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La Corsica, crociera da St. Florent al Golfo di Galeria

La costa nord occidentale della Corsica si sviluppa fra graniti e spiagge, fra marina e insenature deserte, ed è ancora oggi uno dei punti più belli del Mediterraneo per chi la percorre in barca

VENGA A NAVIGAR DA NOI

Navigando dalla Liguria alla Corsica, il porto verso il quale ci si dirige più di frequente è quello di Saint Florent, incastonato proprio alla fine di Capo Corso, il “dito” dell’isola, laddove esso incontra il massiccio principale. E questo sarà il luogo di partenza per i diportisti italiani che provengono dal Nord, per una lunga crociera che avrà come punto di arrivo e di principale interesse l’incantevole e selvaggio tratto di costa che comprende il promontorio della Scandola e il golfo di Porto. Il porticciolo di Saint Florent è situato alla fine del rio Alisio. È piuttosto piccolo ma ben organizzato, con distributore in banchina sulla testa del molo Nord e scivolo d’alaggio. Diversi bacini e moli galleggianti dividono e razionalizzano gli spazi dello specchio d’acqua, comunque congestionato durante i periodi di punta dei mesi estivi. E il delizioso ma strettissimo lungomare non suggerisce certo di poter contare su ampi spazi liberi a nostra disposizione. Folla a parte, l’organizzazione del centro cittadino è piuttosto buona, disponendo, tra l’altro, di un ampio parcheggio, ed alcuni giorni a terra passeranno veloci e divertenti, soprattutto nelle ore serali, tra bar, ristoranti e locali di ogni tipo.

Trascorsi un paio di giorni di riposo dalla traversata, prepariamoci dunque a salpare diretti ad Ovest, verso L’Ile Rousse prima e Calvi poi. Ci troveremo ad affrontare subito una ventina di miglia navigando lungo una costa bella e selvaggia, ma assolutamente priva di ridossi sicuri ed esposta completamente al Maestrale. Sintonizziamoci dunque sul canale 16 per captare la chiamata del bollettino alle 8.45 e alle 18.45 diffuso dal CROSS Ajaccio. Nel caso mancassimo l’appuntamento, chiamiamo i numeri 95701221 o 95360496 per ascoltare il bollettino telefonico. Due indicazioni per i subacquei prima di lasciare il golfo di St. Florent: una bella immersione sulla secca del “chapeau de gendarme” proprio al centro del golfo. Cappello a 27 metri, una estensione di circa trecento e versanti che scendono fino a 41 per una immersione in acqua trasparente e ricchissima di pesce, a dispetto delle pareti non molto colorate dagli organismi bentonici. La seconda immersione va invece effettuata su una secca in prossimità della punta della Mortella, l’estremità occidentale del golfo: si tratta di una lingua rocciosa che va dai 24 ai 36 metri allungandosi verso Est, con le pareti qui molto ricche di fauna sessile.

Lasciamo allora il golfo di St. Florent e avventuriamoci lungo la costa selvaggia del deserto des Agriates. Deserto: di nome e di fatto. Un pescatore corso, conosciuto per caso, ci racconta con malcelato orgoglio la storia di un costruttore che aveva iniziato a fabbricare lungo le coste e che è stato fermato a suon di bombe. Un sistema certamente biasimabile, ma efficace a giudicare dallo stato di conservazione attuale dell’ambiente costiero e marino.

La spiaggia di Loto è la prima degna di tale nome che incontriamo dopo punta Mortella. Aperta a tutti i venti settentrionali, è caratterizzata dalla presenza di due stagni immediatamente dietro. Ancora esposta a Nord, ma più grande, più bella, incontriamo la spiaggia di Saleccia, un luogo splendido, caratterizzato da acque dai colori incredibili, ma purtroppo molto frequentata dalle barche dei diportisti e dai traghettini turistici durante i mesi estivi. Privacy e solitudine non mancheranno tuttavia proseguendo verso Ovest lungo la costa del Desert des Agriates. La spiaggetta di Trave, quella di Guignu, lo splendido calanco dell’anse de Mafalco sono solo tre punti notevoli in una costa continuativamente bella e selvaggia. Oltre la punta di l’Acciola scopriamo la spiaggia di Perajola, bellissima ma molto frequentata in quanto facilmente raggiungibile da terra, dalla strada che collega l’Ile Rousse con Saint Florent. Fermiamoci per una immersione alla punta di Lozari, riconoscibile non tanto per la sua morfologia così poco pronunciata, quanto per i resti di una antica torre genovese. A circa un miglio dalla costa una secca di un centinaio di metri di diametro risale da 35 metri fino a 17, molto ricca di pesce e fauna bentonica.

