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Nautica Numero 585 gennaio 2011

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di gennaio, come sempre a cura di Lucio Petrone, commenta lo stato attuale dell’economia del settore e indica nell’internazionalizzazione della rete vendita e nell’ingegnerizzazione del processo produttivo degli incentivi alla ricrescita.
  • Mets 2010. Ottimismo per il futuro. Dopo aver assistito a vari saloni che si sono svolti all’insegna del pessimismo e dell’incertezza, finalmente una fiera in cui si torna a respirare un clima di moderato ottimismo, a testimonianza che gli operatori sono fiduciosi in una ripresa a breve termine. Per quel che riguarda i prodotti presentati, abbiamo notato una particolare attenzione per l’ambiente e un occhio di riguardo verso l’abbattimento dei costi di installazione e manutenzione.
  • L’evoluzione dello scandaglio. Ping-Pong con il fondo. Grazie ai progressi della tecnologia è oggi possibile disporre su ogni imbarcazione di strumenti in grado di presentare sul display il fondo marino come se lo fotografassimo dall’alto, ma tutto ebbe inizio da un semplice bastone.
  • Manovrare con la forza del joystick. Il mondo in un dito. Dirigere la barca in ogni direzione con la pressione di un dito, senza usare il timone, né la manetta del gas. Ecco il “360° docking” realizzato da ZF per Jeanneau che siamo andati a provare alla Fira de Barcelona.
  • Attrezzature. L’officina di bordo. Un pò di esperienza e un pò di manualità possono risolvere molti di quei problemi che, quasi quotidianamente, attentano alla serenità della navigazione. Ma a condizione che ci siano tutti gli arnesi del mestiere.
  • Una barca per ogni esigenza – 2. Tradizionali. Il nostro viaggio nel vasto mercato del diporto continua illustrandovi un segmento dedicato agli amanti della tradizione. Inizialmente rivolte a una selezionata e ristretta nicchia di utenza, queste barche “tradizionali” negli ultimi anni hanno conquistato sempre più ampi consensi, tanto da far crescere l’offerta in maniera esponenziale.
  • Dubai conclude alla grande il Louis Vuitton Trophy. New Zealand, USA, Italia. È questa la classifica uscita dall’ultimo appuntamento del circuito corso ad armi pari sugli ACC5 e che segna l’uscita di scena proprio della classe che ha caratterizzato l’America’s Cup degli ultimi venti anni. I neozelandesi si aggiudicano la classifica generale della serie in attesa di capire se parteciperanno o meno alla prossima Coppa.
  • Crociera alle Galapagos. Las Islas Encantadas. Quella che si vive navigando è una libertà quasi illimitata, l’orizzonte muta a ogni istante, basta volgere la prua al largo e dirigersi verso un nuovo approdo. Quando l’approdo prescelto sono le isole Galapagos, il viaggio si ammanta di un’aura mitica e primordiale prima ancora di pianificarlo.
  • Il fischietto di marina. Gli ordini del nostromo. Un sistema che si perde nella notte dei tempi, quello di lanciare ordini e segnali in mare mediante un fischio o una serie di fischi modulati. L’unico sistema, almeno sino all’avvento degli apparati di amplificazione elettronici, per farsi sentire a bordo di una nave, anche in condizioni particolarmente avverse, quando il vento ulula, durante una tempesta o nel corso di una battaglia, oppure quando ci si trova sui pennoni più alti, e la voce umana non è più sufficiente per lanciare segnali in grado di essere uditi e capiti da tutti.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, si parla del nuovo Statuto federale della FIV recentemente approvato, e ne vengono elencate le modifiche principali.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti la 25° ARC, i campionati invernali e la Imperia Winter Regatta.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Austin Parker 72 Fly, Union Yachts Intrepido 60, Azimut Yachts Magellano 50, Bavaria Yachtbau 34 Sport, Cobalt Boats 243 Cuddy, Capelli Cap 19 Open.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

INTERNAZIONALIZZAZIONE E INGEGNERIZZAZIONE

Le strade per avviare la ripartenza

La lotta politica in questo momento ardente, condiziona la ripresa economica del paese e può mettere a rischio il nostro debito sovrano, cioè i titoli di stato che assicurano la liquidità di cassa e consentono il pagamento del dovuto ai sottoscrittori degli stessi man mano che arrivano a scadenza. L’impegno del ministro Tremonti a sostenerne la solidità come investimento ha evitato finora che la speculazione internazionale avviasse manovre a danno dell’Italia. Se le fornissimo il minimo appiglio sarebbe catastrofico.

