Qualcuno si era preoccupato, ma inutilmente. Perché l’esperienza dei contrassegni identificativi per le piccole unità in navigazione sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano dimostra che la natura giuridica dell’unità non immatricolata resta immutata. Un modello che potrebbe essere replicato sul mare. di Lamberto Ballerini Come i frequentatori delle acque interne del Nord ben sanno, da quando Italia e Svizzera hanno stipulato la convenzione accolta dalla Legge 2011/203, la navigazione dei natanti non immatricolati sui nostri laghi internazionali non rappresenta più alcun problema territoriale. Basta essere in possesso del contrassegno che, apposto sulla prua dell’unità, ne certifica l’iscrizione in un elenco gestito dalle autorità che lo rilasciano: le Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, per il Verbano (il lago Maggiore) della sponda piemontese; l’Autorità del bacino lacuale dei laghi Maggiore, Canobbio, Monate e Varese, per il Verbano della sponda lombarda; l’Autorità di bacino lacuale Ceresio Piano e Ghirla, per il Ceresio (Lago di Lugano). È importante sottolineare che il suddetto elenco attesta esclusivamente la detenzione e la conduzione – assolutamente non la proprietà - nel rispetto delle norme di navigazione locali, con particolare riferimento a quelle relative alla sicurezza. Che questo meccanismo stia funzionando molto bene lo testimoniano soprattutto gli utenti.

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