Charter in Sicilia, il triangolo del sole

Spesso trascurata perché le preferiscono gli splendidi arcipelaghi che la contornano, la maggiore isola italiana offre grande varietà di approdi e basi di escursioni indimenticabili

IL TRIANGOLO DEL SOLE

Sicilia

È certo una meta per chi ama il sole a picco, i colori e i sapori forti; da prendere in considerazione anche nelle medie stagioni, quando la disponibilità delle barche e dei posti è più assortita. Del resto, la Sicilia è alla stessa latitudine della Tunisia e le sue coste, sempre in situazione estiva, sono estremamente appetibili. Al centro del Mediterraneo, quasi a far da cancello tra quello orientale e quello occidentale, la Sicilia è stata naturalmente terra di conquista di tutti i popoli che su questo mare si sono avvicendati. E tutti hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio, sia sulla terra che nell’indole degli abitanti, così fieri e consapevoli della storia che rappresentano. Dai Fenici ai Greci che hanno lasciato qui alcuni dei monumenti più rappresentativi della loro civiltà, ai Romani che la utilizzarono come loro granaio, ai Normanni che ne fecero un baluardo della loro espansione, agli Arabi che se la trovarono a portata di mano, incuneata nell’Europa da conquistare. Tutti hanno contributo a fare di questa terra un paese pieno di contraddizioni e di misteri.

Sicilia Se affittate una barca, molto probabilmente la vostra tappa di partenza sarà il marina di Portorosa, il più moderno ed efficiente forse di tutta l’isola: 500 posti barca sistemati in una serie di darsene interne banchinate e con pontili galleggianti.; sito sulla costa nord-orientale, è il primo porto che si incontra, dopo Milazzo. Ma mentre questo è oberato dal traffico dei traghetti per le isole, Portorosa, dedicato solo al diporto, è la base naturale per l’inizio della crociera, sia diretta verso occidente e quindi Palermo e la costa Nord, che verso le sette splendide sorelle del dio Vulcano: le Eolie. Incastonato in una zona estremamente pittoresca, Portorosa offre anche un travel lift da 50 tonnellate e tutti i servizi tecnico-logistici, compresa una guardia medica.

Per trovare un altro approdo dove poter pernottare in tutta tranquillità, bisognerà quindi arrivare fino a Cefalù navigando lungo la costa, su cui sono sorti i più importanti villaggi turistici della zona. Il porto nuovo di Cefalù si chiama Presidiana e offre al diporto un molo di cemento di 190 metri con tre pennelli laterali, e fondali che vanno dai 30 centimetri agli oltre quattro metri. La costa tra Cefalù e Palermo è estremamente interessante dal punto di vista nautico, con una serie di approdi dove ferve una animata vita di gente di mare. San Nicolò L’Arena è, ad esempio, un porticciolo, dove i pescatori e i soci del Club nautico Marina S. Nicola convivono riservando al diporto il secondo bacino, con fondali che vanno dagli 1,50 ai 3 metri.

Non si può fare a meno quindi di ormeggiare al Porticello Santa Flavia, intanto per godere dell’attività dei pescatori e poi per visitare i resti dell’antica Solunto. Il porto offre pescaggi fino a 5 metri ma non ha posti riservati alle barche da diporto, che si ormeggiano negli spazi disponibili. Palermo non ha certo problemi di approdo. Intanto, nello stesso porto industriale alcuni pontili galleggianti sono stati affidati alla Canottieri Palermo, alla Lega Navale e ad altre organizzazioni, che gestiscono un certo numero di ormeggi dedicati al diporto; ed esistono altri approdi che si stanno nel tempo rendendo sempre più efficienti. Ad esempio il porticciolo di Acquasanta, con i suoi 475 posti barca riservati esclusivamente a natanti da diporto, con una lunghezza massima di una cinquantina di metri e fondali che dai due metri dei più vicini alla costa, arrivano fino ai 12 metri dei più spaziosi. C’è poi l’Arenella, utilizzabile da barche di limitate dimensioni; Mondello; Fossa del Gallo, dove ha sede il cantiere Motomar; e Sferracavallo, per natanti fino a una quindicina di metri, tutti molto suggestivi ma da prendere in considerazione solo dopo attento sopralluogo. Tutti sono comunque in grado di consentire una sosta e soprattutto una visita a Palermo che, con le sue vestigia e i suoi monumenti, non può essere certamente trascurata. Né può essere tralasciata una piccola sosta all’isola delle Femmine, dalle innumerevoli leggende e dai fondali incantati.

