Charter alle Isole Eolie, magnifiche sette

Charter alle Isole Eolie. Baie, cale, vulcani attivi, scogli isolati, le isole Eolie hanno tutto perché una splendida vacanza in barca si trasformi in un evento indimenticabile

MAGNIFICHE SETTE

Isole Eolie

Sono nate con la forza del fuoco che, scaturendo dalle viscere della terra, ha formato questi coni di lava che si innalzano, per più di mille metri, nelle acque trasparenti e per quasi mille nel cielo limpido. Nove erano le bocche che eruttavano fuoco, ora rimaste solo in due, ma ben attive e straordinariamente violente.

Distanze in miglia
Portorosa Vulcano 15
Portorosa Lipari 20
Lipari Salina 4
Lipari Panarea 12
Salina Panarea 11
Salina Filicudi 15
Filicudi Alicudi 12
Panarea Stromboli 10
Distanze in chilometri
Messina Portorosa 15
Catania Portorosa 145

Isole Eolie

Dimora degli dei greci più attivi, come Vulcano, forgiatore di armi e dei terribili strali di Giove e di Eolo che nascondeva qui la sua otre dei venti, sono ora ambita meta turistica, con caratteristiche peculiari che le rendono, pur nella oro vicinanza, molto diverse l’una dall’altra. Dalla vita semplice, dai ritmi antichi, di Alicudi e Filicudi, all’esclusiva mondanità di Panarea, alla rigogliosa vegetazione di Salina, alla rilassata cultura di Lipari. Un mondo fatto di pianeti che si attirano, si respingono e si compensano regalando sensazioni incredibili.

Lipari è la più grande delle isole ed anche il capoluogo. Ha una zona montuosa con i monti Guardia, il Rosa, il Sant’Angelo al centro ed il Chirica da cui si domina tutto l’arcipelago. Il monte Pelato è invece tutto ricoperto di pomice che viene lavorata ed esportata in tutto il mondo. Molti i centri abitati: Lipari, il più importante, si stende tra le insenature di Marina Lunga e Marina Corta, divisa dall’Acropoli fortificata nel 1400. Bellissima la cattedrale normanna, da non mancare una visita al Museo Eoliano dove, ordinate in 25 sale, si possono ammirare le documentazioni delle civiltà che si sono succedute sulle isole, così ambite per la loro posizione baricentrica. Non esiste un vero e proprio porto, ma varie località danno un ormeggio accettabile, le principali sono: Marina Corta, dove per 25 metri è consentito l’ormeggio alle imbarcazioni da diporto, sulla banchina alla cui testata attraccano gli aliscafi e che ha traversia con lo scirocco che provoca una forte risacca. A Sottomonastero ci sono 30 posti barca sulla banchina turistica ed altri sulla banchina commerciale, con un buon ridosso con venti dal 3° e 4° quadrante. Pignataro è il ridosso migliore, specie per i venti del 1° e 2° quadrante, costituito da un molo foraneo con fondali da 3 a 5 metri, a cui oltre alle barche di servizio e ai pescherecci si possono ormeggiare una quarantina di barche da diporto. Canneto è invece riparato dai venti del 3° e 4° quadrante ed ha un pontile a cui si attraccano i traghetti.

Solo 800 metri di canale separano Lipari da Vulcano e dai suoi faraglioni. L’isola è divisa in tre parti: Vulcano Piano quella a circa 400 metri di altezza, ricca di vegetazione colorata dalle ginestre; Vulcano Porto, la parte pianeggiante dove attraccano le navi e su cui incombe il cratere formato dall’ultima eruzione che rifece il profilo dell’isola tra i 1888 ed il 1890; Vulcanello, sorto dalle acque nel 183 avanti cristo e su cui si formarono i crateri che si trasformarono nell’istmo che lo lega all’isola, che dà corpo alle due insenature maggiori. Tra sabbie finissime, formazioni rocciose, laghetti sulfurei ed acque ribollenti, l’isola presenta paesaggi unici. Al Porto di Levante, costituito da una massiccia diga frangiflutti di 85 metri, completamente banchinata possono attraccare barche da diporto, lasciato lo spazio necessario alle navi di linea ed agli aliscafi. L’approdo di Gelso, tra Punta dei Porci e Punta Bandiera, è destinato invece esclusivamente all’evacuazione dell’isola in caso di esplosione vulcanica.

