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Nautica Numero 588 aprile 2011

Sommario

  • L’editoriale di Nautica sul numero di aprile, redatto da Lucio Petrone, a seguito della quarta Assemblea Nazionale della Portualità Turistica, analizza le ultime novità burocratiche che rischiano di inasprire ulteriormente il difficile periodo economico della nautica, quali l’introduzione di una nuova tassa in Sardegna e l’obbligo di immatricolazione anche per i natanti.
  • Miami International Boat Show. Pari avanti adagio. Dal 17 al 21 febbraio si è svolto il Miami International Boat Show, dove siamo stati presenti come di consueto con un nostro stand. Dopo un lungo periodo, che ha visto anche questo salone ad andatura di crisi profonda, l’edizione del 2011 si è caratterizzata per aver mostrato, finalmente, segni di ripresa del mercato statunitense.
  • Seatec 2011. Voglia di inventare. Nona edizione a Marina di Carrara della fiera dell’accessorio e delle tecnologie nautiche, una manifestazione in costante crescita e dagli ottimi contenuti tecnologici.
  • Motori, scafi e piloti alla sbarra. Come contenere il consumo. La voce “carburante” incide in modo assai importante sull’economia di una barca a motore. E, visto che il dato del consumo può variare entro limiti molto ampi, vale la pena di adottare tutte le astuzie per tenerlo sotto controllo.
  • Una barca per ogni esigenza-5. Le regine della crociera. Ecco dunque che, illustrandovi i flying bridge e i più grandi motoryacht, ovvero quelle imbarcazioni articolate su tre ponti, con timoneria principale chiusa e timoneria secondaria all’aperto sul ponte superiore, e concepite per garantire il massimo comfort per la crociera, siamo arrivati al termine del nostro viaggio. Lungo il percorso vi abbiamo proposto una panoramica dei vari tipi di imbarcazioni offerte dal mercato del diporto, con l’intento di rendervi meno difficoltosa la scelta della barca più adatta alle vostre esigenze.
  • Guardare oltre la crisi. I porti a secco. Nei nostri rari e costosissimi porti turistici più di due terzi dello spazio è occupato da piccole unità sotto i 10 metri, quindi da natanti. Tutte unità sufficientemente piccole e leggere da poter stazionare praticamente a terra, purché esista un moderno impianto per la movimentazione rapida acqua-terra e viceversa.
  • Quando è un telefono a salvarti la vita. Appesi a un filo (che non c’è). Traendo spunto dal naufragio felicemente concluso di Matteo Miceli e Tullio Picciolini ecco cosa offre il mercato della telefonia satellitare, oggi con apparecchi semplici, compatti e alla portata di tutti.
  • Corsa all’estremo: persino l’oceano sembra una tappa ciclistica! Capo Horn, un uomo solo al comando. Ve lo immaginate il Giro d’Italia che si affianca al Tour de France nel medesimo valico alpino? Accade fra due delle celebri imprese oceaniche, con la fantastica cavalcata di Thomas Coville e del maxi “Sodeb’O” – in caccia del record di circumnavigazione in solitario – che si incrocia con la scia di Dick e Peyron su “Virbac Paprec 3” – in gara per il giro in coppia. Così, l’affollatissimo Capo Horn, da leggenda di tutti i navigatori, sembra trasformato nel tornante decisivo di una corsa di ciclismo.
  • Taormina e dintorni. La costa dei Malavoglia. Da Taormina ad Aci Trezza, lungo la costiera rocciosa tanto cara al Verga, per ritrovare i sapori autentici della Sicilia, la storia della Magna Grecia, la prorompente natura dell’Etna, non senza un pizzico di mondanità.
  • In questo numero
    SPECIALE GOMMONI
  • Un mercato in netta controtendenza. Sempre più maxi. Quella dei gommoni “over 10” è diventata ormai una vera e propria categoria, con le sue caratteristiche, le sue leggi non scritte, le sue stranezze. Cerchiamo di comprenderne il sorprendente successo.
  • Design e progettazione. Sculture d’aria… e non solo. Da semplice battello tutto votato alla praticità, il gommone si è evoluto fino a diventare simbolo di un particolare stile di vita. L’importante esempio di Giugiaro e la prima generazione di designer.
  • Viaggio nel mondo degli extra. Fino a che punto optional? Molti di quegli accessori che nei listini vengono indicati come extra sono, in realtà, indispensabili. Per contro, alcuni extra possono risultare poco utili o del tutto superflui.
  • Gommoshow 2011. Una realtà (quantomeno) nazionale. Che il settore dei battelli pneumatici continui a rosicchiare spazio e interesse, nell’ambito di un salone generalista come il BigBlu di Roma, è cosa evidente a chiunque frequenti abitualmente la manifestazione. Il Gommoshow, per parecchi cantieri importanti, costituisce ormai il palcoscenico privilegiato per la presentazione ufficiale dei loro prodotti.
  • Navigare: arte antica. Un’escursione nell’antico Egitto. Ci è sempre piaciuto giocare con il tempo: uscire da una dimensione limitata e provvisoria per allargare gli orizzonti della cultura e della fantasia. Ed è la navigazione che questa volta esaminiamo, e che tratteremo prima con un riferimento storico, poi con l’intervento di un’archeologa navale. Non vogliamo anticipare conclusioni, ma vi raccontiamo come è andata.
  • “Strambate”. In questo numero Roberto Neglia stila l’elenco dei vincitori della XIX edizione del premio “Velista dell’anno”, che ha visto prevalere atleti italiani come Mura e Devoti, Coccoluto e Marrai.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti i campionati invernali, la VI Semana Olímpica Andaluza, la Extreme Sailing Series e la Lombardini Cup.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Azimut Yachts 64, Pershing 58, Sessa Marine C54, Linssen Yachts Grand Sturdy 43.9 AC, Pirelli PZero 1100, Cantieri Capelli Tempest 1000 WA, Italboats Stingher 29 Zephir, Lomac Nautica 790 IN, Zodiac Sea Hawk 800, Seabull SB 650 Club, Sacs S620 Young.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

