Charter alle Baleari, le isole del rey

Meta ambita dei velisti italiani, per cui rappresentano la tappa successiva, quella dopo la Sardegna, le isole Baleari sono diventate il centro Mediterraneo del charter

LE ISOLE DEL REY

Tre sono le mete obbligate per i grandi velieri che traversano annualmente l’oceano: Gran Canaria a novembre prima della traversata, Antigua a maggio prima di tornare indietro e le Baleari come base per il Mediterraneo. Del resto, queste isole a meno di cento miglia dalla costa spagnola, rappresentano realmente la porta del nostro mare e in quanto al clima, quanto di più assolato si possa desiderare. I giorni di pioggia sono una novantina all’anno, particolarmente tra febbraio ed aprile, ma sono quasi sempre violenti rovesci, poi, subito dopo, il sole risplende di nuovo. Niente di strano quindi che molti le abbiano scelte anche per passare l’inverno, che in un clima subtropicale, come è quello delle Baleari, riesce ad essere estremamente sopportabile.

La più grande è Maiorca che con la capitale Palma è il vero centro dello yachting dell’arcipelago. Al centro del porto, tra i numerosi marina disseminati lungo tutta la baia, c’è l’esclusivo Real Club Nautico, con i suoi mille ormeggi, dove non è difficile incontrare Re Juan Carlos o il principe ereditario o l’infanta, tutti appassionati velisti. Qui viene organizzata, insieme a tante altre regate, la famosa Copa Del Rey, una delle più spettacolari gare del Mediterraneo, che vale la pena andare a vedere nei primi giorni di agosto. Per il noleggio, viene normalmente organizzato un itinerario tra Palma ed Ibiza, passando per Formentera, la più meridionale delle isole maggiori.

Maiorca denominata «isola della calma», con una forma che la fa somigliare ad una conchiglia aperta, ha un paesaggio molto diverso, con la catena di montagne del nord, La Sierra de Tramuntana che la difende dai venti freddi, le valli verdi ombreggiate da agrumeti e le colline dove alligna l’ulivo. Il suo litorale di oltre 400 chilometri è, nella parte occidentale, aspramente frastagliato con impressionanti scogliere che racchiudono le calas, le piccole insenature dalle acque cristalline, nelle altre parti dolcemente accidentato.

Intorno a Maiorca i porti sono molto frequenti, ben 28 i maggiori, tutti con acqua ed elettricità in banchina, ma il più famoso, oltre a quello di Palma é il marina di Portals, dove ha iniziato il suo allenamento «Il Moro di Venezia» prima della sua splendida trasferta a San Diego.

Già a Palma di Maiorca la vita «notturna» dura fino alle tarde ore del mattino, ma il regno della trasgressione e della vacanza è certamente Ibiza. È la più a sud delle isole, chiamata dai greci, insieme alla vicina Formentera, Pitiuse cioé isola dei pini, già all’epoca dei romani era nota per i suoi porti e le grandi mura. La calce delle sue costruzioni e soprattutto delle sue chiese, l’ha fatta denominare anche Isola Bianca. Oggi Ibiza, la capitale, é una città moderna con un porto grande e ben attrezzato, con molti moli turistici, con una cultura ben radicata però nelle proprie tradizioni, costellate di feste tradizionali che culminano il 16 agosto con le fieste di Carmen in Ibiza abbinata alla famosa processione marinara.

Gli approdi sono molti, le baie infinite, tra Ibiza e Formentera il diportista ha di che scegliere. I porti sicuri sono invece solo quattro su Ibiza: i due nel golfo della capitale, cui si aggiunge il marina di Botafoch, sempre in zona e San Antonio sulla costa nord occidentale, c’é poi Cala Sabina sulla costa nord di Formentera, facilmente raggiungibile dall’isola vicina, ma molto affollato e quindi da sostituire magari con una bella nottata in ancoraggio libero nella Playa Isletas.

Forse l’sola più adatta, ad una vacanza marinara, è però Minorca. Abbastanza piccola da poter essere circumnavigata in un tempo adeguato, ben fornita di ancoraggi e con tre porti ben posizionati, è l’isola meno frequentata dal turismo. Eppure Minorca ha più spiagge di tutte le altre isole messe insieme, una bellezza intatta un patrimonio artistico e storico certamente ragguardevole.

Quello di Mahon è il più grande porto naturale del Mediterraneo, il secondo del mondo dopo Pearl Harbour, un fiordo di sei chilometri, largo uno, con tre isolette all’interno e con nella parte più profonda la città con il suo circolo velico. Fu proprio qui che l’ammiraglio Nelson svernava con la sua flotta ed amoreggiava con lady Hamilton; fu ancora qui che venne inventata la maionese, anche se poi fu diffusa nel mondo grazie al cuoco del cardinale Richelieu che si impadronì della ricetta.

A nord dell’isola c’è invece il porto di Fornells, sessanta posti barca con acqua e corrente in banchina; mentre nella parte ovest dell’isola l’approdo di Ciudadela completa la disponibilità di ormeggi organizzati dell’isola. La costa è però disseminata di cale e spiagge che in momenti di situazione meteorologica non perturbata, possono essere ben utilizzate come rifugio notturno.

Quello che caratterizza infatti Minorca, e comunque tutte le Baleari in generale, è la predisposizione dei luoghi al turismo nautico, unita ad una consigliabile esplorazione degli interni, dove possono essere sollecitati tutti gli interessi, da quelli archeologici, con la visita alle taule (i monumenti megalitici risalenti a circa 3000 anni fa), a quelli naturalistici, sollecitati da tutte le splendide baie e scogliere, a quelli culinari, di cui il pesce, i crostacei (non a caso la maionese), i vini ed i formaggi rappresentano la parte più interessante. Un vero paradiso per l’appassionato nautico, che può sia raggiungere l’arcipelago navigando, come anche trovare una serie infinita di imbarcazioni a disposizione sulle isole, facilmente raggiungibili con traghetti ed aerei di linea.

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