Charter alle Galapagos, ai confini del mondo

Isole alla deriva le chiamavano i marinai dei secoli scorsi, poi Charles Darwin le rese famose teorizzandovi la sua treoria rivoluzionaria

AI CONFINI DEL MONDO

Sono molto isolate, ad un migliaio di chilometri dal continente americano e per questo, per molto tempo sono rimaste pressoché intoccate. La particolare posizione geografica, ha fatto si che i detriti, trasportati dalle correnti, in epoche lontane, abbiano trasporatato sulle isole i progenitori delle specie animali che ancor oggi le popolano. Ma la particolarità delle isole, ha fatto si che questi abbiano subito mutazioni diverse. Così c’è chi giura ancora di poter distinguere, a prima vista, la provenienza degli animali. Questo entusiasmò Charles Darwin che cominciò così, da queste osservazioni, ad elaborare la sua teoria sull’evoluzione. Le isole si trovano in uno dei punti più attivi, per quel che riguarda l’attività vulcanica, ma il clima, nonostante siano esattamente sull’equatore, è temperato dall’influenza delle correnti oceaniche.

Le isole incantate, come le chiamavano i marinai di un tempo, che stentavano spesso a localizzarle, credendole addirittura alla deriva per il Pacifico, prendono il loro attuale nome dalle tartarughe che le popolano e che, insieme agli altri animali, formano un patrimonio inestimabile. Ogni isola ha la sua caratteristica. Seymour, ad esempio è piena di otarie che qui vivono in completa sicurezza, con i piccoli che si crogiolano al sole e i grossi maschi che difendono il loro territorio con alti muggiti. Qui c’è anche una delle più numerose colonie di Fregate, con i maschi in amore che mostrano il loro gozzo rubizzo.Nell’interno ll bosco di palosanto, gli alberi che, fiorendo a Natale, si sono meritati questo nome. Ma volendo partire per una crociera la tappa iniziale è, solitamente, dall’isola di San Cristobal, dove Puerto Barquerizo Moreno è il più vicino all’aeroporto dove atterrano i voli provenienti da Quito.

L’itinerario è variabile, ma in una settimana si può visitare buona parte delle isole. Solo le più lontane: Isabela, con il suo vulcano Alcedo pieno di Taratarughe Giganti e Fernandina, dove a Punta Espinosa si vedono migliaia di iguane, tra pinguini ed i caratteristici cormorani dalle ali corte, richiedono qualche giorno in più di navigazione.

La prima tappa è sempre Santa Fe, dove tra i cactus giganti vive l’iguana terrestre ed in acqua si è circondati da leoni marini. Questi animali sono i più caratteristici delle Galapagos, ovunque ci si immerga vengono festosi a giocare con tutto quello che riescono a trovare. A sera, quando tornano a riva, è divertente vederli surfare verso a spiaggia. Arrivando all’isola di San Salvador, ci si trova davanti ad un paesaggio quasi lunare, come del resto a San Bartolomé dove c’é il panorama più tipico delle Galapagos. La spiaggia mostra al mattino, le orme delle tartarughe marine che di notte hanno deposto le uova, vicino all’isolotto di Cousin, l’immersione si svolge attorniati da branchi immensi di castagnole, mentre di tanto in tanto fa capolino qualche squalo martello. James Bay, sul lato opposto, è interessante per la abitatisima zona di marea. Iguane marine e granchi rossi si contendono lo spazio vitale. L’isola di Jervis è invece la dimora dei pellicani che si tuffano incessantemente per pescare. A Puerto Ayora c’é la stazione di Darwin, con un piccolo museo e qualche tartaruga. Poca cosa rispetto a ciò che si può vedere in giro.

A Floreana invece c’è la famosa cassetta postale: il barile in cui i balenieri dello scorso secolo lasciavano la posta. Si lascia la propria e si prende quella la cui destinazione è vicina a dove si è diretti. Qui a punta Cormorant, alle falde del vulcano è la dimora dei fenicotteri, ma il miglior punto d’osservazione degli uccelli è certamente l’isola di Espanola. Qui, a punta Suerez, si può passeggiare in mezzo alle sule dai piedi blu, a quelle mascherate, agli albatros ed ai gabbiani dalla coda di rondine.

Un vero paradiso quindi, ancora ben tenuto e dove la crociera riporta veramente alla vita di altri tempi. Ben collegate all’Ecuador, a cui appartengono politicamente. Per entrare in Ecuador non sono necessari visti o vaccinazioni, c’è solo da pagare una tassa d’entrata alle Galapagos di circa 40 dollari. Ma una volta arrivati in zona, grazie anche all’ottima organizzazione delle barche presenti, l’unica preoccupazione sarà il contatto con la natura.

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