Charter alle Filippine, isole remote

Le Filippine, un arcipelago di oltre 7000 isole, di cui solo un centinaio abitate mentre la maggioranza sono pressoché sconosciute e inesplorate, sede solo di grandi colonie di uccelli

ISOLE REMOTE

Filippine

Lo sapevate che si tratta del paese la cui superficie si avvicina maggiormente a quella dell’Italia? 301.401 kmq contro i nostri 301.277 kmq. Solo che le Filippine sono un arcipelago composto da oltre 7.000 isole, di cui solo un centinaio abitate, 10 le principali (Luzon 104.647 kmq, Mindanao 94.594 kmq, Samar 13.079 kmq, Negros 12.702 kmq, Palawan 11.729 kmq, Panay 11.515 kmq, Mindoro 9.735 kmq, Leyte 7.213 kmq, Cebu 4.410 kmq, Bohol 3.864 kmq), solamente 2.773 hanno un nome, mentre tutte le altre sono pressoché sconosciute e inesplorate, sede solo di grandi colonie di uccelli. Un terzo del territorio nazionale è rappresentato dall’isola di Luzon, su cui si trova la capitale Manila. Trentuno invece sono i vulcani, di cui una dozzina in attività. Il più noto è il Monte Mayon, perfettamente conico, mentre il più alto è il monte Apo che raggiunge i 2.953 metri di altezza.

Il clima è caldo umido, con precipitazioni di tipo monsonico, più abbondanti a ovest; frequenti, nella stagione delle piogge, da giugno a ottobre, tifoni e tempeste tropicali. In genere il periodo migliore per visitare le Filippine è quello compreso tra la metà di dicembre e la metà di maggio. Gennaio e maggio sono i mesi con le feste più pittoresche, mentre marzo e aprile sono i mesi migliori per visitare le isole e le risaie a terrazza di Luzon che danno il meglio di sé. Durante le vacanze di Natale e di Pasqua, però, molta gente si mette in viaggio e diventa difficile trovare posto su qualsiasi mezzo di trasporto. È comunque consigliabile prendere a noleggio una barca comprensiva di skipper che, oltre ad essere buon conoscitore dei luoghi, rappresenta una garanzia di sicurezza. Il mare, in generale, è splendido e molto vario; basti pensare che dai bassi fondali sabbiosi di alcune isole si passa alle fosse più profonde del mondo, tra cui quella a est di Mindanao che raggiunge i 10.770 metri circa.

La disposizione delle isole, che in molti casi proteggono i mari interni, è tale da offrire oltre 60 porti naturali, tra cui quello della capitale, Manila, situata nella parte meridionale dell’isola di Luzon.

Città moderna (a causa della distruzione pressoché totale che subì durante la seconda guerra mondiale), caratterizzata da un intenso traffico dei tipici taxi confusamente addobbati, è ricca di contraddizioni: le luci dei neon contrastano con le tradizioni folcloristiche della popolazione. Affacciata direttamente sulla baia di Manila c’è l’isola di Corregidor, splendido lembo di terra con bei paesaggi collinosi, scogliere, insenature e mare trasparente. Partendo da Manila, si può circumnavigare l’isola, approdando alla baia tonda di Subic Bay, mentre più a nord si apre il golfo di Lingayen, dove in una zona di acqua chiara e poco profonda, c’è la laguna di Hundred Islands, dove si trovano circa duecento isolotti rocciosi e dove esiste una riserva marina molto ricca di pesci, conchiglie e coralli. Le spettacolari risaie a terrazza situate attorno a Banaue, nella parte settentrionale di Luzon, sono state definite l’ottava meraviglia del mondo. Scavate nei fianchi delle colline dagli Ifugao tra i 2.000 e i 3.000 anni fa, sembrano delle scalinate per il cielo e alcune si spingono fino a 1.500 metri di altitudine.

Oppure, partendo dall’ospitale porto di Manila, si può facilmente approdare all’isola di Mindoro, dominata dai monti Baco e Halcon (2,505 metri di altezza), circondata da fertili pianure, che digradano verso il mare, e dotata di numerosi porti. Il principale è Puerto Galera, nel passato importante centro commerciale cinese per il commercio del marmo. Ma interessante e nota anche San José, perché sulla spiaggia di Sando Beach le tartarughe vanno a deporre le uova.

