Charter in Tunisia, vela fenicia

Nel cuore del Mediterraneo, molto comoda da raggiungere, la Tunisia è l’Africa più vicina all’Italia, ma anche certamente la parte più accogliente, dal punto di vista nautico, dell’Africa Mediterranea

VELA FENICIA

Tunisia

Certamente Didone, quando decise di fondare Cartagine, non pensò solo alla posizione startegica, ma fu attirata anche dalla bellezza e dalla ricchezza del luogo. Anche per i fenici, i romani, gli arabi ed infine i francesi, la questione orografica influì notevolmente sulla scelta della conquista. Ora la Tunisia viene riconquistata ancora una volta, dalle flotte degli operatori di charter che, della costa africana, hanno saputo apprezzare sia le bellezze naturali, che la mitezza del clima e la cordialità della popolazione. Due sono le zone su cui principalmente si incentrano gli itinerari, una sulla costa est ed una su quella nord, da percorrere eventualmente in una sola direzione, se l’agenzia di noleggio è organizzata per il one way.

L’itinerario più remoto parte naturalmente dall’affascinante isola di Djerba, nella parte più africana della Tunisia, con le sue spiagge sabbiose ed assolate e dominate da collinette e piccoli promontori di argilla sulla cui sommità dominano spesso resti di templi o minareti. Le spiagge si alternano a piccoli reef, palmeti e villaggi di pescatori.

Lasciata Djerba si traversa il grande golfo di Gabes, per arrivare alle Kerkennah, piccole isole dalle spiagge bianche, con acque limpide e pescosissime. Nell’arcipelago ci sono tre approdi: El Ataya, dove è possibile avere anche un minimo di assistenza in un piccolo cantiere; Ennayet è meno ospitale, mentre Sidi Youssef si affaccia sul canale di Sfax, la seconda città della Tunisia. Nel suo porto, riservato soprattutto al traffico merci, sono stati realizzati alcuni ormeggi per le imbarcazioni da diporto. La città è interessante per le sue vestigia del nono secolo tra cui la porta d’accesso della coloratissima Medina.

Risalendo verso nord, si arriva al golfo di Hammamet che inizia con la città di Mahadia, ricca di cupole e con un importante porto mercantile. Qui le barche da diporto vengono custodite in un marina di 610 posti barca, mentre nella vicina La Chebba i posti sono 421.

Risalendo ancora, non si può fare a meno di fermarsi a Monastir, città natale di Habib Bourguiba e santa per Maometto, che dava ad un soggiorno in loco il potere di conquistare il paradiso, la cui porta era nascosta propio quì. Con i suoi 400 posti d’ormeggio e le sue stradine suggestive, piene di botteghe artigianali, è un vero richiamo per il turista nautico, che può trovare qui anche una splendida Medina e lo storico Ribat che sovrasta la cittadina. Tra le due penisole, sotto al promontorio del Ribat, c’é il pittoresco porticciolo dei pescatori che confina con il marina che può ospitare barche fino a 45 metri, con gli ormeggi circondati da complessi residenziali in stile arabo e ristoranti.

Quindici miglia a nord ovet c’é invece Port El Kantaoui, suggestivamente costruito in architettura moresca. Costruito ex novo, una ventina di anni fa, offre un campo di golf a 18 buche, tennis, equitazione e scuole di vela, oltre ad una entrata ben segnalata ed apprezzabile, specie quando le condizioni meteo non sono delle migliori.

Da non mancare in zona, una visita al vicino arcipelago delle Kuriat ed alla città di Sousse, la più grande del golfo di Hammamett, famosa per le sue catacombe. Ma è proprio Hammamett, forse la località turistica più famosa del Nord Africa, che merita comunque una visita, magari ormeggiando a Beni Khiar, ma entrando di giorno, per evitare i bassi fondali. Da Maupassant a Flobert, da Oscar Wilde a Wiston Curchill, nessuno ha saputo resistere al suo fascino, con la sua roccaforte costruita nel 15° secolo e la città che abbraccia il mare sotto una volta celeste sempre serena. Volendo invece fare una vacanza più naturalistica si può restare sulla costa nord, magari partendo da Sidi Bou Said, il villaggio dai tre colori: il bianco delle case, il turchese delle finestre e delle ringhiere ed il verde degli alberi. Il porticciolo vicino a Tunisi, può ospitare 380 barche di cui 60 in transito. Da qui si può andare a visitare la capitale, con il famoso ed immenso bazar e le rovine di Cartagine.

Per chi ama la vera natura invece c’è sempre la possibilità di tentare una gita a La Galite, anche se la presenza della base militare non favorisce certo l’ottenimento dei permessi, comunque non impossibili per un soggiorno di pochi giorni. Si può raggiungere da Biserta, con il suo porto turistico che può ospitare circa 200 barche, oppure, arrivando quasi al confine con l’Algeria, sostando all’ombra della torre di Tabarka, il cui porto in ristrutturazione dedica un centinaio di posti al diporto. Arrivati a La Galite, regno del sarago faraone e della quasi estinta foca monaca, è ricordata per la presenza delle squisite aragoste e delle saporite cicale. Famosa, sin dall’antichità, come testimoniano le tombe ipogee, per la sua acqua che scaturiva da quattro sorgenti dando ampio rifornimento ai naviganti, negli anni cinquanta è stata una colonia ponzese per la pesca del corallo. Ora è una vera oasi di fauna mediterranea, trampolino di lancio sia per un veloce ritorno nella vicina Sicilia, o all’andata, se si sceglie di arrivare con una barca propria, per adattarsi alle calde acque che si troveranno nella splendida Tunisia.

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