Checkup della barca prima della partenza

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Scritto da Nautica Editrice

Per la sicurezza in barca ogni anno prima della partenza è necessario fare un ceckup completo delle attrezzature di bordo e della struttura dell’imbarcazione.

Finalmente ci risiamo: sta per arrivare l’estate ed è ora di rimettere in sesto la nostra barca. Già l’anno scorso, a fine stagione, avremmo dovuto eseguire un’accurata ispezione e aver fatto tutte le operazioni di rimessaggio, ma anche se il cagnaro la ricopre minuziosamente in ogni sua parte, dobbiamo partire da un presupposto ineluttabile: la barca vive in un ambiente difficile, mutevole e sempre in movimento: gli sbalzi di temperatura, il ghiaccio, il vento che fa vibrare il sartiame, l’acqua salata continuano ad aggredire i materiali e le strutture. Se avete navigato anche durante l’inverno tanto meglio: avrete più sotto controllo la situazione e dovreste sapere già dove intervenire. Se invece l’avete lasciate a se stessa, beh, ora ne pagherete lo scotto. Vi proponiamo un percorso-promemoria di ispezione della barca il più completo possibile per aiutarvi a non tralasciare nessun aspetto del complesso «sistema barca». Alle banalità di alcune considerazioni, che non prenderete come offese alle vostre sensibilità ed esperienza di marinai, ma, appunto, come semplici promemoria, alterneremo insinuazioni su possibili interventi più radicali. Starà a voi, che conoscete età e vita della vostra barca, vedere come e quando un controllo andrà approfondito.

IL «MANUALE DI BORDO»

Un primo consiglio: mettete per scritto tutti i controlli: le date di scadenza, lo stato della strumentazione, le verifiche, i giri di bussola, il cambio dell’olio, l’inventario dei rispetti e le molte altre operazioni che avete fatto o state per fare in un unico «Diario di Bordo» che, assieme alla garanzia e ai libretti di istruzioni di strumenti e accessori vari, diventerà un vero e proprio Manuale della vostra imbarcazione che vi risparmierà in futuro interventi già eseguiti o vi ricorderà quello che per ora non è stato necessario fare e quei controlli che avete procrastinato ad altri momenti.

PRIMA DELL’ALAGGIO

Prima di alare la barca conviene controllare dall’interno proprio quelle parti che per essere riparate o smontate richiedono che lo scafo sia fuori dall’acqua: prese e scarichi a mare e timoneria. Per le prime bisognerà controllare, soprattutto di quelle difficilmente raggiungibili e perciò fuori dai controlli ordinari, la tenuta delle flange sullo scafo e l’efficienza delle valvole di chiusura. Asciugate bene la zona circostante e osservate se ci sono infiltrazioni; controllate boccole, cuscinetti, eventuali premistoppa entro i quali ruota l’asse del timone. Nelle timonerie a barra un punto delicato è rappresentato dall’innesto della barra nella testa dell’asse del timone, fissato da un perno. Ricordate che un gioco, anche minimo, verificato a barca ferma in porto è destinato ad aumentare inesorabilmente in navigazione. La trasmissione dei timoni a ruota può essere meccanica, attraverso tiranteria, o idraulica. Nella prima bisognerà osservare attentamente il percorso dei cavi d’acciaio, soprattutto prestando attenzione ai punti critici: le pulegge. Spesso non si arriva a guardarci dietro, per cui tastate con le mani lo stato di integrità dei cavi e verificate che scorrano con continuità e dolcezza. Lubrificate con grasso comunque l’intero impianto, compresa la catena finale che si aggancia alla ruota. Controllate, infine, anche l’attacco dei cavi d’acciaio fissati al settore sull’asse del timone: verificatene la tensione e controllate che i dadi e i controdadi dei tenditori siano ben fissati. Nelle timonerie idrauliche andrà cercata minuziosamente ogni traccia di perdita d’olio lungo l’intero percorso dell’impianto. Se avvertite dei movimenti discontinui della ruota è possibile che ci siano delle bolle d’aria all’interno del circuito. In alcune timonerie di questo tipo esiste un serbatoio di rabbocco dell’olio munito di manometro e pompetta di ricarico; controllate il livello dell’olio e il valore del manometro. Interventi più delicati su questo tipo di timonerie vanno comunque lasciati agli specialisti.

LO SCAFO

Il momento dell’alaggio è un’occasione preziosa di ispezione dello stato di salute dell’opera viva. Nella vetroresina controlliamo con attenzione che non siano apparse le terribili bollicine, il sintomo più evidente di osmosi. Nel legno cerchiamo le fessure sul fasciame e verifichiamo con punteruolo e raschietto il suo stato di integrità; controlliamo attentamente anche se non vi siano tracce di colatura di ossido dalle teste di perni e chiodi, andando a guardare nel dubbio anche all’interno dello scafo. Sul ferro, occhio anche alla più piccola macchia di ruggine. Passato questo primo esame generale ci concentreremo su alcuni punti critici:1) Stato generale del bulbo e suo attacco alla chiglia. È assolutamente necessario che non vi siano screpolature o addirittura distacchi tra il bulbo e lo scafo. L’acqua salata, infiltrandosi, aggredisce i prigionieri corrodendoli e minandone la tenuta. Ricordatevi che il bulbo sopporta sollecitazioni enormi e non deve assolutamente muoversi. Se avete dei sospetti controllate lo stato dei prigionieri anche dall’interno e alla minima traccia di ruggine mettetevi in allarme. Controllate anche la superficie del bulbo facendo attenzione, oltre che alle tracce di ruggine, a eventuali rigonfiamenti o bolle sulla superficie. L’acqua potrebbe essersi infiltrata sia dall’esterno che dall’interno, magari a causa di una sentina trascurata o di un serbatoio che perde. Sostituite gli zinchi, e ricordatevi che nessun anodo sacrificale deve essere dipinto per poter svolgere bene la sua funzione.