Ad un paio di miglia a nord di Lipari c’é Salina, formata da due monti, tra cui Fossa di Felci raggiunge i 963 metri, che si congiungono nella vallata di Valdichiesa. Qui ci sono le famose coltivazioni di capperi ed i vigneti di Malvasia, in località come Santa Marina o Malfa estremamente ospitali o pittoresche , come lo è il borgo di pescatori di Rinella. L’isola ha quattro approdi: Santa Maria è quello principale, protetto da due moli banchinati, quello di sopraflutto in direzione SE, ha in testata il dente di attracco dei traghetti. Tra i due moli c’é il pontile per gli aliscafi che divide la banchina in due tratti, quello nord riservato ai pescherecci e quello sud alle imbarcazioni da diporto. A Rinella c’é un pontile banchinato solo sul lato Est, con fondali dai 0,50 ai 4 metri. A Malfa possono ormeggiare solo piccole imbarcazioni facendo attenzione agli scogli affioranti.

Panarea ed i suoi addentellati, come l’isoletta di Basiluzzo, i roccioni di Dattilo e le formiche, sorgono su una piattaforma circolare, comune di circa 70 metri di profondità. Tutti formati quindi da un’unica esplosione vulcanica che si è cristallizzata in queste formazioni. L’isola trova la sua massima cima nei 421 metri di Pizzo del Corvo ed è abitata nei centri di Ditella, San Pietro e Drauto, molto rinomati per la villeggiatura estiva. A Sud Ovest c’è invece il porto naturale di Cala Junco, sovrastata dal pianoro di Capo Milazzese, dove sono stati portati alla luce i reperti più antichi dell’arcipelago: un villaggio di capanne risalenti al 1500 avanti Cristo. È davanti al centro di San Pietro che si stende una piccola baia con lo Scalo Ditella, un molo di cemento di un centinao di metri, con fondali dai 0,50 agli otto metri, il cui lato sud è riservato agli aliscafi, mentre sul ato nord si possono ormeggiare pecherecci e barche da diporto.

La più settentrionale delle isole e forse la più suggestiva, per il suo vulcano perennemente attivo è Stromboli. Dalle tre bocche eruttive escono in continuazione massi incandescenti e lapilli infuocati che rischiarano la notte e rotolano rumorosamente verso il mare lungo la Sciara del Fuoco. Uno spettacolo unico e terribile, come del resto lo sono le passate colate laviche che formano le costiere frastagliate e lo scoglio di Strombolicchio dalla cui sommità si osserva uno dei panorami più belli dell’arcipelago. San Vincenzo, San Bartolomeo e Ginostra sono i centri abitati dalle tipiche case cubiche e bianche. Due gli approdi del’isola che raggiunge un’altezza di 926 metri: quello di Ficogrande dove si trova un molo riservato alle navi traghetto, ma attualmente il pontile è semidistrutto dalle mareggiate. A Scari esiste un molo comerciale, la cui testata è riservata all’ormeggio delle navi traghetto. Ai lati ci sono i pontili di ferro riservati agli aliscafi, nella restante banchina si possono ormeggiare le imbarcazioni da diporto.

Filicudi è tipica per la sua vegetazione lussureggiante con felci, da cui si fa risalire il suo nome. La cima più alta, il Monte delle Felci appunto, è alto 774 metri, mentre una penisola, chiamata Capo Graziano si stende nella parte sud orientale. Le coste sono alte con avvallamenti e grotte, tra cui merita una visita quella del bue marino. Caratteristica per i terrazzamenti che ne consentono la coltivazione, l’isola è grande produttrice di capperi, ma anche centro di pesca, sempre abbondante. Da osservare l’obelisco di 85 metri, chiamato Canna che sbuca dal mare in tutta la sua imponenza. Due i pontili d’attracco, il maggiore, a nord di Capo Graziano, in una insenatura chiamata Porto, dove c’é un pennello di cemento di 55 metri con bitte e parabordi. In testata ci sono i posti per il traghetto e l’aliscafo, verso la adice possono essere ormeggiate le imbarcazioni da diporto. Solo 43 metri il molo di Pecorini a Mare, riservato ai traghetti, ma a cui si possono ormeggiare anche piccoli natanti.

Alicudi, quasi un eremo, sia per la sua posizione isolata che per le difficoltà di ormeggio e per la mancanza di ridossi. La Montagnola, la punta più alta è a 666 metri, ma la caratteristica più aliente sono le case a mezza costa in cui gli abitanti erano costretti a rifugiarsi, per le continue incursioni dei pirati saracini. Ci si può ancorare tra Punta Fucile e lo scoglio di Palomba, qui è stato recentemente realizzato un pontile di attracco per navi traghetto, in cemento armato, a forma di T. Per il diporto esiste solo un piccolo pontile di una decina di metri, con un fondale di 1,5 metri in testata. Ma a parte le difficoltà di ormeggio, le Eolie valgono certamente una visita, nella speranza che in quei giorni, il dio da cui prendono il nome, tenga chiusi gli otri in cui tiene i suoi sudditi venti.

Tavola IIM, Carta nautica delle Isole Eolie su Pagine Azzurre

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