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Superyacht n. 30 autunno 2011

Le barche più belle e lussuose su Superyacht n. 30, la prestigiosa rivista edita da Nautica Editrice, dedicata a yacht e imbarcazionipiù grandi, con schede tecniche, immagini, foto, articoli, notizie e novità di mercato

 LE BARCHE

Vitters Marie

Royal Huisman Twizzle

Custom Line Navetta 33 Crescendo

Tecnomar Velvet 36

Codecasa Framura 2

Heesen Yachts Sky

Picchiotti Galileo G

Codecasa Framura 2

 IL MERCATO

Drettmann Yachts Explorer 32

Eurocraft Explorer 44

Sanlorenzo SL 94

Gamma Yachts 24 Mediterranee

Vitters Sarissa

Mondo Marine Mondo45 Explorer Vessel

Oceanco P.A. 186

Icon Yachts 73 Milano

35 M Bluewater Explorer

Viareggio Superyacht Stella Maris

Vicem Yachts 100 Cruiser

Maxi Dolphin MD 90

Industry Report: Mercato potenziale della nautica di lusso

Piccole News

 GLI ARTICOLI

Editoriale: Prospettive Cinesi

Sommario

Project: Eco-Sailing Mega yachts

Tecnica: Verso uno Yacht che non inquini

Arte: Mare impressionista: Le Vibrazioni dell’acqua

Domotica e intrattenimento sui superyacht

Refit: Out

Cantieri: Overmarine La base del successo

Lurssen Superyacht ad Libitum

Marina: Servizi in guanti bianchi a Genova

Designer: Bannenberg & Rowell: Lo stile di vita nello yachting

Pelican 80′

Capitani: Da Gaeta spaziando sui mari

Accessori: Quick

Flush Lock Glow: maniglie d’autore

Simrad: Radar Argus

Tender: Limo Tender Hodgon

Wooden Boat: Figara Yacht WB 25

Tender & Toys: Bell 407

Meeting: Hiswa Tour 2011

Nuovi Mercati: Si fa presto a dire Brasile

L’Opinione: Icomia anche per i Superyacht

Eventi: CRN conia e presenta le navi Dislopen

30 – AUTUNNO 2011 PROSPETTIVE CINESI

RIC sembra essere stato l’acronimo più in voga della stagione appena trascorsa, anche in ambito superyacht. Con le economie occidentali, di questi tempi, stentano anche i mercati tradizionalmente trainanti nell’ambito dello yachting e, dunque, tutti i costruttori stanno rivolgendo le loro attenzioni commerciali e di marketing verso nazioni lontane ma dal PIL fl orido, quali, appunto, Brasile, Russia, India e Cina. Paesi considerati fino a poco fa outsider, che sembrerebbero non avere proprio tutte le carte in regola per l’attecchimento della nautica, per la mancanza di regole e strutture dedicate, ma che hanno i soldi per divenirlo e, al contempo, anche arrivare a essere competitor nel panorama della cantieristica da diporto internazionale. Accade in Italia, ad esempio, che investitori e aziende cinesi abbiano già fatto i primi passi in questo senso. Quello che ha fatto più rumore è di fine luglio, concretizzato in un comunicato stampa del Gruppo Ferretti che annunciava la prossima costituzione di una joint-venture con la Shandong Heavy Industry Group – holding cinese, 10 miliardi di dollari di fatturato, concentrata nella costruzione di motori, trasmissioni e macchine da lavoro – e, soprattutto, in una seconda fase l’ingresso della stessa nel capitale del gruppo forlivese, con un investimento massimo di 100 milioni di euro. L’accordo, tecnicamente un memorandum of understanding, non vincolante, prevede la costruzione e la distribuzione in Cina, e sui principali mercati d’estremo oriente quali Macao, Taiwan e Hong Kong, di motoryacht realizzati con le immaginabili sinergie. Ciò dà il metro di quanto venga ritenuta prossima una reale partenza di quel mercato anche in termini di volumi, ma è indubbio che l’eventuale risvolto finanziario giunga a segnare una stagione particolare, che ha visto la cantieristica made in Italy, regina finora sempre alla conquista del mondo, divenire conquistata, passando proprio ai cinesi il controllo di un paio di pietre di valore della propria corona, come Cantieri Navali di Lavagna e Dalla Pietà, rilevati dall’oblio del fallimento. Cosa porterà la nuova stagione? Probabilmente i “soliti” BRIC – peraltro proprio pochi mesi fa, nell’annuale summit dell’organizzazione che associa i Paesi con le economie più fl oride del pianeta, del club è entrato ufficialmente a far parte il Sud Africa, divenendo quindi BRICS – saranno sempre più di moda, magari insieme ai neonati MIKT – Messico, Indonesia, Corea del Sud e Turchia – altri stati economicamente in forte ascesa. La crescita esponenziale della loro ricchezza, che sta portando alla luce una inedita classe sociale agiata, potenzialmente in grado di acquistare yacht e superyacht, continuerà a far crescere le strade dell’export per tutti i competitor internazionali verso quei mercati. I cinesi, alla conquista del mondo per davvero, continueranno la loro spesa planetaria e quindi anche in Italia, i cui prodotti di lusso sono da loro apprezzatissimi, magari approfittando di altre situazioni di difficoltà dei cantieri. Gli italiani, la cui cantieristica nautica rimane leader mondiale, continueranno ad andare in Cina, dove gli ultra milionari sono centinaia di migliaia, magari in maniera ancora più strutturata, sotto l’egida dell’UCINA, l’associazione che in Confindustria rappresenta la categoria. Proprio l’UCINA – ci ha detto il suo Presidente Albertoni – sta lavorando, collaborando con un partner locale, a Qingdao, sede delle olimpiadi cinesi, alla realizzazione di un salone nautico internazionale che dovrebbe vedere la partecipazione di un nutrito gruppo di associati. Bisognerà vedere se, sulla scia della joint-venture Ferretti, qualcun altro italiano deciderà che in Cina vorrà anche restare, proponendo non più made in Italy ma stile italiano made in Cina. L’importante sarà salvaguardare il patrimonio della cantieristica nazionale, evitando di delocalizzare un comparto che all’Italia porta benessere, ma che l’Italia, intesa come Istituzioni, fa di tutto per non meritare, con una politica demagogica e miope a ogni possibilità di sviluppo.

Fabio Petrone

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