2) Timone. Abbiamo già controllato la parte interna della timoneria e sappiamo già se gira con movimento dolce e continuo. Per poter ora controllare bene la pala del timone bisognerebbe sganciarlo dai cavi d’acciaio della tiranteria o dal pistone dell’impianto idraulico. Solo così, essendo completamente libero, potremo accorgerci se ci sono dei laschi nei suoi attacchi allo scafo. Se è in ferro bisognerà sostituire l’anodo sacrificale.

3) Controllo dei trasduttori di log e ecoscandaglio. L’elichetta del log deve girare liberamente e tutto ciò che dello strumento sporge dallo scafo deve essere assolutamente integro. Il terminale dell’ecoscandaglio deve essere ben pulito ma non bisogna assolutamente usare carta vetrata o altri strumenti ruvidi per la sua pulizia. Nessuno degli strumenti deve essere dipinto con l’antivegetativa.

4) Il controllo dell’asse dell’elica e dell’elica stessa deve essere minuzioso. Dal loro stato di efficienza dipendono oltre che la buona navigazione anche il funzionamento del motore e, addirittura, le strutture della barca. Un asse storto o delle pale dell’elica con una inclinazione sbagliata o ammaccate possono creare vibrazioni dannosissime Controlliamo anche la boccola d’entrata dell’asse nell’astuccio sullo scafo, il suo stato è rivelatore del buon funzionamento del sistema asse-elica. Se l’elica è particolarmente incrostata o danneggiata vale la pena di smontarla e portarla in officina.

5) Il controllo degli scarichi e delle prese a mare effettuato dall’interno viene ora completato all’esterno. Soprattutto verificatene la pulizia all’ingresso dei condotti.

IN COPERTA

Abbiamo varato la barca, sicuri dello stato di carena e strutture ad essa legate. Andiamone ora ad ispezionare il resto cominciando dalla coperta. Prima di tutto la laveremo bene e con questa operazione nasce spontaneo un controllo superficiale, nel senso di un attento esame dello stato della superficie. Se è in plastica verifichiamo che l’antisdrucciolo sia ancora efficiente. In caso contrario dovremo ridipingere la coperta con le moderne vernici arricchite di additivi antiscivolo. Nel caso delle coperte in teak non riusciremo a resistere alla tentazione di usare sbiancanti o olii di ringiovanimento. Attenti alla scelta di tali prodotti di cosmesi, non tutti sonoadatti e anzi molti sono addirittura dannosi. Meglio procedere per prove o adoperare semplicemente dell’acido citrico diluito. La coperta in teak, lo sapete, va lavata spesso con acqua di mare. Facendo queste operazioni avremo modo anche di verificare se ci sono macchie nere, sintomo di marcescenza del legno, o infiltrazioni. Nelle coperte in ferro invece bisogna, come del resto su tutte le superfici delle barche costruite con questo materiale, cercare minuziosamente ogni traccia di ruggine per poter arrestare al più presto il processo di corrosione. Passiamo ad ispezionare la battagliola: le basi dei candelieri sono ancora ben fisse in coperta? E il bulloncino di fermo che impedisce ai candelieri di sfilarsi svolge bene la sua funzione? Le draglie sono tese al punto giusto? Sono perfettamente integre o c’è qualche trefolo sfilacciato? Gli arridatoi in che condizioni sono? I pulpiti di prua e di poppa si muovono? Ricordiamoci che battagliole e pulpiti rappresentano un’importante sicurezza per la nostra vita e sono sottoposti a dure prove di resistenza.Cominciamo ora, partendo da prua e andando verso poppa, a controllare attrezzatura e ferramenta. Verifichiamo che l’ancora non sia arrugginita, se lo fosse bisognerà zincarla. Una zincatura «a caldo» risolve il problema in maniera durevole, quella «a freddo» facilmente sarà da ripetere l’anno prossimo. Togliamo la catena dal suo gavone e verifichiamo alcuni punti fondamentali: 1) il suo stato generale, le parti arrugginite vanno sostituite; 2) l’attacco al golfare fissato sul fondo del gavone deve essere costituito da un sagolino passato tre o quattro volte tra l’ultimo anello della catena e il golfare stesso, in modo che si possa tagliare facilmente in caso di necessità. Verifichiamo che sia così; 3) i segni che misurano la catena possono essere realizzati con vernice da ferro o sagolini colorati. I primi si possono cancellare, i secondi sfilacciare. Controlliamone lo stato; 4) portando a terra la catena avrete anche avuto modo di controllare lo stato del musone e del passa catena. 5) Controlliamo il salpaancora. Varrà la pena di togliere la calotta che ricopre il motore elettrico per oliare il pignone e l’alberino di innesto. Poi controlliamo tutti i cavi elettrici e le prese, lubrificandoli con un pò di CRC. Verificate che il verricello sia messo bene a massa, pena un suo cattivo funzionamento. Ingrassate il barbottin e la campana del verricello facendo attenzione però a non mettere grasso anche sul sistema frenante…. Passiamo al sartiame. Dopo aver controllato che i cavi d’acciaio siano perfettamente integri e compatti e non vi sia neanche un trefolo rotto andiamo a guardare gli arridatoi e i relativi attacchi. Se sono, come è auspicabile, riparati da gomma, nastro adesivo speciale (grey-tape) o pelle varrà la pena di smontare le protezioni e controllare che non vi siano tracce di ruggine, crepe nelle pressature delle impiombature, che dadi e controdadi siano ben stretti, che le coppiglie siano ritorte e in buono stato. Controlliamo bene anche l’uscita delle lande dallo scafo, verifichiamo che sia stagna e se vediamo che il silicone dà segni di cedimento togliamolo completamente e sostituiamolo. Osserviamo anche attentamente se per disgrazia non vi siano dei rigonfiamenti in coperta in corrispondenza delle lande, brutto segno di cedimento strutturale. Il buon funzionamento delle attrezzature di coperta fa risparmiare a noi fatica e ai materiali l’usura. Le pulegge dei rinvii devono scorrere liberamente, le rotaie devono essere ben pulite e non presentare alcuna sorta di intoppo; i golfari devono essere ben fissati e i paranchi non devono presentare crepe o danneggiamenti. Controllate che tutte le viti in coperta che assicurano le attrezzature siano ancora ben serrate e che le guarnizioni siano integre. Se si nota che del silicone non tiene più è inutile applicarne di nuovo in superficie, non serve a niente; bisognerà invece smontare il pezzo, pulire bene la superficie e rimontarlo con nuovo silicone.

