Charter a Ponza e Isole Pontine, nel mare blu

Charter a Ponza e Ventotene. A poche miglia dalla costa laziale, le isole dell’arcipelago pontino sono la meta preferita dei nautici romani

NEL MARE BLU

Quando la situazione meteorologica è particolarmente alterata si vedono nettamente da una buona parte della costa laziale. Così per gli abitanti della zona a sud del Tevere, le Isole Pontine rappresentarono sin dai tempi più remoti, la meta da raggiungere. Perciò vi si possono tovare addirittura resti neolitici e manufatti di ossidiania dell’età del bronzo, ma i primi veri abitanti vi si stanziarono soltanto dopo la vittoria dei Romani sui Volsci nel 338 a.C. Gli imperatori romani vi costruirono ville e lo stesso Augusto le apprezzò molto, allargando i suoi interessi fino a Ventotene. È romano il porto di Ventotene, sapientemente scavato nel tufo, le Grotte di Pilato, utilizzate a Ponza come vivaio ed il tunnel di Chiaia di Luna, che consente di raggiungere comodamente la splendida spiaggia. Solo alla fine del settecento però, su progetto di Antonio Winspeare, realizzato da Francesco Carpi, il porto di Ponza assunse l’aspetto attuale, quello che ancora oggi mantiene, con le stesse comodità e le stesse problematiche.

Isole Pontine Arrivando in giornata da Anzio o Gaeta, il problema principale sarà quello di trovare un posto nella banchina, tra l’ormeggio dell’aliscafo e quello della marina, dove ci si può riparare dai colpi del Garigliano, come chiamano da queste parti il Levante. Intorno c’è solo risacca o la fuga verso il ridosso di Chiaia di Luna, dall’altra parte del promontorio della Guardia Di giorno però è più suggestivo, potendo osservare i passaggi d’acqua delle grotte di Pilato ed i resti della villa romana. Ci sono poi i faraglioni della Madonna, la grotta di Ulisse e gli altri faraglioni del Calzone Muto. Dopo Punta La Guardia che si erge dall’acqua cristallina per 280 metri, c’è Punta Fieno che delimita la spettrale bellezza di Chiaia di Luna, dalle pareti di colore cangiante. Dopo Monte Faraglione si arriva Cala Feola, con un molo bnchinato con fondli tra i due e quattro metri.

Dopo Punta Corte si arriva quindi a Cala dell’Acqua, dove arriva la nave cisterna per il rifornimento idrico. Al pontile di ferro ci si può accostare solo in testata e non dà ormeggio sicuro. Verso nord poi la costa è molto frastagliata, fino ad arrivare al passaggio tra Ponza e l’isolotto di Gavi. Riscendendo verso sud la costa è splendidamente variopinta, fino ad arrivare all’arco naturale che precede due baie stupende: Cala d’Inferno, divisa dai Faraglioni del Parroco da Cala del Core. Più in là il miglior riparo dai venti di Libeccio, Cala Frontone, riparata dall’omonima punta.

Isole Pontine A circa sei miglia dalla Punta della Guardia di Ponza, c’è l’isola che da molti è considerata la più bella del Tirreno. Palmarola è disabitata, anche questo è il suo fascino. Tra faraglioni e calette dalle acque cristalline, si apre l’unico appro di Cala del Porto, ben utilizzabile con il suo fondale di sabbia buona tenitrice, davanti alla spiaggia dove offrono ristoro i due soli ristoranti dell’isola, l’unico posto abitato e solo nella buona stagione. Più selvaggia è Zannone, dalla vegetazione lussureggiante che la caratterizza e che certamente era presente su tutto l’arcipelgo, prima che i romani ne facessero materiale per le loro navi. In presenza di venti settentrionali ci si ormeggia nell’insenatura rocciosa a sud dell’isola, evitando, quando si proviene da Ponza, gli scogli e le secche residui della dorsale di congiungimento.

Altro insediamento umano è Ventotene, con il paese costruito intorno al porto romano scavato nel tufo. In alternativa, quando i pochi posti sono tutti presi, ci si può ormeggiare al porto nuovo, cui é stato recentemente aggiunto un braccio di molo frangiflutti che lo ripara dal fastidioso levnte che una volta provocava una risacca insopportabile.

Ad un solo miglio da Ventotene c’é l’isola di Santo Stefano, un grosso scoglio di un paio di chilometri di perimetro, sormontato dal penitenziario borbonico, dove soggiornarono Pertini e l’anarchico Bresci. Vale una visita a terra, con relativa passeggiata e visita alla costruzione ormai abbandonata. Le due isole vanno certamente visitate in primavera, quando si può seguire la rotta del profumo. Sottovento, la fioritura della famosa lenticchia, lancia un richiamo olfattivo irresistibile, poi a terra se ne potrà gustare il delicato sapore e la leggerezza della pelle.

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