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Nautica 682 febbario 2019

In Copertina

Beneteau Oceanis 46.1.

Il Futuro è Elettrico

Se nel mondo dell’automotive, dopo un inizio incerto, la propulsione ibrida e/o elettrica è ormai una realtà consolidata che, anno dopo anno, conquista fette di mercato sempre maggiori, nel mondo nautico siamo ancora agli inizi.

Mediterraneo

Ieri culla di civiltà, oggi bacino in via di decadenza a cui è necessario dare una grande mano per assicurarne la sopravvivenza. Il Mediterraneo è il nostro mare, la nostra storia, o per essere più prosaici il mare in cui abbiamo bagnato i piedi la prima volta, in cui amiamo navigare.

Perché ci sono tante meduse?

Recenti dati del CNR confermano i numeri già presenti da tempo in letteratura scientifica: gli avvistamenti di meduse nel Mediterraneo si sono decuplicati negli ultimi 10 anni. Vediamo perché.

Il vang, questo sconosciuto

Sottovalutata, spesso limitata alla funzione di ritenuta del boma, questa manovra è invece utile per regolare al meglio la randa. Ecco come utilizzarla per avere una vela sempre in forma.

Salvatore Fergola

Nella famosa via Toledo, a Napoli, esiste un palazzo nobiliare, denominato Zevallos Stigliano, che dal 2007 è sede delle Gallerie d’Italia della banca Intesa Sanpaolo, al cui interno sono ospitate anche le opere di Salvatore Fergola.

Antartide, il continente bianco

Diario di un viaggio emozionante a bordo di un rompighiaccio. Il racconto di dieci giorni passati fra gli iceberg, a contatto con pinguini, otarie e foche, nuotando nelle acque gelide del Polo Sud.

America Centrale, Turks and Caicos Islands

Composto da una quarantina di incantevoli isole e cay che si allungano a Sud delle Bahamas, l’arcipelago delle Turks and Caicos, protetto dalla terza barriera corallina più estesa al mondo, si rivela un vero paradiso dove trovare interminabili spiagge di sabbia borotalco per crogiolarsi al sole, acque cristalline ricche di vita per la gioia di subacquei, snorkeler e angler, lussuosi resort e moderni marina.

Le nostre prove:

  • Beneteau Oceanis 46.1
  • Silent Yachts 55 E-Power
  • Quicksilver Activ 675 Cruiser
  • Invictus Yacht HX 200
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Editoriale

GLI INVISIBILI DEL MARE

In Italia, la nautica da diporto è una grande industria incredibilmente parcellizzata, in quanto composta in massima parte da una miriade di piccole imprese, non di rado individuali, e soltanto da pochi cantieri con più di cento dipendenti diretti.
Non c’è, insomma, quella stessa massa compatta che, quando scende in piazza per reclamare un diritto negato, gode di una visibilità che “fa notizia”, va in prima pagina e ottiene quasi sempre qualcosa. Perciò accade che se i 318 operai dello stabilimento Bekaert di Figline Valdarno – azienda specializzata nella trasformazione del filo di acciaio – si attivano attraverso i loro rappresentanti sindacali per salvaguardare il loro posto di lavoro e, armati delle loro ragioni, magari gridando slogan davanti alle telecamere dei tg opportunamente allertati, manifestano davanti ai cancelli della loro azienda, ecco che scatta il grande meccanismo della risposta politica.

Il vice-premier nonché doppio ministro Di Maio si schiera doverosamente – e vistosamente – con loro. Persino Sting – il celebre musicista inglese, proprietario di una tenuta in zona – sente il dovere civile di mobilitarsi e improvvisa un concerto “sulla linea del picchetto”. Risultato: dal cilindro del governo balza fuori a sorpresa un decreto che impedisce i licenziamenti. Esulta, con i lavoratori, il segretario nazionale della Fim-Cisl: la macchina della giustizia sociale ha vinto.

Altra data e altro scenario. Sorprendentemente, l’emendamento parlamentare destinato a chiudere il contenzioso di ben venticinque porti turistici con l’Agenzia delle Entrate scompare dall’agenda politica. Salta così, in sostanza, l’opportunità di rendere efficaci le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale circa la non retroattività degli aumenti dei canoni demaniali – fino al 400 per cento – applicati ai contratti già in corso.

Si valuta che questa “dimenticanza” metta a serio rischio qualcosa come 2.200 posti di lavoro. Dove sono i picchetti? Dove sono le bandiere? Dove sono i difensori dei lavoratori? Bisognerebbe pure chiedersi: davanti a quali cancelli gli operai del mare, sparsi lungo le nostre coste, dovrebbero riunirsi in massa per manifestare il loro sacrosanto diritto di essere considerati e trattati come tutti gli altri?

Il grido di allarme puntualmente lanciato da Ucina Confindustria Nautica è caduto nel vuoto pneumatico di una politica che sembra capace di dare risposte soltanto in due casi: quando viene messa con le spalle al muro, magari a seguito di qualche sciopero che impedisce l’erogazione di servizi pubblici essenziali; quando non le conviene sul piano della popolarità e del consenso. Che ci piaccia o no, è all’interno di queste opzioni che la nautica da diporto nel suo complesso deve assolutamente trovare al più presto uno strumento di ribellione che le consenta di uscire dal ruolo marginale al quale viene continuamente e ingiustamente condannata, nonostante il suo sempre consistente contributo al prodotto interno lordo.

Corradino Corbò

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