Charter nel Mediterraneo orientale, l’ombra di Ulisse

Il suggestivo mondo degli eroi omerici è rimasto intatto nelle isole del Mediterraneo orientale, dove la vita si svolge ancora come in tempi molto remoti

L’OMBRA DI ULISSE

La particolare conformazione geografica della zona, rende estremamente allettante la navigazione tra le isole dell’Egeo. Terre fertili, assolate, con il vento, il famoso Meltemi che spinge costantemente sulle vele e i resti archeologici che danno ad una vacanza in barca nell’arcipelago, l’indimenticabile sapore del ritorno al passato. Un mondo particolare in cui le tradizioni millenarie si sposano costantemente con la voglia di vivere, con la ricerca della tranquillit&agrave, della felicità e dell’amore.

La più grande delle isole dell’arcipelago greco è Creta, la Candia dei veneziani, quinta per estenzione in tutto il Mediterraneo. Lunga più di 250 chilometri, offre una serie infinita di baie dove pernottare agevolmente. La capitale, Iraklion, è a pochi passi da Cnosso lì dove si possono ammirare le suggestive vestigia della prima grande civiltà del Mediterraneo, con i famosi, variopinti palazzi a testimoniare la vita intensa che già animava la zona quasi tremila anni fa. Da non mancare naturalmente il museo archeologico dove sono custoditi quasi totalmente i ritrovamenti avvenuti a Creta ad opera delle numerosisime missioni che si sono avvicendate negli scavi sin dalla fine del secolo scorso. L’alternarsi delle dominazioni, da quella romana a quella araba e quindi veneziana e turca, rende estremamente interessante la complessa tradizione folkloristica. Non è possibile comunque approdare a Creta senza essere soggiogati dai sapori culinari e dalle ottime qualità di vino che il sole potente rende estremamente gustose.

L’isola più grande del Dodecanneso è invece Rodi, con la sua omonima capitale, tappa obbligatoria dell’itinerario nautico greco. Vi si arriva attraverso l’entrata della baia di Mandraki, proprio dove sorgeva il famoso Colosso, annoverato tra le sette meraviglie del mondo antico. Ancora oggi il porto è tra i più pittoreschi esistenti con le multicolori imbarcazioni, i mulini e il forte Agiou Nicolau, chiave di volta della difesa della città fatto costruire dall’Ordine dei Cavalieri di Gerusalemme, quando questi vi si stabilirono e ne fecero la loro capitale. Interessante anche il Collachium, il quartiere abitato dai cavalieri, che si estende alle spalle della porta Elefterias di fronte a cui si possono ammirare le rovine del tempio di Afrodite. Ma l’attrazione più particolare dell’isola è certamente la valle delle farfalle: Petaloùdes, ad una ventina di chilometri alla capitale, dove nel periodo estivo si radunano milioni di esemplari del variopinto insetto.

Non è da meno la suggestiva intimità di isole come Karpathos, chiamata dagli italiani Scarpanto, terza isola, per dimensioni, nel Dodecanneso, dove le tradizioni locali si sommano al ricordo piacevole dell’occupazione italiana. A sei chilometri a sud della capitale Pigadia si stende la splendida spiaggia di Amopi, mentre sulla costa occidentale dell’isola la cittadina di Arkassa offre i più interessante insediamento archeologico dell’isola. Non meno suggestivo il borgo di pescatori di Finiki, leggermente più a nord dove si possono assaggiare i veri sapori della Grecia, allegramente sostenuti dal sapore della retsina, il particolare vino locale.

Ci sono poi Lero e Calino, talmente vicine da formare quasi un’unica isola, notevoli per gli insediamenti dei Cavalieri e per la pesca delle spugne e la manifattura del tabacco. Patmo è la più settentrionale, formata da tre isolotti uniti recentemente da istmi, non lontano dall’approdo principale, si erge il celebre monastero dall’aspetto di austera fortezza medioevale, che contiene il tesoro e l’antica biblioteca con un vangelo del IV° secolo.

