Charter alle Isole Tremiti e Gargano, nel mare di Omero

La costa tra Pescara e Manfredonia, comprendendo il Gargano e le splendide Tremiti, può essere un’ottima meta per un charter tranquillo al di fuori delle tradizionali rotte

NEL MARE DI OMERO

L’incontaminata bellezza delle isole Tremiti e della costa ad esse prospiciente è un richiamo a cui nessun appassionato del mare può resistere. Che la zona non sia tradizionalmente dedicata ad un turismo nautico di massa, non fa che renderla ancor più appetibile per la mancanza di super affollamento anche nei periodi di maggior affluenza. Del resto, il fatto che la zona sia piuttosto distante dai centri nautici dell’alto Adriatico e che solo recentemente sia stata arricchita, con la costruzione del marina di Pescara, di una base adatta a fornire un supporto logistico adeguato, l’ha lasciata un pò al difuori dei tradizionali circuiti diportistici. Eppure la splendida, schietta e rude natura del Gargano e dell’arcipelago che lo sovrasta, basterebbe da sola a fare da polo di attrazione per una attività turistica nautica di ben più nutrita consistenza.

Pescara che sorge intorno alla foce del fiume omonimo, sulle cui rive è stato da sempre strutturato il porto canale, protetto da due moli banchinati che si protendono nel mare per circa 400 metri, ha da qualche anno messo a disposizione dei diportisti una struttura moderna ed adeguata alle esigenze turistiche della zona. Il marina è costituito da una diga foranea di 730 metri, unita al molo sud del porto canale, completata da un molo di sottoflutto che ne delimita l’area interna. Oltre alla darsena servizi, situata alla radice della diga foranea, lo specchio d’acqua interno è suddiviso in due darsene riservate al diporto. I posti barca sono 787 di cui 80 dedicati al transito, con possibilità di ospitare imbarcazioni dai 5 ai 30 metri di lunghezza. Centro commerciale e peschereccio di notevole importanza, Pescara, che divide con L’Aquila il ruolo di centro regionale dell’Abruzzo, è un ottimo punto di partenza per una crociera che preferiremmo fare in una tarda primavera, pur non disdegnando l’alta stagione e l’autunno, quando la latitudine consente di trovare ancora un clima confortevole.

Scendendo verso sud è Ortona a dare il primo rifugio consistente, anche se il porto è prevalentemente commerciale e peschereccio. Solo all’interno del molo sud c’è un piccolo molo dedicato al diporto dove possono comunque essere alloggiate comodamente imbarcazioni fino a 30 metri.

Ancora più a sud, a circa tre miglia dal centro abitato di Vasto, c’è il porticciolo di Punta Penna, protetto da due moli quasi interamente banchinati: quello di ponente da cui si dipartono due pennelli e quello di levante anch’esso con un pennello interno. Riservato a natanti che non superino i dieci metri di lunghezza, ha una grande traversia con il Grecale che forma una forte e fastidiosa risacca all’interno.

Più agevole il porto di Termoli, interessante centro medioevale, con un vero dedalo di vie e viuzze, suggestivamente protetto da un lungo molo foraneo legato alla punta del promontorio su cui si arrampica la parte vecchia della cittadina, protetta dalle poderose fortificazioni fatte erigere da Federico II, delle quali resta solo il castello. Il molo sud, più corto e con un pontile di legno posizionato a metà, accoglie le imbarcazioni da diporto la cui lunghezza non deve superare i venti metri.

Volendo partire da sud la base più comoda è certamente Manfredonia, che sorge ai piedi del Monte S. Angelo cui diede l’attuale nome re Manfredi che vi trasferì la popolazione dell’antica Siponto, distrutta dalle guerre e dalle scosse telluriche e resa inabitabile per il continuo avanzare della zona paludosa. Più volte saccheggiata dai turchi, custodisce pezzi di notevole interesse come la cattedrale del 1680. La città che oggi è centro moderno con una attiva zona industriale, è circondata dalle vecchie mura che racchiudono il Castello iniziato da Manfredi e terminato dagli Angioini, di colore grigio e circondato da una folta pineta, divenuto un ottimo punto cospicuo per la sua visibilità dal mare, insieme alle cinque torri che ancora rimangono delle numerose costruite insieme alle mura.