Sicilia Tra Palermo e Trapani, possono essere presi in considerazione ormeggi a Castellammare del Golfo o a San Vito Lo Capo; ma per trovare un porto riparato e ben ridossato da cui partire per le vicine Egadi, bisogna arrivare a Marsala, dove al diporto sono riservati tre pontili, con un centinaio di posti barca. Da qui si può fare una piccola puntata all’isola di San Pantaleo, sempre che la vostra barca non peschi troppo, e approdare alle rovine di Mozia, la città fenicia i cui resti sono archeologicamente interessantissimi. Seguendo la costa verso Capo Passero, si incontra Mazara del Vallo, l’unico porto canale della Sicilia; è qui che risiede la maggior parte della flotta da pesca dell’isola. Lo spazio per il diporto non è moltissimo, solo una trentina di metri; ma sufficienti a consentire una visita al porto peschereccio più animato d’Italia. Anche a Sciacca, comunque, la flotta dei pescatori è numerosa e variopinta, un turbinio di colori, una fucina di attività marinare che si svolgono in una cornice altamente suggestiva. Qui la meta d’obbligo sono le rovine di Selinunte, che sorgono su un poggio roccioso a picco sul mare; sotto il porticciolo di Marinella di Selinunte, con un pescaggio massimo di un paio di metri, utilizzabile soltanto da piccoli natanti o da pram. Più a Sud c’è solo Porto Empedocle a dare rifugio sicuro se il mare dovesse salire. Qui le barche da diporto sono ospitate su un paio di pontili nel porto interno, lontano dalla confusione dei traghetti per le isole. Porto Empedocle diventa quindi il punto d’incontro per chi da terra voglia andare a Linosa, Lampedusa e per chi, dal mare, voglia visitare Agrigento e la famosa e suggestiva valle dei templi.

Poi verso lo Ionio, se si eccettuano i porticcioli di Licata e di Gela, non ci sono altre possibilità di fermarsi. Risalendo verso lo stretto, non si può fare a meno di fare una sosta nella splendida baia di Siracusa. La città di Archimede è stracolma di resti greci e romani e delle raffinate opere del Seicento e Settecento, che abbelliscono la rocciosa isola di Ortigia sulla quale sorge la città antica, solidamente unita alla terraferma. Due sono i porti: quello Grande, nel quale le barche da diporto sono ospitate su una banchinona di un centinaio di metri, e quello Marmoreo o Piccolo, con fondali che superano solo a tratti i tre metri.

Ben protetto anche il porto di Augusta ma meno suggestivo, soprattutto per la presenza di immensi impianti industriali. Verso Nord, poi, solo qualche ormeggio privato nel porto di Catania, e qualche ormeggio libero ma con meno di metri 1,50 di profondità nel caratteristico porticciolo di Acitrezza. Si può sostare, in condizioni meteo favorevoli, ai Giardini di Naxos, sotto Taormina; anche Messina, con il suo enorme porto, è estremamente avara con il diporto relegato, a seconda del traffico dei traghetti, in alcune banchine interne. Lo stretto forse è meglio goderselo in navigazione, giocando a rimpiattino con le correnti e le controcorrenti che solo qui, nel Mediterraneo, assumono una certa rilevanza da doverne tenere abbondantemente conto.

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