Obiettivo raggiunto, a tutti i livelli

Domenica 15 settembre 2019. Si è conclusa ieri la 12a edizione del Tour de Bretagne à La Voile, regata in Figaro con partenza da Saint-Quay-Portrieux e arrivo a La Trinité -Sur-Mer, organizzata in 6 tappe passanti per Saint-Malo, Brest, Concarneau e Larmor-Plage. Tra i 37 duo partecipanti, erano presenti anche Giancarlo Pedote e Anthony Marchand, arrivati noni in classifica generale a bordo di Groupe Royer – Secours Populaire di Marchand, il quale ha scelto il navigatore italiano come co-skipper al fine di rafforzare il binomio in vista della partecipazione alla Transat Jacques Vabre, che verrà regatata a fine ottobre a bordo di Prysmian Group, l’IMOCA affidato a Pedote.
Soddisfazione per l’inedito duo che, alla prima esperienza insieme su un Figaro 3, ha raggiunto il duplice obiettivo di finire nella Top 10 e di rafforzare il proprio legame e l’intesa professionali.

Questo Tour de Bretagne è stato estremamente costruttivo. È stata una grande esperienza per me e Giancarlo in prospettiva della Transat Jacques Vabre. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci meglio, e la verità è che siamo davvero in sintonia quando navighiamo insieme“, ha spiegato Anthony Marchand, che ha proseguito raccontando le difficoltà della prova: “Abbiamo avuto alcuni piccoli problemi di velocità in bolina. Questo ci ha penalizzato ai passaggi delle boe di disimpegno, e purtroppo la lunghezza ridotta delle tappe del Tour non ci ha aiutato a recuperare”. 

E’ stata un’esperienza che non dimenticherò e che ha arricchito il mio bagaglio di navigatore” ha dichiarato Pedote: “Ci siamo confrontati con un numero notevole di condizioni: alti coefficienti di marea, coste frastagliate e scogli, assenza di venti nel sud della Bretagna, navigazione spalla a spalla…tutte variabili con le quali non sono abituato a confrontarmi, e che ho avuto il piacere di affrontare con Anthony, con il quale sono contento di poter navigare in coppia per tutto il 2019. E’ importante avere sintonia quando si naviga, soprattutto durante prove lunghe e importanti, come quella della Transat Jacques Vabre, che da Le Havre arriva in Brasile. Non si tratta solo di avere una buona atmosfera a bordo: si tratta di avere un confronto di spessore con il quale superare gli imprevisti che sempre si presentano in mare. Si tratta di avere fiducia, di affidare qualcosa di estremamente importante a qualcun altro. Qualcosa che non appartiene solo a me, ma anche ai miei sponsor – Prysmian Group e Electriciens sans frontiéres – e a tutti coloro che ci seguono”.La transatlantica di ottobre è, infatti, qualificativa per la Vendée Globe.

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