Charter nel Mediterraneo, isole per tutte le tasche

Vacanza in barca? Può costare meno di una casa. Nulla rivela il Mediterraneo meglio delle sue isole. Isola come sinonimo di libertà, di spazio finalmente riconquistato a noi stessi, di vacanza. Eolie, Egadi, Ioniche, Ponziane, Baleari, Incoronate e tante altre aspettano solo che scegliate di visitarle

ISOLE PER TUTTE LE TASCHE

Sardegna

Vacanza in barca?
Può costare meno di una casa

Ampia offerta, pacchetti famiglia, la possibilità di vivere il mare 24 ore al giorno e fare il bagno nelle calette più belle e meno accessibili. Tutto a portata di mano e con prezzi spesso più convenienti di una sistemazione a terra. È la vacanza in barca, che diventa sempre più una valida alternativa a maggior ragione quando il mondo guarda a nuovi modelli di consumo, o meglio ci riporta a maggiore concretezza, appaga la voglia di tornare ad assaporare la semplicità dei rapporti, dei sapori e delle atmosfere. L’offerta è ampia e già di per sé garanzia di prezzi concorrenziali che, complice la (passata?) crisi finanziaria, sono stati ulteriormente corretti al ribasso. Così se ancora qualche benpensante ritiene la vacanza in barca una “roba da ricchi”, la realtà è che andare in casa, alle stesse condizioni può essere molto più dispendioso.

Isole Egadi

Peraltro l’esigenza di dividere l’onere economico fra più persone giustifica la tentazione di stipare la barca, ma è bene ricordarsi che la convivenza è uno degli elementi critici di una vacanza in mare. Le sistemazioni tipo di uno scafo a vela fino a 12 metri prevedono tre cabine doppie, una a prua e due (quasi) gemelle a poppa, con uno o due bagni. In questo caso è opportuno non superare i sei passeggeri. Per avere la quarta cabina e due persone in più si deve salire sopra i 43 piedi di lunghezza. Su un catamarano di 11 metri ci possono invece stare tranquillamente otto persone, grazie anche alla maggior privacy offerta dai due scafi. Nessun problema per i bambini, anche molto piccoli: i rischi che corrono sono molto inferiori a quelli offerti da un viaggio in auto e difficilmente soffrono di mal di mare. L’importante in questo caso è orientare la scelta su una barca non troppo sportiva, con un pozzetto ampio e ben protetto, un ingresso comodo e possibilmente una scaletta con pochi gradini. Se invece si vogliono fare molte miglia è meglio orientarsi su imbarcazioni dalle spiccate qualità marine, magari meno spaziose, ma più boliniere, dei modelli votati al noleggio: albero maggiorato, bulbo lungo, garrocci o rotaia al posto dell’avvolgiranda, ma attenzione a disporre di un equipaggio all’altezza che sappia cosa farsene. Se invece si ama il comfort totale, si può cedere al fascino del multiscafo a motore, che sta prendendo sempre più piede anche in Mediterraneo. Grazie alla velocità di trasferimento e alla comodità degli interni sono ideali per le famiglie con bambini, che possono godere di ampi spazi, dagli 80 ai 180 mq, in tutta sicurezza, e per i gruppi numerosi che preferiscono la comodità e la stabilità. Da non sottovalutare il ridotto consumo di carburante rispetto a un monocarena.

Ischia

La scelta della destinazione non è solo questione di gusti, ma si lega al tipo di barca, alle sue dimensioni, alle capacità dell’equipaggio, al tempo di cui si dispone, alla scelta dell’agenzia. Da non sottovalutare il grado di difficoltà offerto dalla navigazione che si vuol intraprendere. Le Ponziane e le isole del Golfo di Napoli sono un’ottima palestra per i neofiti. L’arcipelago de La Maddalena e in generale le Bocche di Bonifacio, sono più adatte a chi abbia già esperienza. La Corsica è ben attrezzata, facilmente raggiungibile dalla costa e sempre ventosa, offre dunque un buon compromesso per una vacanza sportiva. L’Egeo, costantemente battuto dal famigerato Meltemi, è adatto solamente a equipaggi molto esperti; al contrario di Croazia e Grecia ionica che con i moltissimi ridossi naturali, le condizioni meteo mai troppo impegnative, i divertimenti a terra e la possibilità di trascorrere tante notti in rada sono forse le mete più adatte alla crociera familiare. Le Eolie sono ideali se cercate il contatto con la natura selvaggia di vulcani ancora attivi, le Egadi se vi affascina un ritmo lento di influenza araba. Da qui ci si può spingere alla scoperta della Tunisia, per essere rapiti, a poche miglia dalle nostre coste, dal fascino della luce del deserto.

