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Superyacht n. 31 inverno 2012

Le barche più belle e lussuose su Superyacht n. 31, la prestigiosa rivista edita da Nautica Editrice, dedicata a yacht e imbarcazionipiù grandi, con schede tecniche, immagini, foto, articoli, notizie e novità di mercato

 LE BARCHE

Fitzroy Yachts – Zefira

Heesen Yachts – Quinta Essentia

Mondo Marine – Zaliv III

Azimut Yachts – Azimut 88

Overmarine Group – Mangusta 130′

Comar – Comet 100 RS

 IL MERCATO

Royal Huisman – 48M Classic Sloop

CRN – 52M Classic

Otam – Millennium 100′

DSME – 24M

Southern Wind – SW 102′ DS

Rossinavi – Ketos 48M Sport Open

Pendennis – Akalam

Filippetti Yacht – Navetta 33

Wider – Wider 150′

Ocea Yacht – Commuter 155 Elisabet

Columbus Yacht – Classic 200′

 GLI ARTICOLI

Industry Report: Superyacht brokerage business

Piccole News

Editoriale: La giusta sintesi

Sommario

Tecnica: Eco-Sailing: Il trimarano solo fiocco

Quale carena dietro il successo del Vitruvius

I moti oscillatori parte II

Arte: Le atmosfere cristalline e surreali di Salvador Dali

Designer: Andrew Winch designs: Elenganza e contatto con il mare

Re-set

Refit: Inevitable

Cantieri: Canados: quando si parla di semicustom

Capitani: Comandante Roberto Rinaldi

Services: Nuove grotteh per V.Y.S.A. che cambia vertice e strategie

Interior: Domotica e intrattenimento sui superyacht

Accessori: Bitte Poggipolini: Il titanio come scelta intelligente-

Seakeeper: stabilita giroscopica

Tender: Aston Martin Voyage 55′

Hi-Tech Marine 38′ Oronero

Tender & Toys: Jaguar XJ Supersport

Seamax easy

Helicorporate: una passione trasformata in impresa

Marina: Marina de Campo e il cantiere IBC

Porto Montenegro: da base navale a lussuoso marina

 

31 – INVERNO 2012
LA GIUSTA SINTESI

Il rapporto qualità prezzo oggi più che mai è un aspetto focale, determinante nella valutazionedi un qual si voglia oggetto si stia per acquistare. Cibo, vestiti, auto, case, aziende ecc.:chi compra, in questo Occidente sempre più impaurito da una crisi finanziaria ed economicache assume di giorno in giorno dimensioni epocali, prima di farlo ci pensa chissà quante volte,specie se investe capitali. Non si spreca più o casomai molto meno, e spendere è divenuto unimpulso sempre più ragionato, meno compulsivo, dove il prezzo e la qualità rappresentano gliaspetti primari della ratio che muove all’acquisto.Ciò accade a maggior ragione nel nostro mondo, quello dei superyacht, dove di soldi ce nesono in ballo parecchi. Le barche, ma anche le aziende o i cantieri in questo momento invendita, e di tutto ciò ce n’è parecchio, trovano acquirenti solo dopo un lungo travaglio, chenon è la solita trattativa al ribasso, la fisiologica richiesta di uno sconto, ma nella quasi totalitàdei casi frutto di una fase di analisi profondissima, estenuante, di ciò che si ha in cambio deisoldi investiti. I listini, d’altronde, sono per tutti ai minimi, i margini ridotti all’osso, conseguenzadi un mercato dove l’offerta a livello planetario – quindi includendo i mercati che in questomomento tirano, novizi dello yachting – è ancora ridondante rispetto alla richiesta, situazioneche innesca da parte degli armatori una speculazione al ribasso, “lecita” anche se di fatto micidialeper la buona salute dei cantieri.Per cui le differenze emergono sul prodotto, sulla qualità della nave, quella percepita ma anchee soprattutto su ciò che c’è dietro, che vuol dire arrivare a fare le pulci anche al costruttore, enon solo in termini di solidità finanziaria. Solo dopo entra in ballo il blasone del brand, perchéanche analizzando la rivendibilità del superyacht, ormai il solo nome del cantiere costruttorenon conta più in maniera così determinante se non abbinato alla qualità della nave, che deveessere consona.Il come si costruisce, quindi l’ottimizzazione dei modi e dei tempi di produzione, la riduzionedei costi senza che ciò sia a scapito della qualità, è dunque la sfida del momento per la cantieristica.Un challenge che alcuni produttori sembrano aver già raccolto e fatto proprio – civengono in mente Heesen, Benetti o CRN, cantieri dove si è già molto investito su progettie processi produttivi, e che in questo momento, nonostante tutto, continuano a vendere – ealtri, quelli che più stentano a trovare acquirenti, molto meno.Chi arriva all’equilibrio, alla migliore sintesi fra produzione di qualità e prezzo, vince, lo dice questo spietato mercato.

Fabio Petrone

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