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Nautica Numero 594 ottobre 2011

Sommario

  • Nell’editoriale di Nautica del numero di ottobre, il nostro Lucio Petrone riflette sul diritto a navigare per diporto degli italiani, un diritto accompagnato da una passione che si può definire quasi una tradizione storica e che, per colpa della demagogia e del terrorismo fiscale, ci stanno portando via.
  • 51° Salone Nautico Internazionale di Genova – 34° Festival de la Plaisance di Cannes. Inizia la stagione dei saloni settembrini e annuali, dove i costruttori hanno proposto o proporranno le loro novità per la stagione 2012, nella speranza di trovare un’utenza predisposta all’acquisto. Il mercato francese ha iniziato a risvegliarsi e così quello tedesco, anche se l’offerta è così vasta da polverizzare le vendite, nel senso cioè da non consentire a nessuno numeri adeguati per una buona stagione. Si muove il mercato internazionale delle grandi barche, ma con numeri inferiori al passato. L’acquirente italiano è scomparso.
  • 34° Festival de la Plaisance. Italiani all’estero. Il pubblico italiano, purtroppo anche quello con la passione più radicata, ha disertato o quasi il Festival de la Plaisance. È questo il dato più evidente emerso da quello che fino a poche stagioni fa gli addetti ai lavori definivano come il più francese dei saloni italiani, tanto era affollato di diportisti di casa nostra che accorrevano per visitarlo.
  • L’acquisto della barca nuova. Conti alla mano. Comprare un’imbarcazione è un atto fortemente emotivo e, perciò, ricco di insidie. Ecco un pò di buoni consigli per ragionare con i piedi per terra.
  • Rimessaggio, un anno dopo. Non è solo passata una stagione e si deve pensare a dove e come ricoverare la barca. È trascorso anche un anno dalla nostra inchiesta sul rimessaggio: costi, disponibilità a fornire un preventivo, pubblicazione dei listini, ecc. Vediamo cosa è cambiato.
  • Tecnica di manovra a vela. Quella marcia in più. L’attrezzatura di una moderna barca da crociera viene utilizzata, mediamente, per un quarto del suo potenziale. Scopriamo qualche astuzia per fare un bel salto di qualità. Magari spiando quel che si fa sui campi da regata.
  • Attrezzatura di coperta. Il sartiame. Dai tempi più antichi a quelli d’oggi, stralli e sartie, nelle diverse configurazioni di armamento, hanno sempre avuto il compito di mantenere in piedi e ben saldo il supporto più importante del motore velico: l’albero. Anche se alcuni tipi di imbarcazioni non prevedono la necessità di questi complementi, il sartiame rimane sempre, nel suo insieme, uno dei fondamentali elementi dell’attrezzatura, permettendo, fra l’altro, regolazioni atte a migliorare il rendimento della tela esposta al vento. Vediamone insieme alcune delle caratteristiche costruttive, destinazioni e controlli.
  • Parte da Alicante il 29 ottobre la VOR 2011-2012. Emozione Volvo. Il giro del mondo, nove tappe, sei sfidanti, l’unico evento velico-sportivo che visita i cinque continenti su un periodo di nove mesi. Per la prima volta in assoluto, la Volvo Ocean Race si snoda su un percorso lungo oltre 39.000 miglia e si fermerà in un porto del Medio Oriente in concomitanza del Capodanno.
  • Navi e Marine dell’Italia preunitaria. La nascita della Regia Marina. Un breve excursus tra le Marine Militari e le navi degli Stati italiani che 150 anni fa confluirono per gettare le basi della Regia Marina Italiana. L’attuale Marina Militare Italiana, costituitasi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, è oggi ambasciatrice d’Italia in tutti i paesi del mondo.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Bénéteau First 30, Uniesse Marine 62 HT, Ferretti Yachts 500, Linssen Yachts Range Cruiser 450 Sedan Wheelhouse, Carnevali Cantieri Nautici 142, Cantieri Magazzù MX-18
  • Crociera in Croazia da Ston a Prevlaka. Massicce alture di argenteo calcare, addolcite alle pendici da un leggero manto di macchia mediterranea, si susseguono per 45 miglia lungo l’estremità sud-orientale della costa croata da Ston a Prevlaka, per tuffarsi dolcemente nel più azzurro dei mari, costellato da splendide isole dalla vegetazione esuberante che si stendono come un tappeto ai piedi della perla dell’Adriatico, l’indomita e fiera città di Dubrovnik, cuore dell’antica Repubblica di Ragusa. Alla Riviera, che dal capoluogo prende il nome, non manca nulla per garantire la più variegata delle crociere, dall’ancoraggio in calette idilliache dove oziare in solitudine agli ormeggi in porti sicuri, dal ricco patrimonio storico-artistico dei suoi antichi borghi all’ottima gastronomia e ai vivaci festival estivi.
  • Museo Marittimo di Dubrovnik. Le memorie di Ragusa. Il museo, che ha sede nella Fortezza di Sveti Ivan (San Giovanni), accoglie una vasta raccolta di reperti dall’antichità ai giorni nostri, con particolare attenzione per la prospera Repubblica marinara e per il periodo del dominio di Venezia, che ha segnato indelebilmente la città e i suoi abitanti.
  • Filippine. Tubbataha: destinazione per pochi. A metà strada tra Palawan e Mindanao, Tubbataha è il luogo più vicino al nulla che si possa trovare nelle Filippine. Poco territorio emerso a ore alterne, sulla base dei flussi di marea; nessun edificio, fatta eccezione per un faro e per la piccola stazione del guardiaparco, costruita su palafitte; nessun telefono di servizio, né fisso né cellulare; nessuna connessione a internet. È natura allo stato quasi puro.
  • “Strambate”. In questo numero, a cura di Roberto Neglia, si parla delle tante iniziative che stanno coinvolgendo la vela e i giovani, a partire dal Salone di Genova, che quest’anno prevede uno spazio espositivo dedicato maggiore, dove si terrà un convegno – con partecipanti Ucina, FIV e Lega Navale – per fare il punto sulle varie iniziative per utilizzare la vela come strumento di formazione.
  • Nella rubrica dedicata allo sport curiosità riguardanti la Fastnet, il Campionato Italiano d’Altura, la Coppa Italia, la Centomiglia del Garda e il Panerai Classic Challenge.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno della rivista, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter – Scuole e patenti – Il Consulente – L’Usato – Pagine Blu – Il Broker.

