In Antartide, nel Mare di Weddell, a 3.000 metri di profondità, la spedizione Endurance22, organizzata dal Falklands Maritime Heritage Trust, è riuscita identificare e filmare i resti in buono stato di conservazione della nave utilizzata dall’esploratore antartico britannico Ernest Shackleton per l’esplorazione dell’Antartide nel 1915.

 

La poppa dell”Endurance (The Falklands Maritime Heritage Trust).

 

Era un veliero a 3 alberi, lungo 43,90 metri e largo 7,60 m, con motore a elica singola, che raggiungeva una velocità di circa 10 nodi. Fu varata in Norvegia il 17 dicembre 1912 dai cantieri navali Framnaes Schipyard con il nome di Polaris.

Costruita per conto di armatori norvegesi e destinata a crociere nel Mar Glaciale Artico, per problemi economici venne venduta due anni dopo il varo, nel 1914, sottocosto, all’esploratore britannico Ernest Shackleton che la voleva utilizzare come mezzo per esplorare l’Antartide.

La missione del 1915 fallì ancor prima di iniziare perché poche settimane dopo la partenza la nave rimase bloccata tra i ghiacci nel Mare di Weddell, in un punto lontano da quello previsto per lo sbarco degli esploratori. Per mesi la nave rimase in balia dei ghiacci, fino a che dovette essere abbandonata dall’equipaggio. Il 21 novembre 1915 affondò. Dopo mesi di enormi difficoltà, imprevisti e scarse provviste, tutti e 28 gli uomini dell’equipaggio riuscirono incredibilmente a mettersi in salvo.