Anche se il cattivo tempo ha provato a metterci lo zampino, il meeting organizzato dalla Suzuki sulle rive del Lago Maggiore è stato ricco di eventi e di novità. In piena evidenza, i nuovi tre motori di media potenza, il DF140B, DF115B e DF100B, ricavati dallo stesso monoblocco 4 cilindri in linea da circa due litri, ideali per barche e gommoni tra i 5 e i 7 metri.

Suzuki

Il fatto che sui nuovi motori presentati dalla Suzuki venga posto l’accento sull’essere “meccanici”, ovvero con telecomandi che non sfruttano le attuali tendenze drive-by-wire, peraltro presenti sulla precedente serie di modelli delle stesse potenze, non deve far pensare a un passo indietro, tecnologicamente parlando, bensì di una precisa scelta dettata da specifiche esigenze, mentre va ben sottolineato che si tratta di motori totalmente riprogettati, fino al punto da condividere con la precedente serie poco più che le sigle di potenza.

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Quello che si nasconde sotto una leggera rivisitazione estetica è quindi sostanziale. Già la nuova calandra, al di là di un look più moderno e attuale, presenta una nuova presa d’aria che ne migliora la circolazione sfruttando anche un sistema di nebulizzazione dell’acqua che ne impedisce l’afflusso al motore. La calandra incorpora inoltre un nuovo silenziatore che, grazie a una cassa di risonanza appositamente studiata, abbatte ulteriormente i decibel di un motore già di per sé silenzioso.

Il rapporto di compressione di 10,6:1 migliora l’efficienza del motore sia in termini di prestazioni, in particolare accelerazione e velocità, sia ai fini del consumo. Non va infatti dimenticato quale sia sempre stata l’attenzione della Suzuki sui consumi dei propri motori che, a partire dal 9,9 HP, godono di quel sistema Lean Burn – traducibile come “combustione magra”- che, ottimizzando attraverso una serie di sensori i parametri del motore, è in grado di calcolare con eccezionale precisione la miscela aria-benzina e regolare di conseguenza la quantità del comburente, l’aria, rispetto a quella del combustibile, con evidenti contenimenti dei consumi (fino al 14%) che si apprezzano particolarmente navigando a velocità di crociera. Un dettaglio tutt’altro che secondario con i tempi che corrono.

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Un occhio sul green

Sui nuovi motori Suzuki si è anche tenuto conto dell’esigenza sempre più marcata di energia elettrica, dovuta all’aumento delle strumentazioni elettroniche in console. Sono state quindi incrementate le prestazioni dell’alternatore, soprattutto nei regimi di folle e bassa velocità, il che denota una particolare attenzione per l’uso di questi motori da parte dei pescatori.

Ai fini della manutenzione, anche se sui moderni fuoribordo il compito dell’utente è sempre più ridotto, si è pensato a rendere più semplice il controllo e l’eventuale rabbocco o sostituzione dell’olio. È stata infatti modificata la posizione del filtro ed è stato allargato il diametro del foro per il controllo dell’astina di livello. Un beccuccio di protezione ricavato sotto il foro d’immissione protegge inoltre il motore (e il mare) da eventuali piccoli travasi. La stessa facilità di accesso e manutenzione riguarda anche il filtro del carburante, utile in caso di presenza di acqua nella benzina di rifornimento.

Da notare, infine, a ulteriore testimonianza dell’attenzione che Suzuki pone all’ambiente, l’adozione standard su questi motori dell’ormai noto Micro Plastic Collector che, lo ricordiamo, è un semplicissimo ma geniale mini accessorio che, filtrando l’acqua di raffreddamento del motore, raccoglie tutti i residui di microplastica presenti nell’acqua di mare o dolce. Il tutto, cosa tutt’altro che secondaria, senza la minima influenza sulle prestazioni.

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Può sembrare una goccia nell’oceano ma, se si contano le migliaia di motori in circolazione e le ore di moto, le cifre hanno un loro perché. Al di là del Plastic Collector, è importante sottolineare come la protezione ambientale abbia in casa Suzuki un ruolo di primo piano, sviluppandosi su più piani, dall’ottimizzazione degli imballaggi di spedizione alle specifiche tecnologie innovative, alle sempre più numerose iniziative green, compresa l’adozione di una mascotte, Suzzi, considerata un green manager per i giovani diportisti del futuro.

Paolo Iliaruzzi

Paolo Iliaruzzi

Intervista a Paolo Ilariuzzi, Direttore di Divisione Moto e Marine

Il mondo dei fuoribordo sta attraversando un momento un po’ problematico a causa della crisi della componentistica e dei trasporti. Com’è la situazione in casa Suzuki?
Direi che la situazione è in lieve ma costante miglioramento perché, potendo seguire una programmazione il più precisa possibile, Suzuki riesce a soddisfare la domanda. Come noto, il problema resta quello dei fornitori, in particolare quella componentistica elettronica che proviene prevalentemente dal sud-est asiatico, il Vietnam, dove il Covid è ancora un problema non del tutto risolto. Per la prossima stagione, con una buona programmazione da parte dei concessionari ma anche dei clienti, non dovrebbero esserci problemi. Il consiglio, laddove esista il progetto di acquistare o cambiare il proprio fuoribordo, è quello di anticipare la richiesta in modo da potersi assicurare la consegna nei tempi corretti.