Lo skipper è necessario se a bordo nessuno ha la patente, ma consigliato per le prime esperienze e le navigazioni impegnative. Il costo medio di un professionista oscilla intorno ai 140-150 euro giornalieri, molto ben spesi se si tratta di un conoscitore delle località di navigazione, in grado di dare consigli e suggerimenti anche per la vita a terra. Allo skipper spetta la parola definitiva sulla navigazione, sulla sicurezza e sul generale andamento della barca, tuttavia è lì per cercare di accontentare il cliente. Per evitare malintesi è dunque bene manifestargli sempre chiaramente le esigenze e i desideri e interagire con le sue scelte. Il comandante risponde dei danni causati dalla navigazione dell’imbarcazione. Chi ne fa a meno e “assume il trasporto di persone e bagagli a titolo amichevole”, secondo il Codice della Navigazione “è responsabile solo quando il danno dipende da dolo o colpa grave”. Insomma, il capo barca di un gruppo di amici risponde più limitatamente, cioè nel caso di una volontà di arrecare danno o di una condotta gravemente imprudente.

Per la scelta della compagnia è bene affidarsi alle società già sperimentate, in prima persona o da amici e conoscenti, e in ogni modo di una certa notorietà, magari associate all’AINUD (l’Associazione Italiana Noleggio Unità da Diporto) che ha stilato un contratto standard.

Circa l’abbigliamento vigono poche regole per non trovarsi mai a disagio. Innanzitutto, non esagerare: in barca si vive in costume e maglietta (e pareo). Una sacca di medie dimensioni dà anche la misura di quanto portare. Ciò detto è opportuno portare due tenute complete, una propriamente estiva e l’altra da freddo, che può arrivare improvviso anche in una notte d’agosto. La prima includerà magliette, short, camicie e maglione di cotone, costume da bagno, pareo. L’altra completerà il guardaroba con maglione di lana, che tiene caldo anche da bagnata ed è quindi ottima pure per i calzettoni e l’immancabile zuccotto (cappellino), poi camicie e un paio di pantaloni pesanti, possibilmente non i jeans, e l’indispensabile cerata. In navigazione è sempre bene calzare delle scarpe da vela, o comunque delle scarpe sportive con suola bianca (per non lasciare segni sulla coperta), da utilizzare solo a bordo. Un paio di infradito per la doccia e un paio di scarpe da passeggio sono più che sufficienti per completare il corredo da terra. Le signore possono concedersi un paio di tacchi, ma nulla indispone lo skipper come trovarsi davanti a un’intera scarpiera.

SENSUALE ELBA
Isola d'Elba
Regina di Toscana

Il punto di partenza migliore per visitare la lussureggiante Isola d’Elba è Porto Azzurro, ma anche Punta Ala o Salivoli vanno bene. C’è l’opportunità di ormeggiare ai pontili galleggianti o ai gavitelli, con servizio navetta per l’imbarco e lo sbarco, ma la sosta è poco tranquilla a causa del passaggio di traghetti e imbarcazioni. Meglio sostare alla fonda in qualche angolo dell’ampia rada. Puntando verso nord si incontrano Rio Marina, centro minerario dell’isola il cui porticciolo ha un pontile gestito da una società di noleggio, e Cavo. Doppiando Capo della Vita si dirige su Portoferraio, le cui fortificazioni sono ben visibili dal largo. Solo dopo aver doppiato l’antica cittadella, appare, tutta sulla dritta, la Darsena Medicea all’interno della quale c’è un approdo turistico gestito dal Comune. Nonostante il traffico e il caos, il principale approdo dell’isola non manca di fascino: dalle mura difensive alla piazza d’armi, passando per la residenza di Napoleone. Proseguendo verso occidente si incontrano una serie di baie, ottime soste per il bagno, quindi si giunge all’incantevole Marciana Marina. Da qui si possono fare escursioni al Monte Capanne, oltre 1000 metri di altezza, o raggiungere la rinomata baia di Fetovaia. Sul versante meridionale dell’isola si trova l’ampio e accogliente Golfo di Marina di Campo e la sua cittadina animata da taverne e ristoranti. Con una quarantina di miglia di navigazione si può raggiungere l’isola del Giglio, che offre alcune baie e numerose calette, alcune minuscole, orlate di scogliere dolci e levigate dove è piacevolissimo stendersi a prendere il sole. Interessante la visita all’antico borgo di Castello.

