Crociera a Panarea e Stromboli, le sorelle di pietra

Alle Isole Eolie non fare mai programmi, ma seguire il vento e andare sempre nei posti più idonei per le condizioni meteorologiche del momento. Charter alle Isole Eolie

LE SORELLE DI PIETRA

La “Girolama” è ormeggiata in banchina nel sicuro Porto di Pignataro, all’isola di Lipari. Al nostro risveglio troviamo un leggero vento di Maestrale, l’ideale per salpare alla volta di Stromboli e Panarea, le due isole più settentrionali dell’arcipelago eoliano. Questa è la prima regola da osservare navigando da queste parti: non fare mai programmi, ma seguire il vento, andare sempre nei posti più idonei per le condizioni meteorologiche del momento. Una regola valida ovunque, in ogni luogo, ma particolarmente importante tra le cime di questi vulcani che emergono dagli abissi del Tirreno, dove non esistono porti sicuri e i fondali sono spesso così ripidi da rendere impossibile ogni tentativo di ancoraggio. Con venti da nord e nord-ovest la rotta da Lipari a Panarea e Stromboli consente una navigazione a vela particolarmente agevole, sia all’andata che al ritorno. Salpiamo dunque in tutta fretta e, doppiato il bastione del Monte Rosa, mettiamo la prua su Stromboli, chiaramente visibile nell’aria tersa del mattino. Dopo circa un’ora il vento continua fresco e regolare, il barometro è alto. Decidiamo dunque di lasciare Panarea e di recarci subito a Stromboli.

Tavola IIM, Carta nautica delle Isole Eolie su Pagine Azzurre

La forma dell’isola non lascia alcun dubbio sulla sua genesi vulcanica e si può ben intuirne la natura dei fondali, simili di certo ai versanti costieri. Stromboli è considerata una bestia nera per i naviganti proprio per questo motivo: lungo il suo perimetro delle ripidissime discese di sedimento raggiungono in breve profondità impossibili per ogni tentativo di ancoraggio. Solo con il Maestrale si può trovare un buon ormeggio a Scauri. Ed è li che ci dirigiamo per passare la nostra prima notte, senza però lasciare mai la barca. Filiamo l’ancora di prua e assicuriamo una cima ad un grande masso sulla spiaggia. Prima di dare fondo è bene valutare attentamente la distanza che ci separa dalle altre imbarcazioni, visto che nel caso in cui il vento dovesse girare a Tramontana saremmo costretti a passare a prua anche l’ormeggio di poppa. Un’altra cosa da tenere presente è il divieto di ormeggio a sud del molo di Scauri: è consentito solo dove iniziano gli scogli.

Lasciando qualcuno in barca vale la pena di scendere a terra. Stromboli è completamente intrisa dell’atmosfera dell'”isola” mediterranea, tranquilla e silenziosa, vissuta da personaggi sempre caratteristici, tra i vicoli angusti sottomessi alla mole del vulcano. E proprio l’ascensione al vulcano è il pezzo forte tra le attrazioni dell’isola. Si sale di sera, si seguono le esperte guide locali fino al cratere, dove numerose esplosioni con getti di lava incandescente e lapilli illuminano il cielo stellato.

A bordo la notte passa tranquilla ed il mattino successivo salpiamo alla volta dello scoglio di Strombolicchio, dove è possibile effettuare alcune meravigliose immersioni subacquee. Un piccolo bassofondo sulla punta di Scirocco dello scoglio è l’unica soluzione per l’ormeggio, sempre affidandosi anche ad una cima fissata a terra e a condizioni di mare tranquillo. Ed oggi tutto è perfetto: il tempo è buono e non spira un alito di vento. I fondali di Strombolicchio sono fra i più belli di tutto l’arcipelago: le pareti di lava proseguono verticali sotto la superficie del mare e, specialmente sul versante esterno, sono ricchissimi di vita bentonica. Oltre i venticinque metri, troviamo tantissime gorgonie rosse, mentre le quote inferiori sono caratterizzate dalle rigogliose colonie di «astroides» che colorano di arancio intere pareti. Gli «astroides» sono dei piccoli coralli mediterranei, composti da una serie di polipi dotati di calici calcarei uniti tra loro.

