Nautica numero 667 di novembre 2017

IN COPERTINA

Il nuovo Azimut Yachts S7, World Premiere al Cannes Yachting Festival.

Saloni d’Autunno

Tutte le novità dai Saloni di Cannes e Genova, una rassegna completa che abbraccia i settori dei motori, delle imbarcazioni a motore, delle imbarcazioni a vela e degli accessori. All’interno troverete anche interviste ad alcuni dei principali player del settore.

Il nuovo Codice della Nautica

Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso, diceva Nelson Mandela. Ma la riforma del codice della nautica avrà un vincitore? Lo scopriremo solo dopo il 5 novembre.

E adesso la barca

Dopo sette anni di crisi il Paese torna a crescere. La stagione turistico-nautica del 2016 è stata positiva. Il Salone Nautico 2017 ha fatto il pieno. Il leasing trova slancio e nuove regole. È il momento giusto per tornare alla passione del mare e scegliere una barca.

Mimics, le alghe artificiali

Un progetto ligure ha creato dei mimics, copie artificiali delle alghe Ellisolandia elongata. Abbiamo incontrato Chiara Lombardi, responsabile del progetto.

Il futuro dei fari

Da millenni sono i fedeli compagni di chi naviga sotto le stelle, e anche se oggi l’ecoluzione delle cartografie elettroniche li ha messi un po’ in disparte, i fari sono ancora un’importante presenza lungo le nostre coste. Fermo restando che per loro si sta aprendo un nuovo futuro sotto l’egida di un turismo d’elite.

Mediterraneo Orientale: Cipro

Con siti archeologici unici, suggestivi monasteri e 650 chilometri di coste dove si alternano solitarie calette rocciose e modaiole spiagge di finissima sabbia bianca, Cipro “galleggia” sulle acque del Mediterraneo all’estremo confine sud-orientale dell’Europa, a 100 miglia dal Libano. Una destinazione fruibile dai diportisti perlopiù tutto l’anno grazie a un clima magnifico e a moderni marina dove trovare rifugio.

 

Arcipelago di Tokelau

Il tempo sembra essersi fermato nei tre atolli sperduti di Tokelau, centinaia di chilometri a nord di Western Samoa, dove la vita, come nel passato, scorre lentamente e i servizi sono pressoché nulli. Un vero eden nascosto tra le acque del Pacifico.

Le nostre prove

  • Azimut Yachts S7
  • Absolute Yachts 58 Fly
  • Jeanneau Leader 33 Sportop
  • Invictus Yachts 380 CX
  • Selva Marine GT 342

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L’Editoriale

Tutti insieme appassionatamente

Il 18 ottobre scorso si è verificata una strana coincidenza temporale tra due fatti che, sebbene assai distanti per contenuti e peso politico, mi sono apparsi stranamente analoghi per la dinamica che li ha generati.

Quel giorno, il primo ministro britannico Theresa May ha inviato una sorta di lettera aperta agli stranieri Ue che vivono e lavorano nel Regno Unito, rassicurandoli sul fatto che potranno rimanervi tranquillamente anche dopo la Brexit; la presidente dell’Ucina Confindustria Nautica, Carla Demaria, ha “spedito” al ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al suo sottosegretario, Ivan Scalfarotto, e, in particolare, al presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli, una lettera aperta nella quale esprime la sua “soddisfazione per la dichiarazione di disponibilità dell’associazione dissidente a partecipare a tavoli di confronto su temi specifici.”

Insomma, due ampie aperture che fanno seguito ad altrettante fratture. Il fine è per entrambe evidente: riavvicinare entità che, non per cause naturali o incontrollabili, bensì per preciso intento di una delle parti, si sono allontanate. Ciò mi fa sospettare che alla base di molte separazioni non ci sia la doverosa consapevolezza dei costi/benefici che esse comportano.

Per esempio, è stato mai valutato il danno che il neonato dualismo Ucina – Nautica Italiana avrebbe potuto produrre sui tavoli della politica, nel momento in cui si giocava l’immediato futuro di tutto il comparto, ancora impegnato a leccarsi le ferite inferte da una crisi senza precedenti? Forse sì, forse no. Resta tuttavia il fatto che le diatribe interne hanno sicuramente reso il mondo produttivo della nautica, visto nel suo variegato complesso, assai meno coeso e perciò anche meno potente nelle sue giuste istanze e nella difesa dagli attacchi che, di quando in quando, gli sono stati lanciati da chi lo guarda con scarsa benevolenza e/o poca lungimiranza.

Alla luce di ciò, ricordando che la partita sulla riforma del codice della nautica – documento di stratosferica importanza per la completa ripresa del settore – è ancora aperta, non possiamo far altro che tirare un profondo sospiro di sollievo per il saggio atteggiamento assunto dal Consiglio di Stato che, di fronte al reale rischio di gravi appesantimenti burocratici, ha suggerito in modo chiaro di “reintrodurre sin d’ora nel testo alcune rilevanti misure di semplificazione inizialmente previste nell’iter di redazione dello schema”. Insomma, sebbene la meta legislativa debba ancora essere raggiunta, la lancetta del barometro segna comunque bel tempo, il che favorisce indirettamente quel clima di pacificazione che si legge tra le righe dell’epistolario firmato Ucina e Nautica Italiana. Va pur detto, tuttavia, che, al di là delle dichiarazioni formali, un sostanziale riavvicinamento c’è già stato nei fatti, come dimostra la convinta e proficua partecipazione al recente salone di Genova da parte di alcuni importanti operatori che, precedentemente, lo avevano disertato.
Corradino Corbò

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