I winches devono essere lubrificati almeno una volta l’anno. L’operazione è abbastanza delicata ma alla portata di chiunque sia attento e scrupoloso. Se sono sporgenti fate molta attenzione che non cadano pezzi in acqua, magari premunitevi di costruirvi attorno una protezione. Siate molto cauti smontandoli e segnatevi per scritto o con degli schizzi il percorso che state facendo per poter poi ripeterlo all’incontrario senza dubbi laceranti o il rischio di sbagliare tutto. Attenzione comunque, quando smontate gli ingranaggi, alle mollette delle castagnole che possono schizzare lontano e non esagerate poi con il grasso, perché, se in eccesso, si potrebbe poi impastare con il sale o sciogliersi a causa del calore e gocciolare in coperta. Apriamo una piccola parentesi: è importantissimo possedere e conservare gelosamente tutti i libretti di istruzione di ogni accessorio della barca. Ogni marca costruttrice ha i suoi segreti che ci vengono svelati e spiegati tramite quei preziosissimi libretti. Se non ne siete in possesso scrivete alla fabbrica e fateveli spedire, solo attraverso la loro guida potrete procedere nello smontaggio con sicurezza e competenza e verificarne la perfetta e ottimale installazione.

Diamo un’occhiata alle guarnizioni degli oblò e passi d’uomo. All’inizio e a fine stagione bisognerebbe passarvi sopra un sottile strato di vaselina. Se notate sbiancamenti o sverniciature della struttura in legno controllate che non siano sintomi di putrefazione, nel qual caso bisognerà smontare il pezzo, sostituirne le parti avariate e rinnovarne incollaggi e guarnizioni prima che si deteriori ulteriormente.

L’ALBERATURA E LE VELE

Dedichiamoci ora ad un argomento delicato e complesso: l’alberatura. Prima di salire sull’albero assicuriamoci che le drizze e le relative pulegge di rinvio siano in buono stato. Il percorso dei cavi deve essere sempre libero e scorrevole, eventuali attriti diminuiscono la resistenza dei materiali e aumentano lo sforzo. Le pulegge non devono presentare alcun tipo di incrostazione o usura: lubrifichiamole. Sicuri dello stato delle drizze possiamo ora attaccarci il banzigo e salire in testa d’albero. Approfittiamo subito della salita per controllare e pulire bene la canala d’inferitura. Arrivati in cima, il primo controllo, sempre in funzione della nostra sicurezza, va fatto sull’uscita delle drizze dall’albero per essere sicuri che non ci siano usure dei materiali o crepe sulle saldature. Tranquillizzati procediamo ora a controllare le connessioni elettriche degli strumenti del vento, luci e antenne. Vale la pena forse di togliere le vecchie protezioni, costituite da nastro vulcanizzante o silicone, pulire bene, verificare che non ci siano danni dovuti a infiltrazioni e rifarle ex-novo. Prima di iniziare la discesa guardiamo bene gli attacchi di stralli e sartie, controlliamo bene tutte le coppiglie, eventuali piegature dei perni o ovalizzazioni degli occhi dei perni stessi. Un’occhiata, infine diamola anche al bozzello dello spi e relativo golfare. Cominciando a scendere non ci dimenticheremo di cospargere con un leggero strato di vaselina la canala dell’albero. Arrivati alle crocette ne controlleremo gli attacchi sull’albero e le estremità, attenti a osservare se l’estruso dell’albero non presenta sintomi di schiacciamento. Anche qui dove troviamo connessioni elettriche di luci di via o fari di coperta dovremo controllarne le protezione ed eventualmente rifarle. Scesi dal banzigo, andiamo a controllare la base dell’albero. Se questo è passante togliamo il calzone, controlliamone lo stato, e verifichiamo che le protezioni in gomma dura sulla mastra siano ancora efficienti e che lavorino bene nel senso prua-poppa. Poi andiamo a cercare eventuali tracce di corrosione nella scassa sull’appoggio dell’albero e sull’albero stesso. Prima di tutto verifichiamo l’esistenza e la funzionalità dei fori di drenaggio a piede d’albero. Se notiamo della schiuma bianca che si asporta facilmente con un cacciavite siamo in presenza di corrosione elettrolitica e varrà la pena di indagarne a fondo la causa. Converrà asportare tutte le parti corrose, eventualmente poi alzando la piastra di scassa in acciaio inox di quel tanto che abbiamo dovuto togliere dall’albero. Lo stesso discorso vale se l’albero poggia in coperta. L’esame del boma sarà più agevole, ma non per questo meno accurato. Puliamo e lubrifichiamo la canala, controlliamo l’efficienza dei bozzelli, degli strozzascotte e l’integrità delle borose. Ricordiamoci sempre di verificare la scorrevolezza di ogni puleggia o paranco, come quello del vang, per esempio, premessa indispensabile perché questi demoltiplicatori degli sforzi svolgano la loro funzione.Sull’avvolgifiocco controlleremo lo stato della scottina del rullo e cercheremo ogni sintomo di usura, ingrassando poi le parti mobili. Finito di controllare l’alberatura passiamo ad esaminare gli accessori naturali, le vele. È più che auspicabile che a fine stagione, all’atto di riporle, le abbiate ben lavate con acqua dolce, lasciate ad asciugare e piegate con cura. Se non lo avete fatto allora fatelo adesso. Esaminiamo con cura tutte le cuciture dei bordi, delle tasche delle stecche, dei rinforzi negli angoli. Controlliamo lo stato delle bugne, può succedere che si ossidino e si corrodano, e quello dei matafioni. Infine verifichiamo che i garrocci e i grilli siano ancora efficienti e lubrifichiamoli. Sostituiamo quelli danneggiati. Con mare mosso e le onde che vi frangono addosso, a cavalcioni sulla prua, costretti ad un impegnativo cambio di fiocco ringrazierete il cielo voi stessi della loro efficienza.

