Parliamo di barche che sembrano auto. O meglio, barche che vogliono ricordare un’auto in particolare, o una tipologia di auto come il coupé sportivo, quelle che Alessandro Baricco definisce la “rassicurante ripetizione delle forme”, ovvero la sensazione rassicurante di vedere una forma che già conosciamo in un oggetto che non ci è familiare. Un’auto, generalmente, ci è molto più familiare di una barca.

Disegnare auto che sembrano barche, o barche che sembrano auto, non è una pratica di questi anni. Lo testimoniano molti concept sviluppati in passato, come questa barca con le ruote che, come accade per gli aerei, possono essere retratte. L’idea è di un certo Paul Pankotan, di Miami. Correva l’anno 1940.

Le auto ci passano accanto quando passeggiamo per strada, le vediamo parcheggiate sotto casa. Su un’auto ci saliamo tutti i giorni. Su una barca, invece, molti di noi ci salgono – ahimè - solo quando sono in vacanza! Così accade che chi si avvicina al mondo dello yachting, che frequentemente non ha una storia di mare alle spalle, immagina la propria barca, grande o piccola che sia, confacente ai propri personali gusti che non sono quelli tipici di un marinaio, derivanti invece da una cultura ed una tradizione millenaria. Così cerca, consciamente o inconsciamente, una barca che assomigli di più ad oggetti e visioni a lui familiari, come può essere un’auto o una casa. Quindi uno yacht diverso da una nave o una barca nel senso tradizionale del termine.

Il cofano della Cadillac Eldorado degli anni ’60 ricorda molto la prua di una barca.

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