Charter in Croazia, mille sogni nel mare

La Croazia e la costa orientale dell’Adriatico è una delle zone più interessanti del Mediterraneo, per una facile navigazione vacanziera anche alla ricerca di splendide storiche vestigia

MILLE SOGNI NEL MARE

Croazia

Ben 1185 sono le isole che frastagliano la costa adriatica orientale. La Croazia è quindi una splendida palestra di navigazione, una specie di regno del turismo nautico, facilitato dalla possibilità di poter navigare in un mare sempre calmo, al riparo delle isole più esterne. Il tutto soltanto ad una ottantina di miglia dalla nostra costa e quindi raggiungibile in poche ore di navigazione, senza contare le numerose flotte stanziali che approfittano delle numerose marine realizzate anche nelle zone più esclusive.

La parte nord della Croazia è rappresentata dall’Istria, regno di boschi e vigneti, con numerosi porti tra cui va ricordato quello di Rovigno, ben incastonato ai limiti del pittoresco paese, con i servizi di un moderno marina. Quattordici sono le isole del suo arcipelago, con le spiagge più belle della zona e la caratteristica Isola Sant’Andrea, detta anche ‘Rossa’ dove nidificano i gabbiani e quella di Santa Caterina nota per le sue splendide coste. Vicino a Pola, di cui si può ammirare l’anfiteatro romano, c’é il canale di Fasana attraverso il quale si raggiungono le isole Brioni (Brijuni). Anch’esse sono quattordici e si allungano per sette chilometri, quasi ad unire Pola a Rovigno. È incerto se considerare Veglia (Krk) un’isola, visto che il ponte che la unisce alla terraferma, il più lungo del mondo quando fu costruito, è ormai parte integrante del paesaggio. Quel che è certo è che il contrasto tra la ricca vegetazione interna e le nude e scoscese scogliere che la circondano, l’hanno fatta denominare sia isola dorata che isola verde. Intorno miriadi di isolotti, con insenature e baie, all’interno resti storici di notevole importanza, dalle iscrizioni preistoriche ai dipinti dei grandi maestri veneti.

È a Punat invece la più ampia marina della costa croata, con servizi e tutto quanto serve per eventuali emergenze. Più a largo le isole di Cherso, con il suo lago di acqua dolce ed il grifone che nidifica solo sulle sue coste e Lussino celebre per il suo clima e dalla grande tradizione marinara. Sansego (Susak) è invece una delle poche isole create dalla sabbia, che dà uno speciale aroma al vino prodotto. L’isola di Arbe (Rab) è collegata alla terraferma dal canale di Velebit, è una delle più boscose dell’Adriatico, con ben trecento sorgenti di acqua fresca e può essere considerata un immenso orto botanico colmo di piante di ogni tipo. Pago (Pag) invece è rinomata per i suoi oliveti ed i suoi pizzi con cui fa concorrenza a Burano.

Le isole della Dalmazia sono certamente le più selvagge, solitarie ed esclusive della costa. Partendo da Zara, facilmente raggiungibile con molti mezzi, si ha a disposizione una serie infinita di isole ed isolotti, verdi di macchia mediterranea, di ulivi che emergono dal mare, frastagliate di insenature e baie irte di promontori. Silba, ad esempio, è un’isola ed un villaggio di armatori e capitani, con un porto naturale sempre riparato dal vento. Anche Ist, abitata prevalmentemente da pescatori e marinai, è nota per il riparo sicuro che offre ai naviganti, come del resto Molat, che vanta un gran numero di insenature come quella davanti a Brgulj dove riparò Edoardo VIII, nella sua crociera galeotta insieme a Wally Simpson.

Ugljan prende il nome dall’olio che vi si produceva sin dal tempo dei romani. Sull’isola, lunga 22 chilometri, attecchiscono ben 100.000 olivi che forniscono una grande quantità di prodotto, che viene esportato dal porto di Preko, dove fa scalo il traghetto e dove si riuniscono i turisti più vivaci. Davanti alla baia di Jaz, famosa per la finezza della sua sabbia, sorge l’solotto di Skoljic, coperto di pini e di palme, che nasconde tra i suoi alberi un convento francescano del Quattrocento.

