Tante le novità eposte, a dimostrare come i mercati di Nord ed Est Europa siano in forte crescita.
  • Monoscafi e catamarini a confronto – Meglio una carena o due?Viaggio tra caratteristiche peculiari delle due principali configurazioni di opera viva, confrontandone punti di forza e di debolezza, vantaggi e limiti, tanto nel campo del motore quanto in quello della vela.
  • Quello che forse vi siete vergognati di chiedere – Tecniche e materiali.Per comprare, a volte anche solo riparare, una barca, valutare un preventivo, ma anche l’intervento di un artigiano, si dovrebbe avere una conoscenza di base dei materiali, dei prodotti e delle tecniche di costruzione della propria barca. Non ultimo per capire se il valore e il prezzo proposti sono congrui. Ma spesso non si vuole passare per neofiti e, nel silenzio, si resta prigionieri di parole dal significato vago. Proviamo a mettere qualche puntino sulle “i”.
  • Dalla storia all’attualità – Onde magiche. Nel marzo di 75 anni fa la Regia Marina Italiana subì la sconfitta di Matapan, che portò al predominio inglese sul Mediterraneo. Ma in realtà fu vittima del radar, che pur potendo, non aveva. Una storia che ci insegna l’importanza degli investimenti in ricerca, prima ancora del grande valore di questo strumento, ormai molto comune sulle nostre barche. E non solo.
  • Aspettando Rio – Un bronzo per il Nacra 17. Il doppio appuntamento americano per le classi olimpiche – Campionati Mondiali per quelle acrobatiche a Clearwater, e Circuito World Sailing per tutte – fornisce le prime indicazioni in chiave olimpica. Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri (Nacra 17) vanno a podio, mentre Giulia Conti e Francesca Clapcich (49er FX) si fermano al quinto posto. Fiacca la Tartaglini (RS:X), sesta come Zandonà Trani (470M).
  • C’era una volta… – Il vecchio, il mare e la sua barca. Dimmi con che barca navighi e ti dirò chi sei. Non facile se il personaggio in questione si chiama Ernest Miller Hemingway, un master of literature di certo, ma anche un uomo dalla personalità complessa e ricca di contraddizioni, protagonista di una vita avventurosa e sicuramente affascinante, discepolo di grandi passioni, una delle quali lo accompagnò per gli ultimi 27 anni di vita: la sua barca, il “Pilar”.
  • Le Bocche di Bonifacio – Tra inferno e paradiso. Un mondo a parte quello delle Bocche di Bonifacio, dove l’inferno del maestrale e il paradiso di piccole baie incantate si alternano con facilità dando all’intera zona un fascino particolare. Uno stretto braccio di mare che separa la Francia dall’Italia, ma le unisce nel proteggere un habitat unico e irripetibile.
  • Sardegna: Isola di S. Pietro e il sud est – Rotta sull’Uiza de San Pé.Chiamata Uiza de San Pé in tabarchino, San Pietro, adagiata al largo della penisola del Sulcis, è un’amena isoletta dove il tempo sembra essersi fermato. Insenature immacolate di acqua turchese dalla bellezza selvaggia accolgono il diportista in cerca di pace, mentre l’unico centro abitato, Carloforte, enclave pegliese in terra sarda, è un pittoresco affresco di case pastello e accoglienti marina. La sua storia è affascinante. Come la spettacolare rotta che la collega a Cagliari.
  • “Strambate”. In questo numero, Roberto Neglia parla della rinascita del 12 metri S.I. Si tratta di una proposta fatta da Tom Ehman, vice commodoro del Golden Gate Yacht Club di San Francisco, il quale vorrebbe organizzare una regata tra nazioni da disputarsi a bordo dei Super12, dei 12 metri one-design che nella sovrastruttura sono del tutto simili alle antenate ma che nell’opera viva presentano nuove tecnologie.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti la Vandée Globe, la Classe Mini 6.50, il premio “il velista dell’anno” e la Key West Race Week.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni:
    Azimut Yachts – Azimut 72
    Montecarlo Yachts – MC5 S
    Cantiere Navale Italia – Kifaru Baby
    MV Marine – Mito 45 EFB
    Selva – D.570
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