ACCESSORI DA COPERTA

  • Ancora
  • Ancora di rispetto
  • Catena
  • Leva per verricello
  • Guanti per ancora
  • Banzigo
  • Drizze e scotte di rispetto
  • Maniglie di rispetto per winch
  • Bozzelli e moschettoni di rispetto
  • Cime da ormeggio
  • Cime varie
  • Coltello con caviglia per impiombare
  • Corredo vele completo
  • Kit riparazione vele
  • Copriranda
  • Antenne varie
  • Pompe sentina (doppione v. altra scheda)
  • Supporto per fuoribordo
  • Pram con pagaie
  • Kit riparazione pram
  • Gonfiatore
  • Fuoribordo con serbatoio
  • Kit ricambi fuoribordo
  • Taniche supplementari miscela e gasolio
  • Doccia
  • Passerella
  • Scaletta per il bagno
  • Tavolino e sedie pieghevoli
  • Materassini prendisole
  • Tendalino
  • Cagnaro
  • Lampada da pozzetto
  • Guanti per ancora
  • Banzigo
  • Drizze e scotte di rispetto
  • Maniglie di rispetto per winch
  • Bozzelli e moschettoni di rispetto
  • Cime da ormeggio
  • Cime varie
  • Coltello con caviglia per impiombare
  • Corredo vele completo
  • Kit riparazione vele
  • Copriranda
  • Antenne varie
  • Pompe sentina (doppione v. altra scheda)
  • Supporto per fuoribordo
  • Pram con pagaie
  • Kit riparazione pram
  • Gonfiatore
  • Fuoribordo con serbatoio
  • Kit ricambi fuoribordo
  • Taniche supplementari miscela e gasolio
  • Doccia
  • Passerella
  • Scaletta per il bagno
  • Tavolino e sedie pieghevoli
  • Materassini prendisole
  • Tendalino
  • Cagnaro
  • Lampada da pozzetto

ATTREZZERIA

  • Martello
  • Sega da legno e da ferro
  • Raspe
  • Lime
  • scalpelli
  • Tenaglie
  • Trapano a mano
  • Punte per trapano
  • Pinze
  • Pinze a pappagallo
  • Tronchese
  • Cacciavite
  • Succhielli
  • Chiavi inglesi
  • Chiavi a bussola
  • Chiavi a tubo
  • Gomitolo di filo di ferro
  • Chiodi e viti
  • Dadi e bulloni
  • Cerniere di rispetto
  • Redance, maniglie, lucchetti
  • Spago
  • Silicone
  • Vasellina filante
  • Grasso al silicone

 DOTAZIONI DI SICUREZZA

  • Autogonfiabile
  • Giubbetti
  • Cinture di sicurezza
  • Salvagente con sagola
  • Boetta luminosa
  • Razzi – pistola very
  • Fanali regolamentari
  • Viveri d’emergenza
  • Pompe di sentina
  • Avvisatori acustici
  • Estintori
  • Cassetta di pronto soccorso
  • Radio vhf
  • Radio d’emergenza
  • Antenna radio d’emergenza
  • Rilevatore radar
  • Riflettore radar
  • Ancora galleggiante
  • Scandaglio a mano
  • Pagaie
  • Torcie elettriche
  • Faro potente allo iodio
  • Fischietto
  • Megafono