Benissimo, ma questa ferrea anche se giusta impostazione della legge finanziara degli ultimi anni, che ora ha preso il nome di legge di stabilità, si è riflessa come un abbandono al suo destino della nautica, come anche di altri settori produttivi e servizi nazionali. In pratica, abbiamo avuto sempre contro – essenzialmente per demagogia perché molte aree del paese che vivevano di nautica avevano amministrazioni comuniste, come la stessa Viareggio – i governi di centro-sinistra e quelli che avrebbero dovuto governare al di sopra delle parti nell’interesse nazionale.

Il precedente governo Berlusconi ci ha dato una nuova legge per il settore, il Codice della Nautica da diporto, l’attuale ci ha quanto meno inserito negli incentivi all’industria in difficoltà, ma frattanto molti costruttori hanno chiuso e stanno chiudendo e altri sopravvivono grazie alla cassa integrazione guadagni speciale, che ha consentito a diversi costruttori di non interrompere il prezioso rapporto con addetti specializzati e mantenere quanto meno conti sopportabili nell’andare avanti.

Il segnale della partecipazione agli incentivi indica che qualcuno nel Governo ricorda ciò che può dare la nautica all’economia del paese, considerato che il suo contributo al PIL, nel 2007, era arrivato a sfiorare i sei miliardi di euro, ma è troppo poco.

Gli operatori del settore si sentono abbandonati, gli utenti che vedono allontanarsi la possibilità economica di avvicinarsi al bene barca, ingiustamente perseguiti, mentre il mercato è ancora fermo sulla piccola e media nautica e si rimuove su imbarcazioni medio-grandi.

Chi può permetterselo rifugge in ogni caso dall’acquisto di barche troppo grandi e dispendiose. C’è una generale marcia indietro verso barche sempre comode e spaziose ma meno evidenti. Molti stanno avvicinandosi al semidislocante da quattordici-sedici metri fino ai ventiquattro, anche per ridurre le motorizzazioni e l’impegno economico rispetto a una nave da diporto, su cui incombe anche la necessità di adeguare gli spazi per gli alloggi equipaggo alla nuova normativa comunitaria per i superyacht.

Senza mercato nazionale nessuna industria può sopravvivere, ma grazie alle direttive europee la nostra produzione e valida in tutti i mercati comunitari.

C’è solo l’esigenza di mantenerla concorrenziale e questo richiede due cose essenziali: una maggiore internazionalizzazione della rete di vendita per trovare all’estero l’acquirente che manca in Italia, e Germania e Francia, dove la ripresa è già partita, sono certamente mercati a cui guardare; una maggiore ingegnerizzazione del prodotto per ridurre il costo della manodopera, ancora alto, e riuscire appunto a essere più concorrenziali.

Non è facile, perché il mercato richiede comunque qualità, ma grazie al loro inconfondibile stile, le nostre barche si fanno spesso preferire per un appeal commercialmente molto apprezzato.

E se ne sono già accorti i cinesi, che dopo Dalla Pietà hanno comprato il Cantiere di Lavagna e fanno la corte a Rizzardi – che ha depositato al Tribunale di Latina la richiesta di procedura per un concordato con i creditori – per acquisire il glorioso cantiere Itralcraft di Gaeta o addirittura tutto il Gruppo INRizzardi, cioè anche Posillipo, Rizzardi, Diano, Santa, Parisi e Bat. Gli ultimi due vorrebbero tirarsi fuori e proseguire individualmente, mentre si parla della trasformazione di Diano in un grosso centro commerciale.

Al momento, però, è ancora tutto nebuloso, mentre si è invece avviata un’acquisizione per gradi del Cantiere del Pardo da parte di Bavaria. Ci ha sorpreso invece, l’ulteriore rinvio all’approvazione del concordato per il Gruppo Baglietto, slittato al nuovo anno. Qualcuno probabilmente rema contro per ottenere il fallimento e una successiva vendita spezzatino alla si salvi chi può.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Il Mondo in un dito
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 64

2
L’officina di bordo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 68
3
Ping-Pong con il fondo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 56
4
Tradizionali
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 74
5
Accastillage Diffusion apre in Italia
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 138
6
Bavaria in Italia anche con Motomar International
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 137
7
Dealer e Press Meeting Regal 2010
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 136
8
Geonav: nuove tecnologie per gli ecoscandagli
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 140
9
Lavoratori del mare
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 137
10
L’Italia che sbarca a Xiamen
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 138
11
Prodotti per la pulizia della barca
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 141
12
Single Pod Propulsion System di ZF
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 585 | pagina: 141

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