Editoriale

CON LA DEMAGOGIA E IL TERRORISMO FISCALE CI HANNO STRAPPATO IL DIRITTO A NAVIGARE PER DIPORTO…

Riconquistiamolo

Navigare è un lusso?
Per alcuni esibizionisti lo è, per altri, i veri appassionati di barche e di mare, è un’esigenza esistenziale. E non parliamo di pochi, perché l’andare in barca è da sempre una passione vivissima tra tutti gli abitanti dei famosi nostri ottomila chilometri di coste. Per conquistare l’Italia i Romani avevano creato le strade, ma i commerci, come gli spostamenti tra versanti e stati si svolgevano quasi esclusivamente a mezzo nave o barca.

Popolo di marinai e naviganti, ha detto e ripete spesso qualcuno, ed è vero, perché fino a qualche decennio fa, le nostre coste pullulavano di barchette con le quali oltre al piccolo cabotaggio si praticava molto la pesca a bolentino davanti alla costa di casa avendo come rifugio la spiaggia, il riparo di una scogliera, la strada stessa d’accesso al mare.

C’erano i ricchi con barche, specialmente a vela, importanti, ma il resto erano lance, gozzi, topette e altre barche tradizionali, mai economiche, in genere si divideva la spesa dell’unità in più carati, ma sicuramente non dal costo proibitivo, specie se di seconda mano, costruite sulle varie coste da abili artigiani eredi della grande marineria velica italiana.