STRUMENTI PER LA NAVIGAZIONE

  • Bussole
  • Bussola da rilevamento
  • Sestante
  • Calcolatrice
  • Effemeridi astronomiche
  • Binocolo
  • Strumenti del vento
  • Contamiglia
  • Speedometro
  • Ecoscandaglio
  • Loran
  • Satellitare
  • Radar
  • Computer di navigazione
  • Pilota automatico
  • Carte nautiche aggiornate
  • Portolani aggiornati
  • Elenco dei fari, fanali e segnali da nebbia
  • Rapportatore
  • Parallele
  • Squadrette
  • Compasso
  • Matite
  • Gomme per cancellare
  • Tavole nautiche
  • Giornale di bordo
  • Licenza di navigazione
  • Patente nautica
  • Contrassegno dell’assicurazione rc
  • Certificato rina
  • Ricevuta della tassa di stazionamento
  • Foglio dei giri di bussola
  • Certificato di revisione autogonfiabile
  • Assicurazione rc e bollo del fuoribordo
  • Certificati delle bombole subacquee
  • Ricevuta pagamento canone vhf
  • Ricevuta abbonamento radiotelevisivo

SERBATOIO DEL CARBURANTE E SISTEMA DI ALIMENTAZIONE

Scendiamo sottocoperta dove ci attende un lavoro non meno faticoso e che va svolto con lo stesso scrupolo finora impiegato. Dall’esame dello stato della sentina possiamo capire molte cose anche delle altre parti della barca. Così se troviamo tracce di nafta sarà il caso di controllare attentamente il serbatoio e il circuito di alimentazione. Per prima cosa constatate che il serbatoio sia ben solidale con lo scafo, controllate bene le cinghie o le flange che lo fissano. Poi ispezionate attentamente la superficie del serbatoio attenti ad ogni macchia sospetta di corrosione. Dopo il controllo esterno eseguiremo anche quello interno. Il nemico numero uno dei motori diesel sono le impurità del carburante che possono intasare la pompa di alimentazione o gli iniettori. Le condizioni del filtro della nafta posto tra serbatoio e motore dovrebbero già darvi indicazioni utili sullo stato di pulizia del serbatoio stesso. È comunque una buona norma pulirlo periodicamente. Se esiste una botola di ispezione il compito sarà più facile: una volta aperta e estratto con una pompa il gasolio potremo lavare il fondo facilmente. Se non c’è la botola di ispezione esisterà probabilmente un «tappo» di deflusso posto sul fondo. Apritelo , fate uscire tutto il gasolio vecchio e versatene poi di nuovo, ben pulito. Fate defluire anche questo nuovo carburante e ripetete l’operazione finché non uscirà perfettamente pulito. Se nel serbatoio non esiste nemmeno il tappo di deflusso dovrete eseguire l’operazione di svuotamento e pulizia servendovi di una pompa che inserirete attraverso il foro di immissione del carburante. Dopo aver ben pulito l’interno del serbatoio passate a controllare che il tubo di sfiato non sia incrostato o addirittura intasato. A questo punto fate il pieno di carburante. Per evitare che l’aria del serbatoio mezzo vuoto favorisca la formazione di condensa non c’è altro sistema che tenerlo il più possibile pieno di nafta. Pensate anche se non sia il caso questa volta di installare, se non c’è già, un filtro decantatore posizionato tra serbatoio e filtro del gasolio: garantirà ulteriormente la pulizia del carburante che arriva al motore e preserverà più a lungo quella del secondo filtro. Passiamo a controllare il circuito di alimentazione. Verifichiamo che i tubi rigidi, generalmente in lega di rame, siano integri e ben fissi nel loro percorso. Controlliamone gli angoli e i passaggi nelle paratie. Questi tubi sono collegati con le parti rigide (serbatoio, filtri, pompe, motore) attraverso dei tubi flessibili in gomma (doverosamente omologati Rina) che ne assorbono le vibrazioni. Assicuratevi che la lunghezza di questi ultimi sia sufficiente e che le fascette di collegamento siano ben serrate. Controllate bene, infine, che non esistano punti di contatto, e perciò di attrito dovuto alle vibrazioni, tra i vari tubi, filtri, motore e qualsiasi altra struttura rigida.

SERBATOIO DELL’ACQUA E IMPIANTO IDRAULICO

Se in sentina avremo invece trovato tracce d’acqua dolce potrebbe essere il circuito idraulico che va ispezionato. Controllate l’integrità del serbatoio, ma anche quella dei tubi che portano l’acqua alle varie pompe della cucina e del bagno. È auspicabile che abbiate svuotato il circuito per il rimessaggio invernale perché l’acqua, durante i mesi più freddi, avrebbe potuto gelare e creare grossi danni alle tubazioni. Per capire se l’interno del serbatoio è pulito basta sentirne l’odore e controllare il colore dell’acqua. Si potrà comunque disinfettare con qualche goccia di amuchina o aceto, mentre il cattivo odore dai tubi si può togliere immettendo nel serbatoio del bicarbonato e facendo poi scorrere l’acqua. Controlliamo autoclave e rubinetteria. Aprendo e chiudendo i rubinetti capiremo subito se l’autoclave funziona correttamente. Se sentiamo che la pompa si innesca a colpi anche con i rubinetti chiusi bisognerà cercare qualche perdita nel sistema (fascette lente, guarnizioni consumate o.. il flessibile della doccia) oppure controllare il pressostato dell’autoclave. Se nell’impianto è installato anche il «vaso di espansione» controllatene la pressione dell’aria.