PROCIDA E LE ALTRE
Procida
Il giardino di Napoli

Un giardino coltivato a limone e vigneti, si presenta così la meno nota delle Flegree, ottimo trampolino di partenza per una crociera fra le isole del Golfo di Napoli. Tutto il versante settentrionale è orlato da secche e bassi fondali. Sul versante meridionale invece si trova Chiaiolella, un’insenatura naturale, protetta all’ingresso da due moli, che offre uno scalo piacevole e ben attrezzato. Poco distante merita di essere visitato lo strepitoso borgo peschereccio di Marina di Corricella. Il canale che separa l’isola da Ischia (più esattamente l’isolotto di Vivara), è largo poco più di un miglio e in alcune circostanze le correnti di marea possono raggiungervi notevole intensità: circa al centro si trovano le secche Formiche di Vivara, segnalate da una meda scintillante poco visibile. Dei vari centri ischitani merita una sosta il piccolo borgo di Monte S. Angelo e le terme di Forio e Casamicciola. A una manciata di miglia verso sud si staglia Capri, l’isola senza eguali, che ha ammaliato prima i Greci, cui probabilmente deve il nome, poi i Romani e non cessa di affascinare per l’atmosfera tutta particolare in cui è immersa. Il porto di Marina Grande è pressoché inavvicinabile in agosto e l’unica è sostare alla fonda. Immancabili l’aperitivo in piazzetta, la salita sul Monte Solaro, la visita a Villa Jovis e naturalmente Faraglioni e Grotta Azzurra.

LICOSA
Licosa, Cilento
La regina del Cilento

Il nome di Licosa deriva dal greco “Leukosia”, che significa bianca, e che la leggenda vuole essere una delle tre sirene che Ulisse incontrò nel suo viaggio. Precipitata in mare fa la guardia alla costiera cilentana, una delle più belle e meno note d’Italia, impreziosita dall’alternarsi di spiagge, grotte e scogliere a picco, punteggiata da antiche torri saracene e bagnata da un mare incontaminato. Vi si incontrano numerosi porti, ben attrezzati e protetti, dal borgo marinaro di Agropoli fino a Camerota, e ottimi ridossi naturali, da Capo Palinuro a Cala degli Infreschi. Leucosia volge lo sguardo a una terra ancora incontaminata del mar Tirreno che non si svela al primo sguardo e richiede passione e tenacia. Come Acciaroli, che fra i muri a secco e le case di pietra nasconde vere meraviglie che risalgono nel tempo. Rivolgendo la prua verso sud, dopo Capo Palinuro si incontrano una successione, apparentemente senza fine, di lunghe spiagge e scogliere fino a Marina di Camerota (il porto è ottimamente ridossato, ma attenzione all’allevamento ittico a sud dell’ingresso). Scendendo ancora si incontrano Cala Monte di Luna, con le sue rocce argentate, l’ampia Cala Bianca e la Rada di Porto Infreschi, che deve il nome alle sorgenti d’acqua dolce e che presto sarà parco marino.