SIAMO ALLA FOLLIA

LA BEFFA DELL’IMPOPOLARITA’

La quarta Assemblea Nazionale della Portualità Turistica, tenutasi al recente Big Blu di Roma, ha evidenziato ancora una volta come la nautica da diporto non riesca più a ottenere l’attenzione del mondo politico. Il grande handicap è di non poter esprimere con una voce univoca la protesta di addetti e imprenditori e di quei milioni di appassionati che non riescono più a svolge la preferita attività di tempo libero. Anzi, cavalcando l’impopolarità delle barche conseguente al boom dei super e megayacht, non certo espressione di una nautica popolare, c’è chi pensa di inasprire il momento non facile chiedendo l’immatricolazione di tutti i natanti.
Se ne sta già discutendo in Commissione Trasporti, alla Camera, mentre in Sardegna pensano addirittura di reintrodurre una tassazione sulla portualità regionale. Siamo alla follia pura. Si chiede l’immatricolazione dei natanti in nome della sicurezza, quando la nautica è ormai, da alcune decine di anni, il settore in assoluto più sotto controllo da quel punto di vista: nel lungo periodo, una media annua di 2-3 incidenti mortali, sui quali nulla può un’esasperazione della normativa vigente, perché non dovuti a imperizia nella conduzione del mezzo ma a imprudenza e maleducazione delle persone.

Lo dicono chiaramente le statistiche ministeriali. Così, proprio quando ci sarebbe necessità di un rilancio del settore, colpito molto più di altri dalle conseguenze della crisi economica, si vuole frapporre un ulteriore, nuovo ostacolo alle possibilità di ripresa di tante imprese e posti di lavoro (a costo zero per lo Stato) al momento a rischio di sopravvivenza. Che dire? Per qualcuno fa chic prendere posizione contro la nautica!

E’ vero che le scelte popolari sono state escluse dai meccanismi elettorali, con volontà bipartisan, e che è quasi impossibile segnalare i promotori dell’iniziativa alla memoria dei loro elettori, ma fermare il recupero della nautica significa anche mandare in crisi circa ottocento comunità costiere che di essa essenzialmente vivono e non riprendere quel contributo di circa 6 miliardi di euro che il settore forniva, fino al 2008, al PIL italiano. Non ci sono in Parlamento problemi più seri da affrontare in un momento così difficile? Lo stesso dicasi per la Sardegna. La tassa Soru ha allontanato dalle acque dell’isola un turismo ricco e perciò fonte di tante iniziative imprenditoriali. E’ possibile che invece di pensare a recuperarlo si torni a scacciarlo a vantaggio della vicina Corsica?

