Nautica 676 di agosto 2018

In copertina

Un’immagine di “Kelpie” durante una fase di regata all’Argentario Sailing Week. Foto di Fabio Taccola

Dalle piscine alle cascate

Se avere una piscina a bordo di una normale barca è, il più delle volte, semplicemente un sogno irrealizzabile, a bordo di un superyacht è invece una cosa possibile.

Diversamente barca

Grazie al cosiddetto design inclusivo, dedicato a risolvere i problemi di accessibilità a carico degli utenti con disabilità motoria, la barca può diventare più comoda, sicura ed ergonomica per tutti.

Argentario Sailing Week

L’appuntamento di Porto Santo Stefano è uno dei grandi classici della stagione delle vele d’epoca. Armatori ed equipaggi si ritrovano presso il Porto Vecchio per condividere la loro grande passione.

Volvo Show

Una regata pazzesca, con la vittoria decisa nelle ultime 80 miglia, porta i franco-cinesi di “Dongfenf” sulla vetta. L’italiano Bolzan, con il team olandese “Brunel”, fino all’ultimo momento è in testa, poi chiude al terzo posto; Francesca Clapcich è sesta. E nel 2021 via i VO65: si gareggerà con gli IMOCA60.

Oceana: spedizione alle Isole Eolie

I ricercatori hanno trovato, a un chilometro di profondità, una spettacolare foresta di coralli di bambù, rare spugne carnivore e specie mai viste prima nella regione.

Vele d’epoca

Si è tenuta nei Paesi Baschi la prima edizione del Festival Marìtimo Pasaia, un evento che ha compreso un raduno di navi e imbarcazioni storiche, oltre a un nutrito programma di animazione a terra: concerti, sfilate, degustazioni gastronomiche, dimostrazioni di arti marinaresche.

Sulle tracce dei balenieri

Le Azzorre, estremo lembo d’Europa in mezzo all’Atlantico, offrono al visitatore città storiche, selvaggi panorami marini, aspri coni vulcanici, magiche distese lacustri e fioriture di azalee, ma anche memorie di caccia alla balena, un’attività che gli isolani hanno praticato per più di un secolo. L’itinerario del Whale Heritage ripercorre la storia di quest’affascinante
patrimonio.

Fra pini, foche e dolci insenature

Coperte di un verde di pini e macchia mediterranea, insolito nelle isole greche, le Sporadi ospitano anche un prezioso patrimonio biologico: l’ultima colonia di foche monache del Mediterraneo.

Le nostre prove

Princess Yachts 55
Austin Parker 44 Sedan
Aquador AQ35
Jeanneau Merry Fisher 895
Quicksilver Activ 675 Open

ACQUISTA LA RIVISTA IN FORMATO DIGITALE

L’editoriale

EBBENE SÌ, SIAMO UN PO’ OFFESI

Viviamo in un Paese che del politically correct ha fatto una bandiera, offrendo spesso al mondo intero codici di comportamento che si sono rivelati utili alla diplomazia, alla cultura, alla giurisprudenza e persino all’integrazione sociale. Un insieme di norme che, in particolare, passano – spesso acrobaticamente – attraverso leggi, testi unici, “carte”, vademecum eccetera che indicano i percorsi che l’informazione libera può seguire senza correre il rischio di minare la privacy dell’individuo, l’immagine di una categoria, la dignità di un comparto sociale, riconoscendo a chiunque – persino a un inquisito o a un pregiudicato – diritti particolari, come quello all’oblio o quello di replica.

Tuttavia, quando si tratta di nautica da diporto, questo meccanismo virtuoso misteriosamente si inceppa: le nefandezze di qualche individuo possono tranquillamente essere fatte ricadere sull’intera categoria. Perciò via libera a titoli del tipo “No boat no crime”, dal vergognoso nome dato dalle Fiamme Gialle all’operazione che, nel 2010, servì a incastrare – giustamente – un manipolo di evasori fiscali. Quest’anno ci siamo ricascati, anche se in modo apparentemente più sfumato.

Il prestigioso settimanale “L’Espresso” ha pubblicato a giugno un’interessantissima inchiesta sullo stesso reato, commesso stavolta da personaggi legati più o meno direttamente alla politica. Indovinate che immagine è stata scelta o, più precisamente, inventata per corredarne l’apertura a tutta pagina. Ecco un uomo che, dal pulpito di prua di un motoryacht, guarda l’orizzonte attraverso un paio di occhiali scuri. Benché si tratti di un disegno leggermente stilizzato, firmato dal bravo Pierluigi Longo, possiamo persino ipotizzare di quale unità si tratti e, forse chissà, risalire al suo legittimo proprietario. Orbene, è difficile stabilire con certezza che cosa ci sia dietro a scelte come queste: ingenuità? Leggerezza? Determinazione? Di una cosa, però, siamo assolutamente certi: se all’interno di immagini di questo genere, a corredo di articoli sul malaffare, fosse possibile identificare un’etnia specifica, una categoria professionale o i praticanti di un determinato sport, si scatenerebbe il finimondo. Invece, sulla categoria degli armatori si può continuare a sparare a zero. Senza correre alcun rischio.

Corradino Corbò

Lascia un commento