CARLOFORTE E SANT’ANTIOCO
Sardegna
Nel regno dei leudi

Antiche storie, tempi lontani, sapori di una volta, la pesca del tonno, ma soprattutto i leudi che qui hanno sempre trovato rifugio nella navigazione fra l’est e l’ovest del Mediterraneo. Parliamo delle isole del Sulcis, avamposto sud-orientale della Sardegna. Sant’Antioco è unita all’isola madre da un istmo artificiale lungo circa 3 chilometri. L’omonimo Comune è il centro principale, sviluppatosi sulle pendici del colle del Castello, sul sito di una delle più antiche fondazioni fenicie della Sardegna (sec. VIII a.C.), poi divenuto centro romano e successivamente Municipium noto col nome di Sulci. Sono presenti numerosi siti archeologici tra cui il tophet fenicio, la necropoli punica e la basilica (di origini paleocristiane con annesse catacombe) tutti situati nel centro abitato, ma anche resti antichi sparsi per tutta l’isola, come le tombe dei giganti, diversi nuraghi e bellezze naturali tutte da scoprire. Le cale, tutte con acque cristalline, sono ideali anche per le immersioni. Ricordiamo Le Saline, Spiaggia Grande, tutte con sabbia finissima, e altre con sabbia e ciottoli, come Portixeddu e Turri. Oppure scogliere naturali, come Is Praneddas, Cala della Signora, Cala Grotta e Nido dei passeri. Imperdibile Portu Sciusciau, con un grande arco naturale, e Portu e Su Drigu, con una grotta molto suggestiva. Le coste alte e rocciose dell’Isola di San Pietro sono il regno del gabbiano corso e del falco pellegrino; l’interno è coperto da una folta macchia mediterranea, pino d’Aleppo, rosmarino e palma nana. _Carloforte è l’unico centro abitato, fondato durante il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori liguri – provenienti da Tabarka, in Tunisia – la cui provenienza permane nel dialetto, nei costumi e nell’urbanistica dell’abitato.

DA LIPARI A STROMBOLI
La magia del vulcano

L’antica Meligunis greca, con i suoi 37,6 kmq di superficie costituisce la maggiore isola dell’arcipelago eoliano. Oltre alla bellezza delle sue cale è nota per il paesaggio unico e suggestivo creato dalle numerose spiagge bianche di pomice. Abitata già dal IV millennio a.C., sul versante orientale si trova la cittadina di Lipari dominata da uno sperone di roccia sul quale si erge il castello voluto da Carlo V, sede di uno dei musei archeologici più belli d’Italia. A poche miglia si trova Panarea, la più piccola e la più vivace fra le isole, che con i suoi isolotti forma un vero arcipelago nell’arcipelago. Cala Milazzese e la piccola ma pittoresca Cala Junco – un calanco chiuso da un braccio di roccia a picco, parzialmente chiusa alle imbarcazioni – offrono i migliori ancoraggi. Proseguendo verso nord si raggiunge Stromboli, l’unica fra le Eolie con un’attività vulcanica permanente. È costituita da un immenso cono la cui sommità è perennemente avvolta da fumi e vapori. Sul versante est si può ammirare la Sciara del fuoco. L’isola non offre alcun ridosso sicuro, poiché la forma perfettamente circolare fa sì che qualunque vento le giri intorno. Con bel tempo si può ancorare davanti all’abitato di Scari (molto vicino alla riva per via dell’elevato fondale). Non può mancare una visita a Ginostra, vero e proprio santuario di un mondo ormai scomparso. Il paesino, abitato da una trentina di persone, sorge sulle scogliere meridionali, in posizione di dominio sul più piccolo porto del mondo ed è raggiungibile solo via mare.

