Charter alle Maldive, il regno del sole

Le Isole Maldive, ventidue atolli immersi nelle ricche acque dell’Oceano Indiano sono una palestra infinita per chi voglia navigare ed immergersi

IL REGNO DEL SOLE

Maldive

Fu per la prima volta Darwin ad osservare e descrivere il fenomeno di formazione delle barriere coralline, nel suo viaggio intorno al mondo a Darwinbordo del Beagle. Egli determinò nella temperatura delle acque, nell’ossigenazione, nella ricchezza di plancton, nella mancanza di sedimento in sospenzione, in pratica nella limpidezza delle acque l’habitat adatto ai coralli che le formano. Di coralli alle Maldive ce ne sono ben 66 generi e la zona è certamente densamente popolata per quanto riguarda questo genere di animali. Il nome atollo deriva proprio dalla parola maldiviana che identifica le isole: atholhu. E proprio le Maldive rappresentano l’esempio più eclatante di questo tipo di formazione.

La zona su cui si sviluppano è lunga quasi 500 miglia e larga 80, con 300 km quadrati di superfici emerse che poggiano su di una base vulcanica. La più grande delle superfici emerse è l’isola di Gan, nell’atollo di Addu, il più meridionale dei 22 che compongono l’arcipelago ed è lunga circa dieci chilometri; ma la stessa Male, la capitale, è edificata su di un’isola il cui lato più lungo è di 1,5 chilometri. Tutte le altre isole sono decisamente più piccole.

Maldive

Per visitare l’arcipelago si parte sempre da Male che con i suoi 56.000 abitanti è l’isola più densamente popolata del mondo. Le isole furono la patria degli adoratori del sole, i Redin, come vengono chiamati in dialetto locale, prima di essere assorbite dalla civiltà buddista proveniente da Ceylon e dall’Islam, importato dai mercanti arabi che qui venivano a procurarsi le cipree moneta, di cui le isole sono ancor oggi ricche e che servivano proprio come denaro in tutta l’Africa. Ci furono poi i portoghesi che furono sostituiti dagli olandesi, fin quando il sultano Mueenuddin non stipulò, alla fine dello scorso secolo, un accordo di protettorato con gli inglesi. Solo nel 1965 il governo maldiviano fu dichiarato indipendente ed accolto all’ ONU. Ma la sua originale appartenenza al popolo degli adoratori del sole è ancora testimoniata dall’orientamento della moschea di Male che, invece di essere rivolta verso La Mecca, guarda verso sud, verso il sole, come il tempio sulle cui rovine era stata costruita.

I 22 atolli che compongono l’arcipelago sono tutti mediamente abitati da popolazioni dedite alla pesca e all’artigianato con varie specializzazioni, come i tessuti o il legno laccato, o ancora la costruzine dei dhoni, le barche locali a cui i maldiviani affidano le loro attività commerciali e piscatorie. Ma l’attività più remunerativa è attualmente per certo quella turistica, cui sono state dedicate, negli ultimi venti anni, molte piccole isole spesso completamente assorbite dai complessi alberghieri, peraltro ben inseriti nella natura locale. La vacanza alle Maldive è quindi prevalentemente stanziale, cioé inserita nelle attività di un villaggio, che offre le sue caratteristiche alla clientela, limitandole però alla zona intorno all’isola su cui sorge. Da dieci anni circa esiste però una organizzazione, la Seafari Adventures, che ha creato una flotta di imbarcazioni costruite dai migliori cantieri locali, secondo standard europei e quindi con cabine doppie, ben ventilate, spesso con bagno incorporato, oltre alle zone giorno ben allestite ed arredate.

Maldive

Con queste barche, splendide anche dal punto di vista estetico, vengono organizzate delle crociere intorno e dentro agli atolli, visitando zone realmente incontaminate e comunque fuori dalla portata del normale turismo. Tre sono gli itinerari proposti. Il primo, quello classico, tocca gli atolli di Male, Felidu ed Ari. L’atollo di Male detto anche Kaafu, ha non più di dieci isole abitate, molte sono invece quelle che ospitano attualmente strutture alberghiere, che sono una quarantina. Felidu, detto anche Vaavu, accoglie un paio di villaggi turistici e cinque isole abitate sulle venticinque esistenti. Ari, detta anche Alifu, comprende anche due atolli più piccoli, detti Rasdu e Toddu. La capitale Mahibadu è la località più popolata, ma esistono altre venti isole abitate e una decina di resort.