PULIZIA E CONTROLLO DELLE STRUTTURE

Ora che siamo sicuri che gli impianti idraulico e del carburante non hanno perdite possiamo lavare bene con detergenti sgrassanti la sentina. Controlliamo così che gli ombrinali delle centine non siano intasati e che il loro sistema porti l’acqua nel punto più profondo dello scafo. Forse questa volta è anche il caso di far passare attraverso tutti gli ombrinali una catenella che ci sarà utilissima per liberarli facilmente da ogni tipo di ostruzione. Controlliamo l’efficienza delle pompe, automatiche e manuali, e verifichiamo che sull’estremità del tubo di raccolta dell’acqua ci sia un filtro anti-sporcizia che impedisca l’entrata dei detriti nel corpo della pompa stessa, compromettendone così l’efficienza. Lo sporco più consistente, c’è poco da fare, lo dovrete raccogliere a mano o con uno straccio. Sarà anche opportuno verificare che il corpo delle pompe di sentina sia montato al di sopra della linea di galleggiamento oppure che vi sia, tra pompa e scarico, un sifone in modo da evitare che per un guasto banale ciò che dovrebbe liberarci dall’acqua non ne diventi al contrario un ottimo veicolo di imbarco. Almeno una volta l’anno, e questa potrebbe essere quella giusta, val la pena di svuotare armadi, stipetti e gavoni. Potremo così controllare sia il contenuto che i contenitori. Vedremo subito se ci sono oggetti bagnati o paratie umide. Per approfondire l’esame interno dello scafo potremo anche smontare qualche pannello in modo da arrivare in quei punti altrimenti inaccessibili. Concentriamoci soprattutto sugli attacchi tra la coperta e le fiancate e tra tuga e coperta, punti critici, nei quali spesso si aprono vie d’acqua. Anche gli attacchi delle lande e la loro uscita in coperta vanno guardati con attenzione. Tutto deve essere ben asciutto e non si devono trovare tracce di sale. In caso contrario bisognerà approfondire l’indagine fino a scoprire il perché delle infiltrazioni e prendere i provvedimenti adeguati. In questa fase dell’ispezione alla barca converrà anche dare un’occhiata ai fili dell’impianto elettrico e soprattutto alle scatole di derivazione e ai terminali dove i collegamenti rappresentano punti delicati del sistema. Avendo tolto i pannelli e svuotato la barca questo è il momento giusto, infine, per lavare bene tutti questi luoghi chiusi con gli speciali detergenti rinfrescanti e antimuffa.

DINETTE, CUCINA, BAGNO

Possiamo ora rimontare paglioli e pannelli e passare ad altre fasi di controllo. In dinette di solito sono posizionati gli strumenti di rilevazione meteorologica e di misura del tempo. Termometro, igrometro e barometro andranno controllati e eventualmente ritarati con il metodo comparativo: o con l’aiuto di uno o più vicini di barca o con dati ufficiali. Una buona norma precauzionale poco costosa è quella di cambiare la batteria del cronometro, strumento obbligatorio a bordo.Passiamo in cucina.

Avete già svuotato e ripulito gli stipetti, pensiamo anche se non sia il caso di posizionare qualche esca per ospiti indesiderati come scarafaggi o insetti vari. Si tratta di semplici scatoline con un buco nel quale questi parassiti possono entrare ma non riescono poi più ad uscire. Evitate i veleni, che possono essere dannosi anche per noi, e ricordate che uno dei veicoli principali di ingresso delle bestioline, o delle loro uova, sono proprio i cartoni nei quali stipiamo le scatolette di cibo. Liberiamocene quindi il prima possibile. Controlliamo ora i due accessori più importanti della cucina: fornello e frigo. Controlliamo per primo l’impianto del gas spennellando con acqua e sapone i rubinetti e le connessioni tra i tubi rigidi e quelli di gomma. Se notiamo che si formano delle bollicine siamo in presenza di una fuga di gas e bisogna porvi immediato rimedio. Controlliamo la scadenza del tubo di gomma che si innesta nel fornello. A bordo è opportuno avere sempre due bombole del gas, una in servizio e una nuova per sostituire la prima quando si esaurisce. Per legge le bombole del gas devono essere alloggiate all’esterno della barca in un gavone stagno munito di sfiatatoio. Unica eccezione le bombole che si innestano direttamente nel fornello. Per controllare che il frigo sia carico del suo gas spesso c’è una finestrella di ispezione vicino al compressore che quando l’impianto è in funzione ci deve mostrare il passaggio di bollicine nel circuito. Poi, controllate le guarnizioni dello sportello di chiusura e l’efficienza della serratura, potremo lavare bene tutte le superfici interne con l’antico sistema dell’aceto, sempre il più efficiente contro i cattivi odori.

Se il wc scarica male, o non pompa bene l’acqua, c’è poco da fare: bisogna smontarlo, sostituire le guarnizioni e lubrificarne le parti. Non rischiate di accontentarvi di un funzionamento mediocre perché sarebbe un grave rischio per la vostra crociera estiva. Tutti sanno quanto disagio può creare un wc in avaria. Una buona norma preventiva per il mantenimento delle parti in gomma del wc è quella di gettare dentro la tazza un pò di vasellina che le lubrifica e le protegge. Controllate i tubi, specie quelli di scarico, perché eventuali incrostazioni ne riducono il diametro e di conseguenza l’efficienza.