Era perciò un andar per mare facilmente praticabile – e abbordabile nel costo – da chi ne fosse affascinato. È una tradizione ancora palpabile nei golfi campani, nelle lagune venete, sulle coste toscane e liguri, senza dimenticare quelle siciliane e pugliesi, perché era utile alla vita di tutti i giorni.

Questa passione, perciò, l’abbiamo nel sangue, è atavica e siamo stati felici quando nel secondo dopoguerra, con lo svilupparsi delle motorizzazioni, favorito dall’uso bellico, è nata anche da noi la nautica da diporto. È stata una scoperta meravigliosa, che ha portato via via sul mare e sulle acque interne alcuni milioni di persone e “Nautica” è nata proprio con l’intento di favorirne lo sviluppo.

Purtroppo, come spesso accade da noi, tale realtà fu ignorata dal mondo politico e amministrativo. Anzi, poiché testimoniava una crescita del benessere generale fu subito invisa a certe ideologie politiche che cercarono di bloccarne lo sviluppo, non distinguendo tra la vera passione di tanti e l’esibizione di ricchezza di pochi.

Ma la nautica diventò in breve anche un fenomeno economico, con tutte le positività e le negatività del caso, purtroppo con un fisco incapace di distinguere tra una piccola e una grande barca, ma altrettanto incapace di punire esemplarmente i soliti furbi, una piccola minoranza rispetto al numero dei veri diportisti, che per non evidenziarsi al fisco iscrivevano i loro yacht su registri marittimi esteri.

Fu il funesto periodo delle bandiere ombra, che non colpì gli evasori, troppo protetti per pagare, ma solo la nautica in generale, che da allora fu negativamente etichettata. Ormai, però, il fenomeno diportistico era esploso e con esso un’industria specializzata di grande valore.

Ci vollero alcuni decenni perché le Capitanerie di Porto si rendessero conto che il diporto, all’epoca, era diventato il comparto più importante del settore marittimo, essendo gran parte del resto svanito sotto l’incalzare della concorrenza scandinava, coreana ecc. La conseguenza fu che le normative varate e modificate fino all’entrata in vigore delle Direttive europee, furono tutte redatte in funzione del controllo dell’attività e mai in un’ottica turistica e diportistica di sviluppo.

Adesso, con la crisi economica mondiale e le leggi volte al raggiungimento del pareggio nel bilancio dello Stato, che con lo spesometro rendono impossibile anche il solo desiderio di barca, abbiamo raggiunto il fondo e dobbiamo ripartire da zero. Dobbiamo riconquistare il diritto, sacrosanto, alla nautica da diporto. Per scoprire gli evasori, non era meglio scalare dal reddito imponibile tutte le spese, riconoscendo, come negli Stati Uniti, valore fiscale ai resoconti contabili delle carte di credito, che indicano anche i nominativi di chi incassa?

Non crediamo che l’Agenzia delle Entrate abbia tra i suoi obiettivi quello di far scomparire i diportisti e distruggere il settore, riconosciuto di grande valore a livello mondiale. Nella ricerca comunque di una collaborazione, perché anche noi vogliamo che tutti paghino il dovuto, dovrebbe essere la stessa Agenzia delle Entrate a fornire un Vedemecum che consenta al diportista di essere sempre in regola col suo redditometro, senza la necessità di dover ricorrere alla consulenza di un commercialista o fiscalista.

Ma arriverà mai?

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Conti alla mano
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 178

2
Il sartiame
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 198
3
Quella marcia in più
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 190
4
Rimessaggio, un anno dopo
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 184
5
Blu Spirit in Terra Santa
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 292
6
D’Arpa motori: un paradiso della meccanica
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 286
7
Evinrude nel campionato P1 Superstock
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 294
8
Finanziamento a interessi zero sul Suzuki DF40AT
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 294
9
Il cantiere del legno
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 292
10
Le novità Neel 45 e Oceanis 48
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 294
11
L’X Factor del mare
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 288
12
Magazzù: una storia lunga oltre 50
rubrica: Giri di bussola | annata: 2011 | numero: 594 | pagina: 290

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