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Nautica 686 giugno 2019

In Copertina su Nautica di Giugno

Jeanneau NC 37

Il personaggio: Gennaro Amato

La storia di Gennaro Amato, “self made man” nato 60 anni fa a Mergellina e oggi protagonista della nautica campana, proprietario del cantiere Italiamarine, presidente dell’ANRC e fondatore del Polo Nautico Italiano.

VYR: il balzo mancato

Svoltosi dal 9 al 12 maggio scorso, il salone di Viareggio ha mancato qualche promessa pur rivelando qualche interessante potenzialità sul piano dei rapporti business-to-business. Ben centrati i convegni e le tavole rotonde.

L’armo bipode

Il 99% delle barche a vela ha un paio di vele, una randa a poppa e uno o più fiocchi a prua, sostenute da un palo a centro barca. Perché? Si tratta della soluzione migliore oppure esistono delle alternative più semplici, più efficienti, più sicure? Forse sì.

 

Charter: istruzioni per l’uso

Anche chi possiede una barca può scegliere il charter, magari per navigare in mari lontani, mentre per chi vuol vivere un’esperienza alternativa a diretto contatto con sole e mare il charter è l’occasione per una vacanza entusiasmante e diversa, da affrontare però con cognizione di causa.

Dove l’Adriatico è più blu

Crociera tra le isole della Dalmazia centro-meridionale, una delle regioni più belle della Croazia, da vivere “slow” tra navigazione costiera e d’altura, avendo a disposizione decine di splendide baie dove ancorare, affascinanti cittadine da visitare, ottimi ristoranti per deliziare il palato, e non da ultimo, storiche rive e moderni marina per dormire sonni tranquilli.

La perla nascosta dei Caraibi

Con trentatré spiagge di morbida sabbia bianca ombreggiate da palme da cocco, acque cristalline che lasciano trasparire reef pieni di vita e un contorno di amabili isolette, Anguilla è l’emblema dell’isola caraibica. Senza contare le decine di ristoranti gourmet distribuiti nelle varie baie e i lounge bar con musica dal vivo dove sorseggiare rum punch davanti a panorami strepitosi.

Le nostre prove

  • Bali Catamarans 4.3
  • Monte Carlo Yachts MCY 66
  • Princess Yachts F62
  • Jeanneau NC 37
  • Zar Formenti 59 SL
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Editoriale

CECCHI, TACOLI E PEROTTI FOR REUNION Ma c’e dell’altro

La notizia è che il consiglio generale di Ucina Confindustria Nautica ha indicato in Saverio Cecchi il presidente dell’associazione per il quadriennio 2019-2023 e, salvo improbabili imprevisti, l’assemblea dei soci ne delibererà la nomina il giorno 20 di questo mese.

La presidente uscente Carla Demaria potrà dunque dedicarsi a tempo pieno alla guida in qualità di amministratore delegato di Bluegame, marchio nell’orbita di quei cantieri Sanlorenzo a capo dei quali c’è il cavaliere Massimo Perotti. Balza agli occhi di chi conosce l’ambiente che, nella giostra di nomi e di posizioni che ha movimentato quest’ultimo periodo, il ruolo di Perotti – che, lo ricordiamo, è stato anch’egli presidente Ucina, da maggio 2015 a gennaio 2016 – è stato estremamente importante, non fosse altro perché la nomina di Cecchi è stata da lui ampiamente caldeggiata.

D’altra parte, ad avvicinare queste due figure sono gli ottimi rapporti che entrambe hanno con i vertici di Nautica Italiana, l’associazione antagonista con la quale si studia da tempo – e fino ad ora con scarso successo – un’onorevole rappacificazione. Non è un caso quindi che, sul palco di uno dei convegni più interessanti tra quelli organizzati poche settimane fa al salone di Viareggio da Nautica Italiana, il suo presidente Lamberto Tacoli fosse seduto proprio a fianco di Perotti e che i due, seppure con parole diverse ma quasi in controcanto, abbiano in qualche modo dato per scontata l’imminente reunion delle due rispettive associazioni.

La quale reunion potrebbe essere propedeutica alla realizzazione della più rivoluzionaria politica fieristica mai adottata dalla nautica del nostro Paese: una strategia d’urto che Perotti ha ipotizzato, argomentandola con la consueta eleganza dialettica, proprio nel corso di quel convegno. Detto sinteticamente: un accordo in base al quale tutti i nostri cantieri che contano si impegnerebbero a partecipare esclusivamente a un unico salone italiano, di fatto disertando le principali fiere concorrenti che si svolgono all’estero.

Con quale vantaggio lo ha chiarito esplicitamente lui stesso, portando l’esempio di ciò che ottenne l’industria mobiliera italiana quando decise di partecipare in blocco alla Settimana del Mobile di Milano, disertando la fiera di Colonia: praticamente la scomparsa di quest’ultima. Perotti è notoriamente un uomo accorto e dalla voce assai autorevole: sospettiamo che non si tratti di una semplice boutade. Corradino Corbò

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