• Come fanno i fuoribordo Suzuki a funzionare incessantemente per migliaia e migliaia di ore? Con la giusta manutenzione!
  • Prestazioni eccezionali nei raid più impegnativi e percorrenze shock dei professionisti del mare: i numeri della durevolezza dei fuoribordo Suzuki

 

Qual è la durabilità o se preferite, la durevolezza di un fuoribordo?

 

Le variabili che possono determinare il ciclo di vita di un motore fuoribordo sono tante. Per quanto tempo un motore può restare perfettamente efficiente, sicuro e prestazionale? Certamente i fattori sono tanti e sono tutti strettamente legati all’uso ed alla manutenzione del fuoribordo, tuttavia ci sono altri fattori in gioco che fanno la differenza e che prendono origine dalla progettazione e dalla costruzione del motore fuoribordo.

 

Il payoff “The Ultimate Outboard Motor” che contraddistingue l’intera gamma Suzuki, sottolinea come questi fuoribordo siano accomunati da una tecnologia superiore, che abbraccia tale concetto anche negli aspetti della durabilità e dell’affidabilità.

 

Il costruttore giapponese ritiene fondamentale sviluppare ogni nuovo modello, indipendentemente dalla categoria di potenza, affinché lo stesso possa durare nel tempo, garantendo costanti le proprie performance. Questo processo coinvolge la scelta dei materiali di costruzione, la tecnologia utilizzata nelle lavorazioni, gli assemblaggi, la verniciatura realizzata per proteggere il motore dall’aggressione degli elementi e sino ad arrivare al packaging, grazie al quale il motore può arrivare integro, perfetto, fino al suo proprietario, dopo aver viaggiato per migliaia di chilometri.

 

Tutto questo sarebbe solo teoria se non fosse avallato dalla concretezza dei fatti, da come in effetti i fuoribordo Suzuki si comportano in mare. La consapevolezza di disporre di motori estremamente affidabili e sicuri ha spinto i responsabili della divisione Marine di Suzuki Italia, ad accettare vere e proprie sfide per i fuoribordo utilizzati, che si sono tramutate in severi test di durata portati a termine sempre con successo. Parliamo, ad esempio, delle navigazioni transoceaniche del comandante Sergio Davì e anche dei raid organizzati assieme al Club del Gommone di Milano.

 

ICE RIB CHALLENGE è un’impresa, la più recente del navigatore siciliano, che ha visto una coppia di poderosi DF350A, il top di gamma Suzuki, spingere un battello pneumatico Nuova Jolly Prince 38 CC di 11 metri, lungo la rotta che da Palermo ha toccato Isole Baleari, Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Irlanda, Isole Fær Øer, Islanda, Groenlandia, Canada, terminando a New York, negli USA: 330 ore di moto, coprendo 6.270 miglia nautiche, percorse senza il minimo problema. E quest’anno la OCEAN TO OCEAN RIB CHALLENGE approderà nuovamente negli Stati Uniti, ma questa volta si arriverà in California, grazie alla poderosa spinta fornita da una coppia di Suzuki DF300B per un totale di oltre 10.000 miglia che separano Palermo da Los Angeles.

 

Un altro incredibile quanto probante test di affidabilità e durevolezza è toccato al DF40A, il best seller della gamma Suzuki, un gioiellino di tecnologia fatto apposta per chi vuole navigare senza sottostare all’obbligo di dover conseguire la patente nautica. Nel 2017 uno di questi propulsori da 40HP fu protagonista del Giro d’Italia in Gommone nel quale percorse 1.767 miglia spingendo un battello ZAR Mini RIB 16. L’anno successivo, nel 2018, lo stesso identico Suzuki, spostato sullo specchio di poppa di un RIB Marshall m2, durante il raid A Gibilterra in Gommone di miglia ne percorse altre 2.414. Parliamo di un totale 4.181 miglia nautiche, ben 7.743 km, navigate da uno stesso fuoribordo 4Tempi da 941 cc, tenuto in forma, pienamente efficiente, dalla sola manutenzione ordinaria programmata, quella prevista dal costruttore e riportata all’interno del libretto di manutenzione, senza necessità alcuna di effettuare altri interventi.

In tutti i raid citati si è trattato di motori di serie, pertanto non soggetti a specifica preparazione per compiere imprese così estreme.

 

I racconti degli utenti che navigano avendo scelto i motori Suzuki, restano comunque il migliore attestato di autorevolezza rispetto alle caratteristiche di durabilità e affidabilità, specie quando a farli sono i professionisti, coloro i quali usano i fuoribordo Suzuki per lavoro.

 

Molti di essi sono pescatori, sia quelli che si avvalgono di reti, nasse o altri strumenti di cattura, sia angler che sui loro fisherman utilizzano le canne da pesca durante le uscite in charter con i loro appassionati Clienti. Senza dimenticare i titolari di diving, addetti all’ormeggio nei porti, polizia a mare ecc. insomma, tantissimi che ogni giorno, tutti i giorni per tanti anni, macinano ore di moto e miglia ai comandi dei loro Suzuki.

 

Tra loro segnaliamo l’esperienza di un titolare di un DF40 del 2005 con oltre 10.000 ore di moto con la sola manutenzione ordinaria o quella di un Marlin con un DF90 con ben 3.219 ore.

 

Com’è possibile raggiungere tali traguardi? A parte la qualità costruttiva che sta alla base, è fondamentale attenersi al libretto di uso e manutenzione del proprio fuoribordo, rispettare fedelmente le scadenze dei vari tagliandi e, soprattutto, utilizzare parti di ricambio originali, le uniche che garantiscono a ciascun motore un’efficienza e un’affidabilità pari al nuovo.