Charter a Ponza e Isole Pontine, dolce Tirreno

Charter a Ponza e Ventotene. Sono sei isole che, per la varietà e l’eccezionale bellezza di paesaggi, baie e insenature, sono sempre più affollate

DOLCE TIRRENO

L’arcipelago delle Pontine, composto da Ponza, la più estesa, Ventotene, Palmarola, Zannone, Gavi (a NO) e Santo Stefano (a SE), si trova a Sud del promontorio del Circeo. Ponza, la maggiore, dove hanno sede le autorità marittime, i Carabinieri, il poliambulatorio, una serie di servizi di fornitura e assistenza per la nautica (cantieri navali, distributore carburante, diving center, ricarica ARA e fornitori specializzati per la pesca), si può raggiungere con una breve crociera in barca – dista appena 36 miglia da Nettuno e 21 miglia da San Felice Circeo – oppure a mezzo nave traghetto o aliscafo da Formia, Anzio, Terracina, San Felice Circeo, Napoli o Fiumicino con brevi viaggi (massimo 2 ore e mezza da Napoli e da Anzio con il traghetto).

Nel porto di Ponza, dotato di distributore di carburante, d’estate, da maggio a settembre, vengono installati numerosi pontili galleggianti destinati al diporto e gestiti da privati. Arrivando in giornata, il problema principale è quello di trovare un posto in banchina e trovare un riparo dai colpi del Garigliano, come chiamano da queste parti il Levante. Oltre al porto, dove si può ancorare nell’ampia rada, si può trovare un ridosso alternativo a Cala Chiaia di Luna, dall’altra parte del promontorio della Guardia: sia le barche da diporto che le navi si spostano tra questi due ormeggi a seconda delle condizioni meteo. Oppure partendo dal porto di Ponza e procedendo verso Nord, si incontra un buon riparo dai venti di Libeccio a Cala Frontone, riparata dall’omonima punta.

Verso Nord, a 1,8 miglia dal porto, merita una visita Cala d’Inferno, dove è ben visibile il cunicolo dell’acquedotto grecoromano che da Cala dell’Acqua arrivava fino al centro abitato di Ponza. Verso Nord, poi, la costa è molto frastagliata, fino ad arrivare al passaggio tra Ponza e l’isolotto di Gavi. Oltrepassata Punta del Papa, si incontra Cala dell’Acqua, un approdo naturale, poco sicuro e privo di servizi. Più consigliabile l’ormeggio a Cala di Feola, una cala naturale con fondale tra i 2 e i 4 metri, riparata da un molo parzialmente banchinato, dove ormeggiano principalmente motobarche da pesca e dove si può ancorare in rada al riparo dai venti del II e III quadrante. Proseguendo verso Sud si raggiunge Chiaia di Luna, dalle pareti di colore cangiante e dall’acqua cristallina.

A circa sei miglia dalla Punta della Guardia di Ponza, c’è l’isola che da molti è considerata la più bella del Tirreno, Palmarola. Tra faraglioni e calette dalle acque cristalline, si apre l’unico approdo, Cala del Porto, ben utilizzabile con il suo fondale di sabbia buona tenitrice, davanti alla spiaggia dove offrono ristoro i due soli ristoranti dell’isola, l’unico posto abitato, solo nella buona stagione. Difficile è l’accesso all’isola per le sue coste molte alte. Nella zona di Cala Brigantina, detta così perché offriva ai velieri un approdo alla fonda – Palmarola ancora nel ‘700 era base dei pirati barbareschi – dall’autunno alla primavera trovano rifugio centinaia di gabbiani reali e vi nidifica il falco pellegrino.

All’estremità Nord dell’isola c’è Cala Tramontana; conviene doppiare il faraglione e fermarsi ad ammirare la “Cattedrale”. La Cattedrale è detta così per la somiglianza della roccia con una cattedrale gotica. In ponzese l’attuale Cattedrale era denominata ” I Senghe ì Tramuntana” (fessure di tramontana). Da Cala Tramontana a Cala del Porto ci sono 0,5 miglia, 5 minuti.

