Divertirsi, certo, ma sempre in sicurezza. Perché andare in mare non è un gioco. Controlli, equipaggio, dotazioni: ecco cosa un comandante non può dimenticare. Salpare in crociera, con un equipaggio familiare o di amici, è uno dei momenti più attesi dal diportista. I sogni e le fantasie invernali si traducono finalmente in realtà: la vacanza più bella che possiamo immaginare è, finalmente, a portata di mano. Una vacanza, senza dubbio, ma in mare. E uscire in mare, con tutta la gioia, la passione e il divertimento che questo comporta, non deve farci dimenticare che, anche per percorsi di poche miglia, andiamo a confrontarci con un elemento indomabile. E, soprattutto, che noi siamo a tutti gli effetti i comandati dell’unità che sta intraprendendo quella che il codice della navigazione definisce come “una spedizione”. Senza farci schiacciare al punto da rovinarci le vacanze, non possiamo, dunque, non ricordare che abbiamo delle responsabilità civili e penali, oltre che morali, che riguardano la sicurezza dell’equipaggio e dell’imbarcazione. Il grado di “leggerezza” - non superficialità - con cui possiamo farci carico del ruolo di comandante, dipende dalla consapevolezza associata alla preparazione minuziosa della crociera.

La verifica della barca

Se stiamo salpando con una barca presa in locazione (nel qual caso l’equipaggio siamo noi), prima di prendere il mare dobbiamo svolgere le procedure di controllo previste dal check-in. Per quanto queste siano approfondite, o anche nel caso la barca sia di nostra proprietà e non locata, ci sono una serie di controlli che non possono essere evitati.

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