Il secondo itinerario tocca gli atolli di Horsburg, Baa e Laviani. Partendo sempre da Male, ci si dirige questa volta verso nord, verso un anello corallino, quello di Laviani, che ha permesso la formazione di solo quattro isole maggiori, che sono abitate, mentre altre cinquanta sono troppo piccole per permettere insediamenti. Sull’isola di Felivaru c’è uno stabilimento per l’iscatolamento del tonno; l’altra attività è prevalentemente rurale, fermo restando che la risorsa principale è comunque sempre il pesce.

Quello di Baa è l’atollo più settentrionale ad ospitare attrezzature alberghiere, ma l’attività principale della popolazione è la produzione di tessuti di cotone ed oggetti di legno. C’è poi la particolare crociera nel sud, tra l’atollo di Addu e quello di Fua Mulaku. Con l’apertura di un villaggio ad Addu è stato possibile organizzare anche questo itinerario. Addu è il più meridionale degli atolli maldiviani ed il secondo per numero di abitanti dopo Male. Nella grande isola di Gan, fino alla metà degli anni 60 furono ospitati molti inglesi, in una base militare, ciò ha certamente contribuito a dare agli abitanti del luogo una certa dimestichezza con la lingua inglese, che li ha resi i migliori operatori turistici della nazione. Con un piccolo aereo si raggiunge quindi il suo aeroporto in pochi minuti da Male. Si può così visitare il suo splendido atollo, per spingersi poi verso la suggestiva Fua Mulaku. Questo non è un atollo ma una vera e propria isola lunga più di 6 chilometri, circondata da una scogliera corallina, con all’interno due laghetti di acqua dolce. Ha 6000 abitanti dalle caratteristiche somatiche nettamente differenti, con stature imponenti e lineamenti alteri, che hanno reso l’isola la più bella e produttiva dell’intero arcipelago, con coltivazioni di frutti e vegetali di ogni genere.

Ma al di là di quelle che possono essere le caratteristiche e le bellezze delle isole, quello che verrà maggiormente apprezzato dagli ospiti è il tipo di vita naturale ed intensivo che può essere fatto a bordo degli scafi messi a disposizione. Intanto sono previstre due immersioni al giorno, con il dhoni appoggio, che oltre a trasportare i subacquei sul posto di immersione, provvede poi a ricaricare le bombole lontano dalla barca principale, evitando i noti fastidiosi rumori.

Maldive

Le tappe, ove non altrimenti desiderato, sono da una zona di immersione ad un’altra, con una particolare predilezione per le pass più suggestive. La pass è il canale di comunicazione tra l’oceano e la laguna, un passaggio nella barriera, attraverso il quale si purifica l’acqua interna. Squali grigi, pinna bianca, martello, proprio in prossimità del passaggio trovano una grande quantità di cibo e quindi scelgono queste zone per radunarsi. In alcuni casi, è possibile imbattersi nell’immenso, ma non pericoloso, squalo balena, e anche nei pesci vela, nei delfini, nei carangidi. Nel programma, oltre alle due immersioni giornaliere, sono previste anche alcune immersioni notturne che mettono in risalto la vera vita della barriera, quella che nascosta dal buio riesce a svolgersi senza pericoli eccessivi.

Per gli appassionati di pesca a traina si possono organizzare delle battute usando i dhoni locali, oltre che durante la navigazione di spostamento tra un atollo e un altro. Insomma una vita da sogno, per chi ama questo tipo di ambientazioni, il massimo dell’avvicinamento alla natura, e che natura! Per non parlare poi della questione cibo, certamente con una prevalenza di pesce e frutti tropicali, ma italianizzato al massimo per andare incontro alle esigenze dei clienti.

Per quel che riguarda la stagione, il periodo migliore è quello del monsone di Nord est, tra novembre e maggio, quello in cui le piogge sono limitate ed il sole splende sempre nel cielo terso. Se poi dovesse nascere qualche voglia mondana, basterà farsi ospitare per una sera in uno dei numerosi villaggi turistici. Ma certamente sarà solo una voglia di civiltà saltuaria, che non può che aumentare l’apprezzamento per la splendida solitudine e naturalità che solo un charter tra gli atolli delle Maldive può dare.

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