Charter alle Tonga, vela in amicizia

Chiamato da James Cook: le isole degli amici, per l’indole cordiale degli abitanti, il regno di Tonga conta piu’ di 170 atolli, di cui solo una quarantina abitati

VELA IN AMICIZIA

È il vero paradiso tropicale, sparpagliato su una vasta zona di mare tra l’arcipelago delle Figi e le isole Samoa, proprio quello che ci si immagina di trovare nei mari del sud. Il regno di Tonga, l’ultimo sopravvissuto dei regni polinesiani, è l’unica nazione del Pacifico a non esser mai stata conquistata e quindi colonizzata; così Taufàahau Tupou IV, il mastodontico attuale sovrano, che con i suoi 210 chili ed 1 metro e 90 di altezza, ben rappresenta i suoi avi, compresa la madre che, più alta di lui, all’incoronazione della regina Elisabetta, impose la sua mole su una carrozza scoperta nonostante la pioggia.

A renderle note fu l’olandese Abel Tasman che nel 1643 vi sbarcò a capo di una spdizione e, spaventato dalla mole degli indigeni ordinò subito il fuoco. Ma i polinesiani non potevano contrastare la loro indole mite e così continuarono ad essere molto ospitali con tutti, tanto da meritare appunto il nome di isole degli amici da Cook che per dimostrare la sua riconoscenza regalò al capo una tartaruga delle Galapagos, vissuta nei giardini reali fino al 1966. La leggenda vuole che le isole fossero strappate al mare dal dio Maui, quel che è certo è che tra il `600 ed il `700 furono visitate da molte spedizioni, ma mai sottomesse e soprattutto evangelizzate, fino a quando nel 1831, per prendere il sopravvento sugli altri capi, Taufàahau capo di Hàapai si fece aiutare dai missionari metodisti e riuscì a divenire re, cambiando il suo nome in quello di George Tupou I e fondando la dinastia che ancora oggi è al potere. Una dinastia che si è sempre ben barcamenata nella politica iternazionale, destreggiandosi nelle alleanze con i paesi più potenti, senza mai rinunciare alla propria autonomia, ma soprattutto mantenendo vive arti e tradizioni, non inquinate dai massicci arrivi degli indiani e dei cinesi, come è invece avvenuto negli altri gruppi di isole del Pacifico. Ora tra le risorse più promettenti c’è anche il turismo su cui, l’attento re Tupou IV, ha investito molti di quei finanziamenti ottenuti con il suo sapiente, altalenante giuoco diplomatico tra le superpotenze alla ricerca di alleati. Così anche Tonga si è aperta alle visite turistiche, potendo offrire tutto ciò che ci si aspetta da un arcipelago dei mari del sud.

L’arcipelago è diviso in tre gruppi principali di isole: le Tongatapu, dove c’è la capitale Nukùalofa e dove abitano gran parte dei circa centomila abitanti del regno, le HàApai e le Vavàu, quelle dove operano le compagie di charter che hanno trovato qui la zona più adatta alle crociere, con l’aliseo che soffia leggero e regolare. Tra le isole più di cinquanta approdi, poco lontani gli uni dagli altri, rendono la navigazione piacevole e per nulla stancante. Intorno tutte isole dalle spiagge di corallo bianco e finissimo, incorniciate da rigogliose piantagioni di cocco. Qui è il regno dell’immersione e dello snorkling, con una fauna rigogliosa e variopinta, che rende l’attività subacquea estremamente interessante e piacevole. Per chi ama stare in superficie, da luglio a novembre non è raro imbattersi i gruppi di balene che qui vengono a dare alla luce i loro cuccioli e ad unirsi per la cucciolata successiva, dopo dodici mesi di gestazione.

La crociera tipo parte quindi da Neiafa, dove gli ospiti sono accolti dagli indigeni con danze rituali. Dopo la presentazione e la verifica della barca si fa rotta verso Port Mourelle a Kapa Island dove si sosta per la notte. Il giorno successivo sono in programma immersioni in apnea a nord di Ava Island. Segue una splendida navigazione fino a Nuku con ancoraggio al largo del villaggio di Fale Vai. Di qui issando le vele si attraversa la passe di Faihava per raggiungere Hunga. Qui ci si ancora nella accogliente laguna, dove la pesca è abbondante e divertente. Assaporati i succulenti prodotti del mare, cucinati secondo le ricette tradizionali, si fa vela verso Foeta, che si raggiunge dopo una breve traversata, si raggiunge quindi Vakàeitu per ormeggiarsi al sicuro per la notte. Il quarto giorno di crociera si passa tutto in navigazione verso Luaa Fuleheu e Luahiapu, le isole selvagge più a sud del piccolo arcipelago. Il giorno successivo si ritorna a Vakàeitu dove si può andare in esplorazione subacquea della barriera corallina che qui si mostra nelle sue fiorme più leggiadre. La navigazione successiva è verso Euajafa, dove sulla spiaggia di Aisea i locali organizzano danze tradizionali, accompagnateda un banchetto a base di cibi polinesiani. Maninita è un’isola particolarmente accogliente, all’estremità sud est dell’area considerata. Qui si giunge il sesto giorno per una breve colazione e per poi preseguire verso Kenutu, dove si passerà la notte. La mattina successiva si arriva alla passe di Fanuaa Tapu per raggiungere quindi l’ancoraggio a nord est di Taunga. Ci si può quindi beare di una splendida immersione sul reef di Tauta dove la fauna è particolarmente ricca. Navigando con precauzione tra i coralli si arriva quindi a Mafana e Olòua. La circumnavigazione di Tauga, con tappa a Ngau e Pau, prenderà tutta la nona giornata. In serata si fa quindi rotta verso Nuapapu e Mariner’s Cave , quindi verso Swallow’s Cave e Kapa, dove ci si ancora per la notte. Il giorno successivo sarà impiegato per rientrare al porto di Refuge Harbour.

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