Un breve tratto di costa rocciosa bassa sul mare ci conduce fino a l’Ile Rousse, caratteristica per il sottile promontorio sormontato dal faro che esce verso Nord, individuando un ridosso nel versante occidentale ed uno in quello orientale. Ed è qui che sorgono le strutture del porto, peraltro difficilmente usufruibili dai diportisti e prive di servizi. Ci si potrà tuttavia ancorare in rada o fermarsi per un pò alla piccola darsena riservata alla pesca.

Ed in effetti la frivola Ile Rousse merita alcuni giorni di sosta, fornita com’è di locali notturni, bar , ristoranti ed addirittura un casinò. Da cercare per una cena davvero particolare l’hotel ristorante la Bergerie, gestito dal vecchio campione di pesca subacquea francese Jean Denis Caumer. Viveva in Marocco da piccolo, Jean Denis, ed il padre gestiva un ristorante francese. Tornato in patria gli sono rimasti il gusto, l’atmosfera, i sapori del Nord Africa, che oggi si ritrovano nella sua originale gastronomia. Omelette di ricci, Brochette di leccia, Keftà di pesce, beignèt di anemone, sono solo alcuni dei suoi piatti, ma vi assicuriamo che anche una semplice cernia ai ferri qui ha un gusto suo tutto particolare. Soddisfatta la gola, proseguiamo la navigazione verso il minuscolo paesino di Algajola, un antico centro che si suppone di origine fenicia, un tempo avamposto genovese a protezione di Calvi, come si deduce dalle mura della minuscola cittadella. Facciamo attenzione al largo di Algajola: una boa indica “le danger di Algajola”, un esteso bassofondo roccioso potenzialmente pericolosissimo per la navigazione, che offre alcuni spunti per immersioni subacquee finalizzate all’incontro con grandi pesci pelagici piuttosto di casa in queste acque.

Ed eccoci giunti al porto di Algajola, molto piccolo, aperto a Nord-Est, privo di servizi ed adatto solo a natanti di piccole dimensioni. Converrà proseguire per il ben attrezzato marina di Sant’Ambrogio. Offre un comodo distributore in banchina, un ampio scivolo e gru di alaggio. Si può anche fare un pò di shopping in un piccolo centro commerciale, ma non ci sono alberghi per pernottare a terra. Tutto l’entroterra tra l’Ile Rousse e Calvi è molto montuoso e vi sorgono deliziosi paesi meritevoli di essere visitati. Da non perdere assolutamente la degustazione del moscato bianco e rosso nelle frugali osterie locali. A Corbara vale la pena di visitare i resti del castello dei Savelli, edificato contro le aggressioni dei mori.

Tornati al marina di Sant’Ambrogio ci sarà sufficiente doppiare la vicina punta Spano per scoprire a mezzogiorno il golfo di Calvi. La cittadella genovese arroccata sulla punta estrema che affaccia sul mare e circondata da mura imponenti, si avvista fin da lontano, affacciata sul mare a Nord e sul porto e sulla cittadina di tipico stile francese a Sud. Prima di entrare in porto, immergiamoci sul celebre relitto del bombardiere americano, un B17 colpito durante una incursione sui cieli di Verona ed affondato proprio sotto i bastioni della rocca dopo un ammaraggio di emergenza. Il fondo è di soli ventisette metri e con la maschera e la complicità dell’acqua limpida la sagoma scura dell’aereo può essere scorta fin dalla superficie. Comodo distributore in banchina, moli d’ormeggio, edifici coperti e chiusi per la raccolta dei rifiuti, efficienti strutture d’alaggio e varo, parcheggi per auto gratuiti e a pagamento e parecchi altri servizi rendono pratico e piacevole il soggiorno nel porto di Calvi. La cittadina di per sé è piacevole e divertente, interessante la visita alla cittadella che offre un notevole panorama sul golfo di Calvi e su quello della Revellata, nostra prossima meta.