La verità è che nella paura di sbagliare, di fare scelte, manca l’indirizzo politico. Esso viene sacrificato sull’altare del gossip. Che il governo sia di destra o di sinistra ormai non fa differenza. Nessuno si accolla scelte, specialmente quando rischiano di essere impopolari… e la nautica da qualche anno impopolare lo è. E così, nonostante dietro la nautica ci sia una grande espressione di lavoro e di produzione, nonostante che siamo i maggiori costruttori di superyacht nel mondo, siamo impotenti rispetto al livore verso la barca, ingenerato dal presentarla emblema dell’evasione fiscale e della ruberia. In che abbiamo sbagliato?

Sicuramente in molti atteggiamenti propri dell’imprenditorialità, gli stessi che hanno causato la mancanza di unità tra le diverse componenti del settore: troppi orticelli, sette-otto contratti di lavoro invece di un contratto unico, anche la capacità di adeguarsi per primi alla globalizzazione per superare la jattura dell’impossibilità di un mercato interno.

La nautica, così, è cresciuta fuori dalla politica, anzi nella contrarietà della politica, alla quale, proprio per la consistenza relativa delle aziende, non era in grado di fornire supporto. Non si è mai formata in campo nautico quella triade aziende-sindacati-potere finanziario che troppo spesso ha fatto le fortune di alcune famiglie e uomini politici. E fu una sorpresa per tutti la quantificazione di apporto al PIL scaturita dal Rapporto Censis sull’Economia del mare del 2002, poi confermata da successivi studi di settore svolti da insospettabili istituti di ricerca.

Successivamente la crisi ci ha travolto, qualche guaio l’abbiamo cercato, come nel caso dei leasing, e da tre anni siamo rimasti soli e abbandonati… ma non vinti. Il settore ha in sé la vitalità per risorgere, ma è necessario, l’abbiamo scritto, riscoprire e seguire i veri appassionati, quelli che desiderano barche a dimensione umana, dedicando la produzione di grandi barche, per il paese preziosa, all’esportazione.

Forse così sarà possibile sviluppare un nuovo rapporto con la politica, specialmente regionale, che parta dalla nautica popolare e sociale, alla quale si devono assicurare costi di gestione economici al di fuori dei porti turistici. Allo scopo deve essere compito delle diverse Regioni creare – magari attraverso il project financing – quegli accessi al mare di poco costo ma finora inesistenti, come scivoli, porti a secco, punti di ormeggio e campi boe, da offrire all’utenza nazionale ed estera come alternativa nell’impegno di spesa rispetto alla portualità tradizionale, che oltretutto lasciano intatte le potenzialità di uso futuro del territorio.

Ma tutto sarà inutile senza promozione. Oggi, chi non manifesta la sua esistenza non esiste e ogni occasione deve essere sfruttata da imprenditori e associazioni per far sentire che esistiamo. “Nautica” lo fa mensilmente e vede costantemente crescere la sua diffusione, ma il desiderio di barca che ancora si esprime tangibile a ogni salone va sostenuto con la promozione, tanta e intelligente, da tutte le componenti del settore. In primis da Ucina e dal Salone di Genova, che va ripensato in funzione dei nuovi tempi e dei nuovi utenti, come del resto ogni altra valida mostra di barche.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Contenuti e prospettive del nuovo approdo Marine di Cicerone
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 212

2
Novità di sistema Walcon al Big Blu di Roma
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 216
3
Appesi a un filo (che non c’è)
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 98
4
Come contenere il consumo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 86
5
I porti a secco
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 94
6
Le regine della crociera
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 90
7
Barchemercato 2011
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 206
8
Cyberblu, programma di self learning per la patente nautica
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 206
9
Detergenti e sgrassanti della linea 2 Bio
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 210
10
Frauscher Driving Experience 2011
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 210
11
Nasce la rete mondiale Service Point Sessa
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 208
12
Quicksilver Thunderbolt
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 588 | pagina: 210

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