Arretrato Nautica 704 Dicembre 2020

Di |2021-02-02T09:51:11+01:0030/12/20|

Sommario Nautica Dicembre 2020

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Il Comandante Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera

Salone nautico di Bologna, il coraggio di esserci

Tutti a vela, ritorno alle origini

Tecniche di vela, al timone con mare formato

36° Coppa America, Notti di Luna Rossa

Come navigavano gli antichi, l’uomo e il mare

Caraibi, Isole Vergini Britanniche, Il Paradiso della Vela

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Le Rubriche

Prova di navigazione Grand Soleil 44 di Cantiere del Pardo

Prova di navigazione dell’Absolute Navetta 64

Prova di navigazione dell’Axopar 37 Sun Top

Prova di navigazione del Lomac 10.5 Limited Edition

Editoriale

INFLAZIONE E DISVALORE DELLE PAROLE

Made in Italy, family feeling, custom made. Esclusività, prestigio, lusso, comfort, eleganza. E poi ancora ampi volumi, scafo marino, linee aggressive, cura maniacale.
Potrei proseguire per molte righe ancora nell’enumerare gli elementi di quel vocabolario che, per l’uso smodato, sbadato, sbagliato, smisurato che se ne fa, ha perso ormai del tutto ogni significato. Ma proprio del tutto. Tanto è vero che, nella maggioranza dei casi, potremmo prendere in blocco il testo di presentazione della barca “X”, scambiarlo con quello della barca “Y”, e nessuno se ne accorgerebbe. Chi redige questi scritti insulsi e li invia come comunicati stampa o li pubblica sul web compie una vera e propria privazione di identità ai danni di opere che, invece, una loro identità ce l’avrebbero eccome. Ma per scoprirla e raccontarla ci vorrebbe un minimo di studio, di cultura specifica, di riflessione, di applicazione: merce rara, purtroppo, nell’era dei tweet.
Più o meno, la stessa cosa capita in molte conferenze stampa, alle quali – sempre più spesso – i giornalisti vengono invitati non per essere informati ma per essere conquistati, proprio come se fossero possibili acquirenti. Dunque, poche notizie (tutte da verificare), tanti slogan (vedi il sunnominato vocabolario), molto spettacolo (quasi un cabaret) e, soprattutto, l’immancabile serie di video glamour, pieni di sguardi sognanti e promesse sottintese. Mai una cerata: solo svolazzanti abiti griffati.
Ragazzi, diamoci un taglio, per piacere. Questa diffusa superficialità e questa forsennata rincorsa a un’immagine di opulenza stanno facendo male alla nautica italiana, al mercato nazionale e, più in particolare, a quei cantieri – per fortuna ce ne sono – che, indipendentemente dalla loro grandezza o dalla loro celebrità, perseguono i loro obiettivi in modo serio, professionale, pragmatico.

Corradino Corbò

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