Si può poi proseguire verso l’isola di Boracay, di fronte alla punta nord-occidentale di Panay, che possiede le spiagge più belle del mondo, anche se ultimamente lo sviluppo turistico incontrollato sta iniziando a creare dei problemi per quel che riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Ma il loro aspetto rimane ancora incontaminato. Questo è sicuramente uno dei posti più rinomati anche per effettuare immersioni subacquee e snorkelling. Ben altre isole, però più lontane, vi aspettano; la lunga e occidentale Palawan (raggiungibile da Manila in aereo o in nave) è assai scarsamente popolata, percorsa da strade spesso impraticabili, ma proprio per questo rimane una specie di Eden per avventurosi esploratori, naturalisti e sportivi: acque ricchissime di pesci, flora e fauna molto interessanti, grotte e fiumi sotterranei. Il capoluogo, Puerto Princesa è il punto di riferimento e la base per ogni visitatore; da qui si parte per il Parco Nazionale Sotterraneo di St. Paul, per le sorgenti calde di Maquinit o per una delle innumerevoli spiagge esotiche. A nord di Palawan, lo stretto di Malampaya è un noto paradiso di pescatori; oltre l’estrema punta meridionale, invece, l’isola di Balabac fa quasi da ponte verso le isole malesi, ed è celebre per le rarissime specie di conchiglie.

Nella parte centrale dell’arcipelago filippino troviamo le isole Visaya, ben protette dalla barriera formata da Luzon, Samar e Leyete. Al gruppo delle Visaya appartengono alcune delle isole meridionali più note: Cebu, per esempio, dove Magellano segnò l’arrivo del cristianesimo nelle Filippine, erigendo una croce, e dove morì ucciso dal capo Lapu Lapu intimorito dalla sua armatura. Oggi, lapu lapu è il nome che designa la bevanda nazionale.

Poi fra le Visaya ci sono Bohol, Leyte, Panay, terre idilliache orlate di acque tranquille e coste tipicamente tropicali. Qui, nel 1521, approdarono Magellano e i suoi marinai dopo una drammatica traversata del Pacifico: trovarono prima le delizie di un mondo vergine ed esotico, poi le lance e le frecce dalle punte avvelenate.

L’isola di Bohol è famosa, oltre che per insenature pittoresche e spiagge bianchissime (come quella di Alona), perché vi si trova la più antica chiesa delle Filippine, fondata dai Gesuiti nel 1595. Un ponte unisce l’isola a Panglao, un isolotto di sabbia rinomato, naturalmente, per le sue spiagge.

Sicuramente le isole più isolate dell’arcipelago sono quelle a nord: se volete provare un’esperienza alla Robinson Crusoe, andate nelle isole a nord di Bohol: qui avrete occasione di visitare villaggi sperduti. Nella baia di Gutob, tra Culion e Busuanga, provate le isole Dibutonay, Maltatayoc e Horse. Le isole Batan nel nord sono incredibilmente incontaminate e il loro isolamento le rende molto diverse dal resto dell’arcipelago.

Le Filippine vengono definite il luogo in cui “l’Asia sorride” e gli abitanti locali in genere sono estremamente cordiali e disponibili. I mezzi di trasporto sono convenienti, si mangia bene, ci sono molte possibilità d’alloggio e l’inglese è parlato quasi dappertutto.

Ricchissima è la fauna marina, tra cui i molluschi rappresentano la parte per cui la zona va giustamente famosa. Specie rarissime si trovano solo nelle acque delle Filippine, dove cinquantasette parchi naturali e sette santuari ne assicurano la sopravvivenza.

Mindanao è la più grande delle isole Sulu, posizionata verso il sud dell’arcipelago, ancora piuttosto selvaggia, tanto che alcune località sono proibite al turismo, come del resto altre isole che la circondano. È consigliabile quindi prendere contatto con le autorità di Manila, prima di affrontare un viaggio verso questa zona dell’arcipelago, dove ci sono problemi di avvicinamento e di rapporto con le popolazioni, al contrario delle altre zone dove, invece, i locali risultano estremamente cordiali e tranquilli.

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