Attraverso lo stretto di Zdrilac si passa quindi all’isola di Pasman, una volta raggiungibile a piedi, poi il canale fu reso navigabile e quindi attualmente si deve usare il ponte, costruito successivamente. Dugi Otok, l’Isola Lunga, ha una superficie di 114 chilometri quadrati, tutti incontaminati, con villaggi di pescatori e contadini, alternati a spiagge stupende ed appartate. Ma la parte nautica più ammaliante è certamente l’arcipelago delle Incoronate, un labirinto di scogli, rocce ed isolotti immersi un un mare cristallino e tinto di smeraldo. Un pugno di rocce avanzate, come dice la leggenda, che Dio lanciò in mare a casaccio e poi contento del risultato lasciò in quella posizione. Comunque sia, quel che è certo è che le Incoronate destano comunque, in chi ci naviga in mezzo, uno stupore ed una meraviglia, come poche altre località.

Centoquaranta isole tra scogli, rupi e strapiombi inaccessibili che denotano strettamente le coste, mentre gli interni, se così si possono chiamare spazi a pochi metri dal mare, sono caratterizzati dai muretti a secco che delimitano le proprietà di terra spesso brulla. Su Kornat potrete ammirare la lastra calcarea di un ettaro, inclinata di 40 gradi, detta Vela Ploca. Ma la vera sorpresa è quella di trovare, in un luogo così sperduto, due marine perfettamente efficienti, incredibilmente integrate nell’ambiente naturale. Si tratta di Zut e Piskera che meritano certamente una tappa nella crociera alle Incoronate. Prvic, vicino a Vodice, è un’ oasi protetta di flora e fauna mediterranea; proseguendo verso sud ovest c’é Zlarin, nota sin dall’antichità per i suoi coralli e le sue spugne, mentre Kaprije, che prende il suo nome dal cappero, offre numerose insenature per una sosta al naturale. Nell’arcipelago di Sebenigo, un’ottima meta è Zirje, dalle acque molto pescose e caratterizzata dai resti di una fortezza veneziana del Cinquecento.

La parte meridionale della Croazia, quella compresa tra le acque di Spalato e Dubrovnik, città da visitare attentamente per le bellezze storiche e architettoniche presenti, è caratterizzata dalle isole più grandi. Brac è la più alta, con il monte Vidova che arriva a 779 metri di altezza; da qui proviene il marmo che fu usato per costruire la Casa Bianca di Washington, qui si può ammirare il cosiddetto deserto, un complesso di massi risalenti all’era glagolitica; qui la natura ha scavato dieci chilometri di spiagge di sabbia e ciottoli lungo le coste frastagliate.

Più a sud c’è Hvar, l’isola più lunga dell’Adriatico, con le sue coltivazioni di uva, di olive e di lavanda. Acqua e sole le sue caratteristiche, è infatti la più soleggiata dell’Adriatico, ma ha pure il maggior numero di sorgenti di acqua limpida e fresca. Molte le città storiche che vi sorgono, da Stari Grad (Civitavecchia) fondata nel 385 a.C. dai Greci, di cui conserva ancora le mura di fortificazione, a Vrbosca dove invece c’è il più importante museo della pesca dell’Adriatico, mentre più ad ovest, le isole Pakleni, che prendono il nome da un particolare tipo di calafatura, sono un vero paradiso per gli amanti della vela.

Un porto importante è quello di Maslenica sull’isola di Solta, caratterizzata dalla scarsa vegetazione, con una costa ripida e frastagliata. Lissa è invece più distante dalla terra ferma, ben nota per le sue bellezze naturali e per il forte ceppo di navigatori e pescatori. Qui i greci fondarono una colonia nel IV secolo, vi piantarono vite e palma e vi costruirono un teatro di cui ancora oggi si ammirano i resti. Nella vicina isola di Bisevo si possono visitare la Grotta Azzurra, con effetti simili a quella di Capri, e quella di Medvidina, ovvero della foca monaca, con ingresso monumentale e corridoio di 160 metri, dove si possono ancora incontrare i rari esemplari del mammifero mediterraneo.

Jabuka, ad ovest di Vis, è un’isola vulcanica che si innalza per quasi 100 metri dal mare, con un campo magnetico talmente potente da far impazzire gli aghi delle bussole. Korcula, fondata nella leggenda dall’eroe troiano Antenore, batteva moneta sin dal IV secolo, nel suo statuto del 1214, il più antico delle città dalmate, si sanciva il divieto di commercio degli schiavi. Nel mare dell’isola si combattè la famosa battaglia tra Veneziani e Genovesi a cui partecipò anche Marco Polo. Attraverso l’arcipelago delle Elafiti, dai giganteschi pini, si arriva quindi a Dubrovnik l’antica Ragusa, dal fascino suggestivo tornato ormai all’antico splendore.

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