Il paesaggio all’interno del golfo ricorda un pò le coste dell’arcipelago della Maddalena, con rocce granitiche tondeggianti basse sul mare, spesso interrotte da calette e piccole spiagge, circondate da acque colorate dal blu intenso allo smeraldo. Ad occidente la massiccia punta della Revellata ripara il golfo da maestrale: la spiaggia più interna è davvero bellissima, circondata dal verde della vegetazione e del mare, protetta dal vento, con acque limpide e calme come uno specchio. Una bizzarra costruzione, protetta da un piccolo molo proprio sotto al faro che sovrasta la punta, attira la nostra attenzione: si tratta di una stazione di ricerca subacquea ed oceanografica dove scienziati e volontari in vacanza lavorano assieme. Presso il centro si trovano gli alloggi, i laboratori, un attrezzatissimo diving, vasche per lo studio degli animali marini.

Lasciato il porticciolo della “STARESO” alle nostre spalle, ci avviamo verso la punta che doppiamo dirigendoci decisamente verso meridione. Il paesaggio oltre il capo cambia totalmente. Le rocce si fanno alte sul mare, il granito estremamente frastagliato in minuscole insenature che solo raramente sono tanto grandi da poter essere utilizzate per una comoda sosta. Noi stiamo passando di qua in una incredibile giornata di ottobre: il mare è liscio come l’olio, il cielo azzurro brillante e l’acqua limpidissima riflette tutti i colori del fondale. Immaginiamo tuttavia come possa mutare la situazione in questo tratto di mare quando infuriano il Maestrale e il Libeccio.

La baia più protetta in questo tratto di costa è quella del Nichiareto, ma non certo per trascorrervi più di poche ore in una giornata di bel tempo. Alta sul mare si scorge la spettacolare strada costiera che si perde nell’interno oltre capo Cavallo, inizio di un impervio promontorio di roccia massiccia e compatta, che si esaurisce a Sud col capo di “a Morsetta”, porta d’ingresso alla Baie de Crovani. Attenzione allo scoglio di fronte alla cala: alcuni piccoli scogli affiorano a Sud Est.

Un paio di giorni possono trascorrere serenamente all’ancora di fronte alla spiaggia di Riciniccia. La zona è stata dichiarata riserva naturale per un rio che sfocia in mare creando una sorta di laghetto di acqua dolce subito a ridosso della spiaggia stessa, favorendo così l’instaurarsi di un ambiente di elevato interesse naturalistico. Siamo così arrivati al porticciolo di Galeria, porta d’ingresso meridionale al parco naturale della Scandola e sede della “casa del mare”, da dove i guardiani gestiscono la riserva. A Galeria troviamo solo un molo frangiflutti che protegge alcune barche di pescatori. Nessuna struttura è a disposizione dei diportisti.

Notizie utili

Dopo aver personalmente vissuta l’esperienza, ci sentiamo davvero di consigliaredi raggiungere la Corsica con le navi della Corsica Ferries in partenza da Genova e da Livorno. Il servizio a bordo è ottimo, come la qualità del cibo e il livello igienico. La compagnia offre anche diverse soluzioni per week end comprensivi di viaggio e pernottamenti a bordo. Per informazioni rivolgersi a Milano, in via Paolo da Cannobbio 12, tel. 02- 72000324, o a Roma, in via Angelo Brunetti 25, tel. 06-3222463. Chi fosse interessato ad una singolare vacanza in compagnia di biologi marini contatti invece STARESO Pointe de la Revellata, BP 33, 20260 Calvi, tel 3395650618, fax 3395650134. Indicazioni ed indirizzi su alberghi e ristoranti della zona possono essere richiesti agli uffici della Maison de la France, Ente Nazionale Francese per il Turismo, via Larga 7, 20122 Milano tel. 899/199072, fax 02/58486221, e-mail info.it@franceguide.com. Per le immersioni subacquee, in posizione piuttosto centrale nella zona troviamo il centro subacqueo di Algajola, immeuble Bella Vista 20220 Algajola, telefono 3395607957. Per i peccati di gola non dimenticate l’indirizzo della Bergerie, route de Monticello 20220 Ile Rousse, tel 95600128, fax 95600636.

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