Il porto è costituito da due lunghi moli a gomito e dalla banchina centrale chiamata di Tramontana. Alla radice del molo di ponente c’è una piccola darsena chiamata Cala Spuntone che è riservata ai natanti da diporto, che non possono comunque superare i quindici metri. A nord del porto vecchio esiste poi il porto industriale, un porto-isola difeso a levante da un molo di sopraflutto, comunque non utilizzabile per fini diportistici. Leggermente più a nord, sulla Punta Agnuli, è situato il porticciolo di Mattinata, a circa due chilometri dal centro abitato, caratterizzato dalle bianche case allineate circondate dai muretti di pietra che sostengono le gradinate occupate da colture inserito in una ridente valle folta di viti ed ulivi. Costituito da un largo molo foraneo a gomito, interamente banchinato all’interno e da alcuni pontili galleggianti, può ospitare circa duecento barche con lunghezza massima fino a quindici metri.

Tra qui e Vieste si estende la parte più bella e pittoresca della costa garganica, tutta un susseguirsi di sporgenze ed insenature, dominata da vecchie torri quadrate di vedetta e fronteggiata da scogli ed isolette. L’aspetto è emozionante, alte pareti di rocce biancastre cadono a strapiombo sul mare dalle acque limpide ed incredibilmente azzurre. Nelle caverne che si aprono sulle pareti, trovano rifugio anitre e gabbiani. Una serie infinita di piccole baie, poco frequentate e dalle acque incontaminate, si aprono ai piedi di dolci pendii folti di ulivi che scendono verso il mare.

Molte sono le grotte, facilmente raggiungibili dal mare, che creano colorazioni stupende nelle acque limpidissime, aprendosi alte sulle acque e formando spettacoli di impareggiabile bellezza. Vieste rappresenta l’estrema punta del promontorio del Gargano, centro peschereccio e balneare, è adagiata su di un promontorio che si erge tra le spiagge di San Lorenzo a nord e del castello a sud. Molto antica di origine, come attestano i ritrovamenti archeologici di vasi greci in una necropoli del III secolo, e la presenza di mura megalitiche, è quasi certamente l’antica Apenestre di cui si parla anche negli scritti di Tolomeo. L’antico borgo è molto caratteristico, con le case bianche contornate da stretti vicoli e scalinate. In cima al promontorio c’è il castello, da cui si scorge uno splendido panorama, sotto al quale si erge la cattedrale di S. Maria Oreta, costruita sulle rovine di un antico tempio, di cui rimangono solo pochi frammenti.

Il porticciolo è formato dal Porto Peschereccio e da quello rifugio di Santa Eufemia, una piccola isola che contribuisce a ridossare gli ormeggi che comunque traggono traversia dai venti del primo quadrante che creano in porto una pericolosa risacca. Non si può passare tra l’isola e la costa se si pesca più di 1,2 metri e si issa un albero di più di 12 metri e comunque c’è da fare attenzione allo scoglio affiorante a circa 2 metri dal molo sud denominato San Lorenzo. Le imbarcazioni da diporto, con lunghezza massima di 15 metri possono ormeggiare ai tre pontili ad esse riservati.

Sulla costa nord del Gargano, raggruppato su un promontorio roccioso a strapiombo sul mare, si erge Peschici, un paesino molto caratteristico, cinto ancora da vecchie mura, con basse case ricoperte da orientaleggianti cupole grigie, mentre dall’alto della rupe domina un piccolo castello medievale. Nonostante i ritrovamenti neolitici dell’età del ferro e del bronzo reperiti intorno al paese, fu fondata soltanto nel 97O da Sueripolo, comandante degli Schiavoni; la cittadina appartenne per lungo tempo all’Abbazia delle Tremiti di cui fu la sede in terra ferma. Il porticciolo è utilizzato soprattutto da pescherecci e dai traghetti per le isole. Per il diporto è consigliabile ormeggiarsi alla banchina del molo foraneo, situato ad ovest, tenendo presente comunque che i fondali in banchina non superano i due metri.