ISOLA DI CAPO PASSERO
Sulle tracce di Montalbano

Partiamo dall’isoletta di Capo Passero, prospiciente l’omonima punta sudorientale della Sicilia, dove le acque dello Ionio incontrano quelle del Canale di Sicilia. Qui è stata fiorente nel corso del secolo scorso l’attività della tonnara. La si può raggiungere provenendo dal piccolo borgo marinaro arabo-fenicio di Marzamemi, a due passi dalla riserva naturale di “Vendicari”. Il nome è una parola araba “Marsà al hamen” che significa Rada delle Tortore e deriva dall’abbondante passo di questi uccelli in primavera. Doppiato il capo si naviga sul versante meridionale della Sicilia giungendo a Sampieri, antico borgo di pescatori, dal minuscolo e romantico centro storico di case in pietra e stradine lastricate. È situato lungo uno sperone di roccia calcarea, compreso tra due spiagge di finissima sabbia dorata. Da qui ci si può inerpicare fino a Modica, spettacolare cittadina in pietra prevalentemente del tardo barocco. “Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia” – scrive Gesualdo Bufalino – “E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze…”. Infine proseguendo verso ponente si fa tappa a Marina di Ragusa e si guadagna la frazione di Punta Secca, immortalata dalla celebre serie televisiva Montalbano, dove si trova la casa del commissario più popolare d’Italia.

FAVIGNANA
Favignana, Egadi
La farfalla del Tirreno

Il segreto di Favignana è forse nel suo tufo che ne nasconde segreti, odori, colori e le tracce lasciate dagli antenati Fenici e Romani. Che dà forma alla tonnara, appena restaurata, emblema stesso di questi scogli e delle vite dei suoi abitati. Visto dal largo l’abitato ricorda quanto sia vicina la Tunisia. Sulle case di fattezza araba spiccano la cupola della Chiesa Madre e Villa Florio, ma soprattutto si riconosce facilmente il Monte Caterina che sovrasta l’isola e che il pittore surrealista Salvatore Fiume ha paragonato a una farfalla. Tutta la zona orientale de La Piana è variamente intagliata e mostra un’infinità di singolari sculture di roccia, sorprendenti orti e giardini che meritano di essere visitati. Cala Rossa, la più bella e rinomata, è un cristallo dall’intenso colore turchese incastonato in una cornice di pietra a picco sul mare. Con venti settentrionali ci si ripara all’Isolotto del Preveto o Cala Azzurra, fra le quali si apre Lido Burrone, la spiaggia attrezzata dell’isola. Nel porticciolo dell’abitato l’ormeggio più riparato è sul lato est della banchina dove attraccano le navi, ma è difficile trovarvi posto anche in seconda, terza andana. Vi sono alcuni pontili, protetti da un molo, anch’essi piuttosto affollati. Con una breve navigazione si raggiunge Marettimo che ricorda forme e colori delle rocce dolomitiche ed è nota per le splendide grotte marine.

PANTELLERIA
Pantelleria
La perla nera

La perla nera del Mediterraneo si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio di origine vulcanica in cui la presenza dell’uomo si fonde con gli elementi naturali in un susseguirsi di colate laviche, picchi, strapiombi e faraglioni, mescolati con i muri a secco, i Giardini panteschi eretti per proteggere gli agrumi dal vento, i celebri dammusi (fabbricati rurali con spessi muri a secco). Il cuore dell’isola è un polmone verde con quasi 600 entità botaniche delle quali alcune endemiche protette dal Parco Naturale della Montagna Grande. Più a nord si trova il Lago Specchio di Venere, un bacino di origine vulcanica dai colori incredibili ancora alimentato da sorgenti termali. Nella parte meridionale c’è una pineta di pini d’Aleppo, pini marittimi e querce che sfida la roccia a strapiombo fino al mare. E poi la macchia mediterranea, una rigogliosa vegetazione di mirto, corbezzolo, lentisco ed erica, che cresce fitta e bassa, pettinata dal vento; un’esplosione di profumi aromatici. Tutto intorno per l’isola le contrade si presentano come agglomerati di dammusi con annesso giardino d’agrumi che conservano ancora l’originale nome arabo: Bukkuram, Bugeber, Gadir, Khamma, Khaddiuggia, Rekhale. Da non perdere una visita al capperificio dove si confezionano i saporitissimi capperi isolani. Il periplo offre numerosi siti per fare il bagno: Cala Cinque Denti, Cala Tramontana, il Faraglione e Cala Levante e, ovviamente, l’incredibile Arco dell’ Elefante, che è il monumento naturale dell’isola. Ancora Cala Rotonda, la Balata dei Turchi, dove è ubicata l’antichissima cava di ossidiana, Punta Fram, dove le colate laviche hanno plasmato fantastiche sculture naturali, Cala del Bue Marino.