Dall’isolotto di Gavi all’estremo Nord di Ponza, la rotta conduce diritta al Varo, l’unico posto idoneo allo sbarco sulla piccola e selvaggia Zannone, quando il mare è ben calmo. Qui domina la macchia mediterranea, con rosmarino, erica, euforbia che ci accompagna lungo le rocce vulcaniche erose dal versante Sud-Ovest fino alle Grottelle. Dopo lo Scoglio Monaco e proseguendo verso Punta Levante, affiorano le preziosità geologiche di Zannone. Rocce metamorfiche antichissime, forse risalenti a circa 300 milioni d’anni fa, completamente diverse, come storia e come origine, dalle altre, vulcaniche, presenti sull’isola e in tutto l’arcipelago.

Dalla Punta del Lauro a Capo Negro, si susseguono altri spunti d’interesse: la ricca vegetazione di lecci, allori, erica e ginestre, alti strati rocciosi di calcari e dolomie affioranti, Cala Marina e la piccola cala detta Ceca dei Pesci, in cui in passato i pescatori facevano raggruppare banchi di pesce da catturare in una sorta di “mattanza” incruenta.

È nel versante settentrionale di Zannone che rimane la testimonianza più apprezzabile dell’antica vegetazione dell’arcipelago, altrove distrutta da secoli di tagli e, più recentemente, da incendi. I lecci, alcuni vecchissimi, accompagnati da corbezzoli, olivastri e alaterni, formano un intreccio folto e impenetrabile, e fanno parte del Parco Nazionale del Circeo. Zannone non ha ridossi apprezzabili e chi naviga, se il tempo non è più che bello, deve far base a Ponza, nel porto o in rada. Sulla rotta per le Flegree e più esattamente a 20 miglia da Ponza, a metà tragitto per Ischia, troviamo S. Stefano e Ventotene.

Qui è stata istituita l’Area Naturale Marina Protetta, suddivisa in tre zone (A, B e C) rispettivamente riserva integrale, riserva generale e riserva parziale. La navigazione è consentita solo nella zona C, ossia lungo la costa Est di Ventotene. Consigliamo comunque di chiedere informazioni supplementari, una volta giunti a Ventotene, o di consultare un portolano. Ventotene, oltre al vecchio porto romano (porto Nicola), scavato dai Romani nel tufo, come anche le bitte e il portico lungo tutta la banchina, tuttora perfettamente funzionante, dove è consentito l’accesso alle sole imbarcazioni entro i 12 metri, dispone, in adiacenza, del nuovo porto (Cala Rossano), riparato dal fastidioso levante e con tutti i servizi come distributore di carburante, acqua, energia elettrica, rifornimento alimentare, ghiaccio e negozi di nautica.

A un solo miglio da Ventotene c’è l’isola di Santo Stefano, un grosso scoglio di un paio di chilometri di perimetro, sormontato dal penitenziario borbonico, dove soggiornarono Pertini e l’anarchico Bresci.

Per le isole Pontine, Viacolvento, agenzia di charter con sede a Fermo (AP) e Sanremo, propone uno splendido M/Y di 24 metri, un Canados 82 piedi, che può ospitare fino a 10 persone. Lo yacht dispone di quattro lussuose cabine doppie, di cui un’armatoriale e una vip, entrambe con letti matrimoniali; le altre due sono doppie, tutte dotate di bagno privato. L’equipaggio è composto da un esperto capitano, da un cuoco professionista e due hostess. A bordo troviamo il massimo del comfort, con aria condizionata, dissalatore, doppio generatore e capienti serbatoi d’acqua dolce. Naturalmente non manca lo svago, dal potente tender che permette lo sci nautico alla moto d’acqua, televisore satellitare con VHF, impianto stereo con lettore CD e ice-maker per preparare drink sempre freschi. Inoltre, a bordo troviamo computer con collegamento ad internet e comunicatore satellitare. I due potenti motori GM da 1.400 HP l’uno, consentono una velocità di 22 nodi in tutto relax, in questo modo si può raggiungere agevolmente e in tempi brevi i luoghi più suggestivi delle Pontine, scelti accuratamente dagli ospiti su consiglio dell’esperto Comandante.