Il versante interno di Strombolicchio è meno verticale e colorato, ideale per chi è alle prime esperienze. Non serve indicare degli itinerari particolari per queste discese, vista l’estrema facilità di orientamento; l’unico punto particolare da segnalare è una grande roccia sommersa sul lato nord-occidentale con la sommità a quaranta metri, meta esclusiva dei subacquei più esperti. Notevole anche la secca di Scirocco, un centinaio di metri a sud-est di Strombolicchio. Si tratta di un monolito che sale da oltre cinquanta metri fino a venti. Dedichiamo alla secca di Scirocco la seconda immersione della giornata, lasciando comunque la “Girolama” al suo ormeggio e cercando con il tender il cappello della secca. A sera la bonaccia continua e da Strombolicchio partiamo alla volta della Sciara per osservare le spettacolari esplosioni del vulcano. Proprio sotto la discesa pietrificata del magma si estende una piattaforma dal fondo di grandi scogli e sabbia che offre un ormeggio ottimo in caso di bel tempo. Navigando dall’estremità settentrionale dell’isola verso la Sciara occorre prestare estrema attenzione alle insidiosissime secche di Punta Labronzo.

L’indomani mattina ci aspetta un’altra immersione unica: la piattaforma sulla quale siamo ormeggiati sembra essere stata tagliata da un affilato coltello. Da dodici metri di profondità una impressionante parete si getta verticale e strapiombante fino a oltre cinquanta, dove la sabbia scende ripidissima verso profondità irraggiungibili. L’immersione lungo questo muro impressionante è una esperienza senz’altro avvincente ed emozionante e ognuno potrà scegliere la quota che più gli è congeniale. Con andamento perpendicolare alla cigliata della Sciara, si diparte una dorsale rocciosa che sale fino a venticinque metri dalla superficie poggiando la sua base a quote superiori ai cento.

La giornata volge ormai al termine ed inizia a levarsi un leggero vento di Scirocco. Alla Sciara siamo piuttosto ridossati, potremmo passare la notte qui o sul lato nord dell’isola, davanti Ficogrande, oppure allo scoglio dei Gabbiani, poco prima della Punta delle “Chiappe di zi Caterina”. È comunque bene non rischiare e levare le ancore, visto che in caso di rinforzo dovremo raggiungere la rada di Acquacalda a Lipari per trovare un ormeggio davvero sicuro. Trascorriamo così un paio di giorni a Lipari prima che il tempo si rimetta e si possa salpare alla volta di Panarea.

A Panarea il migliore ormeggio è la splendida baia di cala Milazzese, un porto sicuro con i venti da nord e da ovest, con un ottimo fondale di sabbia, scogli e posidonie, profondo una decina di metri. Il rischio più grande è rappresentato dalle altre barche che, se male ormeggiate, possono urtare durante la notte. Estrema attenzione dunque alla necessaria distanza per un ancoraggio “alla ruota”. Particolarmente sconsigliato invece tentare l’attracco al molo principale, sovraffollato nella stagione estiva e sottoposto agli effetti dell’onda anche con venti da ovest. Va inoltre prestata estrema attenzione agli ormeggi di Ditella sul lato nord del molo, e sul lato sud, perché arriva spesso la nave dell’acqua alla quale bisogna lasciare sufficiente spazio di manovra. Anche rimanendo in rada a cala Milazzese lo sbarco con il tender sulla spiaggia sabbiosa è estremamente agevole. Panarea è senza dubbio la più frivola delle sette sorelle, un pò la Capri delle Eolie. Tutto è estremamente curato sull’isola, fin nei minimi particolari: non c’è un muro sbrecciato, o un giardino senza l’immancabile pergolato stile eoliano, nulla è lasciato al caso, neppure l’abbigliamento volutamente trasandato, accuratamente “casual” dei villeggianti che escono la sera per approfittare della mondanità isolana. La Cala di Petranave rappresenta l’unica alternativa possibile con venti da sud. È probabilmente ciò che resta di un antico cratere. Si intuisce dalla spettacolare ed imponente morfologia dei bastioni rocciosi stratificati che cingono la baia.