IL LUNGO INVERNO È FINITO

L’Italia c’è

Che strano paese è il nostro. Sempre pronto a sminuirsi e con una insana vocazione al pessimismo, se non all’autolesionismo.
Ma stavolta Italia c’è. E anche la ripresa del nostro settore c’è, per alcuni versi iniziale, per altri conclamata. È dunque giunto il tempo di mettere da parte dubbi e tentennamenti e di ricominciare a investire nuovamente sul futuro. Su che basi lo affermiamo? Eccole.
Su nostra richiesta abbiamo ricevuto in questi giorni da Assilea, l’Associazione Italiana Leasing in cui sono riunite le società del settore, un’anteprima sui dati consuntivi del 2015 riferiti al leasing nautico. Con grande sorpresa abbiamo appreso che si è registrato un incremento del 62% sul mercato italiano per un totale di 245 milioni di euro erogati e 250 imbarcazioni coinvolte, tutte battenti bandiera italiana (articolo a pag. 13). I più scettici commentano i dati dicendo: “molte sono barche usate…”. È vero, ma si tratta sempre di barche vendute al valore medio di un milione di euro.
Altri indizi favorevoli li abbiamo acquisiti dalle fiere e i saloni nautici più rilevanti a livello internzionale, che, come tutti gli anni la nostra redazione segue direttamente. Un punto di osservazione privilegiato che permette di rilevare in tempo reale ogni mutamento del mercato.
Cominciamo dunque da Cannes, il primo salone autunnale in ordine cronologico, dove si è notato che rispetto agli altri anni la lingua che si sentiva parlare sulle banchine e sulle barche in mostra era l’italiano, mentre sono spariti o quasi orientali e russi. A Genova, il salone più boicottato, il via vai di appassionati e armatori ci risulta sia andato ben al di là delle più rosee previsioni. Anche in questo caso si trattava di italiani che peraltro hanno firmato più di qualche ordine. Tralasciando Ft Lauderdale, visitato da pochi italiani anche ai tempi d’oro della nautica, e Parigi, grande kermesse della vela, si arriva alla fiera di Düsseldorf di gennaio, epicentro del mercato mitteleuropeo e porta d’accesso per l’Est Europa. Anche qui camminando tra gli stand si sentiva parlare italiano, molto italiano, un coro cui si è aggiunto l’idioma degli addetti ai lavori, tra i quali, neanche a dirlo c’erano tantissimi italiani. A questo proposito mentre tornavamo in aereo dalla fiera abbiamo ascoltato da un armatore che l’aveva visitata un commento che dovrebbe far riflettere: “Per comprare un prodotto italiano con la giusta panoramica ormai devo espatriare. In Italia i nostri cantieri nautici espongono a fasi alterne, una follia!”
Intanto però questi ultimi continuano a non investire, a lamentarsi e c’è da chiedersi: perché? Per alcuni infatti il mercato sta tirando, come evidenziano i dati sopra esposti. Lo stato di incertezza riduce se non immobilizza la capacità imprenditoriale di cantieri strutturati per e sul mercato nazionale, che sono peraltro ora rimasti anche orfani di una fiera “completa”, quella di Genova, non esente da responsabilità e colpe, ma storicamente al centro del mondo nautico. E quando predomina l’incertezza non si cerca più di emergere, ma si sta a guardare, non si creano nuovi modelli, ma si sta a guardare, non si investe in comunicazione e nelle fiere di riferimento, ma si sta a guardare.
Ci sarebbe da chiedersi che cosa. La fine della propria attività? Quando invece il momento di uscire allo scoperto e rivendicare il diritto di esserci, guadagnato in anni e anni di esperienza, non è domani. È adesso.

Paolo Sonnino Sorisio

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Meglio una carena o due?
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 56

2
Onde magiche
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 72
3
Tecniche e materiali
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 64
4
Nostromo in bikini
rubrica: Esperienze di bordo | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 141
5
Cristian Grande insieme a Cranchi
rubrica: Giri di bussola | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 130
6
Ferretti inaugura il nuovo centro per la produzione di vetroresina
rubrica: Giri di bussola | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 129
7
Mercury Marine presenta due nuovi fuoribordo
rubrica: Giri di bussola | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 130
8
Stop all’acqua e alle impurità
rubrica: Giri di bussola | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 128
9
Suzuki lancia un trio di motori
rubrica: Giri di bussola | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 132
10
Boot Düsseldorf
rubrica: I Saloni | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 48
11
Attenti al gufo
rubrica: Idee in barca | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 22
12
Musica antivegetativa
rubrica: Idee in barca | annata: 2016 | numero: 647 | pagina: 22

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