È solo un molo parzialmente insabbiato invece, quello che si stende nel mare davanti a Rodi Garganico. Consente quindi solo piccole soste con condizioni meteo favorevoli, giusto per visitare l’interessante abitato, adagiato sulle pendici di un promontorio roccioso e famoso per la lunga spiaggia sabbiosa protetta alle spalle da una lussureggiante vegetazione. Fondata forse dall’antica popolazione rodia, la cittadina conserva resti di antichissime mura. Dopo esser passata, nei secoli, in feudo a varie famiglie, nel 1632 divenne ducato di Sanfelice e, dopo la caduta di Napoleone, ospitò in una sua villa, detta Torretta del Re, Gioacchino Murat. Molto caratteristica la chiesa della Madonna Libera in cui si conserva un’immagine che, secondo la leggenda, giunse sulle acque dall’oriente.

A questo punto, a sole dodici miglia dalla costa, al cui interno si aprono gli insoliti laghi di Varano e di Lesina, si specchiano nelle loro splendide acque le Isole Tremiti. Separate tra di loro da canali poco profondi, costituiscono un arcipelago monolitico comprendente tre isolotti maggiori: San Nicola, San Domino e Capraia, detta anche Capperara per l’abbondanza di Capperi, di cui soltanto la prima è abitata, ed alcuni scogli dei quali i più grandi sono Il Cretaccio e La Vecchia.

Le isole furono insediamento neolitico, come testimonia la necropoli rinvenuta a San Domino. Chiamate inizialmente Insulae Diomedae, dal nome del mitico eroe omerico che vi fu, tradizionalmente sepolto, prendono l’attuale denominazione dal nome antico di San Domino chiamata Tremetis. Il centro storico, religioso ed amministrativo dell’arcipelago é l’isola di San Nicola, dove era stata costruita l’abbazia benedettina che anticamente aveva il posseso dell’arcipelago e che è certamente la più interessante per i resti delle torri e delle mura di fortificazione che ben si connettono con la sua forma totalmente pianeggiante dalle coste estremamente scoscese.

Ma la parte migliore delle Tremiti è certamente il loro aspetto naturale in cui la ricchezza della vegetazione si unisce alla limpidezza del mare creando zone di una bellezza eterea, con anfratti creati dalle rocce a strapiombo sull’acqua. Le acque delle Tremiti sono state suddivise in tre zone: una a riserva integrale, a cui si può accedere solo con autorizzazione per finalità scientifiche o in visita guidata, una a riserva generale a cui si accede con autorizzazione ed una di riserva parziale, dove l’autorizzazione è necessaria solo per pescare.

Per maggiori informazioni è necessario consultare pubblicazioni specializzate, come le Pagine Azzurre o contattare direttamente la capitaneria di Manfredonia.

Per quel che riguarda gli ormeggi a San Nicola, l’unica isola abitata, dalle coste alte e rocciose, c’è una banchina accessibile soltanto nelle ore serali, quando non è utilizzata dai traghetti, qui il fondale va da 1 a 2 metri, con traversia data da venti di libeccio. A San Domino, la più grande delle isole, con coste alte e frastagliate, su cui si aprono grotte e cale caratteristiche, tra cui la più adatta ad un ormeggio notturno è Cala degli Schiavoni, all’estrema punta Nord Est. Qui c’è anche un tratto di costa banchinato, protetto a nord da un braccio di massi, con un fondale dai 2 ai 4 metri, ma utilizzabile solo in bassissima stagione per la presenza notturna dei traghetti. L’ormeggio più sicuro è comunque alla ruota, al ridosso delle isole, sfruttando le zone di basso fondale che le circondano.

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