Risalendo il Meltemi verso nord si incontrano le Sporadi Meridionali, tra cui spicca Coo, la seconda per grandezza dell’arcipelago, il capoluogo omonimo è situato nella parte nord est dell’isola non lontana dal famoso santuario. Ma il monumento più interessante è certamente il castello costruito nel 15° secolo dai veneziani. Da non macare anche il santuario di Esculapio, dio della medicina eretto nel IV secolo avanti Cristo.

Non trascurando una sosta alle splendide Calimno, Lero e Patmo, si arriva all’isola di Samo, la maggiore delle Sporadi meridionali, separata dalla costa anatolica da un canale di appena 2 chilometri. L’isola è prevalentemente montuosa e resa molto pitoresca dai fenimeni carsici. Molto nota per la qualità dei suoi vini, fu uno dei centri principali della civiltà ionica, specie nel VI secolo, quando sotto il tiranno Policrate ebbe la massima espansione la Scuola di Samo, tra i principali entri di arti e specialmente di scultura dell’antichità. Il centro principale è Vath&igrave, con il suo piccolo porto commerciale situato intorno ad una profonda insenatura della costa settentrionale, ai piedi delle alture verdeggianti che la circondano. Interessanti le rovine presso Pithagòrion, il porto turistico dell’isola, molto accogliente, dove potrete ormeggiare per andare ad ammirare il museo degli scavi, notevole per le statue arcaiche della metà del VI secolo.

Ikaria è invece dominata da due vette di più di mille metri e coperta da folta vegetazione. È rinomata per i suoi frutti e per il suo miele ed é interessante, oltre che per la sua necropoli, per Therma, località balneare e naturalmente famosa per le sue terme.

Navigando verso ovest si entra nelle Cicladi, il più esteso degli arcipelaghi greci, forse la meta preferita del turismo nautico. Prendono il loro nome dal fatto che sono disposte in circolo (kiklos) intorno all’isola di Delo. Questo è un’isolotto granitico, con coste alte e frastagliate che offrono buoni approdi. Completamente privo di vegetazione, culmina con il monte Cinto, solo 112 metri, da cui però si gode uno splendido panorama. Fin dai tempi più antichi fu il massimo centro religioso dell’Egeo ed un florido porto commerciale. Le sue rovine rappresentano attualmente, insieme a quelle di Delfi e di Olimpia uno dei più suggestivi ed importanti complessi archeologici dell’antichità. Qui nacquero, secondo il mito, i gemelli più celebri della mitologia: Minerva ed Apollo. La civiltà la raggiunse verso il 1000 avanti Cristo, ma il suo masimo splendore lo raggiunse intorno al IV secolo, poi nel 69 avanti Cristo fu saccheggiata da Mitridate e fu abbandonata. Da non perdere è il santuario di Apollo e la famosissima terrazza dei leoni, dove le nove statue, di cui ne rimangono solo cinque, si protendevano verso il mare quasi a contrastarne la forza.

Molto bella anche Mikonos che dista poche miglia caratterizzata dalle case bianche a calce e dai numerosi mulini a vento.

Non si potrà fare a meno di sostare anche a Milo, la più caratteristica, per la sua forma arrotondata intorno ad una profonda baia, formata da un cratere sommerso. Qui fu trovata la famosa Venere che prese il suo nome e qui sono ancora visibili le tracce di un famoso teatro romano.

Nasso è la più grande delle Cicladi, quasi un pentagono dominato dal monte Oxia. Fu qui che Teseo tornando dalla lotta con il Minotauro a Creta, abbandonò Arianna e dove la flotta ateniese sbaragliò quella spartana nella famosa battaglia del 376 AC.

Famosa per i suoi marmi fu sempre Paro, ma la più suggestiva, se non altro per la storia della sua formazione è Santorino, dalla forma lunata, la maggiore di un gruppo di isolette con cui formava corpo unico prima dell’esplosione vulcanica del 2° millennio. Qui si può approdare nella baia dalle bianche pareti di oltre 300 metri che contrastano con l’azzurro intenso del mare fornendo uno spettacolo di grandiosa bellezza.

La più settentrionale delle Cicladi, a due passi dalla grande isola di Eubea è Andros, con i rilievi coperti di folti boschi e le pittoresche scale che dal porto conducono alla cittadina.

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