LAMPEDUSA
Lampedusa
L’isola spersa

Persa al centro del Mediterraneo, di fronte alla costa orientale del continente africano: è l’isola di Lampedusa, ultimo lembo d’Italia dove si respira ancora l’aria di essere fuori dal mondo. Ha una forma particolarmente allungata, circa 12 chilometri lunghezza contro solo 3 di larghezza. La costa presenta caratteristiche molto variegate: a sud si trovano spiagge di finissima sabbia bianca che si alternano a cale rocciose; a nord una serie di falesie che piombano sul mare è un vero paradiso per gabbiani, falchi e cormorani. La vegetazione è quella tipica mediterranea, molto brulla. Di assoluto pregio la riserva naturale Isola di Lampedusa, che ha una superficie di 320 ettari e si estende da Cala Greca sino al vallone dell’Acqua ed è delimitata a nord dalla strada che conduce a Ponente. Ricomprende anche la splendida spiaggia dei Conigli, zona di deposizione di uova della tartaruga marina “Caretta caretta”. Protegge pure un preziosissimo patrimonio di specie animali, come il Falco della Regina, il Marangone dal ciuffo, il Colubro lacerino e il Colubro dal cappuccio. All’interno della riserva ricade inoltre lo spettacolare tratto di mare racchiuso tra l’isolotto dei Conigli e la costa. Si tratta di un piccolo angolo di paradiso, in cui la limpidezza del mare, i fondali variopinti e puliti, il clima gradevole, l’aria pura e la natura incontaminata creano una bellezza eterea. Vi sono 21 miglia marine per raggiungere Linosa e 10 per Lampione.

TREMITI
Isole Tremiti
Le perle dell’Adriatico

Sorge a circa 12 miglia al largo del Gargano il piccolo Arcipelago delle Tremiti, costituito dalle isole di San Nicola, San Domino, Cretaccio, Caprara e, a circa 11 miglia da queste, da Pianosa. San Nicola è il centro storico e amministrativo. San Domino è in buona parte ricoperta da boschi di Pino d’Aleppo, per la fertilità e spontaneità di fiori d’ogni colore, era chiamata dai monaci benedettini “Orto di paradiso”. Le acque sono limpide, la costa è frastagliata di cale, punte e scogli, mirabili sono lo scoglio dell’Elefante, dalla forma che assume e i Pagliai, per i monoliti a forma di piramide. Da non perdere, tra l’altro, le grotte delle Viole, del Bue Marino e delle Rondinelle. A San Domino si trovano le spiagge di Cala delle Arene, quella di Cala Matano e la spiaggia sotto i Pagliai, a quest’ultima si arriva soltanto via mare. Cretaccio è un ammasso roccioso di natura argillosa e colore giallo, consumato dagli agenti atmosferici. Caprara (o Capraia o anche Capperaia) è disabitata. Da vedere l’arco naturale di Punta del Faro. A 12 miglia di distanza si erge l’isola di Pianosa, estesa 12 ettari, ha altezza massima di 15 metri, per cui è parzialmente invasa dalle acque. Le Isole Tremiti sono raggiungibili via mare da Rodi, Peschici, Vieste e Manfredonia (FG) e da Termoli (CB).