Non è superfluo ricordare che nel wc di bordo va gettata con parsimonia persino la carta igienica. Assolutamente proibito gettare altri materiali…

LA BATTERIA

Ora il controllo del sistema elettrico: verifichiamo l’efficienza del quadro, gli interruttori delle varie utenze e l’integrità dei fusibili. Controlliamo tutte le lampadine delle varie luci, interne, esterne e di navigazione. Poi passiamo al cuore del sistema: la batteria. Dopo aver controllato il livello dell’elettrolita (l’acqua distillata deve arrivare a circa un centimetro al di sopra delle piastre) controlliamo la carica. Si può fare in due modi: con il voltmetro o con il densimetro. Nel primo caso collegheremo i terminali dello strumento con i poli e leggeremo la differenza di potenziale. La batteria va messa subito sotto carica anche se i valori sono di poco al di sotto dei 12 volts. Il densimetro misura la densità dell’acido e il valore di carica è tra 1,26 e 1,28; al valore 1,20 la batteria è al 50%, mentre se lo strumento indica 1,50 siamo al 25% della potenza e il suo stato di salute è gravemente compromesso. Volendo eseguire un esame più approfondito possiamo misurare col voltmetro la carica di ogni singolo elemento: al valore 2,7 sarà carico, mentre per 1,27 sarà scarico. Ricordiamoci che una batteria con un elemento scarico è in corto circuito. In ogni caso, se si lascia una batteria scarica per molto tempo questa si rovinerà irrimediabilmente. Tenete presente che la batteria si autoscarica quando non viene usata, dal 4 al 13% della sua potenza al mese. Controlliamo anche l’alloggiamento: deve essere ben fisso e perfettamente asciutto. Puliamo e proteggiamo con grasso o vaselina i poli. Alla fine accertiamoci che il generatore carichi correttamente accendendo il motore e controllando che a circa 1100 giri/minuto la carica della batteria arrivi a 14,5 volts (29 volts nel caso degli impianti a 24 volts).

MOTORE

Nel vano motore avrete già ben pulito la sentina e controllato che ci sia un contenitore, ove possibile, nel fondo della sentina per raccogliere trafilaggi di olio o perdite di carburante. Prima di procedere ad altre operazioni è nostro dovere di persone civili informarci sulla discarica autorizzata più vicina dove andare a gettare l’olio vecchio, ogni liquido sporco di materiale inquinante, batterie esaurite ed ogni tipo di rifiuto tossico. Per la pulizia di sentine oleose, del motore e di qualsiasi parte sporca di grassi vi consigliamo di adoperare gli appositi panni che si trovano facilmente in commercio che hanno la caratteristica di trattenere gli olii e far passare l’acqua così «depurata».Le normali operazioni di manutenzione del motore sono: sostituzione dei filtri di olio e carburante, cambio dell’olio motore, controllo dello stato di usura e della tensione della cinghia dell’alternatore, pulizia del filtro dell’acqua. Ricordiamoci, quando cambiamo i filtri di olio e gasolio, di scrivere le ore motore e la data di sostituzione sia sul diario di bordo, sia, a scanso di equivoci, sull’etichetta dei filtri stessi. Ogni due anni va cambiato anche l’olio dell’invertitore. Controlliamo il premistoppa dell’asse dell’elica. Se sgocciola troppo va serrato ma lasciando sempre che vi sia una gocciolina ogni tanto, pena il rischio del suo surriscaldamento e conseguente grippaggio sull’asse. Controlliamo bene il cuscinetto reggispinta e i dadi di serraggio che collegano l’asse dell’elica al motore, quando la trasmissione è diretta, o all’asse del motore tramite giunto cardanico quando è discontinua. Questo è sempre un punto delicato, perché sottoposto continuamente a forti vibrazioni e, spesso, a bruschi traumi. Per lo stesso motivo ricordiamoci, come un’abitudine, di controllare frequentemente tutti i vari tubi di gomma e le relative fascette in acciaio inox.

Controllare lo stato della girante della pompa dell’acqua del circuito di raffreddamento è un’altra buona abitudine: se non l’avete mai fatto ecco un’occasione per imparare dov’è e come si fa. Se per caso scoprite che è rotta e vi manca qualche paletta dovrete accertarvi che non sia finita all’interno dei tubi che portano allo scambiatore di calore e quindi, come verifica di aver fatto un buon lavoro, alla fine dovrete ricomporre in tutte le sue parti la girante rotta. Assieme alla cinghia dell’alternatore, una o più giranti di rispetto completa di guarnizioni, o un tubetto di gomma rossa per guarnizioni, sono ricambi indispensabili da avere sempre a bordo. Un’occhiata va anche data alla marmitta e al collettore di scarico che non devono presentare tracce di trafilaggio d’acqua o segni di corrosione

Eseguite tutte queste operazioni possiamo accendere il motore e fare i due controlli elementari e abituali: vediamo se l’acqua esce copiosa dal tubo di scarico e verifichiamo che la spia dell’amperometro si spenga, a dimostrazione che il generatore di corrente fa il suo dovere. Potremo anche, dopo esserci assicurati che non ci siano cime in acqua a portata di elica, verificare il buon funzionamento dei leveraggi del motore provando a innestare le marce avanti e indietro. A proposito di motore: il fuoribordo in che stato è? Lo avete ben lavato ed ingrassato prima del rimessaggio invernale? Lo avete fatto girare in acqua dolce? E le candele? E l’olio nella scatola ingranaggi della trasmissione? Rispondete a queste domande e agite di conseguenza. Se poi avete avanzato della benzina dell’anno scorso, beh, è meglio che la utilizziate come lubrificante o solvente per la pulizia delle parti meccaniche, ma per la propulsione del fuoribordo fate lo sforzo di acquistarne di nuova.

