In copertina su Nautica di Marzo 2020

Beneteau Oceanis 30.1

51° Salone di Düsseldorf

L’ultima edizione del Boot ha riconfermato l’eccellente capacità promozionale del salone tedesco che, oltre a offrire una vetrina elegante e ben organizzata per una vasta gamma di imbarcazioni e accessori, riesce a divertire – se non addirittura a entusiasmare – un pubblico di tutte le età. Aziende italiane protagoniste in tutti i settori.

Salone-di-Düsseldorf

Speciale accessori

Un sintetico viaggio alla scoperta delle ultime novità fra quegli accessori grazie ai quali la vita in barca si fa più comoda e sicura: dal piccolo multifunzione entry level allo stabilizzatore da 23 tonnellate.

NautiContest

“Stand by Me”, un catamarano a motore open di 11 metri per fare charter giornaliero… e non solo.

I terzaruoli

Ridurre le dimensioni di una randa in navigazione è una manovra semplice che si può realizzare in diverse condizioni. Ecco come farlo anche grazie al consiglio di tre grandi navigatori.

47° Nauticsud: gommoni in prima fila

Registrando l’edizione più visitata della sua lunga storia, il salone di Napoli si è riconfermato come importante punto di riferimento per la piccola e media nautica, con i battelli pneumatici a farla da protagonisti.

Donne di mare

In occasione della festa internazionale della donna dell’8 marzo, ricordiamo le tante protagoniste nella storia del mare: dalle regine alle piratesse, dalle ammiraglie alle comandanti di  transatlantici, dalle scrittrici e divulgatrici alle paladine dell’ambiente.

Isola di Mauritius

“Terra odorosa che il sole accarezza”. Definisce così Mauritius il poeta francese Charles Baudelaire, che visitò questo sperduto angolo di mondo nel 1841. Una destinazione che ammalia chiunque vi approdi.

 

Sardegna Nord-Ovest

Vi suggeriamo un itinerario nautico facile e rilassante, in una zona di mare poco frequentata, con paesaggi stupendi, territori da visitare e un’ottima offerta di servizi nautici.

Le nostre prove:

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L’Editoriale

COMFORT & DESIGN

Lo spunto per la riflessione che segue ce lo ha fornito un nostro abbonato che, in una sua mail, ci ha chiesto un consiglio su come ovviare a un comportamento della sua barca che, curiosamente, definisce “misterioso”.

In sostanza, questo signore lamenta il fatto che, alla fonda e persino all’ormeggio, il suo cabinato a motore rolla vistosamente più degli altri, tanto che, in una certa occasione, ciò ha persino provocato un danno considerevole a una barca a vela a fianco. Ebbene, il fenomeno è tutt’altro che raro: basta passeggiare lungo le banchine di un porto per rendersi conto che, persino in una situazione meteomarina di sostanziale calma, alcune barche si distinguono proprio per il loro ampio rollare.

Però va subito fatta una distinzione tra il fenomeno fisiologico, dovuto alla casuale “simpatia” tra la frequenza del moto ondoso e le forme di carena, e il fenomeno anomalo, dovuto invece alla discutibile progettazione. Il caso del nostro lettore rientra purtroppo in questa seconda specie, trattandosi di una di quelle barche-casa disegnate e costruite da chi ha certamente pratica di architettura residenziale ma ben poca competenza di quella navale.

Dunque, barche dal sicuro appeal fin quando restano sull’invasatura all’interno di un salone o anche in navigazione su un mare piatto con gli stabilizzatori a pieno regime; ma un vero inferno in tutte le altre ben più frequenti circostanze. Molto nasce dal fatto che, in ambito nautico, le parole comfort e design mantengono troppo spesso gli stessi significati riferibili a un’abitazione o a una camera d’albergo, quasi che non esistessero tutti quegli altri aspetti che sono intimamente legati alla gamma di movimenti cui è soggetta qualsiasi imbarcazione.

Perciò come si fa a definire comfort quello di una lussuosissima cabina armatoriale che viene sballottata qua e là da un mare poco mosso? E come si fa a chiamare design quello che dà forma a un comodino senza spondine, dal quale qualsiasi oggetto ruzzola sul pagliolato, o a un tavolo di cristallo con angoli acuminati, sui quali, spesso, qualcuno lascia dolorosamente brani di pelle?
Corradino Corbò

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