MINORCA

Rispetto alle altre isole dell’Arcipelago delle Baleari si presenta piuttosto bassa, ma vanta bellezze naturali di insolito splendore. La costa settentrionale, scoscesa e a picco, è perennemente battuta dal mistral; quella sud-orienatale più dolce e ospitale. L’isola offre numerosissimi calanchi che custodiscono altrettanti ancoraggi. Il porto principale, Mahon, è situato in fondo a un bel fiordo lungo più di due miglia e accessibile con ogni tempo. Da qui si può compiere il periplo dell’isola. Appena a sud del porto si trova Cala Rafalet, una spettacolare gola cinta da alte pareti rocciose. La punta sud-est di Menorca è fronteggiata dall’isolotto del Aire, mille metri per un altezza che in gran parte non supera i 4 metri, popolato solamente di conigli e da una rara specie di lucertola nera. Per vederla basta lasciare dei pezzettini di pomodoro vicino alla macchia, di cui sembra l’animale a sangue freddo sia ghiottissimo. Il versante meridionale di Menorca offre un’infinità di cale dove trascorrere la notte. Segnaliamo Cala Binibeca, orlata da una bella spiaggia, Cala Canutells, riconoscibile per le ampie grotte marine all’ingresso, la piccola e incantevole Cala Covas, le deserte Cala Sant Lorens e Cala Lucalari. Sulla costa occidentale sorge il pittoresco porto naturale de Ciudadela, che si insinua profondamente nella costa. La città è piacevole, impreziosita da facciate neoclassiche, dai portici della via principale, i mille vicoli dall’andamento incerto. Sulla costa nord si può sostare nel villaggio di pescatori di Fornells, situato all’interno di un golfo stretto e profondo 2 miglia in gran parte privo di abitazioni.

L’INCORONATA

Kornat (Incoronarata), la più grande e la vera “spina dorsale” dell’omonimo arcipelago. Di forma allungata e molto sottile ha un versante occidentale che si è frantumato in 147 scogli bianchissimi dall’aspetto lunare, appena ricoperti da un manto erboso. Fra queste schegge di roccia si possono scoprire infiniti ancoraggi, tutti ben ridossati, avendo l’unica accortezza di verificare con cura i fondali sulla carta nautica. Navigando verso sud si può fare il bagno nella Baia di Sipnate, sulla costa di Kornati, approfittando di un ristorantino sulla riva, per poi dirigere verso l’Isola di Levrnaka dove si può passare la notte nella profonda insenatura della costa nord-orientale. Lo stretto canale che la separa da Kornati produce forti accelerazioni del vento, specialmente quando soffia lo scirocco: in tal caso conviene optare per il periplo esterno di Levrnaka. Proseguendo la navigazione si guadagna Vrulje, il maggior centro abitato di Kornati, un piccolo villaggio fuori dal mondo, fronteggiato da alcuni moli sui quali possono attraccare solamente barche di poco pescaggio. Poche miglia più a sud c’è Piskera, l’isola principale fra i satelliti esterni dell’Arcipelago. Nel canale formato con l’antistante isolotto di PanitulaVeli si trova l’unico marina situato all’interno del perimetro del parco. Volendo ci si può spingere fino alle Sibenik, sette isole che fronteggiano la foce del Krka, che può essere risalito per 4 miglia per vedere le meravigliose cascate di Skradin. In alternativa ci si puo spingere verso oriente, fino all’imboccatura del Canale di Corinto, e visitare le discrete Kalomo, Kastos e Dragonera.

CEFALONIA E LE ALTRE
Cefalonia

Protetto dalla costa di Levkas si apre il Golfo del Drepano, una sorta di lago ridossato dal maestrale dove si trovano la verdissima Meganisi, ideale per la sosta in rada, Skorpios, l’isola degli Onassis, e la selvaggia e brulla Kalomo. Appena più a sud si staglia Ithaca, la mitica patria di Ulisse, che pur non conservando resti rilevanti del suo passato, mantiene intatto l’allure mitico. L’ormeggio nei golfi di Kioni e Frikes è veramente pittoresco. Nel canale che la separa da Cephalonia ci sono molte cale dove fare il bagno o passare la notte con bel tempo, fra cui Fiskardo, il caratteristico fiordo situato all’estremità nord dell’isola che deve il suo nome al normanno Roberto il Guiscardo, signore di Sicilia. La maggiore dell’arcipelago, forse l’isola dei Mangiatori di Loto descritta da Omero, è un luogo al tempo stesso insolito e magico, tutto da scoprire, del quale si racconta spesso il carattere volubile dei suoi abitanti. La rada e la spiaggia di Myrto, situate sul versante occidentale, sono purtroppo esposte al maestrale, come il meraviglioso porticciolo di Assos, vera cartolina di Cefalonia. Se il meteo lo consente valgono la navigazione fatta per raggiungerli. Per chi volesse completarne il periplo segnaliamo le grotte di Drakena e le Katavothres, canali sotterranei naturali, ad Argostoli.

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