Il nostro percorso è terminato… ma.. e le dotazioni di sicurezza? E tutti i documenti personali, della barca, degli strumenti? Pensavate che ci fossimo dimenticati di argomenti così importanti? Bisognerebbe fare un articolo, e anche molto lungo, solo su di essi ma sarebbe superfluo, perché proprio per la loro complessità e delicatezza Nautica ha già provveduto a seguire cambiamenti di legge e modifiche normative attraverso l’utilissima rubrica «Navigando tra le norme» che i nostri lettori più affezionati avranno già avuto modo di apprezzare. Vi rimandiamo dunque all’attenta lettura del pezzo significativamente intitolato «Finalmente» sulla trasformazione in legge del decreto legge sulla nautica del n. 389 (settembre 1994) della nostra rivista (a pag. 50) e del relativo «Vademecum del diportista» sullo stesso numero (a pag. 174); nonché dello «Scadenzario» a pag. 220 del più recente numero 394 di febbraio. Utilissime per condensare in poco spazio il vostro percorso vi saranno infine le dettagliatissime schede- promemoria allegate a questo articolo.

ABBIGLIAMENTO

  • Calzoni lunghi
  • Calzoncini corti
  • Gonne
  • Camicie maniche corte
  • Camicie maniche lunghe
  • Magliette
  • Tuta di cotone
  • Giacca
  • Cravatta
  • Cintura
  • Berretto di cotone
  • Berretto di lana idrorepellente
  • Maglione di lana
  • Giubbetto
  • Scarpe di tela
  • Scarpe da barca
  • Stivali
  • Calzini di lana
  • Calzini di cotone
  • Pigiama
  • Biancheria intima
  • Cerata completa
  • Costumi da bagno
  • Fazzoletti
  • Foulard

ACCESSORI DA BAGNO

  • Asciugamani
  • Shampoo
  • Creme abbronzanti
  • Bagnoschiuma
  • Dentifricio
  • Spazzolini
  • Sapone
  • Rasoio
  • Lamette
  • Schiuma da barba
  • Set per il trucco
  • Creme varie
  • Pettine
  • Spazzola per capelli
  • Asciugacapelli
  • Carta igienica
  • Cotone idrofilo
  • Assorbenti
  • Sacchetti igienici

ACCESSORI PER LA CUCINA

  • Bombole gas
  • Cucina inox con forno
  • Frigorifero
  • Pentole inox
  • Coperchi
  • Caffettiera
  • Posateria inox
  • Cavatappi
  • Apriscatola
  • Imbuto
  • Piatti di plastica pesante e di carta
  • Bicchieri di plastica pesante e di carta
  • Tazze di plastica pesanti
  • Tazzine da caffè di plastica pesante
  • Piattini di plastica pesante
  • Barattoli per zucchero, caffè, thè
  • Contenitori vari
  • Pellicola per conservare cibi
  • Stuzzicadenti
  • Grattugia
  • Thermos
  • Tovaglioli
  • Salviette di carta
  • Scottex
  • Detersivi
  • Spugnette
  • Canovacci
  • Presine per padelle
  • Pinze stendibiancheria
  • Tappi di vario tipo
  • Fiammiferi
  • Accendigas
  • Forbici
  • Filtro acqua a mano
  • Sacchetti per immondizia

CAMBUSA

  • Bibite
  • Vino
  • Superalcolici
  • Pasta
  • Riso
  • Olio
  • Sale
  • Aceto
  • Farina
  • Crackers
  • Salame
  • Prosciutto in scatola
  • Uova
  • Burro a lunga conservazione
  • Zucchero
  • Caffè
  • The
  • Camomilla
  • Cacao
  • Orzo
  • Scatolette di carne e tonno
  • Biscotti
  • Minestre liofilizzate
  • Latte a lunga conservazione
  • Latte in polvere
  • Latte condensato
  • Pelati in scatola
  • Fagioli in scatola
  • Frutta secca
  • Frutta in scatola
  • Cioccolata
  • Marmellata
  • Miele

DIVERTIMENTI

  • Radio am/fm
  • Cuffia stereo
  • Tv portatile
  • Libri
  • Carte da gioco
  • Telecamera videointegrata
  • Macchina fotografica
  • Obiettivi
  • Flash
  • Strumenti musicali
  • Attrezzatura subacquea completa
  • Tavola a vela
  • Sci nautici
  • Gommoncino con fuoribordo
  • Dotazioni per gommoncino
  • Attrezzatura da pesca
  • Materassini prendisole
  • Accappatoi
  • Creme solari
  • Occhiali da sole
  • Ventilatore
  • Pipe
  • Tabacco
  • Sigarette
  • Sigari

MEDICINALI

  • Cerotti
  • Bende
  • Disinfettante
  • Laccio emostatico
  • Pillole e cerotti contro il mal di mare
  • Cassetta regolamentare di pronto soccorso
  • Pomata antiustioni
  • Vaccino antivipera
  • Siringhe
  • Aspirina
  • Analgesici

RICAMBI IMPIANTO ELETTRICO

  • Fusibili vari
  • Filo elettrico
  • Spine
  • Bocchettoni
  • Lampade
  • Batterie per torce
  • Regolatore di tensione

RICAMBI IMPIANTO IDRAULICO

  • Saracinesche
  • Autoclave
  • Pressostato
  • Rubinetti
  • Doccia
  • Amuchina
  • Filtro acqua
  • Tubi di varie grandezze
  • Raccordi
  • Guarnizioni
  • Fascette stringitubo
  • Pompa di sentina
  • Kit riparazione w.c.
  • Membrane
  • Pompe a mano

RICAMBI MOTORE

  • Filtro olio e gasolio
  • Girante
  • Paraacqua olio
  • Filtro acqua
  • Pompa dell’acqua completa
  • Termostato
  • Tubicini del gasolio
  • Zinchi anticorrosione
  • Guarnizioni varie
  • Elica di rispetto

Testo e foto di Giangi Anelli Monti e Gianni Ferraretto

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