L’attuale crisi globale comporterà un aumento dei prezzi?
In parte il rialzo è stato inevitabile a causa dell’aumento delle materie prime e dei semiconduttori, a cui si è aggiunto il costo dei trasporti che ha avuto una forte impennata. Tuttavia, i nostri aumenti sono stati molto contenuti, nell’ordine del 2-3%, per andare incontro alla nostra clientela.

Giustamente si parla molto del vostro Microplastic Collector. Ci sono già dati precisi circa i suoi effetti?
Ciò che questo dispositivo fa può apparire come una goccia nell’oceano, ne siamo perfettamente coscienti, ma diffondendosi nella comunità può diventare importante. Se prendiamo come esempio un nostro 140 HP, possiamo calcolare che il motore filtra circa 2400 litri di acqua l’ora. Estendendo questa quantità per l’uso medio di ore da parte di un diportista e per il numero dei motori in circolazione, il numero diventa decisamente importanti.

Ci sono limiti per la sua installazione?
Attualmente il Microplastic Collector è installabile solo sui motori dal 100 al 140 HP, semplicemente per questioni di spazio sotto la calandra, che è l’unico vincolo. Con i prossimi aggiornamenti, sarà possibile installarlo anche su altri modelli.

Gira voce del prossimo lancio di un motore di potenza elevata. Conferma?
Posso dire che è sicuramente una richiesta del mercato e che a breve ci saranno novità nell’alto di gamma. Va però notato che non si tratterà semplicemente di realizzare un motore di alta potenza per contrastare anche la concorrenza ma, come avvenne a suo tempo con il 350 e con l’innovazione della doppia elica, di un motore destinato a creare un nuovo mercato. Un motore innovativo, con una sua collocazione ben specifica e funzioni in grado di soddisfare un’utenza sempre più esigente, anche a livello di motorizzazioni multiple.

Nell’automotive la spinta verso l’elettrico è sempre più forte. Cosa possiamo prevedere per il suo futuro della nautica?
In Italia, in campo nautico, è un’esigenza ancora poco sentita, anche per una questione di autonomia limitata e di difficoltà di ricarica. È dunque una domanda che potrà crescere rapidamente se queste problematiche verranno risolte, ad esempio con la diffusione di batterie intercambiabili direttamente alle stazioni di servizio. Crescerà poi se verranno introdotte delle limitazioni ai motori endotermici in determinati specchi d’acqua. In ogni caso, come Suzuki, abbiamo già una grande esperienza dell’elettrico nel campo dell’automotive, quindi saremo assolutamente in grado di intercettare questa domanda, che oggi, tanto per dire, è molto più forte nei mercati del Nord Europa.

Sergio Davì

Sergio Davì

Un motore per due oceani

Articolato su più piani, il meeting Suzuki ha avuto anche momenti di simpatica connessione, all’insegna della più moderna tecnologia. È stato infatti possibile svolgere una conferenza stampa che ha messo in contatto i giornalisti presenti all’hotel di Baveno direttamente con Sergio Davì, a Los Angeles, il quale, ancora bagnato d’oceano, ha risposto alle domande sui vari aspetti della sua impresa. Che forse non è stata quella di Joshua Slocum, ma di certo ha richiesto coraggio e determinazione per unire la Sicilia alla California, mettendosi alle spalle oltre 9.000 miglia di navigazione a bordo di un Prince 38CC della Nuova Jolly, motorizzato con due Suzuki DF300B e dotato di elettronica Simrad.

Furuno

Considerando che tanto Suzuki quanto Furuno hanno sempre tenuto in grande considerazione il mondo della pesca, c’è stata più curiosità che meraviglia alla presentazione del nuovo FishHunter Drive, che Furuno ha sviluppato appositamente per essere utilizzato con il suo autopilota NavPilot 300 montato sui motori Suzuki a partire dal 115 HP, siano essi in configurazione single o pluririmotore purché forniti del Suzuki Precision Control, il sistema che adatta automaticamente l’assetto del motore al regime del momento.

Ma cosa fa questa nuova funzione, per altro un plug and play di facilissima installazione?

Le sue caratteristiche sono dedicate ai pescatori, ma possono tornare utili in molte circostanze. Parliamo, per esempio, della possibilità di governare automaticamente manette e regime, ovvero rotta e velocità, indifferentemente dall’azione di vento e correnti, consentendo anche un “ancoraggio elettronico” utile magari quando si è in fila per fare carburante o per andare all’ormeggio.