Il fondale è profondo una ventina di metri ed &egrave coperto di massi. Sconsiglieremmo l’ormeggio a quelli che non dispongono di una bombola a bordo per andare a recuperare l’ancora nel tutt’altro che improbabile caso in cui debba incagliarsi. L’immersione sulla estremità orientale dello scoglio è adatta a tutti e piuttosto bella: oltre la punta, una secca di massi sale da un fondale profondo una trentina di metri fino ad undici. Durante i giorni trascorsi a Panarea le immersioni più belle le abbiamo fatte sui fondali dei numerosi scogli che la circondano. In primo luogo alle Formiche, un esteso tratto di basso fondale culminante con una serie di scogli affioranti a sud-est di San Pietro. Il fondale luminoso e di roccia bianchissima è l’ideale per chi sia all’inizio della propria esperienza subacquea o per chi voglia godersi un’immersione di tutto relax. Sul versante sud di Lisca Bianca si trova il relitto di un mercantile inglese, poggiato su di un fondale tra i trenta e i quarantacinque metri. Per trovarlo occorre prendere come riferimento la punta che chiude a sud la spiaggetta di Lisca Bianca ed immergersi seguendo un basso ciglio di posidonia che poggia sulla sabbia. La parte poppiera della nave è integra ed è piuttosto suggestiva, completamente avvolta da un fittissimo banco di «anthias».

Dopo l’immersione abbiamo deciso di passare la notte alla fonda tra le due isole, su di un fondale basso e buon tenitore. Prua a nord l’indomani mattina, alla volta dello scoglio di Basiluzzo. Abbiamo gettato l’ancora su di un fondale di grandi massi tra Basiluzzo e Spinazzola e qui ci siamo immersi lungo le pareti verticali. Alla fine dell’immersione tre delfini hanno nuotato per una buona mezz’ora attorno a noi e ad altri bagnanti, attoniti per questo inatteso quanto piacevole incontro.

Notizie utili

Oltre che partendo in crociera con la propria barca dalle coste italiane, ci sono molti altri modi per raggiungere le Eolie. Il più pratico è probabilmente quello di viaggiare in cabina con le navi della Tirrenia che partono da Napoli. In estate le partenze sono giornaliere e, per chi parte dal centro Italia, è in funzione un comodissimo servizio di pullman che, da piazza Indipendenza, a Roma, ferma proprio di fronte alla nave, evitando così scomodi trasporti di bagagli nelle stazioni ferroviarie e il taxi in città a Napoli. A parte i collegamenti da Napoli, restano comunque valide le soluzioni di aliscafi e traghetti dai porti di Reggio Calabria, Messina, Milazzo e Palermo.

L’attrazione più grande di Stromboli, a parte il suo splendido mare, è come abbiamo già detto, l’ascensione al cratere, una esperienza che vale la pena di fare, affidandosi naturalmente ad una delle due guide autorizzate.

Le vacanze a Panarea sono molto diverse da quelle trascorse a Stromboli: i numerosi locali notturni ne sono la testimonianza. Chi fosse intenzionato a vivere queste due isole dal mare può rivolgersi a Enrico Lomazzi, armatore e skipper della «Girolama», un bel ketch, attrezzato con bombole e compressore per consentire agli ospiti di effettuare immersioni subacquee. Va detto, infatti, che né a Stromboli né a Panarea esiste alcuna possibilità di ricaricare le bombole. Il telefono-fax di Enrico Lomazzi è: 090/9880088.

Un’utile lettura per gli amanti delle immersioni è la guida ai fondali eoliani scritta dall’autore dell’articolo ed edita da La Cuba nella serie “Le guide del Subacqueo”.

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