L’agenzia Cataboat di Pozzuoli (NA) propone a noleggio un comodissimo catamarano, il Nautitech 395, del 2000, con 4 cabine e 2 wc, in grado di ospitare 8+2 persone, dotato di GPS, pilota automatico, tender e fuoribordo. L’imbarco e lo sbarco si effettuano presso Marina Maglietta, a Pozzuoli. L’itinerario consigliato tocca le isole più belle della zona: Ischia, Ventotene, Ponza e Palmarola. Chi preferisce il tradizionale monoscafo, studiato proprio per la crociera estiva, si può rivolgere a Sailing in Italy, l’agenzia di Roma che propone una importante e recentissima flotta alle isole Pontine: un Bénéteau Oceanis 311 del 2002 che ospita 4+2 persone, Sun Odyssey 37 e 40 del 2000, un catamarano Lagoon 380 del 2001 con 4 cabine (8+2 persone), e un nuovissimo Bénéteau Oceanis 473 del 2003, anch’esso con 4 comode cabine.

L’agenzia Forzatre di Lavagna (GE) propone in zona il “Godenwind” e il ketch “Mazzemarelle”. “Godenwind” è un prestigioso Jongert 19 S, che vanta robustezza, eleganza e grandi volumi interni. Armato a ketch, con pozzetto centrale e ampio tavolo per pranzi o cene in esterno, è stato recentemente rimessao a nuovo, dal ponte in teak all’impianto elettrico, dalla sala macchine completamente ridisegnata e aggiornata alla verniciatura dello scafo e degli interni. Le dotazioni per il comfort degli ospiti sono complete, dal desalinizzatore all’aria condizionata in tutti gli ambienti, oltre al tender con chiglia rigida e motore da 15 HP. La barca è in grado di ospitare 6 persone in tre cabine, oltre all’equipaggio composto da tre persone. “Mazzemarelle” è un elegante ketch di quasi 16 metri, costruito alla fine degli anni ’70 su disegno di Herbulot, dalla sua nascita adibito al noleggio ed è sempre stato mantenuto ad alti livelli. È stato recentemente rifatto il ponte in teak e tutta l’attrezzatura e le vele sono state sottoposte a manutenzione straordinaria. Il pozzetto è tradizionale, a poppa, e un grande tavolo permette di attrezzarlo per i pasti. La parte prodiera del ponte è perfettamente sgombra e anche la tuga offre grandi superfici prendisole. Le dotazioni base includono un nuovo gommone con carena in vetroresina e motore da 8 HP per servizio.

L’agenzia Rigo Yachts di Roma propone il S/Y “Gastone”, progetto di Ron Holland, lungo 26 metri, in condizioni perfette con nuovo motore, nuovo generatore, revisione totale degli impianti, elettrico ed idraulico, nuovo ponte in teak massello e nuove tappezzerie. Inverno 2003: nuovi generatori. Completo d’aria condizionata, dissalatore, TV, VCR, stereo, CD, computer di bordo, divertimenti nautici e satellitare, accoglie 8 ospiti in 4 cabine e 3 bagni, mentre l’equipaggio ha un suo quartiere indipendente. L’altra opportunità di noleggio proposta da Rigo Yachts è il M/Y “Iaora”, del 1998, anch’esso lungo 26 metri, con scafo in acciaio. Recentemente sono stati fatti interessanti lavori come la creazione di una poppa moderna con facile accesso alla plancetta, il teak sul fly, ripitturazione scafo in blu e posa del teak nel salone. Caratterizzato da bassi consumi di carburante e da un’autonomia di 3.000 miglia a 12 nodi, la sistemazione interna è per 8 ospiti in 4 cabine: 2 matrimoniali, 1 cabina a 2 letti, 1 cabina a 2 letti sovrapposti, tutte con bagno en-suite. Salone con zona pranzo, ponte attrezzato per pranzi all’aperto e ampia zona prendisole sul fly, garantiscono il massimo del comfort. Ottimo l’equipaggio di 4 persone con sistemazione indipendente.

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