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Nautica numero 663 di luglio 2017

Sul numero 663 di Luglio 2017 di Nautica.

IN COPERTINA

Un fisherman in navigazione lungo i canali di Miami, motorizzato con i nuovi Suzuki da 350 HP. Il focus a pag. 42.

L’importanza dell’elica

Anche i non addetti ai lavori sanno, se non altro per averlo sperimentato in prima persona, quanto un’elica “sbagliata” faccia precipitare le performance di una barca.

Quattro velieri alla sbarra

Analizziamo quattro sloop di taglia medio-grande dedicati a tipi di utenza alquanto diversi. Come vuole la filosofia delle nostre comparazioni, non ne scaturisce un vincitore assoluto, ma soltanto un modello che, più degli altri, per le sue peculiarità, può soddisfare esigenze specifiche.

La barca digitale

Costruire la barca stampandola con un braccio automatizzato. Venderla online. Interrogarne a voce la strumentazione elettronica. Essere avvisati che un componente va sostituito prima che si rompa. Fantascienza? No, realtà. Ecco dove sta andando la ricerca.

Louis Vuitton, vince New Zealand

Sportivi veri, velisti veri, veri sostenitori dei valori e della storia dell’America’s Cup, che bene o male è pur sempre il più antico trofeo sportivo ancora disputato al Mondo. Sono i Neozelandesi, fedeli a se stessi e alla Coppa, a conquistare il diritto a sfidare “Oracle”.

Tremiti di mare

Dette anche le Diomedee, perché nate da un artificio dell’eroe mitologico, le isole Tremiti rappresentano un mondo da scoprire, fatto di un mare bello e vicino e di una storia antica ricca di suggestioni.

L’isola-città fenicia di Mozia

“…era di straordinaria bellezza artistica, per il grande numero e l’eleganza delle sue case, dato il benessere degli abitanti…” Diodo Siculo XIV, 47, 4; 48, 2

L’isola di Ustica

350.000 anni fa un vulcano di tipo hawaiano o etneo emerse dal mare su un fondale profondo oltre 1.000 metri: è il vasto monte Anchise le cui eruzioni, durate più di un milione di anni,  formarono l’isola di Ustica, unica cuspide emersa.

Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni:

  • Jeanneau Yachts 51
  • Pershing 5x
  • Cranchi Eco Trawler 43 Long Distance
  • Karnic by Selva SL 702
  • Wellcraft 242 Fisherman

Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene:

Il Charter

Scuole e patenti

Il Consulente

L’Usato

Pagine Blu

– Il Broker.

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LA RIVOLUZIONE DIGITALE
E arriva la Barca 4.0

All’inizio fu la meccanizzazione della produzione: la chiamarono Rivoluzione industriale e iniziarono a insegnarcela a scuola. La seconda arrivò con la produzione di massa, la terza, già più sfumata, con l’automazione. La quarta è quella produzione con sistemi cibernetici. Sintetizziamola così questa Industria 4.0, di cui tutti parlano, ma pochissimi conoscono bene i contorni. Secondo gli esperti è quella che farà fare il salto alla manifattura.

In pratica si tratta di produrre con un digit, come spieghiamo in un’ampia panoramica sullo stato dell’arte: fabbricare prodotti con la precisione digitale, che viene impiegata per determinare nei
minimi dettagli come devono essere fatti e quali caratteristiche finali devono avere. Oggi siamo in grado di realizzare parti o componenti, presto potremmo costruire un’intera barca stampandola in 3D e, quel che più conta, in assenza dello stampo. Perché il pezzo finito è esattamente corrispondente a come il designer l’ha progettato al computer.

Per capire cosa vorrà dire – anche nel nostro settore e anche in termini di consumi – basta osservare un bambino di oggi di fronte a un televisore tradizionale. Ha l’istinto naturale di toccare lo schermo per cambiare pagina, cioè canale. A differenza di noi – che siamo nati con il bianco e nero e abbiamo vissuto come una rivoluzione, quella sì, il telecomando – per lui la realtà è quella touch dello smartphone che ha conosciuto sin dai primi mesi di vita (come giocattolo). Un oggetto che in soli dieci anni ha cambiato totalmente la nostra vita: lo usiamo per fotografare, fare video, condividere con amici o sconosciuti, pagare le bollette, come carta di credito, per geolocalizzarci, come bussola e torcia, per trovare una strada. Qualche volta, sempre meno, anche per scambiare due parole. Soprattutto lo usiamo con un dito. Come il bimbo, l’utente di domani – figlio della Nautica 4.0 – si aspetterà una barca touch. Che sarà imparentata con quanto visto fino oggi come lo sono un vecchio TV e l’iPhone.

Paolo Sonnino Sorisio

 

 

 

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